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Spettacoli

Marlon Brando e Gassman sono al Teatro della Corte

Super User 01 Dicembre 2021 990 Visite

Alessandro Gassman stavolta fa il regista e porta in scena “Fronte del Porto”, tratto dall’omonimo film di Elia Kazan, con Marlon Brando come protagonista, che vinse 8 Premi Oscar. All’epoca il film destò molto scalpore a causa di una sceneggiatura tagliente, che rivelava le ambiguità e la corruzione delle associazioni sindacali negli Stati Uniti del secondo dopoguerra.
Lo scrittore e traduttore Enrico Ianniello ha curato la versione italiana e l’adattamento partendo dall'omonima opera di Budd Schulberg, il quale scrisse la sceneggiatura del film prendendo spunto da un'inchiesta giornalistica dell'epoca, e dall’adattamento teatrale realizzato poco dopo da Steven Berkoff.
Nello spettacolo in scena al Teatro Ivo Chiesa i colpi di scena ci sono tutti mentre cambiano i luoghi e il tempo della vicenda, passando dagli Usa degli anni’50 alla Napoli degli anni ’80, in cui imperversavano camorra e delinquenza. Il resto è storia nota, quella di un ex pugile (interpretato da Daniele Russo) che lavora senza alcuna ambizione nel sindacato portuale e che, per spirito di sopravvivenza, finge di ignorare i crimini e i misfatti che qui vengono compiuti. 
L’assassinio di un suo caro amico lo scuote profondamente e lo trasforma da delatore in accusatore. Con l’aiuto della sorella dell’amico e di un giovane e indomito prete, egli comincia a lottare per riappropriarsi della dignità sottratta da un sistema dedito soltanto a sfruttare i lavoratori. Proprio da questo percorso di riscatto è partito Alessandro Gassmann che racconta: «Credo che in questo momento in questo paese non ci sia storia più urgente da raccontare. Una comunità di onesti lavoratori sottopagati e vessati dalla malavita trova attraverso il coraggio di un uomo la forza di rialzare la testa e fare un passo verso la legalità, la giustizia, la libertà».
Fronte del porto va in scena al Teatro Ivo Chiesa da mercoledì 1 a domenica 5 dicembre. Mercoledì e venerdì inizia alle 20.30, giovedì e sabato alle 19.30, domenica alle 16.

Fronte del porto di Budd Schulberg

versione italiana e adattamento Enrico Ianniello

regia e scene Alessandro Gassmann

con Daniele Russo, Emanuele Maria Basso, Renato Bisogni, Antimo Casertano, Antonio D’Avino, Sergio Del Prete, Francesca De Nicolais, Ernesto Lama, Biagio Musella, Manuel Severino, Pierluigi Tortora, Bruno Tràmice.

costumi Mariano Tufano

luci Marco Palmieri 

videografie Marco Schiavoni 

musiche Pivio e Aldo De Scalzi

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini 

Paolo Fizzarotti

Sala Mercato di Sampierdarena, c’è la moglie di Lenin

Super User 25 Novembre 2021 1362 Visite

Per il Festival dell'Eccellenza al Femminile, alla Sala Mercato di Sampierdarena arriva “Il testamento di Nadia Krupskaja”, spettacolo di Ritanna Armeni interpretato da Arianna Ninchi con la regia di Consuelo Barilari.
Il testo di Armeni è dedicato alla vedova di Lenin, depositaria del suo testamento politico. La vicenda si svolge nell’arco di 1 ora circa negli uffici del Cremlino in attesa di un incontro tra Nadežda e Stalin, per consegnare al Congresso il testamento che Lenin scrisse sul futuro del Partito Comunista.
I rapporti tra Nadia Krupskaja e Stalin non erano semplici. Lei condannava le persecuzioni contro i figli dei cosiddetti “traditori della patria”. Si diceva che al XVIII congresso di partito volesse rendere pubblica una lettera scritta da Lenin poco prima della sua morte in cui dimostrava grande preoccupazione per la sorte del partito con a capo Stalin mentre proponeva come suo successore un altro candidato.

