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Economia

FOS SpA continua la propria operatività

Super User 24 Marzo 2020 229 Visite

Fos SpA (FOS:IM), PMI genovese di consulenza e ricerca tecnologica, quotata al segmento AIM di Borsa Italiana, attiva nella progettazione e nello sviluppo di servizi e prodotti digitali per grandi gruppi industriali e per la pubblica amministrazione, rende noto che le proprie attività ricadono tra quelle a supporto delle società clienti che operano nei settori strategici e quindi rientrano

fra le eccezioni rispetto alle attività industriali sospese in ottemperanza al Decreto emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 22 marzo 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

Fos SpA, nel rispetto delle norme a tutela della salute pubblica e dei lavoratori, continua a prestare i propri servizi e ad erogare i propri prodotti digitali a complemento delle infrastrutture strategiche del Paese, assicurando le forniture alle società clienti operanti nei settori telecomunicazioni, trasporti e pubbliche amministrazioni.

In aggiunta, per fronteggiare l’emergenza, la Società ha provveduto ad una copertura assicurativa per tutti i dipendenti del gruppo – che attualmente lavorano con un massiccio piano di remotizzazione in smart working e nel Repair Center Telco - con un pacchetto di garanzie e servizi in caso di contagio da Covid-19.

Infine si fa presente che la Società ha deciso di erogare una donazione di 50.000 euro sul conto corrente “Regione Liguria - Raccolta Fondi a Sostegno Emergenza Coronavirus” per supportare le strutture sanitarie liguri impegnate a contrastare l’epidemia.

Occupazione: “approvato accordo per la cassa in deroga”

Super User 24 Marzo 2020 219 Visite

È stato approvato dalla Giunta regionale l'accordo quadro per la cassa integrazione in deroga ai lavoratori del settore privato che applica le disposizioni contenute nel decreto legge del 17 marzo ("Cura Italia") per misure a sostegno dei lavoratori a fronte dell'emergenza Covid-19. "Da questa sera saranno disponibili sul sito ufficiale di Regione Liguria i facsimile della domanda da inviare e dell'accordo sindacale che devono sottoscrivere le aziende con più di cinque dipendenti - spiega l'assessore al lavoro Gianni Berrino - e dalle dieci di domani mattina sarà attiva la piattaforma per l'invio delle domande che sarà possibile effettuare non appena sarà pubblicato il decreto di riparto alle regioni per per la cassa integrazione in deroga (che assegna alla Liguria 32.071.360 euro). Aspettiamo il decreto da giorni, ci auguriamo che l'attesa non sia ancora lunga. I 32 milioni sono una prima tranche: altre risorse sarannno erogate ad aprile con una nuova ripartizione tarata sui flussi di domande che saranno arrivati dalle regioni".

Le aziende sopra i cinque dipendenti dovrannno allegare alla domanda l'accordo sindacale, obbligo che non sussiste per le aziende sotto i cinque dipendenti. La misura è destinata alle aziende che non possono ricorrere agli ammortizzatori standard come la CIG ordinaria e il cosiddetto assegno ordinario, erogato dal fondo di integrazione salariale a gestione INPS, e i fondi di solidarietà bilaterali. L'istanza va presentata esclusivamente in via telematica attraverso il modulo online che sarà disponibile da domani alle dieci nella pagina “indice” della funzionalità Comunicazioni Obbligatorie on line attivabile dalla sezione “Servizi” del sito istituzionale della Regione Liguria (www.regione.liguria.it).

Successivamente Regione Liguria istruirà le pratiche e autorizzerà l’INPS al pagamento diretto delle spettanze ai lavoratori. I datori di lavoro devono trasmettere velocemente all’INPS i moduli SR 41, reperibili sul sito dell’Inps, per la richiesta formale del pagamento: in mancanza di tale adempimento, l’integrazione salariale non potrà essere pagata; i dati devono coincidere con quelli a consuntivo dichiarati alla Regione.

"Il trattamento può essere concesso anche retroattivamente a partire dal 23 febbraio scorso - precisa ancora Berrino - previo accordo con le organizzazioni sindacali, limitatamente ai lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale in forza alla medesima data del 23 febbraio 2020 e comunque per un periodo non superiore a nove settimane. Ho proposto di estendere la possibilità anche a chi è stato assunto dal 23 febbraio al 16 marzo, modifica che verrà inclusa nel decreto in sede di conversione".

Da Banca Carige prestiti d’onore a tasso zero

Super User 19 Marzo 2020 730 Visite

Banca Carige corre in aiuto delle piccole e micro imprese, e dei lavoratori autonomi, che attraversano gravi difficoltà per il fermo dovuto al Coronavirus, dedicando a queste categorie prestiti d’onore e aperture di credito a tasso zero che verranno erogati in tempi rapidissimi anche grazie al ricorso ad istruttorie on line che, compatibilmente con la documentazione da acquisire, limiteranno al massimo o escluderanno la necessità di contatti fisici e spostamenti.

A favore di queste aziende Banca Carige ha deliberato di offrire un prestito d’onore di ammontare fino a 5.000 euro, a tasso zero, rimborsabili in 12 mesi dopo 6 mesi di pre-ammortamento. Il prestito, vero e proprio finanziamento-ponte per l’emergenza, è strutturato quindi in modo tale da consentire all’imprenditore di disporre immediatamente della cifra necessaria a far fronte delle necessità più urgenti per poi programmarne la restituzione a partire da settembre 2020, quando ci si augura le attività saranno ripartite regolarmente.

