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Politica

Dai forzisti un documento contro i fuoriusciti da FI

Super User 26 Settembre 2019 3248 Visite

Alcuni forzisti liguri - Beppe Costa, Pino Dipasquale, Enzo Carozzi, Luca Bonofiglio, Francesca Renna, Gabriella Comelli, Giuseppe Correra, Luisa Bassi, Iliano Coppelli, Vincenzo Scerra, Maurizio Pagano e Davide Bonuso - hanno firmato un documento contro i coordinatori che hanno lasciato Forza Italia per seguire Giovanni Toti in "Cambiamo!". Nel documento gli azzurri sottolineano il "silenzio assoluto" del coordinatore regionale, Sandro Biasotti, e chiedono l'intervento del presidente Silvio Berlusconi.

"Le recenti scelte di campo del capogruppo in Regione (Angelo Vaccarezza), del coordinatore provinciale di Imperia (Marco Scajola) e della coordinatrice metropolitana di Genova (Lilli Lauro) che hanno deciso di passare armi e bagagli ad alta formazione politica, ci inducono a prendere una posizione pubblica e duramente critica per il rispetto dovuto verso quegli elettori che hanno sostenuto attraverso la loro elezione progetto politico di Silvio Berlusconi nelle recenti campagne elettorali.

Prendiamo atto con rammarico che i predetti responsabili politici hanno cambiato casacca con una semplice comunicazione e senza avvertire quantomeno la necessità di confrontarsi con un dibattito interno e che utilizzano le loro posizioni di rilievo, acquisite grazie alla loro appartenenza a Forza Italia, per fare azione di proselitismo e quindi di trasformismo nei municipi genovesi e Liguria.

Tutto ciò nel silenzio assoluto del coordinatore regionale (Sandro Biasotti), che dovrebbe lanciare “strali” contro coloro che l’hanno abbandonata e di chieder loro, in conseguenza di ciò, di lasciare gli incarichi pubblici ottenuti con i voti Forza Italia.

Pertanto chiediamo al presidente Silvio Berlusconi e al comitato di coordinamento nazionale di intervenire con la massima sollecitudine per mettere ordine in Liguria e a Genova e dunque per superare questa situazione ormai insostenibile".

Nicola Zingaretti, segretario di un Pd sempre più a sinistra

Un Pd sempre più sbilanciato a sinistra

Super User 25 Settembre 2019 1039 Visite

Alcuni affermano di rivedere un Pds, più che Ds, ossia il vecchio Pci che si era appena liberato dei duri e puri di Bertinotti, Cossutta e Diliberto, protagonisti indiscussi della politica italiana tra la fine degli anni Novanta ed il primo decennio del Duemila, celebri con i loro “no” ai vari governi di centrosinistra di Romano Prodi e Massimo D’Alema.
Nelle ultime settimane, l’asse o baricentro dei “Dem” si è nettamente spostato a sinistra, persino un miope lo avrebbe visto.
In primis, complice l’uscita di Matteo Renzi ed i suoi sparuti seguaci (su tutti la bella Maria Elena Boschi ed in Liguria Raffaella Paita, per un totale di circa trenta deputati, che però fanno stare sulle spine il governo Conte bis), ecco che si vocifera di una imminente fusione con Articolo 1, ossia gli ex Pd che sono usciti ai tempi dello stesso Renzi. E quindi sono pronti a rimbarcarsi sulla nave del Pd i vari Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, Speranza, Vasco Errani (Governatore dell’Emilia Romagna per tre volte di fila) e una sfilza di assessori vari in tante municipalità italiane.
Poi l’asse a sinistra lo si è visto da come è rilevante nello stesso partito una figura di estrema sinistra come Monica Cirinnà, la nemica spergiurata dei cattolici per le sue continue iniziative per i gay, le lesbiche e i trans. Infine, la clamorosa adesione al Pd di una certa Laura Boldrini, la big di LeU. Insomma, il Pd pare non essere più un grande agglomerato di centrosinistra, ma di sinistra.