Ritanna Armeni mette al centro della storia una donna, il suo amore e la sua vita con il capo della rivoluzione, il suo rapporto con l’altra donna, Inessa Armand, l’amante di Lenin. La suspence in un’atmosfera da giallo psicologico avvolge la vicenda mentre sullo sfondo aleggia la presenza di Stalin. 
Nadežda muore di peritonite acuta alcuni giorni dopo il suo settantesimo compleanno. Stalin, che le aveva inviato una torta (al veleno, qualcuno ha ipotizzato), porta personalmente l’urna con le sue ceneri dentro le mura del Cremlino, in una nicchia d’onore poco distante dal mausoleo, dove riposa la salma imbalsamata del suo amato Lenin.
Nadežda Konstantinovna Krupskaja (1869 -1939): «Se voi volete onorare la sua memoria, costruite degli asili nido, dei giardini d'infanzia, edificate case, biblioteche, policlinici, ospedali, ricoveri per invalidi e così via, e soprattutto mettete in pratica i suoi insegnamenti».
Il Festival dell'Eccellenza al femminile è promosso dal MIC Ministero della Cultura, con il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Regione Liguria, città Metropolitana di Genova, il Comune di Sestri Levante, Mediaterraneo Servizi, Università di Genova, Università di Padova, Università della Calabria, Università degli Studi Roma-Tre e Rai Liguria. In collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, la Biblioteca Museo dell’Attore di Genova, il Municipio Centro Est, La Nuova Biblioteca Universitaria di Genova, il Centro Civico Buranello di Sampierdarena, il Festival La Scena delle Donne.
 Per gli spettacoli al Teatro Nazionale di Genova: biglietti intero € 16; under 30 (e donne delle associazioni femminili e dei centri antiviolenza) € 11

FESTIVAL DELL’ECCELLENZA AL FEMMINILE XVII edizione

NEXT GENERATION WOMEN

26 novembre ore 20.30 – SALA MERCATO

IL TESTAMENTO di Nadia Krupskaja

Paolo Fizzarotti

Al Duse l’autunno arriva in aprile

Super User 23 Novembre 2021 899 Visite

Al Duse arriva in prima nazionale “Autunno in aprile”, secondo capitolo della saga tutta al femminile creata dalla drammaturga spagnola Carolina África Martín Pajares. Dentro ci sono temi come la gravidanza, incubi, vangelo, amori, lavoro, video, social, paternità, televisione, canzoni, pioggia, soldi, compleanni, pianti, visioni, influencer e altro ancora. Autunno in aprile è tra le produzioni che il Teatro Nazionale di Genova ha deciso di continuare a provare anche quando la chiusura dei teatri del 25 ottobre ha reso chiaro che non sarebbe potuto andare in scena nelle date originariamente previste. Questo ha permesso ad artisti e maestranze di continuare a lavorare e al pubblico di entrare virtualmente in teatro e partecipare alle prove grazie al format video Inside, le cui puntate sono state pubblicate sui social.
Finalmente condiviso adesso dal vivo nella sua interezza, Autunno in aprile è il sequel di Estate in dicembre, un bel successo della rassegna di Nuova Drammaturgia del 2019. Al centro la stessa allegra e scombinata famiglia di sole donne, interpretata da un cast trascinante e affiatato, composto da Fiammetta Bellone, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti, Alice Giroldini e Barbara Moselli. E se il primo capitolo evocava più le colorate dinamiche del miglior Pedro Almodóvar, questa volta le inquietudini, le nostalgie e i sogni delle protagoniste sembrano evocare maggiormente il mondo caro ad Anton Cechov.
Come ha scritto l’autrice Carolina África Martín Pajares, questa pièce «è come un piccolo buco nel muro, per vedere quella che è la vita, quello che siamo, senza pretendere altro».
Inizio spettacoli martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.

Prima nazionale

26 novembre – 5 dicembre 2021

Teatro Eleonora Duse

Autunno in aprile di Carolina África Martín Pajares, versione italiana Antonella Caron, regia Elena Gigliotti

con Fiammetta Bellone, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti, Alice Giroldini, Barbara Moselli

