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Donne Coldiretti, formazione e inclusione finanziaria per l’autonomia economica delle imprenditrici agricole

Super User 17 Aprile 2026 418 Visite

 

Una giornata dedicata alla crescita delle competenze imprenditoriali, alla valorizzazione del ruolo femminile e alla costruzione di nuove opportunità per il settore agricolo ligure. È quella promossa dal Coordinamento Donne Coldiretti Liguria, protagonista di una serie di appuntamenti tra territorio, aziende agricole e progettualità innovative. 

All’iniziativa ha preso parte anche Mariafrancesca Serra, responsabile nazionale Donne Coldiretti, la cui visita in Liguria ha rappresentato un importante momento di confronto e coordinamento a livello nazionale.

La giornata si è aperta presso l’azienda agricola Serre sul mare, realtà specializzata nella coltivazione del basilico e simbolo di eccellenza del territorio. La visita ha offerto l’occasione per un dialogo diretto con le imprenditrici agricole e per approfondire il valore delle filiere locali.

“Questa giornata rappresenta un momento significativo di incontro tra impresa, territorio e formazione - commentano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Le donne in agricoltura sono una risorsa fondamentale per l’innovazione e la competitività del nostro sistema produttivo. Investire sulle loro competenze significa investire sul futuro della Liguria rurale”. 

Successivamente il gruppo si è spostato a Genova per il coordinamento e il pranzo presso il Mercato Campagna Amica di via del Campo, ospiti di Alalunga - Pescatori in città di Busca Davide, in un contesto che ha valorizzato le produzioni locali e la rete agroalimentare regionale.

Nel pomeriggio è stato firmato l’accordo tra Donne Coldiretti Liguria e Global Thinking Foundation, che ha dato ufficialmente avvio al progetto formativo “Donne al Quadrato”, già approvato dal Coordinamento regionale a febbraio 2026.

“Con questo progetto rafforziamo un percorso concreto di crescita e consapevolezza economica per le nostre imprenditrici - spiega Anna Fazio, responsabile del Gruppo Donne Coldiretti Liguria -. L’educazione finanziaria rappresenta oggi uno strumento indispensabile per affrontare le sfide del mercato e consolidare le imprese agricole”.

 

Inaugurata la Casa della Comunità di via Assarotti, Bucci e Nicolò: ‘‘Qui servizi h24”

Super User 16 Aprile 2026 512 Visite

 

Un nuovo presidio per la sanità di prossimità nel cuore della città: è stata presentata oggi, giovedì 16 aprile, la Casa della Comunità “hub” di via Assarotti, destinata a diventare un punto di riferimento per i cittadini, grazie a un’offerta integrata di servizi sanitari, sociosanitari e amministrativi.

La struttura, che garantisce la presenza h24, ad accesso diretto, di un medico di medicina generale, affiancato da una rete di specialisti e professionisti sanitari, ha come obiettivo quello di assicurare risposte sempre più accessibili e integrate.

All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò.

“Oggi in Liguria abbiamo 32 Case della comunità aperte e operative, l'obiettivo è stato raggiunto - afferma il presidente Bucci -. Questa di via Assarotti è la Casa della comunità "hub" di Genova, cioè aperta 24 ore su 24, le altre sono "spoke", aperte dalle 8 alle 20. Queste strutture sono dedicate alla bassa complessità e hanno una dotazione assolutamente sufficiente, anche se tutto può essere migliorato e valuteremo in futuro eventuali potenziamenti: è logico che si chieda più equipaggiamento e più personale, ma oggi i limiti di legge sono rispettati e abbiamo feedback molto positivi da parte dell'utenza. C'è anche la possibilità di aprire nuove case oltre a quelle finanziate grazie al Pnrr: pensiamo soprattutto all'entroterra perché nelle città e sulla costa il servizio è adeguato, mentre nelle valli la situazione è più complessa. Di sicuro non è finita qui: il sistema delle case di comunità è utile, è ormai standardizzato nel mondo e non c'è nessun motivo perché non si vada in questa direzione anche in Italia. Noi vogliamo che la Liguria sia la prima regione, quindi - conclude Bucci - se ci sono da fare ulteriori investimenti per ulteriori Case della comunità siamo pronti a farli”.

“Le Case della Comunità stanno diventando sempre più un punto di riferimento concreto per i cittadini liguri - commenta l’assessore Nicolò -. I dati delle festività pasquali lo dimostrano chiaramente: abbiamo registrato circa 1.200 accessi, segno che questi presidi iniziano a essere conosciuti e utilizzati dalla popolazione. Si tratta di un modello nuovo di sanità territoriale, più vicino alle persone, capace di offrire risposte integrate e sempre più accessibili. La struttura di Assarotti è un ulteriore passo in questa direzione, rafforzando una rete che vogliamo rendere sempre più efficace su tutto il territorio regionale”

L’edificio, risalente alla fine dell’Ottocento e inserito nel tessuto storico cittadino, è stato riqualificato per accogliere un modello organizzativo innovativo, orientato alla presa in carico globale della persona e alla continuità assistenziale. Situata in via Assarotti 35, la Casa della Comunità si configura come un presidio strategico dell’assistenza territoriale, pensato per avvicinare sempre più i servizi sanitari ai bisogni dei cittadini. 

Per far conoscere sempre di più queste strutture, il prossimo fine settimana di sabato 18 e domenica 19 aprile tutte le Case della Comunità della Liguria, oltre alla consueta presenza nei fine settimana dei medici di medicina generale, offriranno visite e varie prestazioni, gratuite, ad accesso diretto. Un modo per diffondere maggiormente la conoscenza e l’abitudine a servirsi di queste strutture sempre più centrali nel Servizio sanitario regionale. Sabato 18 aprile alle ore 10 il presidente Bucci e l’assessore Nicolò visiteranno Casa della Comunità Celesia a Rivarolo.

Il presidente Marco Bucci e l'assessore Massimo Nicolò con due dottoresse della struttura

Il difensore civico regionale Francesco Cozzi tra il presidente e l'assessore

Horror e noir intriganti nel nuovo libro di Roberta Bottino

Super User 15 Aprile 2026 598 Visite

 

Personalità eclettica, frizzante e gioiosa quella di Roberta Perdelli Bottino, giornalista acuta e di alto livello, scrittrice, pianista e responsabile dell’ufficio stampa di uno dei più importanti e storici ospedali sotto la Lanterna.

Da questo valido, simpatico e persino un po’ esplosivo mix nasce “I fili oscuri del Male - Racconti dell’abisso”, edito da De Ferrari, libro avvincente, da leggere ad oltranza, senza lasciare pagine al giorno dopo, perché intriga, cattura, convince con i suoi raccontati e la sua narrazione che riesce a rendere facile e senza sussulti a tutti ciò che lei stessa definisce una fusione tra “horror, noir e suggestioni gotiche in una narrazione intensa e disturbante”. Ma che soprattutto appassiona e induce a riflessioni.

“Viaggio nelle profondità più inquietanti dell’animo umano, dove paura, violenza, desiderio e destino si intrecciano come fili nelle mani di un burattinaio invisibile: il Male”, una descrizione di un libro del quale non è opportuno rivelare più di tanto perché per apprezzare opera e scrittrice, il libro va letto. Sei le storie ambientate tra scenari diversi ma sempre particolari: i famosi caruggi genovesi, le Dolomiti, opera d’arte della natura.

Immaginario e possibile, fantasioso e verosimile si uniscono scorrendo le pagine scritte da Roberta, tra le altre cose madre di famiglia doc, capace di unire lavoro, famiglia e scrittura traendo forse spunto da questa vita vissuta in concretezza e nella realtà di tutti i giorni per realizzare le sue opere letterarie.

“Il male nasce sempre da un atto umano. Guardarlo significa riconoscerlo e scegliere di non normalizzarlo - afferma l’autrice - Le storie si muovono come variazioni sul tema dell’oscurità: una notte di Capodanno in una baita di montagna che si trasforma in un incubo nelle mani di un serial killer ossessionato da una macabra creazione; la discesa nella follia di un uomo diviso tra normalità e violenza; una maledizione ancestrale che riemerge attraverso il mito di Medusa; una giornalista disposta a uccidere pur di essere la prima sulla scena del delitto; il genio oscuro di Niccolò Paganini legato a un patto diabolico, in cui ogni nota ha un prezzo mortale; infine, un viaggio nella Genova del ´500, tra streghe, torture e simboli che attraversano il tempo lasciando segni indelebili”.

Fantasia ma anche ampio curriculum per Bottino, che comprende giornalismo televisivo, su carta stampata, addetta stampa per il Ministero del Turismo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Liguria.

