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Tasse, la frecciata di Toti agli alleati: “Chi dice che le taglierà spieghi dove prenderà i soldi”

Giovanni Toti

“Prima che questa campagna elettorale arrivi nel vivo, con i soliti che prometteranno meno tasse, diamoci delle regole perché gli italiani sappiano quali promesse possono essere mantenute”. Lo ha detto il presidente di Italia al Centro Giovanni Toti nel PunToti, la sua rubrica sui social.

“Prima regola: chiunque dica che abbasserà le tasse - ha continuato il leader di Italia al centro - anche solo di un euro, deve anche spiegare dove prenderà i soldi per farlo perché, se non si diminuisce la spesa o non si aumenta il Pil, ovvero la ricchezza, nessuno riuscirà realmente a diminuirle. Forse potrà tagliarle ad alcune categorie aumentandole ad altre, ma per pagare meno tasse e lasciare qualche soldo in più nelle tasche degli italiani, c’è bisogno che il Paese guadagni di più. Oppure, occorre diminuire quell’enorme spesa pubblica che grava su di noi, soprattutto tagliando quel pezzo di spesa che deriva dagli interessi sul debito che potrebbero anche aumentare se la Banca Centrale Europea decidesse di alzare i tassi per limitare l’inflazione, e quindi costare ancora di più. Lo stesso vale per chi promette più servizi, per esempio nella pubblica amministrazione. È importante che dica dove prenderà i soldi per pagarli, visto che di scostamenti di bilancio non se ne potranno più fare”.

“Un partito serio - ha continuato il leader - fa questo, spiega dove trova le risorse e non lo fa parlando del recupero dell’evasione fiscale, perché sono anni che ne discutiamo ma mai nessuno ci è riuscito. Io dico due cose semplici: la prima è che i lavoratori dipendenti sono i più tartassati e c’è bisogno di ridurre quel cuneo fiscale che fa sì che nella busta paga restino pochi soldi rispetto a quelli che si guadagnano. La seconda è che per evitare che l’evasione fiscale continui a correre in modo incivile, dobbiamo fare in modo che tutte le spese che un cittadino fa si possano scaricare sulle tasse. Così facendo sarà il cittadino stesso che per scaricare le tasse chiederà la ricevuta. In questo modo elimineremo una parte di quell’evasione fiscale che consentirà a tutti di pagare un po’ meno”.

“Questi sono i criteri - ha concluso Toti - con cui si fa una campagna elettorale e questo lo difenderò fino in fondo per evitare che ci siano promesse vuote”.

In questo inizio di campagna elettorale a puntare sulla flat tax sono Matteo Salvini e Silvio Berlsuconi; il leader della Lega la vorrebbe al 15%, mentre il fondatore di Forza Italia al 23%.

Quindi, i “soliti che prometteranno meno tasse” sono gli alleati di Toti?

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