Dopo Lombardo, la Sampdoria completa la rivoluzione licenziando Mancini e Invernizzi
Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi (foto sito Sampdoria)
La notizia era nell’aria da tempo, e adesso c’è pure l’ufficialità. Dopo Attilio Lombardo e il suo collaboratore Nicola Pozzi la società blucerchiata ha interrotto il rapporto anche con Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi, rispettivamente direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica. In pratica, dei vecchi "cuori" blucerchiati è rimasto solo il responsabile del settore giovanile, Christian Puggioni.
Appena Joseph Tey ha assunto totalmente le redini del club, è partita la rivoluzione, ispirata dal suo braccio destro Joseph Walker che ha deciso di ripartire da zero lasciando a casa tutti i soggetti più amati dal popolo sampdoriano, i primari artefici di due salvataggi estremamente difficoltosi dalla Serie C.
Mancini si era incontrato ieri a Milano con Walker ma la mancata notizia di una riconferma era l’implicita anteprima di un divorzio. Nel lungo comunicato odierno il club, oltre a dedicare ai freschi licenziati parole di stima e di gratitudine, ha spiegato per sommi capi i motivi del provvedimento: “Siamo convinti che sia giunto il momento di una profonda innovazione e con i cambiamenti nella struttura proprietaria del club desideriamo cogliere questa opportunità per attuare le modifiche necessarie che daranno forma al club nei prossimi anni. Non possiamo perdere ulteriore tempo per riportare questo club sulla strada giusta e restituirgli il posto che gli spetta il prima possibile. Il club annuncerà a breve una nuova dirigenza, composta da un direttore sportivo, un direttore tecnico e un responsabile dello scouting/direttore del reclutamento”. Sì, perché la Sampdoria si è pure separata da Samuel Cardenas, responsabile dello scouting.
È stata insomma azzerata la parte di Sampdoria riconducibile all’ex presidente Matteo Manfredi. Mancini aveva praticamente firmato la risalita nel girone di ritorno con i suoi colpi invernali di mercato, capaci di rivedere in meglio il deficitario assetto della squadra.
La sua coesistenza con Jesper Fredberg, attuale Ceo dell’area sportiva, sarebbe stata peraltro complicatissima: infatti il figlio di Bobby-gol avrebbe avuto un’autonomia operativa assai limitata. Ora i grandi capi della società piazzeranno nelle caselle rimaste scoperte pedine rispondenti ad una strategia che guarda completamente all’estero e si basa sugli algoritmi. Un metodo già seguito la scorsa estate con risultanze fallimentari.
Solo dopo queste nomine si procederà a quella più attesa, riguardante l’allenatore. Nel recente incontro con una delegazione di tifosi i massimi dirigenti hanno promesso l’ingaggio di un nome di prestigio, in grado di guidare la Samp immediatamente verso la Serie A, ma la linea di condotta di questi ultimi giorni invece di rassicurare la piazza, accresce ulteriormente le già diffuse perplessità.
Pierluigi Gambino