VIto Vattuone, coordinatore regionale del Pd

Anche il Pd per il taglio dei parlamentari

Super User 25 Settembre 2019 909 Visite

A sorpresa, dopo il diniego per settimane di Zingaretti, ora anche il Pd, neo alleato (non si sa per quanto…) del Movimento 5 Stelle in questo inedito governo gialloverde, è per il taglio dei parlamentari, per allinearsi agli altri stati europei.
L’Aula della Camera comincerà l’esame della proposta di legge costituzionale sul taglio dei parlamentari il prossimo 7 ottobre, con la discussione generale. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, fissando le votazioni sul testo per l’8 ottobre. Si tratta della quarta ed ultima lettura parlamentare del testo. 

"Italia Viva" nei sondaggi sopra il 5%

Super User 25 Settembre 2019 693 Visite

È sopra il quorum, entrerebbe in parlamento se si votasse oggi. Inoltre sarebbe di gran lunga davanti al movimento di Giovanni Toti, “Cambiamo!”, e cosa più importante, rosicchierebbe voti al Pd, talmente tanti che lo farebbe scivolare al terzo posto, dietro al Movimento 5 Stelle. È l’analisi dei sondaggi italiani che si sono sbizzarriti in questi ultimi giorni su “Italia Viva”, la creatura di Matteo Renzi, il quale ha cambiato nome in extremis prima di essere querelato da un altro movimento di estrema sinistra.
Nell’ultimo sondaggio nazionale commissionato dal Tg LA 7 di Mentana, “Italia Viva” risulta al al 5,4% (di cui un 2,8% sono ex Pd, ma si pesca anche dall’elettorato di Forza Italia, risucchiato anche dai totiani di “Cambiamo!”). Un buon dato, anche se, a dire il vero, se il “rottamatore” si fosse staccato prima, avrebbe fatto crollare il castello del Pd, quando l’ex sindaco di Firenze era ancora in auge.
La Lega, sempre secondo il sondaggio della 7, svetta sempre come primo partito indiscusso con il 33,6%, ma in leggera fase di stanca. Segue, alle spalle del “carroccio” che di “lumbard” ormai non ha più tanto, il M5S al 20% secco, il Pd al 19,4%, in calo grazie alla scissione dell’ala moderata che guarda al centro, Fratelli d’Italia al 6,7%, davanti proprio ad “Italia Viva” di Renzi, con Forza Italia che sprofonda e “Cambiamo!” che conferma il trend di essere rappresentato solo sul suolo ligure, da Ventimiglia a Sarzana, ma fuori è tabù.

Domani a Tursi nascerà il gruppo Cambiamo!

Super User 25 Settembre 2019 710 Visite

Ancora una volta è stata l'iniziativa di Lilli Lauro a mettere tutti d'accordo. Dopo aver messo in riga molti consiglieri municipali e anche il presidente del Medio Levante Francesco Vesco, la biconsigliera (comunale e regionale) domani metterà intorno al tavolo Stefano Costa, capogruppo di Vince Genova in transito verso il movimento di Toti, e i suoi consiglieri (ex) azzurri Stefano Anzalone e Mario Baroni. All'ordine del giorno della riunione la nomina del capogruppo, che a questo punto potrebbe essere sempre la regina delle preferenze, e il nodo del personale, che rispetto alla Regione senz'altro darà meno da tribolare.

Gaggero: “mai criticato Grosso e Bordilli”

Super User 24 Settembre 2019 2326 Visite

Laura Gaggero, neo assessora allo Sviluppo Economico Turistico e Marketing Territoriale del Comune di Genova, lista Fitto - Fratelli d’Italia, di ritorno da Atreju aveva rilasciato una vivace intervista al giornalista Edoardo Meoli, sul Secolo XIX.

La neo assessora aveva criticato aspramente il logo “Genova more Than This” dicendo che “non funzionava”, aveva criticato il rapporto tenuto dagli enti locali con gli albergatori e dato nuovi indirizzi sulla gestione strategica delle attività di promozione della città.