coreografie Claudia Monti

luci Davide Riccardi

produzione Teatro Nazionale di Genova

Paolo Fizzarotti

Teatro della Tosse in famiglia, a Voltri e San'Agostino

Super User 23 Novembre 2021 891 Visite

Doppio appuntamento con la rassegna di spettacoli per bambini organizzata dal Teatro della Tosse. Sabato 27 novembre al teatro del Ponente, a Voltri, c’è “Vita da Burattini”. Domenica 28 novembre al teatro di San’Agostino c’è invece “Chicco di grano”. Entrambi gli appuntamenti sono alle 16. Nato durante il lockdown da un’idea di Pietro Fabbri,  “Vita da Burattini” è uno spettacolo per due attori e una compagnia di burattini; un gioco e un omaggio al teatro e alla tradizione delle tante storie raccontate negli anni dai burattini di Bruno Cereseto ed Emanuele Luzzati, nel centenario della sua nascita.
Una Compagnia di Burattini, che insieme ai burattinai, da generazioni gestisce il teatro, dopo tanti anni di lavoro e tanti spettacoli di successo, d'un tratto si ritrova senza pubblico. Passano giorni, settimane e mesi ma non si vede mai nessuno. La compagnia, non riesce a capire che cosa sia accaduto, non si dà pace, ma continua a provare e riprovare l'ultima produzione che, pur essendo pronta e finita non ha mai potuto debuttare: "La gazza ladra" di Emanuele Luzzati. Nel frattempo, misteriosamente, cominciano a scomparire dei burattini. Saranno stati rapiti da un qualche malvivente? Se ne saranno andati a cercare fortuna? Chi lo sa? I burattini e i burattinai corrono ai ripari facendo la guardia anche di notte, ma i burattini continuano a sparire ineluttabilmente, finché, grazie all'ingegno e al coraggio di due di loro, si svelerà il mistero.
“L’idea nasce durante il primo lockdown di marzo 2020 – dice il regista Andrea Collavino - . Quando improvvisamente i teatri sono stati chiusi. Noi lavoratori dello spettacolo ci siamo sentiti smarriti e isolati, proprio come i burattini che dentro le loro ceste stavano in attesa nei magazzini del Teatro della Tosse. Abbiamo pensato che fosse necessario dar voce a loro e anche a noi, per raccontare cosa succede dentro un teatro e dentro le nostre anime quando questo spazio rimane chiuso. “Vita da burattini” ci dà la possibilità di parlare, attraverso un linguaggio semplice, dell’importanza del teatro nella vita di tutti noi: artisti, burattini, pubblico di bambini e di adulti”.

In centro a Genova invece va in scena “Chicco di grano”.Lo spettacolo racconta la storia di due formiche, Milly e Molly, che, come ogni anno in estate, partono in cerca delle provviste da raccogliere e conservare in vista dei mesi invernali. Durante la loro ricerca però scoprono da due contadini, intenti a parlare tra loro, che è possibile far nascere una spiga, che conterrà tantissimi chicchi di grano, piantandone un solo chicco.
Da qui la storia in cui le due formiche, dopo aver aspettato l’autunno e piantato il chicco di grano, faranno di tutto per  far in modo che la spiga nasca e dia i suoi frutti facendosi aiutare  da tanti amici: il sole, la pioggia, il vento, le nuvole e i contadini stessi.
Un racconto dal sapore antico per pupazzi e narrazione, incentrato sull’amore per la natura e la ciclicità delle stagioni e pensato per un pubblico di piccoli spettatori dai 3 ai 7 anni di età.

 

INFO E BIGLIETTI

BIGLIETTI ADULTI: euro 8

BAMBINI FINO A 12 ANNI: euro 6

TEATRO DEL PONENTE

Sabato 27 novembre ore 16.00

VITA DA BURATTINI

da un’idea di Pietro Fabbri 

di e con Irene Lamponi e Pietro Fabbri 

Burattini di Bruno Cereseto 

scene disegni e costumi di Anusc Castiglioni

Regia e drammaturgia di Andrea Collavino

Luci Davide Bellavia

Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

Con la filastrocca La gazza ladra di Emanuele Luzzati

 

Teatri di S. Agostino 

Domenica 28 novembre ore15 e ore 17  -Sala Campana

 CHICCO DI GRANO

di Angelo Italiano e Sabrina Andreuccetti

regia Enrico Falaschi

con Anna Di Maggio

scenografie e pupazzi Federico Biancalani

Teatrino dei Fondi

 

Paolo Fizzarotti

Donne in musica con l’Accademia del Chiostro

Super User 23 Novembre 2021 817 Visite

Donne in musica con l’Accademia del Chiostro. Appuntamento domenica 28 novembre nella Chiesa di Santa Chiara, al monastero delle Clarisse di via Lagustena.
Nello spettacolo proposto dal soprano Stefania Pietropaolo e dall'Ensemble di archi dell'Accademia del Chiostro, diretto da Massimo Vivaldi, verranno eseguiti brani musicali dedicati alle donne o comunque con la partecipazione “straordinaria” di donne in un mondo, quello della composizione musicale, che per tradizione è sempre stato quasi esclusivamente maschile.

