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Quarto pareggio di Blessin: sono passati i tempi nei quali Genova batteva puntualmente Venezia

Alexander Blessin e Vittorio Sirianni

Sono passati i tempi nei quali Genova (Repubblica marinara) batteva puntualmente Venezia (altra Repubblica marinara). Era facile, facile.

Oggi, purtroppo, i marinai-giocatori veneziani hanno fermato tranquillamente quelli genoani.

Siamo sempre lì, con questa formazione tedesco-americana: si realizza una discreta partita, a volte anche bella per impeto e coraggio, ma non si segna e finisce nel nulla.

Quarto pareggio di Blessin, al quale onestamente non si può attribuire alcuna responsabilità: sì, forse qualche cambio, ma nell’insieme la sua lezione di “fare squadra”, di cercare un gioco, di avere motivazioni sempre alte, sta funzionando.

Ma, ancora una volta, al di là di schemi, di alchimie tattiche per trovare soluzioni, tutto svanisce se non si hanno giocatori significativi, giocatori che permettano quel valore aggiunto indispensabile per vincere la partite.

Ormai è confermato che fra gli iniziali 34 giocatori “buttati” da Preziosi e tutti gli altri comprati dai “777”, su ordinazione di Spors e di Blessin, pochissimi sono decisivi per arrivare a risultati positivi.

Dopo 23 partite, non è mai arrivata una vittoria. Perché? Eppure molte partite con Blessin sono sembrate ben confezionate e meritevoli forse di miglior fortuna. Ma nulla da fare: al massimo quel punticino che, vista la drammatica situazione di classifica, non serve a nulla.

Un’altra verità che salta fuori è la mancanza di un centroavanti di ruolo. Ci sono alcuni giocatori con relative caratteristiche da bomber, ma non esiste un vero centroavanti, come si dice, di ruolo.

Un centroavanti, per intendersi da squadre di medio livello come dovrebbe essere il Genoa e come lo sono, ad esempio, Cagliari, Udinese, lo stesso Sassuolo, diciamo Pavoletti, o Pedro, o Raspadori.

Il Genoa ha solo Destro che è sì il capocannoniere, ma recita partite in chiaro-scuro, un giorno sì un giorno no, senza continuità.

Forse nel mercato di Spors si è sottovalutato il problema offensivo, ritenendo che i vari Destro, Piccoli, lo stesso Ekuban, o Yeboah fossero sufficienti a colmare l’attacco.

Se non andiamo errati, durante il mercato, si era parlato di contatti per Piatek: ecco quello poteva essere una soluzione, basta vedere cosa sta combinando alla Fiorentina.

Insomma, ora mancano 12 partite, Blessin, con il suo impeto e coraggio che lo pervadono, dice: “Possiamo farcela”. La missione però, vista la situazione attuale e visto quello che ha combinato finora il povero Grifo, pare razionalmente impossibile. Ma, si sa, il calcio è imprevedibile. Tutto può accadere.

Anche perché la società si sta comportando molto bene: gli appalusi che Blessin ha rivolto agli 800 tifosi (e sono tanti) accorsi a Venezia è stato un gesto di grande onestà intellettuale, come a dire: vi capisco e vi ringrazio.

Lo stesso presidente Zangrillo, con la mamma mancata pochi giorni fa, era presente insieme ai dirigenti e accanto alla squadra.

La sensazione è che questi “777” si siano perfettamente resi conto della situazione, ma siano anche convinti che la “svolta” data alla società rossoblù sia sempre ben solida e che, qualunqua cosa dovesse accadere, non lasceranno affondare la “Repubblica marinara rossoblù”, ma anzi cercheranno di farla navigare negli anni verso un mare più calmo. Magari europeo.

 

Vittorio Sirianni

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