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Mancato rinvio scadenze fiscali, Cianci: “Dal governo pessimo segnale”

Domenico Cianci

“Per privati, aziende e partite Iva quella che stiamo vivendo è una settimana di pagamenti. Il governo, infatti, ha rinviato di soli venti giorni gran parte delle scadenze fiscali programmate per fine giugno. Dal diritto annuale alla Camera di Commercio, all’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre per importi superiori a mille euro”. Lo afferma Domenico Cianci, candidato alle regionali con la lista Toti Presidente.
“E poi c'è il versamento - prosegue Cianci - delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali sulla base della dichiarazione dei redditi per i titolari di partita Iva e soci di società. Finita qui? Figuriamoci! Ci sono l’Irpef (saldo 2019 e acconto 2020), l’Ires (saldo 2019 e acconto 2020), l’Irap (saldo 2019 e acconto 2020) l’Iva periodica e saldo 2019 della cedolare secca e primo acconto 2020”.

“Insomma, la poderosa potenza di fuoco sbandierata dal premier Conte è in realtà quella che devono pagare, oggi, professionisti e imprese. Come se la pandemia e i mesi di chiusura fossero ormai superati, come se gli effetti economici non lasciassero strascichi. Prorogare le scadenze almeno al 30 settembre, lasciando qualche mese in più di respiro, sarebbe stata la decisione più corretta. Così non è stato: come troppo spesso accade il governo appare scollegato dalla vita reale, quella con cui devono confrontarsi ogni giorno professionisti e aziende che, con fatica e tra mille sacrifici, portano avanti il nostro Paese”. Conclude Cianci.

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