Donne sono le Muse ispiratrici dei brani che saranno eseguiti: Carmen, disposta a rischiare la vita stessa pur di non rinunciare alla sua libertà; Serpina che con la sua astuzia e costanza riuscirà a mutare la sua condizione da serva a padrona; la Regina di Saba celebrata nell’antichità per la sua saggezza; Cannetella che ispira l’omaggio galante e un po’… birichino di Gabriele D’Annunzio; per non parlare poi del profumo di donna che sarà evocato dalla colonna sonora del film omonimo nella sua versione hollywoodiana.
Femminile peraltro è la musica, l’arte attraverso cui L’Accademia del Chiostro propone il suo messaggio di bellezza portandolo in sedi abitualmente non istituzionali, forte di esperienze ormai più che ventennali, come la rassegna Musica nei Musei.
“Tutto ciò a beneficio di un pubblico sempre numeroso, attento e partecipe – spiega la presidente Donatella Ferraris -  costituito sia da fruitori abituali di concerti dal vivo, sia da persone che, non frequentando abitualmente i luoghi deputati della musica, resterebbero escluse dal godimento di uno dei patrimoni più importanti della nostra cultura. Ringraziamo Giorgio Viale, che tra le altre deleghe ha anche quella alle pari opportunità; Francesco Vesco, presidente del Municipio medio Levante); Tiziana Lazzari, presidente di Aidda; Luisa Famiglietti,  presidente Terziario Donna”.
Con questo ultimo appuntamento di novembre Accademia del Chiostro APS, sempre attenta alla divulgazione della musica come evento culturale e come mezzo per comunicare, vuole rendere un omaggio alle Donne ricordate in questo periodo per la violenza commessa nei loro confronti, con un messaggio di speranza.Appuntamento quindi alla Chiesa di Via Lagustena per domenica 28 alle 17,30 (evento prenotabile attraverso la piattaforma Eventbrite – si ricorda l’obbligo del Green Pass e l’uso corretto della mascherina all’interno della sala). 

“LE DONNE E LA MUSICA”

Domenica 28 Novembre 2021 h. 17,30

Chiesa di Santa Chiara - Monastero delle Clarisse, Via Lagustena, 58 GENOVA

A cura di Accademia del Chiostro

Con il Patrocinio del Comune di Genova

Con il Patrocinio e la collaborazione finanziaria del Municipio VIII Medio Levante

Con i Patrocini di Aidda, Terziario Donna, Ascom Arte 

Paolo Fizzarotti

'Chiedimi se sono di turno', Giacomo Poretti al Genovese

Super User 19 Novembre 2021 647 Visite

'Chiedimi se sono di turno', è lo spettacolo che Giacomo Poretti metterà in scena al Politeama Genovese giovedì 25 novembre, ore 21:00.
In ospedale si entra solo per tre motivi: se uno è ammalato, se si va a trovare un ammalato, oppure, se sei particolarmente sfortunato, se ci devi lavorare.
Il protagonista di questo monologo aveva immaginato per sé un avvenire radioso come calciatore, astronauta o avvocato di grido; ma la sorte è a volte sorprendente, talvolta bizzarra, e quasi sempre misteriosa, e così, mentre sta per ricevere il pallone d’oro, aprendo gli occhi si ritrova nelle proprie mani una scopa di saggina. Partito dai bagni finirà sulla scrivania del caposala, dopo un vorticoso viaggio per tutti i reparti dell’ospedale, attraverso letti da rifare, suore, dottori, malati veri e immaginari, speranze di guarigione e diagnosi che spengono i sorrisi, sempre con due amici fidati: la scopa di saggina e il pappagallo.
Il pappagallo è lo strumento detestato da tutti in ospedale, chi lo deve usare, chi lo deve pulire, il primario non lo vuole vedere, i parenti lo vogliono occultare. Ma attraverso il pappagallo passa tutta l’umanità, tutta la delicatezza, tutta la vergogna e il rispetto di quando si ha bisogno d’aiuto e di qualcuno che tenga compagnia alla nostra fragilità.
Dopo il successo di Fare un’anima, l’amato Giacomino del trio Aldo, Giovanni e Giacomo torna in teatro con un monologo che attinge alla sua esperienza personale, per sorridere delle sue memorie di corsia e tentare di rispondere insieme al pubblico all’annosa questione “E adesso chi lo svuota il pappagallo?”.

POLITEAMA GENOVESE
Giovedì 25 Novembre 2021 ore 21:00

A Palazzo Ducale il concerto conclusivo del Genoa International Music Youth Festival

Super User 19 Novembre 2021 640 Visite

Si chiude in grande stile la stagione 2021 del Genoa International Music Youth Festival - il primo festival giovanile di musica classica con sede a Genova, diretto dal Maestro Lorenzo Tazzieri e coorganizzato da Comune di Genova e Associazione Italiana Culture Unite (AICU) – che il 22 novembre alle ore 21.00 porterà in scena nella suggestiva Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, un prestigioso concerto lirico dal titolo “Belcanto Night”. Inaugurando una serata all’insegna del repertorio operistico e belcantistico specificamente italiano con arie d’opera tratte da Verdi, Puccini, Mascagni e Bellini che saranno eseguite ed interpretate da musicisti e solisti di straordinario talento.