In alternativa al finanziamento rateale per le aziende in difficoltà Banca Carige ha previsto, sempre per l’importo di 5.000 euro e a tasso zero, anche un’apertura di credito in conto corrente, strumento gradito a tanti operatori e rimborsabile con flessibilità entro 18 mesi.

Le misure creditizie messe a punto da Banca Carige sono finalizzate a dare una boccata d’ossigeno a tante piccole ditte artigiane, aziende familiari, agricoltori, esercizi commerciali e del comparto servizi, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico locale e che si trovano oggi in condizioni di forte tensione finanziaria a causa dello stop imposto dall’emergenza sanitaria in corso.

“L’emergenza del Covid-19 sta generando gravi difficoltà alle attività commerciali, artigiane e agricole che si ritrovano prive delle proprie entrate – spiega l’Amministratore Delegato di Banca Carige Francesco Guido - Con questi finanziamenti a tasso zero, di importo comunque  idoneo a fronteggiare le necessità più urgenti, intendiamo offrire uno strumento veloce a tutti gli operatori economici che svolgono la propria attività da almeno 12 mesi e che sono in grado di dimostrare di essere sempre stati puntuali nell’onorare i propri impegni. È un patto di fiducia di Carige con il proprio territorio. Carige Avanti Veloce non è uno slogan ma un impegno concreto. In questo momento abbiamo bisogno di speranza e coraggio e dobbiamo tutti ingaggiare una gara di positività e slancio verso il futuro. #CeLaFaremo”.

Proposta Federmanager Asdai per salvare la siderurgia

Super User 17 Marzo 2020 476 Visite

«Si tratta di una proposta di soluzione tecnica per il rilancio dello stabilimento ex Ilva di Taranto che, se attuata, a nostro avviso potrà avere ripercussioni positive anche su Cornigliano e Novi Ligure con posti di lavoro salvati e una possibile nuova linea di produzione della latta», così il Presidente di Federmanager/Asdai Liguria Marco Vezzani a proposito dello studio «imparziale e sganciato dagli interessi dei singoli attori» che l'associazione dei manager mette a disposizione dei soggetti interessati.

Lo studio, prodotto utilizzando la grande esperienza di un gruppo di dirigenti della dismessa Italimpianti ancora attivi in campo siderurgico, ha come obiettivo il futuro degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure tenendo in considerazione le esigenze ambientali, industriali e occupazionali dell'azienda.

«In questa situazione di stallo gli impianti rischiano il collasso causando danni ingenti per il Paese – prosegue Vezzani – e quindi abbiamo realizzato questo studio che espone conclusioni affidabili, sensate e soprattutto basate su considerazioni tecniche razionali. Le premesse sono che l'Italia, per non uscire dal novero dei paesi industrializzati, non può fare a meno della siderurgia e che deve intervenire lo Stato o per finanziare la cassa integrazione a vita di migliaia di persone o per rilanciare un'attività industriale più innovativa e pulita».

Ecco, in sintesi, le principali proposte dello studio:

A) Completare a Taranto tutti gli interventi di risanamento ambientale e impiantistico già individuati ma colpevolmente in grave ritardo;

B) Traguardare, sempre a Taranto, un assetto impiantistico basato su due cicli produttivi, distinti ma coordinati tra loro: una parte di stabilimento dovrà continuare la produzione a ciclo integrale tradizionale degli altoforni 4 e 5 capaci di produrre circa 6 Mt/a in equilibrio economico, cosa che non avverrebbe con produzioni minori; una seconda parte innovativa dovrà produrre 2 Mt/a basandosi sul ciclo riduzione diretta-forno elettrico: una tecnologia meno inquinante e con grandi prospettive future. Questa seconda parte non potrà essere però per un tempo non breve in equilibrio economico e necessita di supporto economico dello Stato o dell'Europa (“green deal”) sia per la realizzazione che per l'esercizio: interventi utili perché col tempo e con i prevedibili progressi tecnologici questa parte di stabilimento potrebbe crescere fino a portare in prospettiva alla progressiva decarbonizzazione del ciclo produttivo.

C) Le tempistiche per giungere a questa configurazione sono stimate in almeno 36 mesi da quando saranno stati risolti tutti i nodi giuridici, contrattuali, normativi e politici e sarà individuata una adeguata struttura di ingegneria e project management in grado di agire.

D) Il costo degli investimenti necessari è stimato in circa 1,5 miliardi di euro: circa dieci volte meno di quanto costerebbe al Paese la chiusura dello stabilimento al lordo dei costi sociali e industriali.

