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Il borsino dello shipping

Aldo Spinelli - Tirreno Bianchi

Queste le preferenze espresse dai lettori di Genova3000.it.

 

di Elio Domeniconi

 

 

 

 

 

 

1-ALDO SPINELLI
Diventa sempre più potente (non solo in Italia). Ottiene sempre quello che vuole. I maligni dicono che nel porto di Genova ormai comanda più lui di Luigi Merlo. Ma si tratta dei soliti invidiosi. Che muoiono di rabbia per i suoi continui successi. Inarrestabile.

2-GIORGIO CAROZZI
Giudizio unanime: chi vuole essere informato sui retroscena del porto deve leggere la sua "Pilotina blog". Anche se è in pensione è sempre il più informato. "Il Secolo XIX" non può fare a meno di lui. E' l'unico che riesce ad avere le informazioni di prima mano. Intramontabile.

3-GILBERTO DANESI
Merita gli applausi prima di tutto per il coraggio. Ha dimostrato di non avere paura di Luigi Merlo (nonostante le minacce non certo velate). A Singapore sanno tutto. E se il presidente dell'Autorità Portuale  andrà a chiedere la "testa" di Danesi, gli risponderanno per le rime.

4-GIOVANNI MARI
Il grande giornalista del "Secolo XIX" ora in aspettativa a Palazzo San Giorgio sta facendo salti mortali per rimediare alle gaffes del suo presidente. Che per evitare altri errori farà bene a seguire i consigli di chi ha scelto per la comunicazione e il marketing.

5-ANDREA BARTALINI
Ovvero GMT. Molto apprezzato il suo intervento (senza peli sulla lingua come suo costume) per dimostrare che, a suo avviso, Luigi Merlo fa troppi piaceri agli amici. Mentre il presidente dell'Autorità Portuale dovrebbe essere al di sopra delle parti. Verissimo.

 

1-LUIGI MERLO
In questo periodo, forse perché frastornato dalla campagna elettorale in favore della (bella?) moglie Raffaella Paita, il presidente ancora per un anno del Porto di Genova sta commettendo un errore dietro l'altro. Non dovrebbe offendersi se glielo fanno notare.

2-FRANCESCO FERRARI
Il responsabile del settore economico e marittimo del "Secolo XIX" è criticato perché il giornale non prende una posizione precisa. Un giorno dice che il porto va male, il giorno dopo rivela che invece va tutto bene. E i lettori non ci capiscono più niente.

3-ALESSANDRO CARENA
Molti lo ritengono in disgrazia perché non ha potuto riavere il suo posto da segretario generale. Ma lui si consola perché ha conservato il vecchio stipendio: 350 mila euro l'anno. E se non gli fanno fare niente, non è certo colpa sua. Lui vorrebbe lavorare. Come prima, più di prima.

4-TIRRENO BIANCHI
Una volta la Pietro Chiesa era una potenza. Ma ora il carbone non è più di moda. Lo storico presidente prima di andare a godersi la (meritata) pensione vorrebbe sistemare gli ultimi "carbunin". Chi lo conosce è sicuro che ci riuscirà. Nonostante le difficoltà del momento.

5-MARCO BISAGNO
Presidente della Mariotti. Fa sicuramente bene il suo mestiere. Ma non è piaciuto il suo aut aut: o fate quello che diciamo noi, o ce ne andiamo a Marsiglia. E' un modo di fare che non piace ai genovesi. Che vogliono continuare a differenziarsi anche per il loro stile.

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