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Amt, Cavo: “Le dimissioni di Giancarlo Campora confermano la gravità dei tagli”

Ilaria Cavo

 

Le dimissioni del sindaco di Campomorone, Giancarlo Campora (PD), dalle deleghe affidategli in Città Metropolitana riaccendono il confronto sul piano di risanamento di Amt. A intervenire è la parlamentare e consigliera comunale di Noi Moderati-Orgoglio Genova, Ilaria Cavo, che interpreta la decisione dell’esponente di spicco del Pd come «un gesto forte, che non lascia spazio a repliche o interpretazioni» e come una presa di posizione contro i tagli «inaccettabili» previsti al servizio di trasporto pubblico. 

Cavo ricorda quindi la posizione assunta in Consiglio comunale lo scorso 12 maggio, quando non era stato votato il Piano di risanamento di Amt. «Per noi era irricevibile proprio per i tagli a cui avrebbe portato - sottolinea -. Oggi la stessa risposta arriva dai sindaci dei Comuni della Città Metropolitana: irricevibile».

Nel mirino finiscono soprattutto le conseguenze sulle comunità dell'entroterra e sugli utenti che ogni giorno utilizzano autobus e collegamenti extraurbani. «Non possiamo accettare che l'azienda di trasporto pubblico scarichi su cittadini e Comuni il peso delle proprie difficoltà», sostiene Cavo, evidenziando come contemporaneamente agli enti locali venga richiesto un maggiore impegno economico. 

La parlamentare critica anche le modalità con cui sarebbero stati illustrati i conti e le ipotesi di riduzione del servizio. «Sono stati presentati conti che non hanno ragione di esistere, peraltro in maniera confusa, con riferimenti a piani che mai erano stati consegnati ai sindaci e stime sulla riduzione delle corse che non consentono analisi serie». Particolare preoccupazione riguarda i chilometri di servizio da tagliare nell'extraurbano, indicati in una forbice compresa tra 1,6 e 1,8 milioni. 

Secondo Cavo, il dissenso avrebbe ormai superato gli schieramenti politici. «Chi rappresenta i cittadini ha detto un fermo no senza pregiudizi politici, da destra a sinistra, inclusa la parte civica. I sindacati sono esausti e hanno già indetto uno sciopero, mentre le associazioni dei consumatori sono infuriate».

Cavo richiama anche il sostegno economico garantito ad Amt dalla Regione Liguria, sia attraverso la ricostituzione del capitale sociale sia mediante anticipazioni di liquidità legate ai fondi destinati al trasporto pubblico.

«Adesso la responsabilità di garantire un servizio all'altezza è tutta nelle mani di Città Metropolitana e del nuovo management dell'azienda scelto dalla nuova amministrazione comunale», conclude. Da qui l'appello alla maggioranza: «Anziché puntare il dito contro i sindaci che difendono i diritti dei propri cittadini e contro Regione Liguria, la sinistra riconosca di aver sbagliato strada e faccia retromarcia».

Infine, la richiesta diretta a Silvia Salis: «Magari chiedendo anche alla sindaca di metterci la faccia e di avere il coraggio di dire ai suoi colleghi sindaci ciò che si sono sentiti dire per interposta persona».

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