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Il partito di Pilloni

Penso che il nostro vecchio amico Walter Pilloni si deciderà, finalmente, a dar vita al movimento-partito

che ha in mente da tempo.

Anni fa aveva aderito a Oltremare di Enrico Musso (che tra l'altro era stato il primo politico a credere nella bicicletta elettrica). Si identificava in quei principi, i principi di un centrodestra liberale. Poi dopo che il professore era diventato senatore aveva fatto troppi salti della quaglia per poter continuare a meritare la fiducia dei suoi fans. E anche Pilloni si era tirato in disparte.

Ogni tanto Pilloni parlava con gli amici dei suoi progetti, un movimento del centrodestra  che poteva diventare un partito. Di tentativi ce n'erano già stati altri: da Liguria Moderata di Andrea Cambiaso a Gente Comune di Maurizio Gregorini, ma per un motivo o per l'altro, non avevano sfondato. Pilloni aveva le idee chiare, però poi ci ripensava e diceva: io faccio l'imprenditore, devo tenermi buoni tutti, non posso farmi dei nemici.

Poi Pilloni, strada facendo, si è accorto che a Genova si possono realizzare certi progetti solo se ci si schiera con la sinistra. Pilloni anni fa, riconvertendo la sua azienda, aveva avuto la grande intuizione dei motorini elettrici. E si era alleato con i cinesi, sia perché erano all'avanguardia, sia per via dei costi. Rilanciata Teknit il dottor Pilloni aveva deciso con grande coraggio, di spostare la fabbrica dalla Cina a Sestri, anche per creare posti di lavoro nella sua città, nella sua delegazione.

Ecomission aveva dato vita a Ecojumbo. Gli affari stanno andando meglio del previsto e spesso Pilloni non riesce a tener testa alle ordinazioni.

Genova avrebbe potuto diventare la capitale della mobilità sostenibile se la sindaca Marta Vincenzi avesse dato l'autorizzazione a Pilloni di installare le colonnine di rifornimento in vari punti della città. Rottamata l'ex Super-Marta, l'inventore di Ecojumbo sperava in Marco Doria che, come esponente della Sel, avrebbe dovuto schierarsi ancor più a sinistra, e quindi a difesa degli imprenditori che creano nuovi posto di lavoro. Ma il Comune ha organizzato la settimana della mobilità disponibile. Ha invitato, come suol dirsi, cani e porci ma ha ignorato proprio Pilloni.

Forse Pilloni è stato dimenticato proprio perché non appartiene all'intellighentia rossa. E questo dovrebbe averlo convinto che è giunta l'ora di dar vita a un movimento di gente per bene. Per porre un freno a questo modo di pensare e di agire.

Chi ha ignorato Walter Pilloni non fa certo l'interesse di Genova.

 

Elio Domeniconi

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