Adeguato al libro e insigne l’autore della prefazione: Danilo Arona, alessandrino di origini, tra i più rappresentativi della narrativa fantastica e mystery italiana, autore di recensioni cinematografiche, saggista, giornalista di grande sensibilità.

Dino Frambati

Genova, a Palazzo Ducale il convegno sulla sicurezza integrata nelle città

Super User 15 Aprile 2026 747 Visite

 

Genova ha ospitato oggi, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, un convegno sulla sicurezza nelle città, con focus su governance, territorio e nuove sfide per le comunità urbane. Promosso dal Comune e dalla Polizia locale, l’incontro ha offerto un momento di confronto tra amministratori, comandanti delle Polizie locali e istituzioni nazionali per affrontare uno dei temi più urgenti delle grandi aree urbane: come garantire sicurezza, vivibilità e presidio del territorio in un contesto segnato da carenza di personale, risorse limitate e nuove fragilità sociali. 

Al tavolo dei lavori erano presenti i sindaci Silvia Salis (Genova), Matteo Lepore (Bologna), Sara Funaro (Firenze), Vito Leccese (Bari) e l’ex comandante della Polizia Franco Gabrielli. Insieme a loro anche i comandanti delle Polizie locali delle quattro città.

Nel corso della mattinata è emersa con forza la necessità di una sicurezza sempre più “integrata”, basata cioè sulla collaborazione tra Comuni, prefetture, forze dell’ordine, servizi sociali e sistema sanitario. Un modello che, secondo i partecipanti, deve andare oltre la semplice risposta repressiva e puntare anche su prevenzione, riqualificazione urbana, contrasto alle dipendenze, sostegno ai minori e presidio costante dei quartieri.

Silvia Salis ha sottolineato come i Comuni siano lasciati troppo spesso soli di fronte a problemi complessi. “Servono risorse, servono soluzioni e non slogan”, ha dichiarato, ribadendo la necessità di un maggiore coinvolgimento del Governo. La sindaca ha ricordato anche il lavoro avviato a Genova sul fronte delle dipendenze e dei minori non accompagnati, tema particolarmente delicato per il capoluogo ligure, dove nel 2025 sono arrivati 667 ragazzi soli.

Molto critico anche Matteo Lepore, che ha evidenziato come l’inasprimento delle pene e i continui decreti sicurezza non siano sufficienti senza investimenti concreti sugli organici delle forze dell’ordine. Secondo il sindaco di Bologna, le città chiedono più strumenti per intervenire sulla salute mentale, sulle dipendenze e sull’emergenza abitativa, tutti fattori che incidono direttamente sulla percezione di sicurezza.

Sara Funaro ha richiamato il problema della mancanza di agenti, spiegando che a Firenze i nuovi ingressi annunciati dal Governo non compensano i pensionamenti. “I cittadini hanno bisogno di vedere divise per strada”, ha detto, chiedendo una revisione delle norme sulla Polizia locale e una maggiore presenza di pattuglie serali e notturne. 

Sulla stessa linea anche Vito Leccese, che ha definito ormai superata la legge 65 del 1986 sulla Polizia locale. Il sindaco di Bari ha sollecitato una riforma nazionale che garantisca più tutele agli agenti, interoperabilità tra banche dati, formazione congiunta e strumenti adeguati alle nuove esigenze delle città. 

A chiudere i lavori è stato Franco Gabrielli, che ha ricordato come la sicurezza sia “una condizione della libertà” e non una sua limitazione. L’ex capo della Polizia ha ribadito che la responsabilità primaria della sicurezza pubblica resta dello Stato, ma ha anche riconosciuto il ruolo sempre più importante delle Polizie locali, chiamate ogni giorno a operare sul territorio come primo presidio di prossimità. 

Dal convegno di Genova è emersa una richiesta chiara: rafforzare la collaborazione tra istituzioni e investire di più su uomini, mezzi e prevenzione. Perché la sicurezza urbana, oggi, non può più essere affrontata da un solo soggetto ma richiede una rete stabile e coordinata.

Franco Gabrielli, Sara Funaro, Silvia Salis, Matteo Lepore e Vito Leccese

In Liguria quasi un turista su due arriva dall’estero, ben oltre la media nazionale

Super User 15 Aprile 2026 568 Visite

 

Dalla cucina alla moda, dall’artigianato al design, il Made in Italy continua a rappresentare uno dei principali fattori di attrattività per i visitatori internazionali. Un valore che trova conferma anche in Liguria, dove i turisti stranieri rappresentano circa il 49% degli arrivi complessivi, ben oltre la media nazionale che si attesta al 42%.

In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, l’assessore al Turismo della Regione Liguria Luca Lombardi ha sottolineato il ruolo strategico del binomio tra identità italiana e offerta turistica.

“Il Made in Italy rappresenta uno degli asset più forti e riconoscibili del nostro Paese e il turismo è il principale veicolo attraverso cui questo patrimonio si racconta e si trasforma in valore economico e culturale. I dati diffusi dal Ministero del Turismo parlano chiaro: quasi 14 miliardi di euro di spesa turistica sono legati direttamente alle esperienze riconducibili al Made in Italy, con un ruolo sempre più centrale anche nel segmento del turismo di qualità”, ha dichiarato Lombardi.

Secondo l’assessore, la Liguria può contare su un’offerta integrata che unisce tradizioni, borghi, produzioni tipiche e autenticità. “Parliamo di esperienze, di stile di vita e di identità locali. È su questo che stiamo costruendo la nostra strategia turistica”, ha spiegato.

Tra gli obiettivi della Regione ci sono la promozione degli eventi autentici e delle tradizioni, la valorizzazione dei musei d’impresa diffusi, lo sviluppo dell’entroterra e dei borghi in chiave esperienziale e una sempre maggiore integrazione tra turismo, enogastronomia, artigianato e cultura. 

“Il Made in Italy non è solo un marchio, ma un racconto collettivo fatto di persone, competenze e territori che in Liguria lavorano ogni giorno per trasformarlo in un motore di sviluppo, capace di generare valore economico, occupazione e qualità dell’offerta turistica durante tutto l’anno”, ha concluso Lombardi.

Genova potenzia il parco mezzi della Polizia Locale con undici nuove auto

Super User 15 Aprile 2026 599 Visite

 

Il Comune di Genova rinnova e potenzia il parco mezzi della Polizia Locale con l’introduzione di 11 nuove autovetture di servizio, primo lotto di una fornitura complessiva di 33 veicoli che saranno disponibili entro l’estate.

Le nuove auto sono state presentate questa mattina a margine dell’evento “Sicurezza integrata nelle città metropolitane”, organizzato dal Comune nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. 

«La nostra Polizia Locale è fortemente impegnata nel presidio del territorio, non solo del Centro Storico ma in tutti i quartieri, con attività potenziate come le operazioni a Largo raggio che prevengono e contrastano fenomeni di illegalità e tutelano la sicurezza urbana e stradale – commenta l’assessora alla Sicurezza Urbana e Polizia Locale Arianna Viscogliosi –. I nuovi veicoli sono stati selezionati per rispondere in modo efficace alle diverse esigenze operative del Corpo e quindi a tutela dei cittadini, oltre che per garantire agli agenti strumenti di lavoro che ne possano valorizzare le professionalità, tra le migliori a livello nazionale». 

I nuovi mezzi comprendono nove MG 3 e due Hyundai Kona. Le MG 3, dotate di motorizzazione benzina 4 cilindri 1.5 da 116 cavalli, rappresentano una soluzione ideale per la mobilità urbana grazie alle dimensioni compatte e alla facilità di movimento nel traffico cittadino. Le vetture saranno assegnate ai distretti territoriali.

Le due Hyundai Kona, equipaggiate con motore ibrido benzina/elettrico 1.6 da 141 cavalli, saranno invece destinate al reparto Sicurezza Stradale grazie alle dimensioni maggiori e alle prestazioni più elevate.

«I veicoli presentati oggi rappresentano la prima parte di una fornitura complessiva, articolata tra mezzi in proprietà e in locazione a lungo termine, tre anni, che consentirà nei prossimi mesi di superare le criticità dell’attuale parco automezzi», ha dichiarato il comandante della Polizia Locale Fabio Manzo.

La fornitura sarà completata nei prossimi giorni con l’arrivo di quattro Alfa Romeo Junior ibride da 145 cavalli, mentre entro l’estate entreranno in servizio anche 18 Fiat Grande Panda ibride previste in locazione.