E) Posti di lavoro: su un totale attuale di 10 mila occupati lo studio prevede a regime tra i 1300 e i 1500 esuberi a Taranto da gestire con pensionamenti, incentivi e cassa integrazione guadagni.
«In merito agli stabilimenti di Genova Cornigliano e Novi Ligure dal nostro studio ci sono solo due soluzioni senza vie di mezzo – aggiunge Vezzani - Se si realizzasse la configurazione impiantistica da noi prevista a Taranto sarebbe garantito il loro ruolo industriale con la piena occupazione dei quasi duemila dipendenti delle due sedi (a differenza dell'incertezza che vivranno passata l'emergenza sanitaria) con una possibile realizzazione di una nuova linea per la latta. In caso contrario non avrebbe senso la loro funzione ed esistenza: dovrebbero venire chiusi con tutte le ripercussioni negative. Ovviamente la stessa sorte toccherebbe anche alle altre realtà produttive dell'ex Ilva in Italia e all'estero».
«I colleghi manager tarantini ex Ilva, in servizio ed in quiescenza “attiva” insieme al loro Presidente Federmanager Michele Conte, con pieno assenso condividono e ringraziano il gruppo di dirigenti genovesi della, purtroppo dismessa, Italimpianti per lo studio realizzato - sottolinea il Vicepresidente Federmanager Puglia, Pietro Conversano - Nei siti di Taranto, Genova e Novi Ligure operano ancora eccellenze di ingegneria e managerialità che perseguono continuativamente processi di innovazione tecnologica. Lo studio qui presentato a tutte le istituzioni competenti, palesa oltremodo queste peculiarità. Si impone la necessità di ascolto degli organi competenti perché possano mettere in atto tutte le azioni di contesto idonee alla efficacia delle soluzioni proposte in questo studio».
Federmanager/Asdai Liguria, infine, solleva un problema di fondamentale importanza: «Né il Ministero dello Sviluppo Economico né gli attuali azionisti sono dotati delle competenze necessarie per definire e realizzare un progetto di questa portata – concludono i curatori dello studio Egildo Derchi, Roberto Guarino e Gianfranco Tripodo di Federmanager/Asdai Liguria - occorrono 150-200 tecnici, in parte provenienti dallo stabilimento stesso e in parte impiantisti, progettisti e project manager d'esperienza. Occorre insomma un'entità tecnica come l'Italimpianti, azienda a suo tempo leader mondiale nell'impiantistica siderurgica e sconsideratamente chiusa».
ASDAI Liguria (Associazione Sindacale Dirigenti Aziende Industriali Liguria) è l’Associazione, fondata nel 1945, che fa capo alla Federazione Nazionale (FEDERMANAGER) e che ha come obiettivo la tutela e la promozione dell’immagine e del ruolo dei dirigenti industriali e dei quadri apicali. L’Associazione si occupa delle problematiche individuali e collettive della categoria offrendo servizi nei vari settori agli iscritti sia in servizio che in mobilità o in pensione o che svolgano attività professionale. Attualmente l’Associazione vanta circa 1700 iscritti in Liguria; Presidente, dal giugno 2019, è l’Ing. Marco Vezzani.

Nuove assunzioni al Terminals Apm di Vado Ligure

Super User 04 Marzo 2020 336 Visite

Prorogata al 23 marzo la scadenza del bando per il corso gratuito di specializzazione per gruista di banchina finanziato da Regione Liguria attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE) - Linea di intervento C ed organizzato dall’agenzia di formazione Isforcoop

È stata prorogata al 23 marzo la scadenza del bando per il corso gratuito di specializzazione per “gruista di banchina” organizzato dall’agenzia di formazione Isforcoop per APM Terminals Vado Ligure, società del gruppo APM Terminals che gestisce Vado Gateway, il sistema portuale di Vado Ligure che comprende il nuovo terminal container deep-sea e l’adiacente Reefer Terminal.

15 i posti disponibili riservati a disoccupati e persone in stato di non occupazione (titolo di studio richiesto: obbligo scolastico assolto; titoli preferenziali a parità di punteggio: possesso di patente C e E).

Il corso, finanziato da Regione Liguria attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE) - Linea di intervento C (Disoccupati, Inoccupati, Soggetti con maggiore difficoltà di inserimento lavorativo, persone a rischio di disoccupazione a lunga durata), ha una durata di 240 ore di cui 70 di stage in azienda: APM Terminals assumerà almeno il 60% dei partecipanti che termineranno con profitto l’attività formativa conseguendo l’attestato di riferimento.

Il gruista di banchina è la figura professionale addetta al carico, scarico, trasporto, stivaggio e immagazzinamento di containers e merce di diverso tipo nei terminal portuali e nei magazzini ad essi collegati.

I nuovi operatori lavoreranno sulle gru “Ship To Shore” del nuovo terminal deep sea di Vado Gateway, mezzi utilizzati per lo scarico e il carico delle merci e dotati di una videocamera dinamica per l’invio al sistema operativo del terminal, completamente integrato con tutte le altre apparecchiature, del numero di contenitore, procedura che consente di conoscerne in qualsiasi momento la posizione all’interno dell’infrastruttura portuale.

Per accedere al corso gli interessati dovranno presentare presso la sede di Isforcoop la domanda di iscrizione ritirabile presso la sede stessa dell’agenzia o scaricare dal sito www.isforcoop.it oppure inviarla con R/R sempre presso Isforcoop.

Le selezioni dei candidati si terranno presso il Campus Universitario di Savona (Via A. Magliotto 2). La data e l’orario delle prove sarà indicato nella ricevuta consegnata all’atto dell’iscrizione, mentre la data e la convocazione per il colloquio orale saranno comunicate il giorno della prova scritta.

Il nuovo corso di specializzazione per gruista di banchina si inserisce nell’ambito della collaborazione tra APM Terminals Vado ligure e Isforcoop relativa a specifici programmi di formazione per disoccupati promossi dalla Regione Liguria attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE). Tale collaborazione si è già concretizzata con l’assunzione del 90% degli operatori portuali polivalenti (manovratori di “gru a cavaliere” e muletti) che hanno terminato con successo i precedenti percorsi formativi.

Coronavirus, in Liguria la ristorazione ha già perso 13 milioni

Super User 04 Marzo 2020 624 Visite

L’emergenza coronavirus ha avuto un impatto fortissimo sui pubblici esercizi. In appena dieci giorni, bar e ristoranti delle sei regioni più colpite dal virus hanno visto andare in fumo 212 milioni di euro di fatturato. Un crollo che ha messo in seria difficoltà centinaia di attività, in particolare tra le più piccole. A lanciare l’allarme è Fiepet, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi Confesercenti, che ha stimato l’impatto subito fino ad ora dalle imprese.

