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Forza (Altra) Italia in Liguria punta al 3%?

I due fedelissimi tigullini di Forza Italia, Roberto e Carlo Bagnasco, con Silvio Berlusconi

I due fedelissimi tigullini di Forza Italia, Roberto e Carlo Bagnasco, con Silvio Berlusconi

I sondaggi nazionali affermano che gli azzurri reggono tutto sommato, in taluni casi addirittura guadagnano in attesa di capire cosa deciderà un altro big di Forza Italia, la campana Mara Carfagna. Infatti, le ultime rilevazioni, danno quel che resta del movimento nato nel 1993 da Silvio Berlusconi, tra il 5 ed il 6%. Terza forza politica del centrodestra dopo una Lega che oscilla al 32% e i Fratelli d’Italia tra l’8 ed il 9%.
Ma in Liguria, la patria di Giovanni Toti, la situazione è drammatica. Se nei sondaggi nazionali “Cambiamo!” non figura nemmeno tra i primi sette partiti (Lega, Pd, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia, Italia Viva di Matteo Renzi, La Sinistra, Più Europa), nella nostra regione il movimento del Governatore ligure oscilla oltre il 10%. Inoltre, buona parte del gruppo che reggeva le sorti di Forza Italia è passata armi e bagagli con Toti: ad Imperia l’assessore regionale all’urbanistica Marco Scajola, a Savona Angelo Vaccarezza, a Genova Lilli Lauro e Stefano Anzalone, a La Spezia il sindaco Pierluigi Peracchini.
Stando all’attuale legge elettorale regionale, per entrare in piazza De Ferrari, basta un 3%, ma Forza Italia (sempre che si chiamerà così nella prossima primavera, infatti è già partita l’operazione “L’Altra Italia”) riuscirà in questo intento? I pochi fedelissimi del Cavaliere, su tutti il nuovo coordinatore Giorgio Mulè (che ligure non è, un dettaglio importante per alcuni che lo considerano un paracadutato dall’alto), il consigliere regionale del levante Claudio Muzio , l’ex sindaco di Rapallo Roberto Bagnasco e suo figlio Carlo Bagnasco, attuale primo cittadino ruentino, e l’attivissimo Lionetti con i suoi circoli azzurri a Genova, sono già al lavoro.

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