L'assessora Arianna Viscogliosi e il comandante Fabio Manzo

Red Bull Cerro Abajo torna a Genova per il terzo anno di fila

Super User 15 Aprile 2026 527 Visite

 

Dopo due edizioni che hanno conquistato pubblico, rider e media internazionali, il Red Bull Genova Cerro Abajo è pronto a tornare nel 2026, confermando per il terzo anno consecutivo la presenza della città ligure nel circuito di urban downhill più spettacolare e selettivo al mondo. L'appuntamento cambia e si sposta nella prima metà dell'anno, il 27-28 giugno.

Dopo il grande successo delle edizioni 2024 e 2025, la "Superba" è ormai un crocevia attesissimo del calendario internazionale: il suo tessuto urbano unico al mondo consente uno spettacolo sportivo senza pari, grazie ai 2,2 km di percorso mozzafiato, su 279 metri di dislivello, da Monte Peralto a Largo della Zecca, in una corsa vertiginosa tra ostacoli naturali, scalinate secolari, curve a gomito e insidie artificiali appositamente integrate tra "creuze" e "caruggi".

I numeri delle scorse edizioni parlano chiaro: nel 2024 e nel 2025 circa 35-40.000 spettatori hanno popolato il tracciato genovese lungo l’arco della giornata di gara, e centinaia di migliaia di utenti hanno guardato la diretta e la differita su Red Bull TV. Un racconto corale, amplificato dalla copertura dei principali media sportivi e non, nazionali e internazionali.

La sfida è lanciata a Tomáš Slavík e Roger Vieira, rispettivamente vincitori dell'edizione 2024 e 2025, che saranno nuovamente al via per il terzo anno consecutivo con ambizioni di successo, ma dovranno misurarsi con una platea di competitor più che mai determinata a scalzarli dal trono. 

Pronti a dare battaglia anche gli italiani Lucas Vega (ligure doc e vero idolo locale, quindi carichissimo nell'affrontare la tappa di casa) e Hannes Alber (finalista dell'edizione 2025 e presenza fissa nella top-15 del circuito Red Bull Cerro Abajo).

Un assaggio dello spettacolo che ci aspetta a Genova si è avuto a metà febbraio a Valparaiso, kick-off della stagione 2026 del Red Bull Cerro Abajo: su un tracciato particolarmente scivoloso, che ha portato diversi top rider a commettere gravi errori (tra gli altri, Roger Vieira, Bernard Kerr e Alex Rudeau hanno "perso il treno" per lottare per la vittoria), Sebastian Holguín ha dominato dalla qualifica fino alla discesa decisiva, precedendo Adrien Loron e Felipe Agurto, racchiusi in un intervallo di appena 2,29 secondi. Da segnalare infine, per l'Italia, la qualificazione di Alber e di Chris Hauser.

«Il ritorno del Red Bull Cerro Abajo è una conferma della capacità di Genova di ospitare eventi sportivi internazionali che valorizzano in un modo unico la sua identità - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - il tracciato che si snoda tra creuze, caruggi, scalinate e scorci iconici racconta una Genova verticale e spettacolare, capace di trasformare le proprie peculiarità urbane in un elemento di attrazione sportiva, turistica e mediatica. Siamo pronti per una terza edizione che consoliderà un successo di portata internazionale e quel legame inscindibile tra sport, promozione della città e partecipazione di pubblico».

La macchina organizzativa è già al lavoro per dare vita a un’edizione 2026 il cui spettacolo, come da tradizione, non si limiterà alla gara in sé, ma "accenderà" tutta la città. Anche quest’anno l’evento sarà ad accesso gratuito, aperto a tutti: dagli appassionati dello sport ai semplici curiosi, chiunque potrà vivere da vicino l’energia della gara posizionandosi lungo il percorso nei view point dedicati.

Giunto al terzo anno consecutivo in calendario, il Red Bull Genova Cerro Abajo rafforza il proprio ruolo tra gli appuntamenti che "mettono Genova sulla mappa" dell'emozione sportiva. Il successo di pubblico e rider delle edizioni precedenti è solo una tappa nel percorso di definizione di una nuova identità urbana dove sport, spettacolo e territorio si incontrano, valorizzandosi reciprocamente in modo sempre più riconoscibile ed esaltando il carattere unico del capoluogo ligure.

Cresce il settore crocieristico: oltre 15 milioni di turisti verranno accolti nei porti italiani

Super User 15 Aprile 2026 435 Visite

 

Nuovo record per il settore delle crociere. Secondo le previsioni di Cemar Agency Network, saranno 15,1 milioni i crocieristi accolti dai porti italiani nel corso del 2026: un incremento del +2% rispetto al 2025, in linea con la forte ripresa della domanda registrata negli ultimi anni.

“Vediamo con chiarezza un’ulteriore espansione del settore - ha dichiarato Sergio Senesi, Presidente di Cemar Agency Network, durante la presentazione annuale al Seatrade Cruise Global di Miami - Ma non solo. I tempi sono maturi per un’evoluzione di mercato collegata all’ingresso nel business crocieristico dei più prestigiosi brand del lusso alberghiero. È dunque in crescita una nuova tipologia di clientela, ad alta capacità di spesa: vedremo ricadute importanti anche sull’economia dei territori”.

5.913 sono le toccate nave previste nel 2026 (+7,86% sul 2025), di cui 935 effettuate con unità di piccole dimensioni (fino a 200 passeggeri). Saranno 185 le navi operative nelle acque italiane (+6 rispetto allo scorso anno), in rappresentanza di 58 compagnie crocieristiche per un totale di 77 porti coinvolti.

Al vertice della classifica si conferma Civitavecchia con 3,78 milioni di passeggeri, seguita da Napoli (1,78 milioni) e Genova (1,57 milioni). Completano la top 10 Palermo, Livorno, Savona, Messina, La Spezia, Cagliari e Venezia, a conferma della capillarità dell’offerta lungo tutta la penisola.

Tra le regioni, il Lazio guida la classifica con 3,79 milioni di passeggeri (25,09% del totale), seguito da Liguria (3,15 milioni, 20,8%), Campania (2,22 milioni, 14,7%), Sicilia (2,14 milioni, 14,2%), Toscana (0,92 milioni, 6,1%) e Sardegna (0,78 milioni, 5,2%).

Tra i gruppi armatoriali, è confermata la leadership del Gruppo MSC, con circa 5,08 milioni di crocieristi movimentati, seguito dal Gruppo Carnival (4,94 milioni), dal Royal Caribbean Group (2,03 milioni) e da Norwegian Cruise Line Holdings (1,18 milioni).

Sul fronte operativo, i mesi più intensi saranno ottobre (795 scali) maggio (789 scali), luglio (785). Il picco giornaliero è previsto per sabato 23 maggio, con 35 navi contemporaneamente presenti nei porti italiani e oltre 88.000 passeggeri movimentati in un solo giorno.

Le prospettive di crescita sono confermate anche per il 2027: secondo le prime proiezioni, il prossimo anno il traffico crocieristico in Italia supererà i 15,2 milioni di passeggeri.

“La destagionalizzazione dei flussi, favorita anche dall’attuale scenario geopolitico, contribuisce in maniera determinante a questa crescita - ha aggiunto Sergio Senesi - Strategica è stata inoltre l’introduzione nelle flotte di navi di ultima generazione, sempre più efficienti e sostenibili, che consentono di ridurre in modo significativo le emissioni e di rafforzare l’impegno nella tutela del Mar Mediterraneo”.

Dieci volte dieci anni: Genova racconta un secolo di trasformazioni urbane

Super User 15 Aprile 2026 453 Visite

 

Dal 17 aprile al 27 novembre, l’Archivio Storico del Palazzo Ducale ospita “Dieci volte dieci anni. Conversazioni architettoniche sulla Grande Genova”, un ciclo di conferenze che invita a ripercorrere un secolo di evoluzione urbana della città di Genova. Promossa dalla Fondazione Ordine Architetti PPC di Genova insieme a Fondazione Labò, l’iniziativa si inserisce nel programma culturale dedicato alle trasformazioni urbane e propone una riflessione ampia e articolata sui cambiamenti che hanno segnato il territorio. 

Attraverso dieci incontri, ciascuno dedicato a un decennio, il ciclo ricostruisce la storia della cosiddetta “Grande Genova”, istituita nel 1926 con l’obiettivo di ampliare e integrare il tessuto urbano. A differenza di altre città italiane, Genova ha mantenuto nel tempo una struttura policentrica, in cui le ex delegazioni conservano una forte identità. Un modello che oggi viene riletto come esempio di equilibrio tra centro e periferie. 

Curato da Nicola Valentino Canessa, Francesco Saverio Fera, Simona Gabrielli, Antonio Lavarello e Valter Scelsi, il progetto mira a indagare le principali fasi di sviluppo della città, intrecciando aspetti urbanistici, sociali ed economici. Il primo appuntamento, venerdì 17 aprile, sarà dedicato al periodo 1926-1935 e analizzerà l’espansione urbana tra modernità, porto e quartieri collinari. Seguirà, il 24 aprile, un incontro sul decennio segnato da propaganda e guerra, mentre il 22 maggio si affronterà il tema della ricostruzione nel secondo dopoguerra. 