Ad introdurre gli spettatori all’interno di questo meraviglioso itinerario musicale saranno le voci del Soprano Ivana Canovic, splendida cantante proveniente dai Balcani che ha già calcato alcuni tra i più prestigiosi palchi del mondo, come la Royal Academy di Londra e il National Center for Performing Arts di Pechino, e del Tenore Fabio Serani, vincitore delle audizioni canore indette dal GIMYF lo scorso aprile, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane, diretta dalla sapiente maestria del Maestro Stefano Giaroli.

Ad impreziosire il concerto contribuirà anche la presenza del Coro Genova Vocal Consort, che nato dall’unione di due importanti realtà corali genovesi – l’ex Gonfalone di Coronata e l’ex Giuseppe Verdi – condivide con il GIMYF la vocazione a promuovere ogni iniziativa atta a valorizzare e diffondere direttamente e indirettamente la musica sinfonica, in particolare il patrimonio storico musicale nazionale ed internazionale, mediante l’apporto di artisti e complessi locali, italiani e stranieri.

Uniti in una sinergia che ribadisce gli obiettivi principali del Festival genovese: forgiare unioni attraverso la musica, costruendo ponti culturali fra i paesi di tutto il mondo e le diverse generazioni. Avvicinare il grande pubblico all’opera lirica in modo semplice e coinvolgente, rompendo gli stereotipi che solitamente accompagnano il genere e aprendo un varco verso le nuove generazioni. In un impegno che si traduce in un coinvolgimento attivo dei giovani nelle proprie iniziative, rendendoli partecipi, testimoni e, al contempo, continuatori dell’inestimabile valore dell’eredità della musica classica.

“Il GIMYF, prestigioso festival giovanile di musica classica quest’anno alla sua terza edizione, si conferma come appuntamento internazionale che porta a Genova giovani musicisti di eccezionale talento – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – Un evento a cadenza annuale, ricco di contaminazioni tra popoli e musiche diverse, che costruisce ponti culturali tra le nazioni coinvolte nel progetto per creare diverse opportunità di ricaduta per la nostra città”

Sulle note conclusive di questo imperdibile spettacolo in musica verranno suggellate le promesse prese dal GIMYF alla vigilia della stagione 2021, che si rinnoveranno nella sua quarta e nuova edizione 2022: creare legami internazionali e intergenerazionali attraverso l’unico linguaggio universale e genuinamente inclusivo, quello della musica.

“Il GIMYF in questo anno ha avviato e felicemente coronato un grande ed inedito progetto internazionale – racconta il maestro Tazzieri – costituito di sette concerti all’estero, in collaborazione con alcune delle migliori orchestre sinfoniche internazionali in location di eccezione, come il Teatro dell’Opera di Odessa o il Teatro Biobio di Concepcion, dove abbiamo collaborato per realizzare il primo Festival Operistico dell’America latina, il "Chile Opera Festival". Ed è stato un vero e proprio successo, considerate le continue incertezze dovute all’emergenza sanitaria. Fra i risultati più importanti, come festival giovanile, sicuramente c’è quello di aver coinvolto artisti under 35, alcuni addirittura appena ventenni. È sempre un grande onore portare Genova, il suo patrimonio culturale e i giovani talenti del territorio in tutto il mondo intessendo nuovi legami in nome della musica”

I biglietti per poter assistere al Concerto sono scaricabili al seguente link  https://www.gimyf.it/gimyf-biglietteria.html , oppure consultando la sezione “Biglietteria” presente sul sito www.gimyf.it.

Il costo del biglietto è di 6 euro, mentre l’ingresso sarà gratuito per gli under 18.

Inoltre, per rimanere aggiornati con la programmazione dell’edizione 2022 del GIMYF e con gli altri numerosi ed imperdibili eventi collaterali organizzati dal Festival a Genova e nel mondo vi basterà seguire il Genoa International Music Youth Festival sulle sue pagine social Facebook e Instagram.

Turandot per tutti in via Cecchi con l’Accademia del Chiostro

Super User 16 Novembre 2021 974 Visite

La Turandot è per tutti grazie all’Accademia del Chiostro di Genova. Appuntamento domenica 21 novembre al Teatro Instabile di via Cecchi.

