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Ciao a Piero Parodi, una grave perdita per Genova

Un artista, un cantautore, uno sportivo, ma soprattutto un Amico di tutti.

Piero “Pierino” Parodi, come si faceva chiamare su Facebook, è scomparso all'età di 86 anni all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena dove era ricoverato dallo scorso ottobre.

Parodi è stato uno dei cantautori della storia della musica folk dialettale e della canzone genovese, assieme a Paolo Villaggio ed a Fabrizio De Andrè è stato al centro del rinnovamento del mondo dello spettacolo a Genova, specie negli anni a cavallo tra i ’60 ed i ’70.

Chi non ricorda “A Seissentu”, traduzione in genovese di “La Balilla” di Giorgio Gaber, con i versi che dal milanese “Voeuri savè 'l mestee che foo, mi el me lavorà 'l comincia a mezzdì, vendi lisciva, soda e savon e l'acqua bugada col motofurgon” divennero a fine anni ’60 genovesizzati brillantemente in “Prìmma ve dìggo o mestê che mi fàsso, comìnso a dêx’ôe, mezogiórno so’ ‘n stràsso, véndo a söda lescìvia e savón e de palànche ne fàsso ‘n vagón”. Una canzone che ha superato il mezzo milione di copie vendute.

Il suo debutto radiofonico risale al 1958 nella trasmissione “La ventiquattresima ora”, condotta da Mario Riva, al fianco di artisti come Claudio Villa e Johnny Dorelli.  Prima di giungere al successo come cantautore dialettale, Parodi ha compiuto un lungo tirocinio come cantante in sulle navi da crociera americane "Constitution" e "Indipendence".

E poi successi su successi, con il debutto in TV nel 1968 assieme a Paolo Villaggio ed a Rick e Gian al programma “Quelli della domenica”.

Ma al di là della ribalta nazionale, si è imposto in tutti questi anni come il cantautore dialettale per eccellenza, successore di un mostro sacro come Mario Cappello.

E dopo “A seissentu” altre decine di successi: da “TiribiTaraba” per proseguire con Mariateresa,  Senza moae, Canto perché son imbriaego, O povou Miliu, A primm-a notte, O stornello do pescou, Canson da Cheullia, Un zeneize e un napolitan, Pierin o peruccae, Zena ghe n'è unn-a, Quande va sotta o so, O mae matrimonio, Sosta vietà, Ma se ghe penso, L'osciello, O Don Giovanni, O figgio de Via Prè…

Parodi sapeva passare da canzoni dolci e commoventi ad altre divertenti, senza mai cadere nel volgare; i suoi spettacoli erano seguitissimi, sin dai tempi delle serate “Genoa Folk” di fine anni ‘60 che si tennero nella splendida cornice del Castello D’Albertis.

Nella sua lunga carriera ha abbondantemente superato, con i suoi 35 singoli, 15 album e svariati CD, il milione e mezzo di copie vendute, collaborando inoltre con tanti artisti liguri come i già citati Fabrizio De Andrè e Paolo Villaggio, quindi con Vittorio De Scalzi, Franca Lai ed i Trilli.

All’età di 73 ha anche debuttato nel cinema, nei due film benefici della saga di "Capitan Basilico" dei Buio Pesto.

Era un grande sportivo ed un tifosissimo del Genoa, al quale ha dedicato più di una canzone. Negli anni ’80 molto spesso seguiva il Grifone in trasferta, con la sua immancabile bandiera sulle spalle.

Una grave perdita per Genova, che in lui aveva un alfiere ed un difensore della più profonda cultura dialettale.

Ci mancherai, Pierino.

 

Franco Ricciardi

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