Il percorso proseguirà fino ai giorni nostri, esplorando industrializzazione, crescita infrastrutturale e trasformazioni sociali. Grazie al contributo di studiosi ed esperti, il ciclo restituisce una visione complessa e stratificata della costruzione della Genova contemporanea.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Intelligenza artificiale e robotica, Mes (M5S): “Genova può diventare polo europeo”

Super User 14 Aprile 2026 395 Visite

 

“Genova ha tutte le potenzialità per diventare uno dei principali poli europei della robotica umanoide e dell’Intelligenza Artificiale. Un’opportunità concreta che può generare sviluppo, occupazione qualificata e innovazione: solo lavorando insieme, istituzioni, ricerca e imprese, possiamo trasformare questa opportunità in sviluppo reale per tutto il territorio”.

Così, a margine della discussione di un ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo della maggioranza progressista e votato all’unanimità oggi in Consiglio comunale, il capogruppo del M5S Genova Marco Mes, che nell’impegnativa ha proposto “di avviare un percorso condiviso per valorizzare al meglio questa prospettiva strategica”. 

“Al centro di questa visione – ha argomentato Mes in Aula - c’è l’Istituto Italiano di Tecnologia, eccellenza internazionale, attorno al quale si stanno sviluppando importanti progetti di ricerca e startup innovative. Un patrimonio che può rappresentare il motore di un nuovo modello di crescita per la città. L’obiettivo è rafforzare e mettere a sistema queste esperienze, lavorando in sinergia tra istituzioni e realtà del territorio. In questa direzione, il nostro ordine del giorno ha individuato alcune priorità: la disponibilità di spazi adeguati, anche attraverso il recupero di aree oggi inutilizzate; il sostegno al ripristino dei finanziamenti nazionali destinati all’IIT; il potenziamento dei percorsi formativi legati alla robotica e all’intelligenza artificiale presso l’Università di Genova, insieme a un rafforzamento dell’offerta di studentati per attrarre nuovi talenti”. 

Fondamentale, secondo il M5S, il coordinamento tra Comune di Genova, Regione Liguria, IIT, Università e sistema produttivo locale, per costruire una strategia condivisa e duratura. “Per questo – e conclude – abbiamo chiesto alla Sindaca e alla Giunta di convocare un tavolo tecnico con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di definire un piano operativo concreto e tempestivo”.

Piemonte, Lombardia e Liguria si candidano a ospitare le Olimpiadi. Bucci: “Intesa forte e condivisa”

Super User 14 Aprile 2026 547 Visite

 

​Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci esprime grande entusiasmo e orgoglio per l’avvio del percorso condiviso tra Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, per la candidatura del Nord Ovest ai Giochi Olimpici e Paralimpici estivi del 2036 o del 2040.

“È una sfida straordinaria - dichiara Bucci - che segna un cambio di passo: il Nord Ovest si propone al mondo come un unico grande sistema competitivo e moderno. In questo scenario, la Liguria è pronta a essere protagonista”.

“La nostra regione - prosegue - può offrire un contributo unico e distintivo: il mare, il clima, la capacità di accogliere grandi eventi in un contesto paesaggistico senza eguali. Genova e tutta la Liguria possono diventare uno dei cuori pulsanti di un’Olimpiade diffusa, portando valore aggiunto in termini di identità, attrattività e innovazione nel rapporto tra sport e territorio”.

“Abbiamo dimostrato negli anni di saper organizzare eventi complessi e di rilevanza globale, mettendo in campo competenze, efficienza e visione. Oggi vogliamo fare un salto ulteriore: contribuire a costruire un progetto olimpico che sia un esempio internazionale, capace di coniugare sostenibilità, valorizzazione delle infrastrutture e sviluppo concreto per le comunità”. 

“Regione Liguria sarà pienamente impegnata in questo percorso - sottolinea - con un ruolo attivo e propositivo, lavorando fianco a fianco con le altre istituzioni per trasformare questa ambizione in una candidatura forte, credibile e vincente​. Le Olimpiadi del Nord Ovest possono diventare un simbolo dell’Italia che sa unire, innovare e guardare lontano - conclude​ il presidente Bucci - e la Liguria è pronta a dare il massimo per rendere questo traguardo possibile, mettendo a disposizione tutto il proprio potenziale e la propria unicità”.

Regione Liguria, approvato il modello organizzativo per ridurre le attese in pronto soccorso

Super User 14 Aprile 2026 515 Visite

 

Portare l'attesa in pronto soccorso sotto le 8 ore, per almeno il 90% dei pazienti. È questo l’obiettivo del Modello organizzativo regionale approvato per ridurre il boarding nei pronto soccorso. Regione Liguria ha infatti definito regole uniformi per tutti gli ospedali e una quota certa di letti riservata ogni giorno all'urgenza.

Il boarding è uno dei problemi più diffusi nei pronto soccorso, anche a livello nazionale: si tratta del tempo che un paziente trascorre su una barella in pronto soccorso, dopo che il medico ha già stabilito la necessità del ricovero, in attesa di un posto letto nel reparto di destinazione. Un fenomeno che la Regione ha scelto di affrontare con misure concrete, dopo un'analisi approfondita dei dati di tutti i dieci presidi ospedalieri liguri: partendo dalla Azienda ospedaliera metropolitana, IRCCS Policlinico San Martino, E.O. Ospedali Galliera e Ospedale Villa Scassi, per poi arrivare a Sanremo, Imperia, Pietra Ligure e Savona, Lavagna, La Spezia e Sarzana.

La misura cardine del piano riguarda la disponibilità programmata di posti letto: ogni reparto ospedaliero è chiamato a garantire, ogni giorno, almeno un posto letto ogni dieci per i pazienti provenienti dal pronto soccorso, superando la gestione affidata alla sola disponibilità contingente e introducendo una programmazione certa e uniforme su tutti i presidi della regione.

Nei contesti a maggiore pressione, i reparti di medicina interna e geriatria, che rappresentano il principale punto di assorbimento dei ricoveri urgenti, verranno rafforzati con posti letto aggiuntivi. Parallelamente, viene fissato un obiettivo di contenimento per la degenza media, entro un tempo massimo indicativo di 10 giorni, per accelerare la rotazione e rendere disponibili più letti nel corso della giornata. Nei periodi di picco, i ricoveri programmati potranno essere modulati per dare precedenza all'urgenza. 

“Abbiamo analizzato i dati di tutti i nostri ospedali e abbiamo costruito un piano concreto e uniforme in tutta la regione - sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò -. La capacità di risposta e i ricoveri urgenti sono una delle nostre priorità organizzative: per questo, ogni reparto, saprà con maggiore precisione quanti letti mettere a disposizione ogni giorno per l'urgenza e ogni paziente avrà un percorso definito nel passaggio dal pronto soccorso al reparto. Si tratta di un cambio di metodo basato sull'analisi dei dati e su un modello organizzativo chiaro, con un obiettivo preciso: portare l'attesa in pronto soccorso sotto le 8 ore per almeno il 90% dei pazienti”.

Sul piano operativo, il modello introduce un'integrazione strutturata tra pronto soccorso e Medicina interna: il modello prevede l’attivazione di una consulenza, a cura della Medicina interna in pronto soccorso, che dovrà avvenire in un tempo inferiore alle 2 ore. Vengono inoltre potenziate le aree di Osservazione breve intensiva, spazi che consentono di stabilizzare i pazienti senza occupare immediatamente un letto di reparto. 

“Il Policlinico San Martino e l'Ospedale Villa Scassi hanno già dato concreta attuazione al modello regionale, mettendo a disposizione complessivamente 35 posti letto dedicati ai ricoveri urgenti provenienti dal pronto soccorso – sottolinea Monica Calamai, direttore generale dell’Azienda ospedaliera metropolitana (AOM)-. Al San Martino sono 25 i posti letto attivati, di cui: 18 nella Clinica di Medicina Interna 1, 6 nella Clinica geriatrica e 1 nella Clinica di Medicina interna a indirizzo oncologico, a supporto dell'ematologia. All'Ospedale Villa Scassi sono stati invece attivati 10 posti letto all'interno del Padiglione 3, nell'ambito del reparto dedicato all’ Unità di crisi. Un risultato reso possibile grazie a una combinazione di integrazione oraria del personale già in servizio e all'inserimento di nuove figure mediche. Come AOM, siamo pienamente allineati agli obiettivi regionali e convinti che questo modello rappresenti la strada giusta per garantire ai pazienti tempi di presa in carico sempre più appropriati”.