L’intervista non è però piaciuta alle colleghe Barbara Grosso e Paola Bordilli, che hanno richiesto l’intervento del sindaco per tutelare l’operato della Giunta. Si dice che - anche questa volta - siano volare urla e insulti. La smentita dell’intera intervista non è tardata ad arrivare. Sul Secolo XIX di oggi è possibile trovare nuove parole di apprezzamento che forse la nuova assessore aveva dimenticato di pronunciare. E Bucci, sindaco commissario non ha di certo apprezzato.

Intervista Lilli Lauro, Muzio: “provo imbarazzo”

Super User 22 Settembre 2019 2506 Visite

Il consigliere regionale Claudio Muzio, forzista superconvinto, dopo aver letto l’intervista di Repubblica a Lilli Lauro, nella quale la biconsigliera (Regione e Comune) ha dichiarato che "così Forza Italia sparisce nei municipi", si è posto alcune domande che ha pubblicato su Facebook.

“Leggo questa intervista della consigliera regionale Lilli Lauro e confesso che sono pervaso da un forte imbarazzo. Vedere chi ha avuto tutto e di più da Forza Italia rilasciare questo tipo di dichiarazioni è mortificante soprattutto nei confronti dei tanti militanti che hanno creduto e continuano a credere in Forza Italia. Mi chiedo:

- A parlare è la stessa Lilli Lauro che da commissaria cittadina di Genova ha gestito il partito con risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti?

- A parlare è la stessa Lilli Lauro che a fronte di tali risultati non ha mai messo in discussione il suo incarico?

- Oppure è un'altra persona, giunta or ora da un altro pianeta?

E a dirla proprio tutta neppure il vertice regionale del partito, a fronte di tali risultati, si è mai messo in discussione.

E allora ben venga la chiarezza, e che chiarezza sia fino in fondo, ma ognuno faccia le scelte che ritiene senza dare lezioni.

Forza Italia si risolleverà grazie alla forza della sua storia e dei valori che incarna”.

Toti avrà due gruppi in Regione?

Super User 21 Settembre 2019 871 Visite

Giovanni Toti presto avrà il suo gruppo sia a palazzo Tursi che nei Municipi (dove però non sono mancati i maldipancia di alcuni arancioni), mentre in Regione potrebbe averne addirittura due.
Si sussurra infatti che il Gruppo Toti, formato dallo stesso Toti e dalla capogruppo Lilli Lauro, potrebbe arrivare fino a fine legislatura, indipendentemente dalla costituzione del gruppo Cambiamo!, al quale stanno lavorando gli ex azzurri Marco Scajola e Angelo Vaccarezza.
“Two is meglio che one!”, recitava in un inglese maccheronico il protagonista di uno spot di un gelato. Regola che evidentemente vale anche per i gruppi consiliari. Che hanno diritto a rimborsi e collaboratori.

Il giorno degli arancioni

Super User 18 Settembre 2019 1074 Visite

“Eccoci a Palazzo Grassi di Roma dove oggi è stato firmato l'atto costitutivo del partito Cambiamo! con tanti assessori, consiglieri regionali, amministratori provenienti da tutta Italia e con i parlamentari che sono saliti a 9. Ai 5 deputati (Alessandro Sorte, Giorgio Silli, Stefano Benigni, Manuela Gagliardi e Claudio Pedrazzini, ndr) che abbiamo presentato la scorsa settimana si sono aggiunti 4 senatori: Massimo Vittorio Berruti, Gaetano Quagliariello, Gino Vitali e Paolo Romani. Da questo momento il panorama politico si arricchisce ufficialmente di una nuova forza che punta a dare voce a tutti coloro che non si sentono più rappresentati dai partiti tradizionali e sognano un centrodestra nuovo. Da oggi gli uomini e le donne che credono nella crescita, nello sviluppo, nella meritocrazia e nel futuro hanno una nuova casa!”, è il post su Facebook del governatore Toti.
Firmatari del nuovo partito sono anche Ilaria Cavo, Marco Scajola, Angelo Vaccarezza, Giacomo Raul Giampedrone e Lilli Lauro.

