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Economia, Murolo (FdI): “Ripresa? Bisognerebbe saper guardare meglio i dati”

Giuseppe Murolo

“Si legge oggi su alcune testate le strade deserte sarebbero svuotate per un “effetto vacanza”. Un’analisi stupida ed affrettata che fonda l’affermazione su foto pubblicate sui social e che ritraggono persone nelle località sciistiche più prossime alla Liguria (Limone, San Giacomo di Roburent, Courmayeur e Champoluc)”. E’ la riflessione di Giuseppe Murolo, coordinatore regionale Cultura&Innovazione di Fratelli d’Italia.

“Un’emittente locale sottolinea la “notizia con un trionfante: “Uno schiaffo alla presunta crisi, insomma, a conferma che a fronte di molti piagnistei spesso la realtà dei genovesi e degli italiani in generale è ben diversa, come peraltro confermano i dati ufficiali, i quali al di là delle sacche di indubbia povertà o semi povertà, parlano di quasi 100 miliardi di risparmi aggiuntivi accumulati da famiglie ed aziende nel 2021. In dodici mesi le riserve tricolori hanno fatto segnare un + 4,83%”.

“Ma possiamo veramente rallegrarci? O forse questo “studio” è semplicemente superficiale e non tiene conto dei dati antecedenti il periodo?”, afferma Giuseppe Murolo.

“Nel 2020, l’economia italiana - prosegue il meloniano - a causa della pandemia ha perso 150 miliardi di Pil, con un crollo del prodotto interno lordo dell’8,9%, una percentuale doppia rispetto alla media del Pil mondiale (-4,4%). La perdita è così suddivisa: 108 miliardi di consumi, 16 miliardi di investimenti e 78 miliardi di esportazioni. In termini di occupazione, a fine 2020, malgrado le misure attivate, gli occupati in Italia sono stati 435mila in meno rispetto al 2019. Le perdite maggiori si sono concentrate tra: dipendenti a termine (-412mila), lavoratori autonomi (-141mila), giovani (-312mila) e donne (-171mila)”.

“Senza contare l’aumento di divario tra i super ricchi ed il resto della popolazione – continua un battagliero Murolo - Il gap ha mostrato un incremento di povertà della classe media: la crisi ha colpito soprattutto le fasce più deboli della popolazione e i paesi più vulnerabili, accrescendo i rischi di un aumento delle disuguaglianze nei prossimi anni.

E difatti, secondo la Banca Mondiale “[…] la pandemia ha arrestato per la prima volta da oltre vent'anni la riduzione del numero di persone in povertà estrema[…]”.

“Forse, prima di festeggiare e parlare di ripresa, sarebbe il caso di prendere in considerazione non solo i dati attuali, ma confrontarli con quelli degli anni precedenti. E di valutare l’impatto che il caro energia avrà sull’inflazione e sulla vera crescita del Pil”, conclude l’esponente di fratelli d’Italia.

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