“Cosa succede - afferma Donatella Ferraris, presidentessa dell’ensemble - se mettiamo insieme una fiaba teatrale del ‘700, cinque attori in erba guidati da due ragazze giovanissime ma già super esperte di teatro, due cantanti d’opera, tredici archi e la musica di Puccini? Succede la Turandot… liofilizzata! E’ questo il risultato della collaborazione fra le associazioni L’Accademia del Chiostro, Cineguida, Abilità e Dignità nell’ambito del progetto regionale Restart Giovani. Il progetto è nato per restituire a giovani e giovanissimi l’opportunità di tornare a stare insieme, giocare, lavorare dopo il lungo periodo di isolamento forzato a causa della fase più critica della pandemia”.

Lo spettacolo andrà in scena - finalmente con la partecipazione del pubblico - domenica 21 novembre alle 17,30 al Teatro Instabile, che è la sede della scuola di teatro La Quinta Praticabile. Lo spettacolo è una riduzione del capolavoro pucciniano pensata per i più giovani, che potranno fruire di una narrazione frizzante e piena di sketch intervallata dai brani musicali più celebri, con tanto di finale a sorpresa.

“Le associazioni coinvolte nel progetto “Restiamo Insieme” - afferma il maestro Massimo Vivaldi, direttore dell’orchestra - con questo spettacolo conclusivo  intendono raggiungere un duplice scopo: da una parte rimettere in campo la forza creativa di bambini e ragazzi per troppo tempo imbrigliata dalle restrizioni sanitarie, dall’altra avvicinare proprio i giovanissimi, fruitori privilegiati dell’evento, al mondo fatato e variegato del melodramma attraverso un approccio soft che vuole suscitare curiosità e interesse per questo prodotto che non a torto è annoverato fra le eccellenze della cultura italiana”.

Lo spettacolo, oltre al divertimento assicurato, offrirà anche un’opportunità per riflettere sulla violazione dei diritti delle donne grazie a un intervento dell’associazione Fidapa a fine spettacolo: Turandot diventa una spietata assassina seriale per vendicare la violenza subita da una sua ava anni e anni prima, ma non è certo questo il modo per risolvere il problema.

“Lo spettacolo è stato reso possibile dall’interessamento di enti ed istituzioni – prosegue Donatella Ferraris – Dobbiamo ringraziare Ilaria Cavo, assessore regionale che tra le altre deleghe ha anche quella a cultura e spettacolo; e Simona Firpo, presidente della sezione di Genova di Fidapa. Il progetto è stato finanziato a valere sul Fondo del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali”.

L’evento è gratuito, previa prenotazione  sulla piattaforma Eventbrite    (https://www.eventbrite.it/e/biglietti-turandot-per-tutti-209275377287?ref=estw).

Obbligo di Green Pass e di mascherina.

A cura di Associazione Cineguida – Abilità e Dignità -  Accademia del Chiostro

Con il Patrocinio di Fidapa Sezione Genova

In collaborazione con Temps Clar

“TURANDOT PER TUTTI”
Domenica 21 novembre, ore 17:30
Teatro Instabile – Via Cecchi, 19r. Genova

Paolo Fizzarotti

Tosse in famiglia

Super User 13 Novembre 2021 725 Visite

Dopo il debutto nel giugno scorso all’Andersen Festival di Sestri Levante, arriva ai Teatri di S. Agostino e al Teatro del Ponente “Vita da burattini”, la nuova produzione di teatro ragazzi della Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse.

Nato durante il lockdown da un’idea di Pietro Fabbri, è uno spettacolo per due attori e una compagnia di burattini; un gioco e un omaggio al teatro e alla tradizione delle tante storie raccontate negli anni dai burattini di Bruno Cereseto ed Emanuele Luzzati, nel centenario della sua nascita.

Ecco la storia. Una Compagnia di Burattini, che insieme ai burattinai, da generazioni gestisce il teatro, dopo tanti anni di lavoro e tanti spettacoli di successo, d'un tratto si ritrova senza pubblico. Passano giorni, settimane e mesi ma non si vede mai nessuno. La compagnia, non riesce a capire che cosa sia accaduto, non si dà pace, ma continua a provare e riprovare l'ultima produzione che, pur essendo pronta e finita non ha mai potuto debuttare: "La gazza ladra" di Emanuele Luzzati. Nel frattempo, misteriosamente, cominciano a scomparire dei burattini. Saranno stati rapiti da un qualche malvivente? Se ne saranno andati a cercare fortuna? Chi lo sa? I burattini e i burattinai corrono ai ripari facendo la guardia anche di notte, ma i burattini continuano a sparire ineluttabilmente, finché, grazie all'ingegno e al coraggio di due di loro, si svelerà il mistero.