Ilaria Cavo

Giacomo Raul Giampedrone

Marco Scajola

Angelo Vaccarezza

Lilli Lauro

 

Cambiamo! diventa partito

Super User 18 Settembre 2019 1247 Visite

“Ho avuto l'onore di firmare dal notaio, a Roma, l’atto costitutivo del partito “Cambiamo!”: una firma in cui sta tutta la consapevolezza che questo sia il soggetto politico davvero in grado di dare voce ai moderati e alla società civile e, con Giovanni Toti, un futuro a questo paese - scrive Ilaria Cavo sulla sua pagina Facebook - Una firma che, insieme a quella degli altri soci fondatori, diventa un impegno quotidiano in un partito che si vuole basare su meritocrazia, giustizia, inclusione, pari opportunità, attenzione ai territori e ai giovani. Quattro anni fa lasciavo un mestiere da giornalista che amavo per sostenere Giovanni Toti alla guida di Regione Liguria. Dopo questi anni passati al suo fianco la scelta è quella di sostenerlo in modo sempre più convinto per far crescere, attorno al presidente dei liguri, un partito nazionale radicato tra la gente e sui territori, che dia casa ai moderati nel campo del centro destra. Nei giorni delle ambiguità la nostra è una scelta di campo netta, e di coraggio”.

Raffaella Paita spiega perché ha scelto Renzi

Super User 18 Settembre 2019 3122 Visite

La deputata spezzina Raffaella Paita ha spiegato su Facebook perché ha scelto di stare con Matteo Renzi. Ecco il post.

Fino a pochi giorni fa il Paese rischiava una deriva sovranista e di essere consegnato nelle mani di chi chiedeva ‘pieni poteri’: ciò non è avvenuto perché Matteo Renzi ha aperto una prospettiva completamente nuova. Prospettiva politica al cui consolidamento hanno concorso molti altri esponenti del PD al fine di evitare un rischio enorme per il Paese.

Oggi abbiamo il dovere di contribuire alla stabilità del Governo innanzitutto irrobustendo la nostra funzione di proposta per cambiare in meglio l’Italia. Senza tentennamenti sulla necessità di favorire lo sviluppo, la crescita, i collegamenti infrastrutturali e i trasporti, l’ambiente, le pari opportunità per tutte e tutti. I veti incrociati e le difficoltà di dialogo dentro il PD non mi fanno intravedere la possibilità di realizzare questa svolta culturale dentro il Partito in cui ho militato per anni e a cui porterò sempre totale rispetto.

Per questo ho scelto di essere parte di una nuova sfida. Una nuova forza politica per dare una casa a chi crede e lavora per un Paese moderno, aperto al mondo e al futuro. Una nuova forza politica capace di allargare la base parlamentare del Governo, promuovere politiche riformiste su sviluppo, lavoro, diritti. Ma soprattutto una nuova forza politica che parli al Paese il linguaggio del futuro, che proponga al Paese una visione del futuro.

L’Italia non deve aver paura di stare in Europa e nel mondo, non deve aver paura di essere quel che merita.

Voglio contribuire a dare casa a chi crede nelle riforme e nel coraggio di farle.

Ogni volta che in politica avviene una divisione, i suoi effetti non riguardano solo una comunità politica. Riguardano il vissuto, i sentimenti, le passioni di ciascuno di noi. Perché non vorresti mai che la tua comunità si dividesse. Quando però le separazioni avvengono, ciascuno di noi è chiamato decidere. E per le mie idee politiche, per le mie battaglie culturali ho deciso, con sofferenza ma senza indugi. Per la mia storia starò con Matteo Renzi.

