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Toti: “Centrodestra fermo agli anni 90”

Giovanni Toti

Il governatore ligure rivendica come sua l'idea della federazione di centrodestra, lanciata da Salvini all'indirizzo degli alleati, dopo lo 'scippo' di tre parlamentari azzurri: “Bene ha fatto l’amico Matteo Salvini a cogliere il suggerimento che gli avevamo dato all’indomani delle elezioni regionali e a lanciare un sasso nello stagno di un centrodestra che ha bisogno di essere ripensato”.

Il leader di Cambiamo! in un lungo post su Facebook si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, visto che non gli va giù il fatto di essere escluso da tutti i tavoli nazionali in cui si decideranno i candidati sindaci alle prossime amministrative: “Fino ad ora infatti abbiamo assistito a un centrodestra uguale a se stesso: stessi partiti, stessi vertici a porte chiuse, più voglia di blindare le proprie posizioni che mettersi in discussione. Più attenzione a sterilizzare le nuove esperienze che a valorizzarle. Eppure, anche alle ultime elezioni regionali, un numero importante di elettori si è riconosciuto in esperienze che per ora sono escluse dal consesso tradizionale del centrodestra. Basti pensare al successo delle Liste dei governatori (la mia in Liguria oltre il 22%, primo partito della regione, quella dell’amico Zaia in Veneto ancora di più) alle Liste dei sindaci, alle esperienze civiche. Tutte proposte politiche che fino ad ora sono state tenute fuori dalla porta di un centrodestra fermo agli schemi degli anni Novanta”.

Il riferimento pare essere rivolto non solo all'odiata matrigna Forza Italia ma anche alla sorella Lega, che in Liguria proprio per colpa degli arancioni è scesa sotto la soglia di attenzione: “Ed è chiaro a tutti che molti parlamentari di oggi quelle aule non le vedranno più neppure col binocolo. E alcuni partiti avranno rappresentanze parlamentari ben più magre. Così come, se questo centrodestra non saprà allargarsi, nelle prossime amministrative sarà dura vincere in tante importanti città che andranno al voto”.

Infine l'affondo che lascia intendere anche rimedi estremi (l'abbandono della coalizione? L'alleanza con Conte in un grande centro?) a mali estremi, come quello di un centrodestra che continua a blindare sé stesso più che ad aprire alle nuove liste civiche dei governatori (come lui) o dei sindaci di grandi città (come Bucci): “Se questo centrodestra non saprà allargarsi, nelle prossime amministrative sarà dura vincere in tante importanti città che andranno al voto.

Dunque augurando un futuro importante e molte vittorie al centrodestra aspetto di vedere cosa succederà: se la federazione proposta servirà a blindare il vecchio centrodestra con i suoi riti, allora sarà solo una falsa partenza verso il futuro, e molte nuove energie cercheranno altrove la propria strada”.

L'intervento di Toti arriva proprio nel giorno in cui il governatore del Veneto Zaia in un'intervista non esclude uno scenario da "Big Bang" nel mondo politico italiano, di destra e di sinistra.
Sarà un caso o c'è qualcosa che ribolle in pentola?

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