Uno spettacolo che ha significato molto, dopo i mesi di silenzio del teatro per ragazzi, a testimoniare concretamente l’importanza della produzione di spettacoli destinati ai più giovani, che rappresenta da anni uno dei punti di forza e di orgoglio del nostro teatro, da sempre attivo per una stagione di spettacoli per famiglie e scuole tra le più ricche e longeve che nel corso degli anni è diventata punto di riferimento nazionale per le compagnie attive nel campo del teatro per ragazzi. Un trend positivo costante che negli ultimi 12 anni ha visto più di 186.000 biglietti venduti.

“L’idea nasce durante il primo lockdown di marzo 2020 – dice Andrea Collavino - Quando improvvisamente i teatri sono stati chiusi, noi lavoratori dello spettacolo ci siamo sentiti smarriti e isolati, proprio come i burattini che dentro le loro ceste stavano in attesa nei magazzini del Teatro della Tosse. Abbiamo pensato che fosse necessario dar voce a loro e anche a noi, per raccontare cosa succede dentro un teatro e dentro le nostre anime quando questo spazio rimane chiuso. “Vita da burattini” ci dà la possibilità di parlare, attraverso un linguaggio semplice, dell’importanza del teatro nella vita di tutti noi: artisti, burattini, pubblico di bambini e di adulti”.

 

TEATRO S.AGOSTINO

Domenica 14 novembre ore 15.00 e ore 17.00 Sala Dino Campana

Martedì 16 e mercoledì 17 novembre ore 10.00

TEATRO DEL PONENTE

Venerdì 26 novembre ore 10.00

Sabato 27 novembre ore 16.00

VITA DA BURATTINI

da un’idea di Pietro Fabbri di e con Irene Lamponi e Pietro Fabbri 

Burattini di Bruno Cereseto

scene disegni e costumi di Anusc Castiglioni

Regia e drammaturgia di Andrea Collavino

Luci Davide Bellavia

Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

Con la filastrocca  La gazza ladra di Emanuele Luzzati

dai 5 anni, primaria

tecnica: 2 attori e burattini

 

INFO E BIGLIETTI

BIGLIETTI ADULTI: euro 8

BAMBINI FINO A 12 ANNI: euro 6

CARNET “LA TOSSE IN FAMIGLIA”: euro 30

Paolo Fizzarotti

I Miracoli Metropolitani sono al Modena

Super User 13 Novembre 2021 1113 Visite

Lo hanno scritto prima del Covid, ma racconta una storia che sembra presa pari-pari da quello che è successo in tutto il mondo quando la gente ha dovuto chiudersi in casa per colpa della pandemia. Lo spettacolo Miracoli Metropolitani è portato in scena al teatro Gustavo Modena di Sampierdarena dal collettivo Carrozzeria Orfeo: un ensemble irriverente, sfrontato, politicamente scorretto, spietato e, forse anche per questo, sempre più amato dal pubblico.

La Carrozzeria Orfeo, pluripremiata dopo i grandi successi di spettacoli come Cous Cous Klan e Thanks for Vaselina (divenuto anche un film interpretato da Luca Zingaretti) torna in scena al Teatro Gustavo Modena con una nuova esilarante commedia-ritratto della contemporaneità.

Al centro di Miracoli Metropolitani c’è molto del nostro vissuto degli ultimi mesi: l’umanità segregata in casa per l’esplosione della rete fognaria, che ha reso le strade una fetida distesa di immondizia, ha come unico luogo d’incontro il web e come unica consolazione il cibo.

In una vecchia autorimessa riadattata a cucina da asporto, si trova a convivere un manipolo di personaggi perduti nelle loro nevrosi fra cui una donna manager ossessionata dai like su Facebook, un carcerato aspirante attore costretto ai lavori socialmente utili, uno chef alla livorosa ricerca della stella perduta e sua madre, una ex brigatista, a cui è rimasta la passione per gli attentati dinamitardi.

I protagonisti devono vedersela con ricette assurde per comporre alla meglio il menù europeo, quello asiatico o africano, spesso usando prodotti precotti dalla dubbia provenienza per soddisfare le frenetiche richieste di un mercato globale che vuole nutrirsi sempre di più e pagare sempre di meno.

Il drammaturgo e regista Gabriele Di Luca scrive: «Miracoli metropolitani è stato scritto prima dell’emergenza sanitaria del Covid-19 ed è nato da tre suggestioni: indagare il tema del cibo come problema reale per gran parte del mondo e bene di lusso per l’Occidente; dalla lettura de La sincronicità di Jung, e da un fatto di cronaca inquietante: nel 2017 nelle fogne di Londra è stato trovato un enorme montagna di grasso di 130 tonnellate. L’esplosione delle fogne, allora, è il simbolo di un pianeta che si rivolta all’uomo per riaffermare se stesso e ribellarsi a decenni di incurie e abusi ambientali».

