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Giunta regionale, chi sacrificherà Toti?

Giovanni Toti

Adesso che tutti gli eletti alle recenti regionali sono stati proclamati dal Tribunale, il presidente Toti ha tempo venti giorni (a partire dal 12 ottobre, giorno della proclamazione) per convocare la prima seduta dell’assemblea della XI legislatura della Liguria. Dopodiché avrà a disposizione altri dieci giorni per presentare la nuova giunta.
Di tempo per riflettere sui nomi dei sette assessori e per mediare con i partiti della coalizione dunque ne ha, il leader di Cambiamo. Ma il tempo vola e il pressing degli alleati sta diventando stressante. E il rischio ingovernabilità, anche se remoto, c’è.
Facciamo due conti in tasca alla maggioranza di centrodestra in Regione. Edoardo Rixi, che ha una pattuglia di sei consiglieri della Lega, dice che "Ad oggi non ci sono i termini per trovare un accordo" nella composizione della Giunta. Matteo Rosso, che conta tre consiglieri di Fratelli d'Italia, dichiara che se non si trova una quadra il partito della Meloni si limiterà ad un "appoggio esterno" al Toti bis.
La somma Lega più Fratelli d'Italia è di ben 9 consiglieri regionali, che già di per sé superano gli 8 di Cambiamo. Se però a loro si aggiunge l'unico consigliere di Forza Italia, il risultato è che per ben 10 consiglieri dei partiti nazionali di centrodestra ad oggi potrebbero non esserci le condizioni per garantire l'appoggio al Toti bis.
Un dato clamoroso con cui il governatore ligure dovrà senz'altro fare i conti, quando si troverà a ripartire i sette assessorati. Ma il posto per tutti non c’è e quindi, per forza di cose, Toti dovrà sacrificare due dei nove pretendenti (3 Cambiamo, 3 Lega, 2 Fratelli d’Italia e 1 Forza Italia-Liguria Popolare), indipendentemente dal loro colore politico. Ma senza far arrabbiare troppo i leader della coalizione. Perché i progetti nazionali di Cambiamo restano una priorità.

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