«La tutela della salute pubblica, ovviamente, è la priorità di tutti. Il clima di emergenza, però, sta causando un rapido crollo dei fatturati non solo nel turismo, ma anche di bar e ristoranti, soprattutto nelle regioni colpite - spiega Giancarlo Banchieri, presidente nazionale di Fiepet -. Sui pubblici esercizi locali, infatti, non hanno pesato solo i provvedimenti restrittivi delle zone rosse, ma anche il panico e la riduzione della socialità».

« Servono interventi immediati, a partire dall’estensione della cassa in deroga e della sospensione dei pagamenti, almeno per le imprese delle regioni più colpite che hanno subito cali consistenti del fatturato - conclude Banchieri -. Invitiamo anche i consumatori a fare un gesto concreto nei confronti delle tante attività che stanno patendo una grave contrazione degli affari: ritorniamo alle nostre abitudini possibili e riprendiamo a passare al bar, al ristorante».

Le perdite sono consistenti anche in Liguria dove, nonostante i casi di positività al virus siano stati fin qui piuttosto contenuti, si registra un calo del fatturato nell'ordine di 13 milioni di euro. «Siamo preoccupati non solo per il calo riscontrato in queste prime settimane d'emergenza ma, soprattutto, per la ricaduta che tutto questo avrà sul turismo, essendo ormai prossimi alla primavera-estate - aggiunge Matteo Zedda, presidente di Fiepet Confesercenti Genova -. La cancellazione ed il rinvio di tanti eventi stanno provocando un clima di incertezza che alimenta il panico collettivo, con ripercussioni catastrofiche in tutti i settori. Auspichiamo che, fin da subito, vengano emesse ordinanze chiare e specifiche per tutti i settori, tali da fugare ogni dubbio in merito alle attività e alla socializzazione comune».

«Il momento è drammatico, in particolare, per quanto riguarda i pubblici esercizi legati al comparto turistico, per i quali rileviamo un calo di fatturato fino al 70% - riporta Alessandro Simone, rappresentante delle caffetterie Fiepet genovesi -. I contratti a chiamata dei lavoratori di queste aziende sono già stati sospesi. Gli staff dei ristoranti e dei bar turistici stanno utilizzando strumenti come ferie forzate e permessi, fino a che il conto corrente delle aziende lo permetterà. Ancora un paio di settimane in questa maniera, e ci troveremo costretti a fare la conta: uno scenario al quale non vogliamo neanche pensare. Meglio invece, se così si può dire, la somministrazione di servizio alla colazione e di spuntino veloce, che assestano le perdite intorno al 20%. Questo denota una voglia di normalità da parte dei residenti e di chi opera in città».

Tra le tante situazioni di criticità, in attesa di provvedimenti concertati e su vasta scala, Riccardo De Giorgi, presidente del Civ Porto Antico aderente a Confesercenti, ha già formalizzato ai vertici della Porto Antico S.p.A. e all'assessore comunale al commercio Paola Bordilli la richiesta di sospensione dei canoni di locazione e occupazione suolo, per consentire la sopravvivenza delle attività presenti nell'area, e richiesto un incontro urgente in merito.

Alitalia riduce i voli tra Genova e Roma

Super User 28 Febbraio 2020 743 Visite

In mattinata è arrivato l’annuncio di Alitalia relativo alla cancellazione di due voli giornalieri, sui sei operati quotidianamente dal lunedì al venerdì, sulla tratta Genova-Roma a partire dal prossimo 18 marzo. I due voli Genova-Roma cancellati dalla compagnia aerea sono: AZ1396 / AZ1388. Vengono meno la partenza da Genova alle 6:20 e alle 10:05. Cancellati i voli da Roma a Genova AZ1397 e AZ1391.

Restano in vendita anche dopo il 18 marzo i quattro voli Genova Roma AZ1380 (con partenza alle 7:00 e arrivo a Roma alle 8:05), AZ1384 (partenza da Genova alle 11:25 e arrivo a Roma alle 12:30), AZ1386 (partenza da Genova alle 15:05 e arrivo a Roma alle 16:10) e AZ1392 (partenza da Genova alle 19:05 e arrivo a Roma alle 20:15), operati dal lunedì al venerdì. La compagnia ha inoltre ridotto da quattro a tre i voli da Genova a Roma del sabato, a partire dal 21 marzo. Restano tre i voli in vendita la domenica.

La decisione è stata presa unilateralmente dal vettore mentre erano in corso interlocuzioni per far fronte alla situazione di difficoltà che sta attraversando la Compagnia di bandiera e nonostante i buoni risultati dell’iniziativa promozionale “Vola da Genova”, lanciata dall’Aeroporto di Genova lo scorso dicembre a seguito delle note problematiche relative alla viabilità autostradale e a supporto della mobilità da e per la Liguria. Tale situazione di criticità si è ulteriormente acuita a seguito dell’insorgere dell’emergenza Coronavirus, che sta comportando un significativo calo nel numero di passeggeri e di prenotazioni. La decisione di Alitalia rende più difficile raggiungere Genova da Roma e dai circa 70 scali del network del vettore, penalizzando ulteriormente la già insufficiente accessibilità del territorio genovese e ligure.

Il Presidente della Regione, Giovanni Toti, ha commentato: «Genova e la Liguria non tollereranno una riduzione dei voli da e per Roma. Si tratta di un servizio fondamentale per il nostro territorio, specie in considerazione delle condizioni delle autostrade liguri e dell’assenza dell’alta velocità ferroviaria».

«A seguito di questa notizia le Istituzioni locali, e in particolare la Regione, hanno manifestato stupore e disappunto per la decisione presa e chiedono urgentemente un incontro con i vertici di Alitalia al fine di individuare soluzioni che consentano il ritorno dell’offerta commerciale attuale», ha dichiarato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, principale azionista dell’Aeroporto di Genova, Paolo Emilio Signorini.