Altro elemento chiave riguarda il miglioramento delle dimissioni. Viene introdotta la figura del discharge manager, dedicata alla gestione dei casi più complessi: tra i suoi compiti, l’attivazione di servizi territoriali come assistenza domiciliare, rsa e ospedali di comunità, per garantire una transizione organizzata e sempre più tempestiva dal ricovero al territorio.

Inoltre, presso ciascuna Azienda è istituito un Gruppo tecnico permanente per la gestione dei flussi, composto da Direzione sanitaria, Direzione medica di presidio ospedaliero, pronto soccorso e medicine.

Liberazione, Genova festeggia l’81° anniversario con un programma diffuso in tutta la città

Super User 14 Aprile 2026 627 Visite

 

In occasione dell’81° Anniversario della Liberazione, Genova celebrerà il 25 Aprile con il tradizionale programma di cerimonie istituzionali che, quest’anno, sarà affiancato da un calendario diffuso di iniziative culturali nel centro cittadino e nei giorni precedenti.

La memoria si intreccia con i linguaggi contemporanei, attraverso un ricco programma di appuntamenti diffusi che comprende arte, spettacoli e performance, pensati per coinvolgere tutte le fasce di età per mantenere sempre viva, partecipata e condivisa le Festa della Liberazione.

«Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ritrova la libertà e assapora la democrazia dopo gli anni bui della dittatura e della guerra - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - per la nostra città, inoltre, è una ricorrenza che ha un significato ancora più profondo: dobbiamo sempre ricordare con orgoglio che Genova è Medaglia d’oro al Valor Militare per la Resistenza, è stata la prima città del Nord a liberarsi da sola dal nazifascismo e l’unica in Europa in cui un corpo d’armata tedesco si è arreso alle formazioni partigiane. È una pagina straordinaria della nostra storia civile e democratica, che ci affida la responsabilità di fare della memoria una coscienza viva, condivisa e capace di parlare al presente e alle nuove generazioni. Per questo abbiamo voluto costruire un programma diffuso, che sappia anche parlare linguaggi diversi e coinvolgere generazioni diverse. Ricordare la Liberazione significa custodire i valori che hanno fondato la nostra democrazia e la nostra Costituzione, senza mai dimenticare il prezzo pagato da chi ha combattuto per restituire la libertà al nostro Paese. Celebriamo, quindi, il 25 aprile con la ferma convinzione che sia una data che continua a parlare ai nostri giorni e a mettere solide fondamenta per il nostro futuro».

Il programma culturale accompagnerà la città per più giorni e si intreccerà con gli appuntamenti istituzionali del 25 aprile, che si apriranno al Cimitero di Staglieno con la deposizione delle corone ai monumenti dedicati agli internati e deportati nei lager nazisti e con la Messa in suffragio nel Sacrario Trento e Trieste e nel Campo Caduti Partigiani, per proseguire poi con il corteo cittadino in partenza da piazza della Vittoria, accompagnato dalla Filarmonica Sestrese, con le soste commemorative al Ponte Monumentale e in largo Pertini, fino all’arrivo in piazza Matteotti per i saluti istituzionali e l’orazione commemorativa: si aprirà con gli appuntamenti ai Giardini Luzzati e negli spazi teatrali del centro storico, proseguirà con spettacoli, letture sceniche e performance dedicate ai temi della Resistenza, della libertà e della partecipazione, e culminerà il 25 aprile con una giornata che affiancherà al programma istituzionale una fitta costellazione di iniziative artistiche e culturali.

Fari puntati in particolare su ERAORA, alla sua prima edizione: un festival diffuso che attraverserà il centro storico con un unico percorso tra piazze, chiostri e spazi urbani, trasformando la Liberazione in un’esperienza culturale condivisa. Musica, scrittura pubblica, letture, podcast, laboratori, teatro e pratiche collettive animeranno sette tappe del centro di Genova, da piazza Don Gallo a piazza Sarzano, con una proposta di particolare rilievo anche per la qualità e il profilo degli ospiti coinvolti. Tra questi, Dennis Bovell, Handson Family con Vanessa Freeman, Luca Misculin de Il Post, oltre ai progetti musicali e performativi di Electromermaids, Lilith, Forevergreen, Genova Hip Hop Festival, ManinMarassi, Festa del Sole e RTM.

 

I FATTI STORICI

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria e il Comando Militare Regionale, riuniti congiuntamente, decisero l’inizio dell’insurrezione. Le operazioni militari per la liberazione della città iniziarono la mattina successiva e il CLN regionale assunse di fatto le funzioni di governo. La sera del 25 aprile, a Villa Migone, il generale Günther Meinhold firmò l’atto di resa. Si tratta dell’unico caso europeo in cui un corpo di armata tedesco si è arreso a formazioni partigiane. Quando due giorni dopo arrivarono a Genova, le truppe alleate trovarono la città non solo già liberata, ma anche ripartita, con i tram che circolavano e le case illuminate. L’insurrezione di Genova venne definita “insurrezione modello”, ma alto è stato comunque il prezzo pagato dai partigiani genovesi, con 300 morti e 3000 feriti.

 

LE DICHIARAZIONI

«Il 25 aprile non è solo una ricorrenza, ma un momento che traduce la memoria necessaria in una partecipazione attiva, consapevole, di coinvolgimento culturale e civile. Per questo abbiamo voluto affiancare ai momenti della cerimonia, quest’anno, diverse proposte di carattere artistico e culturale capaci di parlare a tutte le generazioni, intrecciando memoria storica e linguaggi contemporanei, perché la Liberazione continui a essere un patrimonio vivo, condiviso e profondamente attuale. A permeare, come uno spirito vivo, la vita quotidiana della città e dei cittadini», commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari

«Abbiamo lavorato per portare l’intera città dentro questa ricorrenza, trasformando piazze e spazi pubblici in luoghi vivi di incontro, spettacolo e partecipazione. I grandi eventi diffusi rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare il senso di comunità e rendere Genova protagonista di una celebrazione aperta, inclusiva e coinvolgente», aggiunge il consigliere delegato ai Grandi Eventi Lorenzo Garzarelli. «Abbiamo voluto costruire un vero e proprio festival del 25 aprile, capace di rendere omaggio alla storia e all’identità della nostra città attraverso un’offerta ampia e articolata – artistica, culturale, musicale e sportiva – valorizzando i teatri e le realtà del territorio – spiega ancora Garzarelli - l’obiettivo è stato quello di proporre occasioni di qualità, pensate per coinvolgere tutte le generazioni e intercettare interessi diversi, affinché ciascuno possa sentirsi parte di questa importante celebrazione».

«Il nesso inscindibile tra Resistenza, Repubblica, Costituzione è a fondamento dell’ordinamento democratico repubblicano che le italiane e gli italiani scelsero con il referendum del 2 giugno 1946. La scelta repubblicana e l’elezione Costituente che redigerà la nuova costituzione della Repubblica vide per la prima volta riconosciuto il diritto di voto alle donne che fecero così compiutamente il loro ingresso nella vita pubblica ad esse precluso da una cultura conservatrice e oscurantista che per secoli le vide relegate nello stereotipo di riproduttrici e di angeli del focolare domestico. Questo diritto non fu una concessione calata dall’alto, ma una conquista che le donne si guadagnarono sul campo partecipando attivamente alla Resistenza armata e civile che le vide protagoniste assolute. Per queste ragioni nell’Ottantesimo della Repubblica questo 25 Aprile deve essere l’occasione non solo per celebrare la rinascita democratica del Paese, ma per recuperare pienamente i caratteri pluralistici e unitari della lotta di liberazione e il ruolo che ebbero le donne a lungo disconosciuto anche dalle stesse forze resistenziali. Ciò è tanto più importante in quanto la parità di genere è cardine fondamentale dell’ordinamento civile del nostro Paese, la quale deve ancora essere pienamente riconosciuta non solo formalmente, ma in primo luogo nella coscienza civile e democratica di ogni cittadino rimuovendo ogni pregiudizio e discriminazione», afferma Giacomo Ronzitti, presidente dell’ILSREC, l’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea.

