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C’era una volta il PCI

L'Unità

Grazie a Matteo Renzi, quello che dovrebbe essere l'erede del Pci è diventato il maggior partito italiano,

ha conquistato il potere e vuole cambiare non solo l'Italia ma anche l'Europa e forse il mondo. Però viene spontaneo chiedersi: ma che ci azzecca l'ex sindaco di Firenze con il glorioso Partito Comunista Italiano? La risposta è semplice: niente.

Il nuovo premier si è formato nella DC, ha militato nei boy scout, va a Messa tutte le domeniche, in casa sua compravano "La Nazione", non certo "L'Unità". Ma certo i tempi sono cambiati, in tutte le città, in tutti i paesi, c'erano le "cellule", dove si riunivano i militanti e le loro famiglie. Il sogno dei giovani era quello di approdare un giorno alle Botteghe Oscure. I futuri magistrati venivano indottrinati alle Frattocchie, i giornalisti de "L'Unità" erano considerati funzionari di partito. Il giornale del partito veniva stampato in varie edizioni - una anche a Genova - alla domenica i volontari andavano a venderlo porta a porta.

Ora "L'Unità" ha sospeso le pubblicazioni e chissà se le riprenderà. Ha ingoiato troppi soldi. Per rilevare la testata fondata da Antonio Gramsci s'è fatta avanti solo Daniela Santanchè, che è una deputata di Forza Italia nonché la compagna di Alessandro Sallusti, che dirige "Il Giornale" di Berlusconi.

A Genova il Pci era un'azienda: proprietario di un palazzo, in salita San Leonardo, e un vero e proprio esercito di funzionari di partito. Poi il trasloco in Piazza de Marini. Venduta anche quella location, trasferimento in affitto in Piazza della Vittoria. Adesso è diventata troppo costosa anche quella sede, quella di Via Maragliano, accanto al Vittorino da Feltre, verrà a costare circa 27 mila euro all'anno, poco più di 2 mila al mese.

Non ci sono più i contributi dello Stato. I consiglieri della Provincia sono spariti, quelli della Regione dalla prossima legislatura diminuiranno. Deve tirare la cinghia anche il partito dei lavoratori.

Ma forse l'Italia sarebbe più bella se sparissero anche i politici di professione. C'è troppa gente in Italia che si è arricchita con la politica. Mandiamoli a lavorare sul serio.

Elio Domeniconi

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