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Molestia sul bus, Toti e Bucci: “Fatto inaccettabile, la ragazza ha l’appoggio delle istituzioni”

Giovanni Toti e Marco Bucci

“Quanto accaduto ieri mattina a una ragazza su un autobus a Genova è un fatto di una gravità inaudita. Una molestia inaccettabile messa in atto da un uomo nei confronti di una giovane, davanti all’indifferenza di tutti. Nessuno dei presenti è intervenuto e questo ancora di più rende intollerabile quanto accaduto”. Lo scrivono il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci.

“Troppe volte le donne sono costrette a giustificarsi dell’abbigliamento, o semplicemente della loro bellezza, come se l’autore della molestia e della violenza dovesse reagire in modo inevitabile e come se le ragazze non fossero abbastanza prudenti – dicono Toti e Bucci - Serve un cambiamento totale nella mentalità e soprattutto una presa di coscienza da parte di tutti di fronte a ogni tipo di violenza sulle donne in quanto tali. Violenze che in periodo di Covid sono ulteriormente cresciute. Sicuramente ‘Kimberly’ è stata molto coraggiosa, perché non sempre le violenze vengono denunciate e ci vuole coraggio per farlo. Oltretutto la sua denuncia ha fatto emergere altre testimonianze di situazioni simili. Da parte nostra come Istituzioni siamo consapevoli che in questo periodo, complice anche la pandemia, le donne hanno pagato un prezzo molto alto, perché il Covid ha colpito non solo il fisico ma l’equilibrio psicologico causando un aumento delle violenze”.

“Questo comunque è un tema su cui l’AMT – aggiunge il sindaco Bucci - è attenta e sta lavorando da tempo, attraverso la diffusione, tra i propri dipendenti, di un protocollo sulle molestie e la violenza sui luoghi di lavoro e con comunicazioni specifiche sul tema”. “Di certo – concludono il governatore e il sindaco - non si può abbassare la guardia e il fatto di ‘Kimberly’ lo dimostra, per questo continueremo a vigilare, sia sui mezzi pubblici, sia in tutti i luoghi di lavoro e di incontro per colpire chi si macchia di tali reati e rendere possibile alle donne la denuncia di tutti gli atti persecutori e arrivare, quanto prima, a un cambiamento sociale e culturale”.

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