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Braida e Ferrero trovino l'accordo

Braida - Ferrero

Ci auguriamo che l'era di Massimo Ferrero nella Sampdoria non cominci con una causa.

La causa tra il nuovo presidente e il direttore generale mancato Ariedo Braida.

Si era capito subito che la coppia era destinata a sciogliersi prima ancora dell'ufficializzazione, datata primo luglio. Edoardo Garrone aveva bisogno di un direttore generale serio e competente, di cui potersi fidare. Gli aveva fatto un contratto adeguato, un milione e mezzo lordo, accordo biennale. "Er Viperetta" non vuole spendere tutti quei soldi e soprattutto vuole decidere tutto lui. Non gli serve un direttore generale, ma un collaboratore. Un ruolo del genere a Braida non interessa. Anche perché il compenso sarebbe stato di un terzo rispetto a quello pattuito con Garrone.

Quel contratto però non era stato depositato in Lega perché sino al 30 giugno Braida era ancora legato al Milan. Però Braida può dimostrare che da tempo stava lavorando per la Sampdoria a fianco del DS Carlo Osti. In sede civile la spunterebbe sicuramente. Davanti al tribunale del calcio le cose potrebbero andare diversamente.

Si sa che Braida non corre il rischio di rimanere disoccupato, ha varie richieste. E allora non gli conviene fare il braccio di ferro, con i rischi che ne possono conseguire. Un accordo sulla buonuscita non sembra impossibile. Sarebbe brutto che la nuova era della Sampdoria cominciasse con gli avvocati.

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