La scissione di Renzi a Genova non fa breccia

Super User 17 Settembre 2019 654 Visite

Se l’avesse fatta due anni fa, allora sì che il governo giallorosso di Conte sarebbe andato in frantumi.
Se nel nazionale l’unico vero big che seguirà Matteo Renzi dalla sua scissione dal Pd è la bellissima ex Ministra Maria Elena Boschi (nemmeno Lotti e Guerini, i suoi fedelissimi da una vita, scinderanno dal Pd, lo seguirà invece il sindaco di Firenza Nardella), ecco che in Liguria questo scossone nel centrosinistra non porterà a nessuna rivoluzione. Pare che a Tursi, della pattuglia del Pd, nessuna segua l’ex Premier toscano. Il suo ex fedelissimo Victor Rasetto sta ben lontano dal pronunciare la parola addio al Pd. Idem alla Regione Liguria. Invece, il gruppo di renziani più incalliti potrebbe trovare sponda nei Municipi genovesi, che sono ben nove, e si parla di tre fedelissimi renziani all’ombra della Lanterna. Il segretario cittadino Alberto Pandolfo è tranquillo. Nessun terremoto, dunque.

Giovanni Boitano agita i fratelli (d’Italia)

Super User 14 Settembre 2019 2616 Visite

Giovanni Boitano, consigliere regionale della lista “Liguri con Paita”, potrebbe essere candidato alle regionali del prossimo anno in Fratelli d’Italia. Per lui si parla addirittura di un posto da capolista.
Ovviamente, la notizia sta agitando i fratelli (d’Italia) che non hanno nessuna intenzione di farsi scavalcare da chi arriva per ultimo nel partito.
Resta però il dubbio: il consigliere regionale Boitano passerà dalla Paita alla Meloni?

Rixi: “non riceveremo da FI l’aut aut su Toti”

Super User 13 Settembre 2019 1408 Visite

A margine della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge elettorale regionale, Edoardo Rixi ha detto di essere sicuro che la Lega non riceverà da Forza Italia nessun aut aut sulla ricandidatura del governatore della Liguria, neppure in una eventuale logica di spartizione delle regioni. “Giovanni è il nostro candidato”, ha aggiunto il segretario ligure del Carroccio.
Adesso si attente la replica di Silvio Berlusconi che oggi, uscendo da un incontro con il leader della Lega sulle future regionali, ha dichiarato: "tutto bene con Salvini, siamo in piena sintonia".

La legge elettorale in Liguria secondo la Lega

Super User 13 Settembre 2019 1190 Visite

“Siamo i promotori dell'abolizione del listino perché vogliamo dare più voce ai cittadini e non avere più dei nominati. La nostra non è una legge blindata, ma sul listino auspichiamo di raggiungere un'ampia convergenza per riuscire a fare quello in cui aveva fallito il Pd nella passata legislatura, passando così dalle parole ai fatti”.
Lo ha dichiarato oggi l’onorevole Edoardo Rixi, segretario nazionale della Lega Liguria, durante la presentazione della nuova legge elettorale regionale firmata dal capogruppo Franco Senarega e illustrata anche dal presidente dell’Assemblea legislativa della Liguria e consigliere regionale Alessandro Piana.
Alla presentazione hanno partecipato pure il vicepresidente della giunta regionale Sonia Viale, gli assessori regionali Andrea Benveduti e Stefano Mai, il vice capogruppo Paolo Ardenti e il consigliere Alessandro Puggioni.
“Non solo abolizione del listino – ha spiegato Senarega – ma con questa proposta di legge, depositata lunedì scorso, intendiamo inoltre adeguare la nuova legge elettorale della Regione Liguria alle normative più recenti in fatto di quote genere, garantendo contestualmente la ripartizione dei seggi fra le diverse circoscrizioni.
Dei 31 seggi del consiglio regionale, infatti, oltre a quello spettante al presidente eletto, si intende riservarne uno al candidato presidente che ha ricevuto il numero di voti maggiore fra i non eletti. Questo seggio non sarebbe sottratto a una circoscrizione, come invece accadrebbe secondo la legge attualmente in vigore.
I seggi rimanenti, ossia 29, saranno ripartiti fra le circoscrizioni, equivalenti alle Province liguri e all’Area Metropolitana di Genova, secondo la popolazione residente alla data dell’ultimo censimento pubblicato”.
“Con l’introduzione delle quote di genere in ogni circoscrizione – ha sottolineato il presidente Piana - il numero dei candidati di un sesso non potrà essere superiore al 60% del totale dei candidati e verrà introdotta anche la doppia preferenza (ovviamente per i candidati della stessa lista, se la seconda preferenza è di sesso diverso da quello della prima). Inoltre, sarà ridotto il numero delle circoscrizioni in cui è possibile candidarsi, da tre a una soltanto.
Per garantire la governabilità, con l’abolizione del listino, si provvederà poi ad assegnare un premio di maggioranza alla lista o coalizione di liste che sostengono il presidente eletto”.
Per evitare l’eccessiva frammentazione delle liste, agevolando in tal modo la governabilità, la nuova legge elettorale della Lega prevede che non accedano al riparto dei seggi le singole liste che non hanno raggiunto almeno il 4% a livello regionale e le liste, presentatesi in coalizione, che non hanno raggiunto almeno il 2% in una coalizione che non ha raggiunto almeno il 5%. Le liste dovranno essere presentate in più della metà delle circoscrizioni.

