Trenta minuti da favola e il Genoa stende i Viola grazie a Osmajic e Messias
L'esultanza dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)
GENOA - FIORENTINA 2 - 1
Mister De Rossi inietta nel suo Genoa una dose massiccia di qualità e festeggia la prima vittoria casalinga dallo scorso aprile. La Fiorentina dei 100 e passa milioni spesi sul mercato estivo si arrende di fronte ad un Grifone rigenerato e autore di un primo tempo da mille e una notte.
Pagano tutte le scelte innovative del tecnico di Ostia, che in un sol colpo fa esordire dal primo minuto El Shaarawy e Traoré, affiancandoli a Messias: tre calciatori coi piedi educatissimi. In più, rivoluziona l’assetto tattico sposando finalmente la difesa a quattro con Vasquez largo a sinistra, Otoa preferito a Marcandalli al centro e quattro centrocampisti alla stessa altezza: Traoré e Frendrup in mezzo, Ellertsson a destra e il Faraone a sinistra. In avanti, a supporto di Osmajic, giostra lungo tutto l’asse Messias. Anche la Fiorentina presenta più di un volto nuovo: in particolare Beto come prima punta e Oulai a sinistra nella mediana.
Basta poco per capire che gli innesti hanno radicalmente mutato il volto della squadra rossoblù, che al 7’, con pieno merito, si trova in vantaggio: tacco di Osmajic per El Shaarawy, sul cui tiro respinto si avventa Ellertsson. Il suo diagonale svirgolato è un assist troppo invitante per il montenegrino, che segna il terzo gol stagionale. Dopo un’incursione di El Shaarawy, scatenato, con rete sfiorata, al 14’ arriva il raddoppio: palla lunga verso Osmajic, che dall’out destro scarica in mezzo, dove Ranieri compie un clamoroso liscio concedendo a Messias, appostato alle sue spalle, la più comoda delle segnature.
Match decisamente in discesa, anche se alla discesa verso Bijlow la Viola segna con Gnonto, ma dopo lunghissima revisione al Var la rete è annullata per infinitesimale fuorigioco. E’ solo una parentesi del monologo del Grifo, che al 22’ su punizione di El Sha costringe il numero uno ospite De Gea ad un tuffo miracoloso per scongiurare il tris. Dopo una conclusione sull’esterno rete di Osmajic, il Genoa decide di controllare il match subendo però nel finale di tempo la riscossa dei toscani, che al 41’ con Gnonto vanno vicinissimi all’1-2 e all’ultimo palpito impegnano seriamente Bijlow con Mastantuono.
Il 2-0 all’intervallo ci sta tutto, considerata la prima mezz’ora, prossima alla perfezione, di un Genoa padrone del campo, trascinato dalla classe dei suoi uomini d’offesa ma anche dalla diligente opera di tutti i compagni più arretrati, ritemprati anche nel carattere. Tuttavia, è lecito chiedersi se i califfi del Grifone avrebbero potuto scongiurare, nella ripresa, un prevedibile calo. In effetti all’11 De Rossi - compreso che la gara aveva svoltato a favore di una Fiorentina irrobustita dai cambi operati - fa accomodare Messias e il Faraone a pro del diciottenne Wiafe e di Vitinha, tra i rari rincalzi utilizzabili. Il divario rispetto a prima si accentua minuto dopo minuto e la sofferenza dei trentamila sale notevolmente, in specie dopo che al 20’ Otoa si arrende ad un guaio muscolare ed è forzatamente sostituito da Marcandalli.
Sette minuti più tardi la sfida viene riaperta grazie ad una sfortunata deviazione di Vasquez, che spiazza il proprio portiere su cross basso di Jimenez. Lievita sempre più la Viola mentre il Genoa è costretto a rinculare, non riuscendo più ad attivare il contropiede. E’ un assalto, anche favorito dalla maggiore fisicità degli ospiti, tollerata dall’arbitro in ossequio alle nuove disposizioni. All’81’ altri due innesti nelle file genoane: Sabelli e Puczka al posto di Ehizibue ed Ellertsson, tutto l’asse di destra. La gara diventa nervosa, Vasquez e Wiafe si vedono sventolare il cartellino giallo, la Fiorentina insiste ma non passa e al quarto dei 5 minuti di recupero, quando il pallone calciato da Valdepenas finisce oltre la sbarra, si alza a Marassi un gigantesco sospiro di sollievo. Tre punti d’oro e tabù viola finalmente infranto.
In tribuna assenti sia il direttore sportivo Lopez, ormai sganciato a livello contrattuale, sia i nuovi arrivi Modesto e Melissano. La panca di De Rossi, intanto, è puntellata senza che i due debbano arrovellarsi.
Pierluigi Gambino
