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Perche' tifo Lilli Lauro

Lilli Lauro

Ho voluto far sapere, tramite Facebook, per chi ho votato perché non ho mai seguito il malcostume di chi aspetta

di conoscere i risultati e poi dice al vincitore che ha votato per lui. Gli opportunisti non mi sono mai piaciuti. Ho sempre avuto il coraggio delle mie azioni. E ai politici non ho mai chiesto nulla, anche perché non ne ho mai avuto bisogno. La professione mi ha sempre permesso di fare quello che desideravo: girare il mondo e guadagnare bene.
Questo per dire che i miei legami con la politica sono sempre stati quelli dell'osservatore neutrale. Con il massimo rispetto per quelli in buona fede.
Nel primo dopoguerra, chi non era di sinistra? Spiegavano in parole semplici le teorie di Carlo Marx: la Fiat guadagna un miliardo, e in regime capitalistico, quel miliardo entra nelle tasche della famiglia Agnelli. Se la Fiat fosse dello Stato, quel miliardo andrebbe allo Stato, cioè a tutti noi. Poi abbiamo visto cosa è successo con le aziende di Stato.
Poi ho cominciato a viaggiare e ho visto come si viveva nei Paesi a regime comunista. Nell'Urss stavano bene solo quelli della nomenklatura, che avevano la dacia a Yalta, dove andava a passare le vacanze Palmiro Togliatti, il Migliore.
Entusiasmavano per le loro battaglie in difesa dei diritti civili i radicali. Ma i radicali di Mario Pannunzio erano ben diversi da quelli di Marco Pannella, che hanno preferito il folklore.
Nel 1994 Silvio Berlusconi è andato al potere perché aveva inglobato in Forza Italia i liberali. Il declino è cominciato quando si è circondato di democristiani. Certo non si può votare adesso Forza Italia con l'entusiasmo di allora. Ma come si può dar fiducia a una sinistra che non è più una sinistra e dove si sbranano tra loro? A Genova si considera paladino della vera sinistra don Paolo Farinella, un prete che fa i comizi in parrocchia. Rispetto agli altri Giovanni Toti ha il vantaggio di avere una sua professione (nella quale era diventato un numero uno).
Ho invece meditato a lungo sulla preferenza. Credo che Claudio Muzio possa far bene anche in Regione, visto che l'ha scelto Roberto Bagnasco, uno che ha fiuto e che stimo. Ma mi dicono che in tanti hanno lavorato per lui, non aveva bisogno del mio voto. L'amicizia e la stima che mi lega al collega Ferruccio Repetti mi ha spronato a scrivere il suo nome. Ma sarebbe stato un voto sprecato, non gli ha fatto pubblicità nemmeno il Giornale dove lavora. Così alla fine ho scritto Lilli Lauro. Perché è una donna battagliera. Perché come donna ha dovuto subire i pettegolezzi più assurdi. Eppoi è una persona corretta, non manda a coprire i manifesti degli avversari. Votando per lei spero di aver allontanato il pericolo di vedere eletta una candidata-banderuola.
Magari ho sbagliato. Ma l'ho fatto in buona fede. E senza interessi personali.

Elio Domeniconi

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