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Genova ha dimenticato Cingari

Salvatore Cingari

Dieci anni fa moriva Salvatore Cingari, il "berluschino", il genio delle televisioni private (le aveva create quasi tutte lui).

Moriva a Milano mentre era al ristorante con Raimondo Lagostena, con il quale stava cercando di risolvere la questione di Telegenova.

I medici gli avevano ordinato di riguardarsi. Gli avevano applicato al braccio il misuratore di pressione, per tenerla sotto controllo 24 ore su 24. Era andato a Bologna sempre per lavoro ma non era rientrato subito a Genova, aveva fatto una deviazione su Milano. E quello sforzo gli era stato fatale.

Cingari, che era partito come antennista, aveva creato un impero. La morte lo colse mentre stava per tirare davvero i remi in barca, ma non ha fatto nemmeno in tempo a inaugurare la villa davanti al Lido.

Nella sua lunga vita di lavoro aveva sistemato tanta gente, aveva fatto tanta beneficenza anche grazie alle segnalazioni di Franca Brignola. E aveva meritato l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine di San Maurizio e San Lazzaro. I suoi cari ogni anno il 12 novembre lo ricordano con una Messa nella Chiesa di Santa Maria dei Servi, dietro il suo quartier generale. Genova invece l'ha dimenticato. Tutti i politici che correvano a farsi intervistare non si sono ricordati nemmeno di dedicargli una via.

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