«Il programma delle iniziative è particolarmente ricco. Si parte venerdì con la presentazione di un libro, alla presenza di Monsignor Molinari. Il 21 aprile sarà invece la volta di un incontro sulla figura di Gino Campanella, con la partecipazione del sottoscritto, dell’acquisitore di Genova Bordese, dell’autore dell’opuscolo, Ivano Malcotti e di Donatella Alfonso; è previsto anche un monologo di Mirko Bonomi. Sono inoltre in programma appuntamenti nelle realtà produttive del territorio: il 22 aprile saremo all’Ansaldo con 250 studenti già prenotati, e sono previste altre iniziative in diverse fabbriche genovesi. Tra gli eventi più significativi, la fiaccolata storica che si terrà a Voltri la sera del 24 aprile, affiancata quest’anno da numerose iniziative diffuse in molti quartieri della città. Il 18 è previsto anche un corteo in Valpolcevera per ricordare l’anniversario della Liberazione», conclude Massimo Bisca, presidente provinciale dell’ANPI.

 

GLI APPUNTAMENTI ISTITUZIONALI

Il Comune di Genova inizia le celebrazioni giovedì 23 aprile, quando alle 10 si terrà il tradizionale incontro con gli studenti a Villa Migone. Sono previsti i saluti istituzionali della sindaca Silvia Salis e di Alessandro Clavarino- Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria. Interverranno, tra gli altri, Giacomo Ronzitti, presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, la giornalista e scrittrice Donatella Alfonso, e Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 al poligono di Reggio Emilia. Saranno presenti i familiari dei firmatari dell’Atto di resa e dei protagonisti della trattativa.

Venerdì 24 aprile alle 8.30 al Cimitero di Staglieno, la cerimonia di deposizione delle corone nel Campo israelitico.

Alle 9, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, si terrà il convegno di studi “La chiesa del Cardinale Pietro Boetto e i cattolici nella Resistenza genovese”, promosso da ILSREC “Raimondo Ricci” con Arcidiocesi di Genova, Università di Genova e Ufficio scolastico regionale per la Liguria: una giornata di approfondimento dedicata al ruolo della Chiesa genovese e del mondo cattolico nella Resistenza, con una sessione mattutina sulla figura di Paolo Emilio Taviani e la presentazione del volume “Breve storia dell’insurrezione di Genova”, e una sessione pomeridiana sui cattolici e i sacerdoti nella Resistenza

Sabato 25 aprile alle 8.20 al Cimitero di Staglieno si formerà il corteo per la deposizione delle corone ai monumenti dedicati agli internati e deportati nei lager nazisti e, a seguire nel Sacrario Trento e Trieste e nel Campo Caduti Partigiani, dove alle 8.50 sarà celebrata la Messa in suffragio.

La giornata continua in piazza della Vittoria (lato via Cadorna), con la formazione del corteo, che partirà alle 10.15 accompagnato dalla musica della Filarmonica Sestrese. Verranno deposte le corone al Sacrario Caduti Partigiani presso il Ponte Monumentale, dove verrà letta la motivazione della Medaglia d’oro al Valor Militare e dell’Atto di Resa. A seguire, verranno deposte le corone anche in largo Pertini.

Il corteo arriverà alle 11.15 in piazza Matteotti dove, dopo i saluti della sindaca di Genova Silvia Salis e del presidente di Regione Liguria Marco Bucci, verrà pronunciata l’orazione commemorativa a cura della storica e scrittrice Benedetta Tobagi.

Inoltre, dalle 9 alle 19 l’Istituto Mazziniano-Museo del Risorgimento effettuerà un’apertura straordinaria con ingresso gratuito e l’esposizione dell’originale Atto di Resa delle truppe tedesche, firmato a Genova il 25 aprile 1945.

Sono previste due visite guidate, su prenotazione (010 5576431).

GLI APPUNTAMENTI CULTURALI: NASCE “ERAORA”, IL FESTIVAL DELLA LIBERAZIONE DI GENOVA

Accanto al programma istituzionale, il calendario delle iniziative culturali prenderà il via martedì 21 aprile alle 21 alla Claque – Teatro della Tosse con “Gabbiani Partigiani” di Generazione Disagio, a cura dei Giardini Luzzati.

Mercoledì 22 aprile alle 18, ai Giardini Luzzati, ospite d’onore sarà Adelmo Cervi, che racconterà la storia della sua famiglia. A seguire, andrà in scena “Cenere” di Marco Rinaldi, spettacolo che riporta al centro alcuni capitoli meno noti della Resistenza ligure. Parteciperà la sindaca Silvia Salis. La serata si concluderà con il DJ set “Reggae e Resistenza”.

Giovedì 23 aprile alle 19, nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, sarà la volta di “Fuente de la Libertà”, lettura scenica di teatro civile sulle donne della Resistenza ligure, tratta da un testo di Ivano Malcotti e con la regia di Laura Sicignano, che coinvolgerà consigliere e assessore del Comune di Genova insieme alle artiste Antonella Loliva e Francesca Marsella. Nella stessa serata, alle 21.30 ai Giardini Luzzati, Ascanio Celestini porterà in scena “Radio Clandestina”, spettacolo che riflette sul rapporto tra storia, memoria e racconto pubblico a partire dall’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Venerdì 24 aprile il programma teatrale si diffonderà in più luoghi del centro storico con gli spettacoli a cura di Teatro della Tosse, TIQU e Auditorium Strada Nuova: “Flauto Magico” alla Sala Campana del Teatro della Tosse; “Dio ti vede Stalin no” in Piazzetta Teresa Mattei; “Libertà”, spettacolo itinerante con partenza da Piazza Banchi; “Zona franca” al Teatro Internazionale di Quartiere; “Il circo delle bolle di sapone in su” alla Sala Trionfo del Teatro della Tosse; “Mi abbatto e sono felice” nel Chiostro di Sant’Andrea o alla Claque in Agorà.

Sempre venerdì 24 aprile, nell’ambito di ERAORA, Piazza San Giorgio ospiterà “Podcast live – Memoria e narrazione”, incontro pubblico con Luca Misculin de Il Post e registrazione dal vivo di un episodio dedicato alla Liberazione di Genova.

Sabato 25 aprile alle 18.30, in piazza San Matteo presso lo spazio QUASI CASA (Young Caritas), andrà in scena “Storie vere di Libertà” con i Teatranti Nautici, a cura dell’Istituto Nautico San Giorgio e della compagnia teatrale Liberitutti, iniziativa promossa dal progetto FAMI. In serata, alle 21 ai Giardini Luzzati, è in programma il concerto di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, con apertura di Nugara.

Nella giornata del 25 aprile, ERAORA animerà il centro storico con un programma diffuso che toccherà più piazze e luoghi simbolo della città. In Piazza Don Gallo sarà allestito uno spazio dedicato a bambine, bambini e famiglie, con lo spettacolo “Lo zaino del Partigiano”, laboratori, musica e attività partecipative. In Piazza della Cernaia si alterneranno musica live e DJ set con Noite, Tommi Scerd, Giorgio Canali, FiloQ e Ale Bavo. Piazza Valoria ospiterà invece un percorso dedicato alla parola condivisa, tra scrittura pubblica, letture e interventi musicali.

La programmazione di ERAORA proseguirà in piazza degli Embriaci, con “Liberation as a Worldwide Connection”, progetto musicale di Liguria Transatlantica con Dennis Bovell e Handson Family feat. Vanessa Freeman; nel Chiostro di Sant’Andrea, con Electromermaids, rassegna tra scena cantautorale genovese e musica elettronica, con DJ set di Randomplay e live che vedranno coinvolti, tra gli altri, Max Manfredi e Irene Buselli; e in Piazza Sarzano, dove il Genova Hip Hop Festival, insieme a ManinMarassi, Festa del Sole e RTM, proporrà workshop di DJing, writing, breaking e attività aperte al pubblico.

Sviluppo aree interne, assessore Piana: “Dal governo 4 milioni a sostegno della Fontanabuona”

Super User 14 Aprile 2026 444 Visite

 

Il Ministero per gli Affari Europei e per le Politiche di Coesione ha approvato, nell'ambito della Cabina di regia per lo sviluppo delle Aree Interne, tenutasi questa mattina a Roma, la Strategia d'Area 2021-2027 della Fontanabuona. Undici i Comuni coinvolti (Avegno, Cicagna, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lorsica, Moconesi, Neirone, Orero, San Colombano Certenoli, Tribogna, Uscio), che potranno beneficiare di 4 milioni di euro nazionali, in aggiunta alle contribuzioni comunitarie del Fesr, Fse+, Feasr e regionali, che portano a 8,5 milioni la dotazione complessiva assegnata all'area.

"Un grande risultato che ripaga gli sforzi fatti da questa Giunta per ampliare anche alla Fontanabuona il percorso d'incentivazione previsto dalla Strategia Nazionale delle Aree Interne - sottolinea l'assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana, coordinatore ligure della SNAI - La strategia approvata punta a rendere la vallata più sicura, accessibile e attrattiva, migliorando concretamente la qualità della vita dei residenti e favorendo, in sinergia a quanto stiamo facendo in attuazione della legge regionale n.6 del 2025, chi desidera restare o tornare".

