Begato, la rigenerazione diventa modello nazionale: sopralluogo del ministro Foti
A poco più di cinque anni dall’avvio del progetto, l’ex quartiere delle “dighe” di Begato si presenta come uno dei principali esempi italiani di rigenerazione urbana. Questa mattina il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha effettuato un sopralluogo nel quartiere Diamante di Genova insieme al presidente della Regione Liguria Marco Bucci e all’assessore regionale all’Edilizia e Politiche abitative Marco Scajola, visitando le tre nuove palazzine realizzate al posto degli storici edifici popolari. Presenti anche l’amministratore unico di Arte Genova Paolo Gallo.
L’intervento, promosso da Regione Liguria, ha richiesto un investimento complessivo superiore ai 35 milioni di euro. Di questi, 15 milioni provengono dai fondi PINQuA del Pnrr destinati alla costruzione dei nuovi edifici, mentre il progetto si è sviluppato in tre fasi. La prima, conclusa nel maggio 2020, ha permesso il recupero di 630 alloggi sfitti e il trasferimento di 274 famiglie residenti nelle due dighe, grazie a un investimento di 12,7 milioni di euro. Successivamente è stata quasi completamente demolita la struttura originaria, con l’abbattimento di 175 mila metri cubi di edificato, pari a 476 alloggi.
Al posto degli ecomostri sorti negli anni Ottanta sono nate tre palazzine ad alta efficienza energetica, classificate come Nearly Zero Energy Building (NZEB), che ospitano 60 appartamenti, tra edilizia residenziale pubblica e sociale, oltre alla nuova stazione dei Carabinieri. Il piano proseguirà con la riqualificazione degli spazi esterni, finanziata con ulteriori 2 milioni di euro destinati alla realizzazione di aree verdi, impianti sportivi, spazi associativi, una Casa della cultura e uno skate park. A questi si aggiungono oltre 6 milioni di euro investiti per l’adeguamento sismico e la riqualificazione energetica di altri 224 alloggi di edilizia pubblica.
Per il ministro Foti, l’intervento rappresenta uno dei progetti più significativi finanziati dal Pnrr attraverso il programma PINQuA, capace di coniugare riqualificazione urbanistica, inclusione sociale e qualità dell’abitare. «Begato – ha sottolineato – è un modello che supera i confini della Liguria e dimostra come una gestione efficace delle risorse possa trasformare un’area simbolo delle criticità urbane in un esempio di sviluppo».
Il presidente Bucci ha ricordato come la scelta di abbattere le dighe, avviata nel 2018, abbia segnato un cambio di paradigma nelle politiche abitative. «Abbiamo restituito dignità e sicurezza a un quartiere – ha affermato – superando un modello che tendeva a ghettizzare e realizzando invece alloggi moderni, servizi e qualità della vita».
Sulla stessa linea l’assessore Scajola, che ha definito l’intervento «un esempio nazionale di riqualificazione urbana e housing sociale diffuso». «Oggi – ha concluso – al posto di edifici degradati sorge un quartiere moderno, sostenibile e integrato, che mette al centro la persona e rappresenta un riferimento anche a livello europeo».