Nasce il gruppo Cambiamo! alla Camera

Super User 12 Settembre 2019 2794 Visite

Questa mattina, durante una conferenza stampa a Montecitorio, il governatore Giovanni Toti ha presentato la componente del suo movimento che farà parte del gruppo Misto alla Camera. A Cambiamo! hanno aderito cinque deputati: Alessandro Sorte, Giorgio Silli, Stefano Benigni, Manuela Gagliardi e Claudio Pedrazzini.
“E’ solo il primo passo”, ha spiegato Toti.
La prossima settimana dovrebbe nascere il gruppo al Senato e, successivamente, in varie regioni e nei principali comuni italiani.

PD, prove d’intesa sul candidato governatore ligure

Super User 11 Settembre 2019 2008 Visite

In vista delle regionali liguri dell’anno prossimo, all’interno del PD è iniziato il confronto per cercare un’intesa sul candidato governatore.
“Non possiamo fare l’errore del 2015: dobbiamo trovare un nome condiviso e sostenuto da tutti”, dice un dem, al quale evidentemente brucia ancora parecchio la scottante sconfitta subita alle scorse regionali da un centrosinistra diviso per mano di Giovanni Toti.

Sta di fatto che più che di intesa all’interno del PD si parla di aspro confronto, anche se qualcuno l’ha definito “costruttivo”.

I nomi dem che circolano per il posto da governatore in Liguria sono quelli della senatrice Roberta Pinotti, del consigliere regionale Sergio (Pippo) Rossetti (a favore della sua candidatura sarebbe sceso in campo anche l’ex governatore Claudio Burlando) e della segretaria della CISL Annamaria Furlan (opzione gradita dai grillini e pertanto valida solo in caso di accordo PD-M5S).

Si parla anche di altri personaggi disposti a candidarsi per il centrosinistra, come di un noto avvocato che avrebbe iniziato in città un tour di incontri casalinghi.

L'uomo di Salini (Baroni) con Toti

Super User 10 Settembre 2019 1515 Visite

Nel rimpasto politico-caratteriale avvenuto in Comune a Genova, il governatore Toti ha voluto mostrare i muscoli a Berlusconi, mettendo il pollice verso a Giancarlo Vinacci, l'assessore voluto da Arcore che adesso pare voglia candidarsi governatore in Liguria.
Ma c'è un altro segnale che Genova3000 ha captato tra i muri di Palazzo Tursi e Piazza De Ferrari.
A conti fatti Forza Italia in Comune rischia di non trovarsi più in mano nessuna delega: Vinacci è stato fatto fuori; le assessore Cenci e Fassio, anche se indicate da Biasotti e Lauro, certo non possono dirsi di Forza Italia; i consiglieri delegati Lauro ed Anzalone hanno le valige pronte per cambiare casacca, entrando nel gruppo comunale di “Cambiamo!”.
E poi c'è il terzo consigliere delegato, Mario Baroni, che dal rimpasto è stato l'unico di Forza Italia a portare a casa qualche delega in più, la sorpresa che nessuno si aspettava.
Baroni è molto legato all'europarlamentare Mauro Salini, di recente nominato da Berlusconi in persona Commissario regionale di Forza Italia in Lombardia.
La scelta (finora non smentita) di Baroni di passare in “Cambiamo!” potrebbe essere allora un messaggio in codice a Berlusconi per interposta persona?
Se Baroni andrà con Toti, cosa farà Salini?

