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Gli assistenti spirituali Acli: “Aprite i circoli contro la solitudine”

Il giornalista Dino Frambati e un circolo Acli

La Liguria è colorata in giallo, maggiore libertà di movimento quindi, anche se occorre mantenere cautela. Ma allora perché non aprire, pur rispettando rigorosamente tutte le norme anti virus, i circoli Acli della regione? Contro la solitudine e l'isolamento che sta facendo male come una malattia a tante persone.

L'accorata richiesta ed il pressante appello arrivano dagli assistenti spirituali di una delle più prestigiose e solidaristiche associazioni del Paese. Istituzione storica e che raccoglie tante persone dai comuni ideali e, comunque, da una forte sensibilità umana.

“In questo periodo storico così travagliato - scrivono don Andrea Robotti, don Sergio Chiappe, don Renato Elena e don Michele Farina - le nostre comunità stanno attraversando momenti di difficoltà non comuni e prove di coesione di straordinario spessore. Le famiglie, la scuola, il mondo del lavoro, le aggregazioni sociali, costituiscono i capisaldi di un tessuto civile che, malgrado il flagello provocato dalla pandemia, continua ostinatamente e fiduciosamente a guardare con autentica speranza verso il proprio prossimo e verso il futuro, senza mascherarsi dietro falsi ottimismi o resilienze di maniera”.

Per i sacerdoti i circoli Acli sono “da sempre sono presidi di socialità, solidarietà e legalità e contribuiscono ad un equilibrio di sentimenti ed emozioni positive, indispensabile sia per l’anima, sia ancor più adesso, e soprattutto, per la vita delle persone”.

Per questo motivo, insistono i preti Acli, “anche in questa fase storica, i circoli Acli possano giocare un ruolo importante per aiutare le persone a superare la solitudine e l'individualismo che la pandemia ha fortemente accentuato”.

E', assicurano, una richiesta ponderata ma che viene avanzata dopo che la Liguria è passata dall'arancione al giallo. augurandosi che la risposta al loro appello sia positiva, potendo contribuire i circoli “alla sopravvivenza stessa dei nostri quartieri e dei nostri paesi e della vita sociale delle persone”.

Lo afferma anche Papa Francesco, fanno presente i sacerdoti aclini che “peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.

Aprire i circoli, spiega l'invito, sarà un segno di “solidarietà e attenzione ai più fragili”.

Non porte chiuse dunque, ma piuttosto “un luogo accogliente in cui, in tutta sicurezza, i soci possano trovare serenità e speranza. Aprire ai Circoli è aprire alla Vita!”.

Dino Frambati

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