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Genova allo sbando

Il dottor Edoardo Rixi, uno dei pochi leghisti dal volto umano, ha parlato di "Genova caput mundi".

Poi ha specificato che il suo è un sogno.

E' bene che i giovani, specie se appartengono alla classe politica, amino la loro città e sognino un futuro radioso. Ma a me è sempre piaciuto sognare ad occhi aperti. E il realismo porta al pessimismo, parliamoci chiari. Vedendo cosa sta succedendo è proprio il caso di ripetere il famoso slogan di Gino Bartali: gli è tutto sbagliato, tutto da rifare.

FIERA DEL MARE
Portava soldi, non solo con l'indotto. Ora vedo che nessuno si preoccupa di studiare un piano di rilancio. Si pensa solo a trovare un altro posto di lavoro a 31 esuberi (su 57 dipendenti!). Ma come si può essere ottimisti su un'azienda che dimezza i dipendenti. Il sistema è uno solo: privatizzare la Fiera. Ma il carrozzone fa comodo a tanti.

AMT SENZA SOLDI
Anche qui l'ultima speranza è la privatizzazione. Altrimenti continueranno a comandare i sindacati. E chi conosce la situazione Amt sa che la prima causa dello sfascio è il predominio dei sindacati. Hanno imposto l'orario unico, mentre sarebbe necessario un orario spezzato per razionalizzare il servizio, perché tanti hanno un secondo e anche un triplo lavoro. C'è sproporzione tra autisti e impiegati, magazzinieri, nullafacenti. Ognuno di noi conosce casi allucinanti.
La crisi dell'Amt è soprattutto una crisi di gestione. Genova ha il biglietto più caro d'Italia e offre il peggior servizio. La politicizzazione ha rovinato tutto. Si fa quello che si era fatto col porto. Calano gli introiti, si aumentano le tariffe...

TROPPI TEATRI
La cultura è un bene, ma non può limitarsi ad attingere al pozzo di San Patrizio. Prima o poi si prosciuga. I teatri vanno aiutati, ma sino a un certo punto. Devono imparare a gestirsi da soli, come fa Savina Scerni con il Politeama Genovese. Sicuramente a Genova ci sono troppi teatri. E qualcuno più che un teatro sembra un dopolavoro.
Quello che succede al Carlo Felice è assurdo. Quanti soldi ha prosciugato. Bisogna convincersi che l'era dei privilegi è finita.

IL LIDO IN STAND-BY
Anni fa, c'era Marta Vincenzi, sembrava che fosse imminente la trasformazione della città. Corso Italia voleva ispirarsi alla promenade di Nizza. E per il Nuovo Lido c'era un progetto fantastico. La stessa sindaca era entusiasta. Poi si è bloccato tutto. Adesso sta indagando la magistratura. Pare infatti che fosse necessario un milione per distribuire mazzette. Così il Lido, che era il fiore all'occhiello, ispira tanta malinconia.

LO STADIO DEI SOGNI
Le società moderne hanno bisogno di uno stadio di proprietà, la Juventus insegna. Il grande Riccardo Garrone aveva tentato di costruirlo a tutti i costi, per fare poi una grande Sampdoria. Ai politici non andava bene nessuna soluzione.
Oggi ci sta riprovando il figlio Edoardo. Hanno trovato il posto ideale: la Fiera del Mare. Uno stadio vivibile tutta la settimana, rilancerebbe anche il quartiere.
Invece di dire grazie a Garrone pronto a costruire un'opera di cui Genova andrebbe fiera, si fa di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote con i pretesti più assurdi. Alla fine si stuferà pure lui.

Ditemi voi: per tutti questi motivi (e ce ne sarebbero tanti altri...) come si può essere ottimisti sul futuro di Genova?

 

Elio Domeniconi

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