Il movimento di Toti vola nei sondaggi: 2,3%

Super User 10 Settembre 2019 2137 Visite

Secondo il sondaggio di Swg, realizzato per La7, il movimento Cambiamo! di Giovanni Toti sarebbe al 2,3%. Scende di un punto invece Forza Italia che raggiunge così il suo minimo storico, il 5,2%.

Un esordio col botto per il governatore ligure, che si conferma terza gamba della coalizione di centrodestra.

Il partito di Giovanni Toti al 2,3%

Forza Italia al 5,2%

Borsino del rimpasto politico-caratteriale a Tursi

Super User 08 Settembre 2019 2085 Visite

Il rimpasto di giunta a palazzo Tursi visto da Genova3000.

MARCO BUCCI
Per alcuni si è trattato di un rimpasto di giunta politico-caratteriale: fuori chi è caduto politicamente in “disgrazia” e chi non andava d’accordo con il sindaco. Il primo cittadino però assicura che non è così. In questo valzer di deleghe, Bucci è riuscito a blindare i suoi due superassessori, Campora e Piciocchi, che non potranno pertanto chiedere di andare in Regione l’anno prossimo. A tal proposito ha precisato che chi si candiderà alle regionali dovrà lasciare le deleghe in Comune.

GIOVANNI TOTI
La manina (per dirla alla Di Maio) del governatore si è vista in questo rimpasto. Si narra che l’uscita di Giancarlo Vinacci da palazzo Tursi (o forse no: Bucci ha fatto intendere che l’assessore potrebbe restare in assessorato) sia dovuta alla sua permanenza in Forza Italia e alla sua amicizia con Berlusconi (e con il suo medico personale, Alberto Zangrillo) che lo aveva imposto in giunta. Anche sulla nomina di Laura Gaggero per alcuni ci sarebbe il filotto Capurro-Fitto-Toti-Bucci.

EDOARDO RIXI
Non a tutti i leghisti è piaciuta la trattativa condotta in questo rimpasto dal segretario regionale della Lega. Se teniamo conto che alle scorse comunali la Lega aveva preso il 13%, mentre oggi i sondaggi la danno oltre il 30% (ed era al 38% prima della caduta del governo, quando i nomi per il rimpasto erano già praticamente fatti) in questo avvicendamento non ha guadagnato assessori (ne mantiene tre) e ha perso una delega importante, Lavori pubblici, anche se ha avuto in cambio quella del Personale. Forse i militanti del Carroccio si aspettavano il raddoppio degli assessori?

ARMANDO EZIO CAPURRO
La zampata del vecchio Leone sarebbe stata determinante per la nomina di Laura Gaggero, sua fedelissima fin da quando faceva parte delle Leonesse di Direzione Italia (è anche leonessa Lions). Chi pensava a un Capurro ormai lontano dalla politica e impegnato solo nel turismo (ha un albergo a Santa Margherita ed è presidente degli albergatori di Santa e Portofino) si sbagliava di grosso. Il messaggio deve essere arrivato anche a Rapallo, dove vive ed è stato sindaco.

SANDRO BIASOTTI
Il senatore è sicuramente uno dei politici più astuti che la Liguria abbia mai avuto. A chi gli ha rimproverato che da coordinatore di Forza Italia avrebbe abbandonato Vinacci (unico assessore ufficiale di FI a Tursi) al suo destino, Biasotti ha risposto che è soddisfatto del rimpasto perché Simonetta Cenci ha mantenuto la sua importante delega all’Urbanistica, aggiungendo che l’assessora è di Forza Italia. Con una dichiarazione ha stupito e azzittito tutti. E accontentato chi?

