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La paura della Paita

Raffaella Paita

Raffaella Paita, detta Lella, trema. E non sa cosa fare. L'assessora regionale alle Infrastrutture trema perché

il Governatore Claudio Burlando ha confermato che da ora in avanti si batterà per farla candidare dal Partito Democratico alla presidenza. Vuole che sia lei a sostituirlo al vertice dell'ente. E l'interessata trema perché il marchio-Burlando ultimamente non ha portato fortuna.

Lo stesso Burlando, era convinto che essendo un renziano della prima ora, avrebbe  avuto un ruolo importante nel nuovo governo. Invece Matteo Renzi ha nominato ministri due suoi nemici dichiarati. A Roberta Pinotti è stato attribuito questo sfogo in privato: "Non se ne può più di questa dittatura di Burlando". E Andrea Orlando, spezzino, alludendo chiaramente a lui aveva dichiarato: "A Genova regna la massima del Gattopardo. Bisogna che tutto cambi perché non cambi nulla".

Si sa che Burlando dopo aver perso la battaglia per il segretario provinciale (dove l'aveva spuntata Alberto Terrile) come segretario regionale aveva puntato su Alessio Cavarra e Vincenzo Galiano ha raccontato ai lettori del "Secolo XIX" che due giorni fa il Governatore aveva dichiarato a un amico: "Tranquillo, io ho già vinto. Lunedì tornerà a fare l'archeologo". Aveva anche rotto i ponti con la presidente della Fiera Sara Armella, "colpevole" di essere la moglie di Giovanni Lunardon.

Dopo queste sconfitte a catena dello sfortunato Burlando, l'assessora Raffaella Paita teme che l'etichetta-Burlando che le è stata appiccicata rappresenti per lei un handicap. E' vero che è stato Burlando a darle un assessorato perché la stima politicamente. E non è un mistero che il Governatore sia rimasto ammaliato anche dal fascino e dalla bellezza della giovane spezzina, che ha giurato amore eterno al presidente dell'Autorità Portuale Luigi Merlo. Però l'assessora ha inviato una lettera al "Secolo XIX" per raccontare la sua ascesa, a 22 anni era già capogruppo del centro sinistra nel consiglio comunale di La Spezia.

L'ha fatto per prendere le distanze dal Governatore che stravede per lei. Ma sa che ormai ha quell'etichetta. E nell'assemblea per la scelta del segretario provinciale i cronisti hanno sentito sussurrare da seguaci di Cavarra ma anche da esponenti della corrente Lunardon: "Non ci faremo mai imporre la Paita da Burlando."

Ormai per la base del PD Raffaella Paita è considerata un clone di Claudio Burlando. E anche se l'interessata vorrebbe farne a meno ormai è catalogata così. E quell'etichetta potrebbe rappresentare la sua condanna. Perché il Governatore sta perdendo tutte le sue battaglie. E' finito un ciclo, anzi una dittatura.

 

Elio Domeniconi

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