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Se Garrone scende in campo...

Edoardo Garrone

Potrebbe essere l'asso nella manica di Giovanni Toti. Edoardo Garrone si è schierato.

Confermando di essere sulla stessa linea della moglie Anna Pettene. E' un avvenimento importante per Genova dove gli imprenditori, che in genere pensano solo al business, si schierano dalla parte del potere, quindi del centrosinistra. Personalmente mi fa ridere vedere un plurimiliardario come Vittorio Malacalza, che va ad abbracciare Raffaella Paita e si schiera in quello che una volta era il partito dei lavoratori. Però l'uomo più ricco di Genova conosce anche il "maniman" ed eccolo anche al pranzo con Silvio Berlusconi, al ristorante "Europa" di Galleria Mazzini.

Dico la verità: mi è più simpatico quel furbastro di Aldo Spinelli che essendosi legato da lustri a filo doppio con Claudio Burlando, è andato al ristorante "Maniman " a finanziare la campagna elettorale di Raffaella Paita (e aveva portato con sé anche l'adorato figlio Roberto) mentre non è andato all'"Europa", che pure è il suo ristorante preferito, anche se l'invito gliel'aveva fatto il fraterno amico Sandro Biasotti, che gli aveva ceduto la "Romeo Biasotti, trasporti" (in cambio di 70 miliardi, per la cronaca).

Garrone invece non si era mai sbilanciato. E quando ho letto che all'"Europa" c'era sua moglie Anna Pettene, ho pensato che l'avesse mandata lui a rappresentare la famiglia. Ma la signora Garrone, con estrema cortesia, mi aveva scritto una mail per spiegarmi che era andata di sua volontà al pranzo con Berlusconi perché "da sempre ho la speranza per questo Paese di una grande realtà repubblicana". Posso aggiungere che proprio con questo spirito, tanti anni fa, suo suocero Riccardo Garrone, si era presentato candidato al Senato con i repubblicani. Aveva perso (ma di un soffio) perché aveva di fronte, come rappresentante della DC, Guido Carli, presidente della Banca d'Italia. Purtroppo Garrone, abituato a vincere, si era scocciato per la sconfitta e aveva lasciato la politica.

Che Edoardo Garrone è un manager di valore come il padre l'ho scoperto quando l'ho visto all'opera in Erg e in Confindustria, perché quando era con papà Duccio, ne era così soggiogato che non osava mai inserirsi nella conversazione. E il suo fiuto l'ha confermato anche nella vita privata quando, sui campi di golf, ha capito che l'avvocato Anna Pettene poteva essere la donna della sua vista. A me è bastato leggere le sue note su Facebook per intuire che ha una marci in più. Sicuramente l'avrebbe dimostrato anche nella Sampdoria se il marito, su pressione dei familiari, non avesse ceduto baracca e burattini a Massimo "Viperetta" Ferrero.

Quindi Lady Garrone è pronta per un impegno nel sociale. E il fatto che abbia organizzato un aperitivo nella loro casa di Salita Santa Caterina, per presentare Giovanni Toti, per il coordinatore di Forza Italia, è come aver vinto un terno al lotto. Anna Pettene Garrone può essere la marcia in più.

Elio Domeniconi

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