ARIANNA VISCOGLIOSI
Secondo Radio Tursi la scrupolosa assessora al Personale sarebbe stata sostituita perché avrebbe sbagliato una mossa politica, poi rivelatasi letale. Quando ha lasciato Noi con l’Italia, il partito ormai defunto nel quale si era candidata nei Municipi nel 2017, per andare in Vince Genova, si pensava l’assessora potesse godere della protezione del sindaco. Evidentemente, non era così. E Bucci, a malincuore, l’ha sostituita. E lei fa ritorno all’ospedale Galliera, dove ha un incarico di tutto rispetto.

GIANCARLO VINACCI
In conferenza stampa il sindaco ha detto che è rimasto soddisfatto del lavoro dell’ormai ex assessore alle Attività produttive e che porterà avanti tutti i suoi progetti, dalla Blue Economy alla Silver Economy. Bucci ha anche fatto intendere che Vinacci resterà in assessorato. La domanda che gli hanno fatto molti giornalisti è stata: ma se Vinacci è così bravo, perché l’ha cambiato? Perché andiamo avanti con un’altra squadra, è stata la risposta. In politica, evidentemente, squadra che vince si può anche cambiare.

PAOLO FANGHELLA
In questo caso, alcuni parlano di rimpasto-caratteriale. Le “costruttive discussioni” (così sono state definite) tra il sindaco e il suo assessore ai Lavori pubblici erano note anche ai giornali. Più volte Fanghella aveva minacciato le dimissioni, una volta, a ridosso di Euroflora, addirittura ritirate in extremis. Per lui si parla comunque di un incarico del quale sarà “soddisfatto”. Almeno, così dicono fonti leghiste.

LAURA GAGGERO
Fa un bel salto in alto: da consigliera del Municipio Levante diventa assessore comunale al Turismo. La promozione territoriale è il suo mestiere, nel quale più volte ha dimostrato le sue capacità. Il suo ingresso fa nascere a Tursi un fantastico (per bravura e bellezza) trio di tutte donne, impegnato nella cultura, commercio, comunicazione e promozione della città, composto da Paola Bordilli, Barbara Grosso e, appunto, Laura Gaggero.

GIORGIO VIALE
E’ considerato l’enfant prodige della Lega. Arriva dal Municipio Medio Levante. A lui sono state affidate le deleghe al Personale e Pari opportunità, che erano di Arianna Viscogliosi. Deve gestire i quasi 5.000 dipendenti del Comune di Genova, occuparsi dei nuovi concorsi, assunzioni, pensionamenti e garantire pari occasioni a tutti. Proprio per questo ultimo aspetto Viale è stato attaccato dal PD, perché come assessore municipale ha votato (dicono i dem) contro il patrocinio al Liguria Pride.

FRANCESCO MARESCA
Con la promozione da consigliere delegato ad assessore allo Sviluppo economico portuale, Maresca ha capitalizzato al massimo il lavoro di due anni svolto a Tursi e sui social. Il suo gruppo su Facebook, originariamente si chiamava Genova si muove, poi trasformato in Liguria si muove ed in fine fuso con Idee per Genova (del collega Stefano Costa, capogruppo di Vince Genova) in associazione, oggi può contare su 11.000 membri. Che se si tramutassero in voti, gli permetterebbero di andare in Regione. Ma forse ha deciso di fermarsi in Comune.

ENRICO MUSSO
Il professore in bicicletta (elettrica) è stato nominato super consulente alla mobilità urbana sostenibile per il Comune di Genova. L’incarico, ha specificato Bucci, è remunerativo. “Ho ringraziato il sindaco per l'alto onore, e per la stima che mi ha dimostrato. Essendo dipendente universitario, inoltrerò immediatamente al Rettore una richiesta di autorizzazione in questo senso, e se essa avrà esito positivo mi metterò subito al lavoro”, ha fatto sapere Musso, che presto potrebbe rientrare a palazzo Tursi.

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