Prorogato il bando per la digitalizzazione entroterra

Super User 15 Febbraio 2020 499 Visite

È stata deliberata in giunta regionale la proroga fino al 16 marzo 2020 del bando da 3 milioni dedicato alla digitalizzazione delle microimprese situate nei comuni delle aree interne liguri, rientrante nell’azione 3.1.1 del Por Fesr Liguria 2014-2020. “Non vogliamo far perdere questa opportunità a nessuna impresa del territorio e, per favorire un maggior numero di realtà imprenditoriali nel presentare la domanda di agevolazione, abbiamo deciso di accogliere la richiesta delle associazioni di categoria di allungare di quasi un mese la scadenza” spiega l'assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti.

“Durante il tour nell’entroterra – continua Benveduti - abbiamo riscontrato un grande interesse da parte delle imprese, in quanto la misura, concessa sotto forma di contributo a fondo perduto nella misura del 60% della spesa ammissibile fino a 5 mila euro, coglie la necessità di sviluppare strumenti che consentano il miglioramento dell’efficienza dell’impresa e l’apertura delle attività a nuovi mercati”.

Si ricorda che sono ammissibili le spese a iniziative avviate a partire dal 2 settembre 2019, purché non conclusi alla data di presentazione della domanda. L'investimento ammissibile agevolabile non può essere inferiore ai 2.500 euro. La procedura informatica è disponibile sul sito di Filse e le domande potranno essere inviate dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30.

Per maggiori informazioni: www.impresainliguria.it

Toti: “presto il ribaltamento a mare di Fincantieri”

Super User 13 Febbraio 2020 562 Visite

“I tempi sono maturi, ora partiamo. Il progetto è quasi finito, è stato finanziato e potrà usufruire delle modalità semplificate del Commissariato che opera su Genova e quindi, come le opere portuali, verrà realizzato con un Commissario che stabiliremo di comune accordo. Questo ci consentirà di procedere in maniera spedita e mi auguro che si possa aprire il cantiere in pochissimo tempo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, intervenuto in merito al ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Genova Sestri Ponente durante la cerimonia di presentazione della nave da crociera Scarlet Lady.
“Il ribaltamento a mare va fatto – ha ribadito il governatore – e oggi stiamo lavorando al massimo per dare alla Fincantieri di Sestri Ponente un bacino che consenta di costruire navi da crociera più grandi di quelle attualmente in costruzione. È un intervento indispensabile perché il mercato delle crociere è in gigantesca espansione e Genova e la Liguria sono le capitali di questo settore nel mondo, non solo nella costruzione delle navi ma anche perché qui si trovano i tre home port delle principali compagnie”, ha concluso Toti.

Riorganizzazione ai vertici di Porto Antico di Genova

Super User 11 Febbraio 2020 1080 Visite

Lo scenario di riferimento e le nuove sfide che la Società dovrà affrontare nell’ambito del processo di integrazione con Fiera di Genova hanno portato il Consiglio di Amministrazione a varare un nuovo assetto organizzativo.

Mauro Ferrando, da luglio 2019 al vertice della Società, ha da subito colto l’ampio spettro delle potenzialità della Porto Antico di Genova Spa, società che già in questi anni, con un’attenta gestione del waterfront riqualificato nel 1992 su progetto di Renzo Piano, ha profondamente contribuito all’affermazione di Genova quale città turistica e congressuale di primordine.

La Società, infatti, è da pochi mesi protagonista anche dei nuovi sviluppi e iniziative che interessano non solo le aree di Porto Antico ma anche il quartiere fieristico, in profonda trasformazione, ulteriore motore di sviluppo dell’economia della città nei prossimi anni.

Oltre alle attività tradizionali di animazione e gestione degli spazi a terra e a mare del Porto Antico, la Società è chiamata ad affrontare nuove sfide. Il piano triennale recentemente approvato dal Consiglio di Amministrazione prevede ingenti investimenti volti a consentirle il miglioramento e la implementazione dei servizi offerti.

In questo scenario si è quindi deciso di riorganizzare la Società, concordando con Alberto Cappato, direttore generale dal 2012, l’assunzione, da parte dello stesso, del ruolo strategico di direttore Innovazione, sostenibilità e sviluppo. Dalle prossime settimane si procederà a selezionare un nuovo direttore generale, onde potenziare gli aspetti di gestione societaria, anche a seguito della recente integrazione con Fiera.

Il nuovo assetto consentirà di avere una più strutturata presenza della Società sugli essenziali temi dell’innovazione, anche attraverso una più incisiva azione finalizzata all’acquisizione di finanziamenti europei e nazionali e alla sperimentazione di nuove tecnologie. Ambito, questo, consono alle spiccate attitudini di Alberto Cappato, il quale, con grande entusiasmo, ha immediatamente colto tale opportunità di crescita professionale.

“Si tratta di un incarico sfidante che sono fiero di poter svolgere per la Porto Antico di Genova Spa e più in generale per la nostra Città”, ha dichiarato Cappato che manterrà la qualifica di direttore generale, ad interim, fino all’ingresso di un nuovo manager.

Il presidente Mauro Ferrando ha dichiarato: “Sono convinto che il nuovo assetto darà alla Società strumenti più efficaci per affrontare le sfide dei prossimi anni, in un’ottica di grande collaborazione e piena sintonia con le Istituzioni locali. L’operazione darà certamente maggior slancio propulsivo alla Società e permetterà una sua più performante azione. Ho apprezzato in questi primi mesi di presidenza le capacità di Cappato, il quale, tra l’altro, presiede la sezione cultura e turismo di Confindustria ed è segretario del board dell’Associazione mondiale delle città-portuali. Confido che il suo sarà un contributo fondamentale e, per quanto mi è dato di conoscerlo, costituirà un prezioso supporto al nuovo manager chiamato a gestire le dinamiche della Società nei prossimi anni”.

