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La sberla degli imperiesi al modello Toti

Giovanni Toti - Claudio Scajola

I supporter di Lanteri, governatore ligure in testa, se ne sono accorti troppo tardi: la campagna

del candidato unitario del centrodestra agli imperiesi non piaceva perché ci avevano messo il becco troppi partiti (Lega, con la presenza pure di Salvini, l’inedita Forza Imperia, coniata apposta da Sandro Biasotti, quel che rimaneva di Fratelli d'Italia e qualche centrista) e si erano esposti troppi foresti, come da Genova l'assessore comunale Pietro Piciocchi e l'ex dirigente regionale Gianni Gaggero come assessore in pectore.
Claudio Scajola ha avuto buon gioco a presentarsi agli elettori come un candidato fuori dai partiti (con ben 5 liste civiche a sostegno) ed imperiese tra gli imperiesi. Così “u Ministru” ha vinto ed ora a Ponente il modello Toti (ed anche la Forza Italia di Biasotti che ne è  la stampella) ha da fare i conti con lui e con Marco Melgrati, anche lui diventato sindaco di Alassio contro i partiti e contro i foresti.
Il paradosso è che era stato proprio Giovanni Toti ad inventarsi, per sostenere i partiti di centrodestra in difficoltà, le liste civiche territoriali e così aveva vinto Savona con la Caprioglio, La Spezia con Peracchini e Genova con Bucci. Negli ultimi tempi pare abbia preferito delegare e subire le scelte dei suoi luogotenenti. Ora sicuramente cambierà registro.

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