Previsti interventi per la messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico e per il miglioramento della viabilità, insieme all'ampliamento dei servizi sanitari e sociali di prossimità per una presa in carico più vicina ai cittadini. Attenzione alla scuola, con azioni per il potenziamento linguistico, l'inclusione degli strumenti con bisogni educativi speciali e nuove opportunità educative per la fascia 0-6 anni. In parallelo, è centrale la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e naturale attraverso iniziative di educazione ambientale e la promozione di attività all'aria aperta, riconoscendone il ruolo nel benessere delle persone e nello sviluppo locale sostenibile. Sostegno anche all'efficientamento energetico e alla maggiore sostenibilità degli edifici pubblici.

Centro storico, al via un percorso partecipativo per costruire politiche condivise

Super User 14 Aprile 2026 399 Visite

 

Prende il via un articolato percorso partecipativo dedicato al centro storico di Genova con l’obiettivo di mettere in relazione istituzioni e cittadinanza, superare la frammentazione degli interventi e costruire una visione condivisa delle priorità. Il primo appuntamento di “Verso un Forum di cittadinanza nel Municipio 1 Centro Est” si terrà lunedì 20 aprile, dalle 19.30 alle 22.30, presso la sede del Genova Blue District in via del Molo 65. L’iniziativa inaugura un ciclo di incontri aperti a tutte e tutti che proseguirà fino al mese di dicembre.

La fase preliminare ha già consentito all’amministrazione di definire linee sperimentali mirate a favorire il dialogo tra diversi ambiti comunali, in particolare urbanistica, sicurezza, politiche abitative e sociale, con l’obiettivo di garantire risposte coordinate e coerenti alle esigenze del territorio.

Fin dall’insediamento, la giunta comunale e quella municipale hanno raccolto numerose segnalazioni da cittadini, associazioni, comitati ed esercenti. Lettere, raccolte firme e dossier hanno contribuito a delineare un quadro articolato delle criticità, affiancato da momenti di ascolto e confronto promossi dagli assessorati e dalla presidenza municipale.

«In questi mesi si è molto parlato del Forum come di un traguardo, in realtà siamo di fronte a una grande occasione per sperimentare non meri strumenti burocratici, ma processi capaci di favorire coesione sociale e progettazioni condivise – dichiara l’assessore al Decentramento e Partecipazione Davide Patrone –. Questo percorso è al centro della riforma dei Municipi e punta a generare corresponsabilità, gestire i conflitti e costruire relazioni basate sulla reciprocità».

L’iniziativa si inserisce inoltre in una visione più ampia di rigenerazione urbana. «Il percorso si integra nella “Città dei 15 minuti”, un modello che mette in relazione trasformazioni urbanistiche, sociali ed educative – sottolinea l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola –. Puntiamo a rimettere al centro la sostenibilità dell’Agenda 2030, attraverso un dialogo continuo tra economia, socialità e ambiente».

Anche dal Municipio arriva un forte sostegno all’iniziativa. «Si tratta di una sfida importante – evidenzia la presidente del Municipio 1 Centro Est Simona Cosso – perché apre uno spazio di confronto tra tutte le realtà del territorio, consentendo di individuare criticità e opportunità e costruire soluzioni condivise. La corresponsabilità rafforza il dialogo con la cittadinanza e contribuisce a ridurre la frammentazione delle richieste».

Il modello adottato si fonda su due direttrici principali: da un lato favorire un confronto strutturato tra istituzioni e realtà locali, con strumenti per la gestione dei conflitti e la co-decisione; dall’altro ampliare la partecipazione coinvolgendo anche cittadini e realtà civiche non inserite in altri percorsi istituzionali.

Elemento chiave sarà il patto di collaborazione, uno strumento pubblico e trasparente che definirà obiettivi, modalità organizzative, tempistiche e azioni di monitoraggio. La fase iniziale degli incontri sarà divisa tra una parte informativa e una dedicata alla progettazione partecipata, con l’individuazione condivisa di priorità e proposte operative.

Il percorso proseguirà nei mesi successivi con incontri tematici e momenti di verifica, fino alla restituzione pubblica prevista a novembre, con l’obiettivo di costruire politiche integrate e condivise per il futuro del centro storico.

UlisseFest: a Genova ospiti internazionali, grandi concerti e anteprime letterarie

Super User 14 Aprile 2026 442 Visite

 

Sarà Genova ad ospitare la IX edizione di UlisseFest, il festival del viaggio firmato Lonely Planet. Dopo il prestigioso riconoscimento come unica destinazione italiana nella classifica Best in Travel 2025, la città si conferma meta ambita per i viaggiatori di tutto il mondo, accogliendo una manifestazione che trasformerà il tessuto urbano in un palcoscenico globale da venerdì 10 a domenica 12 luglio.

Il tema scelto per questa edizione è “Elogio della fuga”: un invito a interpretare il viaggio come impulso creativo, spinta necessaria per cambiare prospettiva, scardinare le abitudini e rinnovare il proprio sguardo sulla complessità del presente. 

E quest’anno l’anima del Festival si esprimerà attraverso numerosi worskhop e laboratori che si svolgeranno in più punti della città. Torna anche il corso “Lonely Planet: come diventare scrittore di viaggio”, un’occasione unica per apprendere l’arte del racconto di viaggio, trasformando esperienze personali in storie capaci di emozionare e ispirare (sono già aperte le iscrizioni).

«Genova ha nel viaggio una colonna essenziale della propria storia, è città di porto, di partenze, di ritorni, di scambi, di rotte aperte sul Mediterraneo e sul mondo - dichiara la sindaca Silvia Salis - per questo, ospitare in città la IX edizione di UlisseFest significa parlare direttamente alle radici della nostra identità. Qui il viaggio ha lasciato tracce profonde nell’anima della città, offrendo a un evento come UlisseFest una cornice particolarmente significativa. Il tema scelto per questa edizione, inoltre, invita a guardare al viaggio come occasione di cambiamento, di conoscenza e di trasformazione: è un’idea che incontra il carattere di una città che da secoli vive sul confine tra radicamento e apertura, tra memoria e movimento. Accogliamo quindi la IX edizione di UlisseFest come un’occasione per valorizzare la vocazione genovese all’incontro e per confermare Genova come luogo capace di offrire ai turisti un’esperienza autentica e profondamente legata alla sua storia».

«Ospitare l'UlisseFest è per noi la naturale prosecuzione di un percorso che vede Genova protagonista nelle classifiche del turismo internazionale- dichiara l’assessora al Turismo Tiziana Beghin- Dopo il riconoscimento Best in Travel 2025, confermiamo la nostra attitudine ad essere una capitale dell’accoglienza consapevole e culturale. Il tema dell’ “Elogio della fuga” si sposa perfettamente con l’identità di una città che è, per storia e morfologia, una porta aperta. Siamo pronti a offrire ai viaggiatori un’esperienza immersiva tra i nostri siti UNESCO e il nostro patrimonio naturalistico, che per conformazione orografica costituisce praticamente un unicum sul territorio nazionale, unendo le coste alle montagne, le spiagge ai boschi, dimostrando come Genova sia capace di generare quel cambiamento di prospettiva che Lonely Planet da sempre promuove». 

«Organizzare UlisseFest a Genova per noi significa avere l’occasione di raccontare questa città da vicino, offrendo ai lettori Lonely Planet, ai nostri ospiti e al pubblico del Festival lo stimolo a scoprire una destinazione in cui il viaggio è parte della sua identità più profonda- dichiara Angelo Pittro direttore Lonely Planet Italia- Il nostro impegno è costruire un programma culturale capace di portare in città lo sguardo di giornalisti, scrittori e artisti che hanno attraversato il mondo e ne raccontano la complessità e la diversità, contribuendo a interpretare il tempo in cui viviamo».

Tra fine giugno e i primi di luglio si terranno una serie di anteprime d'eccezione: lo scrittore Paolo Giordano racconterà i suoi reportage dalle zone più "sensibili" del pianeta; Pablo Trincia porterà in scena un monologo dedicato al suo viaggio a Mumbai, tra realtà e immaginazione e il giovane camminatore Nicolò Guerrera (Pieroad) condividerà l'esperienza del suo straordinario giro del mondo a piedi durato quattro anni.

L’apertura ufficiale, venerdì 10 luglio, vedrà la sindaca di Genova Silvia Salis dialogare con l’ex sindaco di New York City, Bill de Blasio. Un incontro di alto profilo che metterà a confronto due città portuali, icone di cambiamento e laboratori di trasformazione urbana.