Armatori e banchieri al Think Tank di Vinacci

Super User 09 Febbraio 2020 1926 Visite

Ancora un successo per i Think Tank organizzati dall’ex assessore comunale Giancarlo Vinacci.
Il tema dell’ultimo incontro, che si è svolto mercoledì scorso nella sede della Fondazione Garrone, è stato il lancio di “First Blue”, il primo fondo dedicato alla Blue Economy che partirà proprio da Genova.
Tanti i rappresentanti dell’economia internazionale presenti. Da Londra è arrivato Francesco Carobbi, personaggio molto conosciuto nel mondo per aver rivestito cariche di primissimo piano in Chase Manhattan Bank e Bank of Tokyo; da Milano Vincenzo Macaione, fondatore di Main Capital SGR.
Tra i relatori Fabiola Mascardi, consigliere di Ansaldo Energia, Enav e Astm, il presidente del gruppo Grendi Bruno Musso, che ha riproposto il progetto del Bruco, un nastro ferroviario per trasportare i container dal porto di Pra'-Voltri ai retroporti del Basso Piemonte.
Presenti anche Pietro Codognato Perissinotto, presidente di Filse, l’ex assessore comunale Arianna Viscogliosi, la sempre più attiva Gigliola Piciocchi (sorella del superassessore di Bucci), esponenti di BNL, Carige e Banca Mediolanum e di tante imprese legate all’economia del mare che, come ricorda Giancarlo Vinacci, capo dipartimento Italia di Forza Italia, “sono un asset di primaria importanza per l’intero Paese, visto che impegnano, direttamente e indirettamente, quasi 200.000 lavoratori, dei quali il 70% nel Nord Ovest e il restante a Genova”.
Appuntamento al prossimo Think Tank.

In prima fila da sinistra Arianna Viscogliosi e Gigliola Piciocchi

Occupazione: aumentati gli addetti nelle imprese

Super User 04 Febbraio 2020 465 Visite

Nel 2019 gli addetti delle imprese liguri sono aumentati di 4634 unità rispetto all'anno precedente: erano 471.565 alla fine del 2018, sono arrivati a 476.199 il 31 dicembre 2019. Lo dicono i dati della Camera di Commercio Riviere, che registra valori positivi per tutte le province, dalla Spezia (+1,4%) a Imperia (+1,2%), con un aumento più contenuto per Genova (+0,9%) e Savona (+0,7%). L'aumento degli addetti si è verificato nonostante il saldo tra apertura e chiusura delle imprese, che è leggermente negativo a livello regionale rispetto al 2018 (-0,3% sia per le imprese registrate sia per quelle attive). "È il segno di un tessuto di imprese complessivamente sano - commentano il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e l'assessore al lavoro Gianni Berrino - che compensa la difficoltà che stanno passando alcuni settori con la vitalità di altri, come ad esempio il commercio e il turismo, che da qualche anno hanno aumentato costantemente il numero di addetti grazie a condizioni favorevoli di mercato e a una maggiore collaborazione con le istituzioni e gli enti di formazione". Il numero di imprese attive è in flessione in particolare nelle forniture energetiche, nelle attività estrattive, mentre cresce nei servizi di alloggio e ristorazione, nelle attività immobiliari, nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, nell'istruzione e nella sanità, nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento. Riprende la crescita anche per il settore delle costruzioni.

Rina Consulting, la nuova sede in via Cecchi

Super User 31 Gennaio 2020 1137 Visite

E' un orgoglio per Genova, ma soprattutto ennesima eccellenza italiana nel mondo, Rina Consulting, la cui sede della nazionale è stata inaugurata in via Cecchi, quartiere Foce, a due passi dal mare di Genova e dalla Fiera.

Sei milioni l'investimento per creare una struttura da 4.200 metri funzionale, massimamente tecnologica ma soprattutto esemplare quanto al rispetto dell'ambiente e dove è stato usato legno in buona quantità e alimentata con energia rinnovabile, dov'è stata bandita la plastica monouso che peraltro, ha specificato Ugo Salerno, presidente e ad RINA, sparirà entro il 2021 “da tutti i Rina del mondo”. Nella nuova, prestigiosa sede lavoreranno 400 dipendenti 

Ed a sottolineare la genovesità di Rina Consulting con però la sua proiezione nel mondo, è stato il sindaco Marco Bucci, mentre l'assessore regionale Ilaria Cavo, intervenuta a nome del presidente Toti, ha posto l'accento sul “grande sguardo al futuro” dell'azienda. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha dato la sua benedizione alla nuova sede di azienda genovese, sottolineando la necessità di porre la “filosofia umanistica al centro di tutto”, esaltando la bellezza del nuovo sito, adeguato, ha detto Bagnasco, a rapporti umani positivi e “vicendevole incoraggiamento”. Per Luca Maestripieri, segretario regionale Cisl Liguria, la nuova sede è foriera di speranza per lavoro ed occupazione in una città che necessita di rilancio e di imprenditoria sana e produttiva.

Il palazzo di via Cecchi, nuova ed ulteriore sede Rina, lo fu in passato di marchi prestigiosi e di primaria importanza per il Bel Paese, quali Piaggio & C e Saiwa. Tre i piani, con zone di lavoro, 2 ampie aree relax, 2 di ristoro, 12 sale riunioni, 13 phone booth, 5 terrazzi e 3 aree verdi indoor.

