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“Un nuovo governo senza il centrodestra”, le parole di Toti disorientano il mondo della politica

Giovanni Toti

Le sue recenti affermazioni “no al voto, formiamo tutti un gabinetto di guerra” e “un nuovo governo anche senza il centrodestra” hanno nuovamente disorientato il mondo politico, perché si tratta di un’ennesima cannonata scagliata contro i suoi stessi alleati.

Il primo attacco di Toti contro la Lega era partito all’indomani delle regionali liguri: “Salvini non è capace di gestire la coalizione”.

Poi c’è stata la vicenda di Greta, la bimba di colore nata a Genova: “Chi nasce in Liguria è ligure”, affermazione stigmatizzata dal segretario regionale del Carroccio, Edoardo Rixi, e dal capogruppo in Regione, Stefano Mai, entrambi per “prima gli italiani” e contrari allo ius soli.

Gli attacchi del governatore a Forza Italia invece non si contano, mentre è stato più contenuto, e generoso quando ha formato la nuova giunta, nei confronti di Fratelli d’Italia.

Adesso questo “smarcamento”, come l’ha definito la pupilla totiana Lilli Lauro, appare come il desiderio degli arancioni di mettere il naso fuori dalla casa del centrodestra, occupata dagli ingombranti Salvini, Meloni e Berlusconi, per guardarsi attorno, anche alla vicina Emilia Romagna governata da Stefano Bonaccini (PD), nella ricerca di una sponda centrista. Un'area questa da ricostruire - soprattutto in vista della fine (non solo per raggiunti limiti d’età, gli azzurri però si affannano nel dire che andranno avanti a lungo) del berlusconismo - e sempre più evocata negli ultimi tempi, caratterizzati dall’attuale pochismo politico, dai nostalgici della Democrazia Cristiana.

Il voto, sia chiaro, non sarebbe d’aiuto alle mire espansionistiche di Cambiamo, fermo sotto l’1% nei sondaggi nazionali. Anzi: per l'esito delle urne il movimento arancione potrebbe perdere i suoi pochi parlamentari. Battere i pugni però ha permesso a Toti di sedersi nuovamente al tavolo del centrodestra, dal quale era stato allontanato anche per l’esclusione di Forza Italia dalla giunta regionale ligure.

Adesso tutti si interrogano su quali saranno le prossime mosse dell’ex delfino del Cavaliere. Che non vuole limitarsi a governare solo la Liguria. Questo sembra chiaro.

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