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I fratelli (d’Italia) divisi anche al tempo del coronavirus

L'incontro della Squadra di Rosso con il senatore Ignazio La Russa

Non è servito l’appello all’unità - lanciato venti giorni fa proprio da Genova - del senatore Ignazio La Russa per rasserenare gli animi tra i fratelli (d’Italia) della Liguria. E non ha influito neppure questo clima di solidarietà nato a seguito dell’emergenza coronavirus.
Insomma, se in tutto il mondo l’unico messaggio è “stiamo uniti, vogliamoci bene”, all’interno dei “fratelli” genovesi rimane una certa distanza, forse pure aumentata dopo la reintegrazione di Matteo Rosso in Consiglio regionale: il ritorno del medico ha sparigliato le candidature alle prossime regionali.
Tornando al tema. Succede che un comunicato stampa (leggi) a sostegno degli operatori del comparto socio-sanitario ligure arriva firmato dal coordinatore regionale Massimiliano Iacobucci e dal dirigente di partito Gianni Berrino e sottoscritto da diversi consiglieri comunali. Per Genova c’è la firma solo del delegato alla Protezione civile Sergio Gambino, mancano i nomi del vicesindaco Stefano Balleari e degli altri consiglieri (Alberto Campanella, Stefano Costa, Valeriano Vacalebre), tutti uomini della “Squadra” di Rosso, che da quanto risulta a Genova3000 non sarebbe stato avvisato di questa iniziativa. 
Anche su un tema condivisibile da tutti, come quello dell’infaticabile lavoro di medici e infermieri, evidentemente è difficile andare d’accordo.

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