Ambiente piacevole, idoneo a valorizzare le professionalità.

La storia di Rina è parte della migliore tradizionale del lavoro nel Bel Paese. Una spa fondata a  Genova nel 1861, dove ha quartier generale in via Corsica, nel prestigioso quartiere di Carignano e dove lavorano 450 dipendenti. Nel 2019 ha assunto circa 100 nuovi dipendenti nel capoluogo ligure.

Una ampia occupazione e addetti di alta qualità, cui Rina guarda con attenzione esemplare nella totalità e nei vari siti. E che oltretutto, grazie allo smart working, hanno risparmiato, è ancora Salerno a spiegarlo, “40 mila ore di viaggio casa – ufficio e quindi emissioni di Co2 in meno, come se si fossero piantati 13 mila alberi”.

RINA offre servizi nei settori Energia, Marine, Certificazione, Infrastrutture e Trasporti e Industry. 

Nel 2018 ha fatturato 440 milioni di euro, ha 200 uffici in 70 Paesi nel mondo, partecipa alle principali organizzazioni internazionali, contribuendo da sempre allo sviluppo di nuovi standard normativi ed a Genova, ha parte attiva ed importante nella realizzazione del nuovo ponte.

Dino Frambati

Toti: “Fincantieri eccellenza del nostro territorio”

Super User 25 Gennaio 2020 621 Visite

“Fincantieri, eccellenza del nostro territorio a livello mondiale, è la dimostrazione che dopo i momenti difficili un’azienda può risorgere e tornare ad essere leader nel suo settore. Siamo orgogliosi che ci sia molta Liguria nel successo di questa azienda, che sul nostro territorio produce sicurezza per il nostro Paese, tecnologia per la nostra industria e lavoro per i nostri cittadini”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che questa mattina presso lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso ha preso parte alla cerimonia del varo della fregata Emilio Bianchi, la decima e ultima unità navale del programma Fremm, Fregate Europee Multimissione della Marina Militare.
“Su Fincantieri - ha aggiunto Toti - stiamo investendo tantissimo, a partire dall’ampliamento con il ribaltamento a mare del cantiere di Genova Sestri Ponente, per farne uno dei principali stabilimenti del Mediterraneo per la costruzione di navi da crociera”.

Firmato protocollo d’intesa tra le regioni del Nord Ovest

Super User 21 Gennaio 2020 533 Visite

È stato firmato a Piacenza, nella Sala Pierluigi di Palazzo Farnese, il protocollo d’intesa per lo sviluppo delle relazioni logistiche tra le Regioni della Cabina di Regia per la logistica del Nord-Ovest. Un atto - sottoscritto da Regione Liguria, Regione Lombardia, Regione Piemonte, Comune e Provincia di Piacenza - che nel quadro del più ampio sistema logistico del Nord Ovest si prefigge di favorire il raccordo tra i poli logistici piacentini, i sistemi logistici lombardi e piemontesi e il sistema portuale ligure, allo scopo di perseguire un efficiente sviluppo dell’intermodalità tra porti, retroporti e mercati, anche attraverso l’istituzione della Zona Logistica Semplificata “Porto e Retroporto di Genova”, indicata nel cosiddetto Decreto Genova (DL 109/2018 convertito in L. 130/2018), che comprende il territorio piacentino.
A sottoscrivere l’accordo, insieme al Presidente della Provincia e Sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, sono intervenuti l’assessore allo Sviluppo economico, ai Porti e alla Logistica di Regione Liguria Andrea Benveduti, l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi e il responsabile del Settore Pianificazione e Programmazione Trasporti e Infrastrutture di Regione Piemonte Ezio Elia, su delega dell’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Gabusi. “Piacenza svolgerà un ruolo di snodo logistico fondamentale per i porti della Liguria per by-passare Milano e raggiungere il Brennero e il mercato transalpino – ha spiegato l’assessore Benveduti -. Secondo quanto previsto dalla Legge Genova, il comune e la provincia emiliana sono tra le aree incluse nella Zona logistica speciale e pertanto abbiamo ritenuto fondamentale fare sistema, in chiave di retroporto. Rafforzando le relazioni della Cabina di Regia, diamo seguito all'intento comune di concorrere al miglioramento del trasporto delle merci, nell'ottica di un traffico sempre più sostenibile e ferroviario”. “Un'opportunità – ha continuato Benveduti - strategica per la Liguria, ma anche per l'Emilia-Romagna che oggi pesa il 26% sui traffici del porto della Spezia. Piacenza dispone di una rete stradale di primario sviluppo a livello nazionale oltre a rappresentare un fondamentale crocevia di importanti linee quali la Milano-Bologna e la Bologna-Torino”.

Riconoscimento europeo “rosa” per Poste italiane

Super User 19 Gennaio 2020 664 Visite

Poste italiane conferma di essere un'azienda produttiva, che offre occupazione e funziona al meglio, non solo in Italia ma anche in Europa, soprattutto per quanto riguarda l'attenzione alle donne.

La conferma arriva da un riconoscimento molto importante da parte dell'organizzazione “European Women on Boards” (Ewob), secondo la quale Poste Italiane è tra le prime cento in Europa quanto a presenza femminile (44%) nel Consiglio di Amministrazione con inoltre il 34% in posizione di leadership e del 22 con funzioni esecutive.

Poste Italiane si colloca quindi tra quelle targate Europa che vantano un punteggio più elevato dell'indice di diversità di genere tra i maggiori Gruppi del listino Stoxx Europe 600.

Fatto non certo da poco in un momento storico in cui finalmente la parità di genere trova attenzione.