Il programma si snoderà tra i luoghi simbolo della città, dal Porto Antico ai Giardini Luzzati, passando per i Palazzi dei Rolli. Gli ospiti condurranno il pubblico in un viaggio ideale attraverso Tunisia, Antartide, Asia Centrale, Mar Nero, Siria, Senegal, Cina, Giamaica, Argentina, Groenlandia e Giappone e non mancheranno focus sul "viaggio lento" – a piedi o in bicicletta – e sulla riscoperta delle bellezze italiane, alternando reading, showcooking, dj set e grandi spettacoli.

Infine, UlisseFest 2026 si arricchisce di sinergie con i principali eventi cittadini: grazie alla collaborazione con il Live in Genova Festival e Altra Onda Festival, l'Arena del Mare ospiterà due grandi appuntamenti musicali, il 10 luglio, concerto di Francesco Gabbani e l’11 luglio il live dei Negramaro.

Manifestazioni storiche o tradizionali, al via il bando per i comuni della Liguria

Super User 13 Aprile 2026 375 Visite

 

È online da oggi sul sito della Regione Liguria (al link https://www.regione.liguria.it/homepage-turismo/cosa-cerchi/prodotti-turistici.html ) tutta la documentazione relativa al bando 2026 per la concessione di contributi fino a 250 mila euro a favore di Comuni organizzatori o coorganizzatori di manifestazioni storiche e tradizionali realizzate da almeno 15 anni, anche non consecutivi, dal 1° maggio al 30 novembre di quest'anno. Il termine per la presentazione delle domande di contributo da parte dei Comuni liguri decorre dalla data di pubblicazione del provvedimento e scade decorsi 15 giorni.

Contestualmente alla pubblicazione del bando, verrà nominata una commissione di valutazione delle proposte composta da esperti all'interno del settore regionale del Servizio Prodotti Turistici. Con il medesimo criterio nel 2025 la Regione ha finanziato 57 eventi organizzati da Comuni distribuiti su tutto il territorio ligure.

“Questo contributo, da abbinare a quello erogato a favore delle Pro Loco per ben 102 eventi tradizionali liguri certificati, è concesso con l’obiettivo di valorizzare e contribuire a qualificare ulteriormente le manifestazioni storiche e tradizionali in termini di durata, accessibilità, servizi e esperienze turistiche, al fine di arricchire l’offerta regionale, migliorare la gestione dei flussi, allungare la stagione offrendo occasioni di visita ed esperienze nei diversi mesi dell’anno - afferma l'assessore al Turismo Luca Lombardi – In questa ottica assumeranno maggiore rilevanza nel riconoscimento del contributo le manifestazioni che si svolgono nei piccoli borghi dell’entroterra. Sara un 2026 da vivere in Liguria ovunque e per tutto l'anno”.

La partecipazione alla procedura in oggetto è riservata ai Comuni della Liguria, ciascun Comune può presentare una sola domanda di contributo per una sola manifestazione storica e tradizionale. La manifestazione per cui si richiede il contributo non dovrà essere a scopo di lucro e dovrà essere o di caratttere culturale (musica, teatro, cinema, danza, letteratura, fotografia, pittura, ecc.), sportivo e naturalistico (visite guidate, escursioni, attività ludico-ricreative-didattiche, eventi sportivi, ecc), enogastronomico (manifestazioni e show cooking, degustazioni di prodotti tipici, esperienze enogastronomiche e laboratori, approfondimenti sulla storia delle tipicità locali, esposizioni e iniziative mirate ad accrescere la conoscenza dei prodotti agro-alimentari del territorio, ecc.), storico o tradizionale (percorsi storici o identitari di una comunità attraverso la riscoperta delle tradizioni, del folclore, delle tecniche che identificano una particolare produzione artistica e/o artigianale, rievocazioni storiche, manifestazioni popolari, tradizionali, religiose, ecc.).

Nei limiti delle risorse disponibili e del numero delle domande pervenute, il contributo a fondo perduto viene concesso fino alla misura massima del 50% della spesa ammissibile preventivata e poi rendicontata dal Comune fino ad un massimo di 5 mila euro.

Digitale, Bucci: “La storia ci dice che i cambiamenti hanno favorito chi per primo li ha saputi cavalcare”

Super User 13 Aprile 2026 431 Visite

 

“La chiave per intercettare lo sviluppo passa dalla capacità di abbracciare l’innovazione senza esserne spaventati, perché la storia ci dice che i cambiamenti hanno favorito chi per primo li ha saputi cavalcare”. Così il presidente della Liguria Marco Bucci, intervenuto questa mattina all'auditorium Iren di Genova per l'evento di START4.0 'Innovazione che funziona: servizi e collaborazione per la crescita delle imprese'.

“In Liguria - prosegue Bucci - abbiamo dimostrato di saperlo fare in molti settori, a cominciare dalla Blue economy: Genova è la città del Mediterraneo che più è stata in grado di comprendere e anticipare i trend più promettenti e innovativi; per il nostro domani dobbiamo continuare ad essere pronti e competitivi in ogni ambito”.

“La tecnologia non è un fine, ma un mezzo: il nostro obiettivo, come amministrazioni, è quello di migliorare la vita dei cittadini e favorire lo sviluppo delle imprese, aiutando a creare un sistema innovativo e al passo con i tempi”, conclude il governatore.

Centri per l’impiego della Liguria: oltre 1.200 candidati ai primi 12 eventi di recruiting del 2026

Super User 13 Aprile 2026 351 Visite

 

Nei primi tre mesi del 2026 i centri per l’impiego della Regione Liguria hanno organizzato 12 eventi di recruiting, coinvolgendo 87 aziende - tra cui 15 agenzie per il lavoro - per un totale di circa 400 profili ricercati. A partecipare sono state complessivamente 1.237 persone. È il bilancio tracciato questa mattina dalla vicepresidente della Regione Liguria e assessore alle Politiche dell’Occupazione Simona Ferro, al termine di una riunione operativa con gli uffici regionali.

“Numeri che confermano l’intensa attività dei CPI liguri - sottolinea Ferro -. Grazie anche al piano da 30 milioni di euro avviato nel 2021 per la riqualificazione e l’ammodernamento dei centri, negli ultimi mesi abbiamo rafforzato i servizi, costruendo un calendario sempre più capillare di eventi su tutto il territorio. L’efficacia del lavoro svolto è dimostrata dal fatto che sono sempre più le aziende a rivolgersi direttamente alla Regione per la ricerca di personale, come avvenuto anche al nuovo Waterfront Mall di Genova, dove grazie alla collaborazione degli uffici regionali sono state assunte circa 60 persone”.

Le iniziative hanno interessato diversi settori produttivi, con particolare attenzione a turismo, accoglienza e ristorazione, compagnie di navigazione, fashion retail, grande distribuzione organizzata, cantieristica navale e stradale. Nel dettaglio, la Regione ha promosso tre tipologie di appuntamenti: i “recruiting day”, eventi multi-azienda dedicati a fabbisogni occupazionali significativi; i “job day”, incontri focalizzati su una singola impresa con numerose posizioni aperte, i “training and work”, percorsi che combinano formazione e selezione, finalizzati all’assunzione.

I 12 eventi si sono svolti nelle province di Genova, La Spezia e Imperia. Nei prossimi mesi il calendario proseguirà con nuove iniziative, coinvolgendo anche la provincia di Savona.

Vinitaly, il ministro Lollobrigida visita lo stand della Regione Liguria

Super User 13 Aprile 2026 486 Visite

 

Visita del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida allo stand della Regione Liguria a Vinitaly in occasione della presentazione dello Sciacchetrà delle Cinque Terre DOC affinato nei fondali del Mar Ligure, etichetta di particolare pregio che sarà premiata domani come “miglior Sciacchetrà del 2025”.

Il vino è protagonista di un progetto sperimentale e identitario che coniuga tradizione e innovazione, valorizzando una delle eccellenze più rappresentative del territorio ligure attraverso l’affinamento subacqueo. L’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Alessandro Piana ha donato al ministro una bottiglia del passito.

"Lo Sciacchetrà è l’espressione eccellente di un eroismo collettivo, quello dei nostri viticoltori da sempre tessitori di paesaggio - dice Lorenzo Viviani, presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre -. Riconoscimenti come questi premiano il lavoro, la creatività e la tenacia di un piccolo ma prezioso territorio che dà vita ad un prodotto unico ma di inestimabile valore”. 

Un progetto sperimentale e identitario che ha suscitato grande interesse nel panorama enologico nazionale e che si distingue per l’affinamento subacqueo, simbolo di innovazione e valorizzazione delle eccellenze liguri, a testimonianza della capacità del territorio di coniugare tradizione, ricerca e innovazione.

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