In generale la ricerca Ewob mette in risalto come, nel Vecchio Continente, sia ancora molto sbilanciata la presenza delle donne in ruoli importanti. Soltanto infatti il 7% di presidenze di Gruppi è rosa. Un dato che rende ancora più importante l'assetto che ha invece Poste Italiane, che si avvale della presenza femminile a tutto campo.

Su infatti 69 mila unità lavorative il Gruppo con sede all'Eur di Roma ne vanta il 55% femminile, mentre rafforza ulteriormente il quadro di genere il fatto che il 59% degli oltre 12.800 Uffici Postali del Bel Paese è diretto da donne.

Prevalenza che va ben al di là delle cosiddette quote rosa.

Poste Italiane va forte anche sul piano della sostenibilità, come informa un comunicato dell'ufficio stampa delle stesse: “è inoltre di recente entrata negli indici globali di sostenibilità più importanti, a cominciare dal FTSE4GOOD Developed e dal FTSE4GOOD Europe, oltre che nell’Euronext Vigeo-Eiris World 120, nel Dow Jones Sustainability Index World e nel più selettivo Dow Jones Sustainability Index Europe a dimostrazione di un percorso virtuoso nell’integrazione delle politiche di business con i principi di sostenibilità”.

Dino Frambati

 

 

Autotrasporto, Toti: “tavolo tecnico in Autorità portuale”

Super User 18 Gennaio 2020 638 Visite

“La possibilità di apertura anticipata dei terminal è uno dei temi sul tavolo, da affrontare in accordo con Autorità Portuale e ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il piano potrebbe essere sostenuto in parte dai fondi destinati all’autotrasporto per le corse aggiuntive e in parte grazie ad un contributo di Aspi: questa è stata la nostra richiesta al Mit, affinchè Aspi, in virtù dei danni che sta provocando, intervenga sostenendo questa transizione verso una nuova organizzazione del lavoro e quindi come indennizzo ai terminalisti. Su questo punto, il tavolo tecnico valuterà i benefici di questa ipotesi e Autorità Portuale fornirà un riscontro tecnico entro un mese”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine della riunione a Palazzo San Giorgio con i rappresentanti degli autotrasportatori e dei terminalisti.

Toti ha annunciato che “nei prossimi giorni potranno essere erogati gli indennizzi per le corse aggiuntive con il riconoscimento di quegli 80 milioni di euro previsti dal decreto fiscale collegato al decreto Genova. Inoltre si è chiusa la gara per i lavori della nuova viabilità del varco di ponente del porto di Genova: si tratta di 130 milioni di euro, nell’ambito degli interventi gestiti dalla struttura del commissario Rettighieri, nominato dal commissario Bucci per l’attuazione del programma straordinario di opere per lo scalo. Se, da come risulta, non ci saranno ricorsi al Tar, nei prossimi giorni potranno essere affidati i lavori che partiranno entro due mesi, non solo per il varco ma anche per la nuova sopraelevata portuale e altri interventi”, ha concluso il governatore.

Vinacci: “lavoro per portare a Genova un po’ di finanza”

Super User 08 Gennaio 2020 1689 Visite

Con l'espressione “Big Four” si identificano le quattro società di revisione e consulenza che si spartiscono il mercato mondiale. EY, un tempo nota come Ernst & Young, con i suoi 284.000 dipendenti e fatturato 2018 superiore ai 35 miliardi (USD), avrebbe ingaggiato Giancarlo Vinacci, ex assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Genova con alle spalle un considerevole background professionale e recentemente premiato alla Camera dei Deputati per il suo continuo impegno.
Raggiunto telefonicamente Giancarlo Vinacci conferma: “sono davvero orgoglioso dell’opportunità che EY mi ha regalato poco prima di Natale. Farò capo a Milano ma il mio cuore rimane a Genova e mi occuperò in prevalenza di Smart City, Silver e Blu Economy. Lo sviluppo economico non ha bisogno solo di belle parole twitt e selfie, richiede, oltre alla promozione, seria pianificazione, forti competenze e grandi relazioni con il mondo dell’industria e della finanza. E le Big Four nel mondo intero fanno questo con successo ed io auspico di poter portare a Genova un po’ di supporto e finanza”.
Il Fondo dedicato alla Blue Economy annunciato in occasione dell’ultimo Think Tank fa parte di questa nuova avventura condivisa con EY? “No, quella è un’altra storia. Il First Blue Fund è pronto e spero di poterlo presentare a breve ed è mia intenzione partire proprio da Genova - dice con entusiasmo Vinacci - ci vediamo tutti al Think Tank di fine mese per i primi dettagli”.

Aeroporto, Toti: "Genova vola, è boom di passeggeri"

Super User 04 Gennaio 2020 732 Visite

"Un altro record per l’Aeroporto di Genova che per la prima volta nella sua storia supera la soglia di un milione e mezzo di passeggeri: nel 2019 i viaggiatori sono aumentati del 5,6% rispetto all’anno 2018. A trainare la crescita del Cristoforo Colombo sono stati soprattutto i voli internazionali (+ 12,4%), ma sono aumentati anche quelli privati (+2,1% di movimenti e +10,1% nel numero di passeggeri), segno che aumenta sempre di più la qualità del nostro business e del turismo. Un boom anche rispetto agli altri scali italiani (+ 5,7% rispetto al traffico in Italia, cresciuto mediamente del 4%). Un’altra buona notizia, un’altra conferma che stiamo lavorando bene, per una regione più ricca, più forte e più competitiva! E poi... avete mai visto la Liguria dall’alto?". Lo scrive il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti su Facebook.

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