Da molti definito pop, il teatro di Carrozzeria Orfeo porta in scena l’instabilità e le nevrosi del presente fotografato in ogni spettacolo con uno sguardo impietoso, un ritmo degno delle migliori serie Tv e un linguaggio senza filtri in cui si mescolano senza sosta ironia e tragicità, sarcasmo e dramma, humor nero e sensibilità.

Miracoli Metropolitani va in scena al Teatro Gustavo Modena da martedì 16 a domenica 28 novembre.

Martedì, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle 20.30, giovedì e sabato alle 19.30, domenica alle 16.

Teatro Gustavo Modena 16 - 28 novembre 2021

Miracoli Metropolitani di Gabriele De Luca

regia Gabriele De Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

con Elsa Bossi, Ambra Chiarello, Federico Gatti, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, Aleph Viola

musiche originali Massimiliano Setti

scenografia e luci Lucio Diana

costumi Stefano Cempini 

produzione Teatro Nazionale di Genova, Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini, in collaborazione con La Corte Ospitale-residenze artistiche.


Paolo Fizzarotti

 

Paravidino e Rocco Papaleo fanno Brecht alla Corte

Super User 13 Novembre 2021 1110 Visite

Dopo avere partecipato con un suo spettacolo alla maratona teatrale del “G8 Project – Il mondo che abbiamo”, il drammaturgo e attore genovese Fausto Paravidino torna sul palcoscenico di casa con un nuovo spettacolo: “Peachum”, una rilettura della celeberrima “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht. Per confezionare la sua visione di Brecht, Paravidino si fa aiutare sul palco da un attore del calibro di Rocco Papaleo: ed è la prima volta che i due lavorano insieme.

E’ infatti un incontro scenico inedito e intrigante quello fra Paravidino, qui impegnato anche come regista e attore nei panni di Mickie Messer, e Papaleo chiamato a impersonare Peachum, il re dei mendicanti, l’antieroe protagonista dello spettacolo.

La routine criminale di Peachum viene stravolta quando qualcuno rapisce sua figlia. Figlia che non ama ma che rivuole perché - come scriveva lo stesso Brecht - gli è stata sottratta una proprietà.

Il mercante di poveri parte così alla sua ricerca, iniziando un viaggio popolato da delinquenti e derelitti che conduce il pubblico dentro le più bieche miserie morali e materiali dell’essere umano.

Proprio come il capolavoro nato dal sodalizio fra Bertolt Brecht e Kurt Weill, lo spettacolo tocca anche altri temi universali: le complicate dinamiche del rapporto padre figlia, il valore dell’amicizia, la decadenza di una società abitata da esseri umani sempre più individualisti, meschini e corruttibili. Una società non così dissimile da quella attuale secondo Fausto Paravidino che motiva così la sua scelta: «Nell’Opera da tre soldi c’è qualcosa che è invecchiato bene e qualcosa che non è invecchiato per niente e Peachum è una figura del nostro tempo più ancora che del tempo di Brecht. Dipende dal denaro senza neanche esserne appassionato. Non è avido. Non ambisce a governare il denaro, è governato dal denaro».

Peachum va in scena al Teatro Ivo Chiesa da mercoledì 17 a domenica 21 novembre. Mercoledì e venerdì inizia alle 20.30, giovedì e sabato alle 19.30, domenica alle 16. Per assistere allo spettacolo è necessario essere muniti di Green Pass.

Teatro Ivo Chiesa 17 - 21 novembre 2021

Peachum - Un’opera da tre soldi di Fausto Paravidino

regia Fausto Paravidino

con Rocco Papaleo, Fausto Paravidino e con Romina Colbasso, Marianna Folli, Iris Fusetti, Davide Lorino, Daniele Natali 

scene Laura Benzi

costumi Sandra Cardini

maschere Stefano Ciammitti

musiche Enrico Melozzi

luci Gerardo Buzzanca

video Opificio Ciclope 

produzione Teatro Stabile Di Bolzano, Teatro Stabile Di Torino – Teatro Nazionale 

Paolo Fizzarotti

Teatro Ivo Chiesa, Solenghi racconta gli anni 70

Super User 13 Novembre 2021 817 Visite

Appuntamento con l’attore genovese Tullio Solenghi e con il giornalista Paolo Giordano lunedì 15 novembre alle ore 18, nel Foyer del Teatro Ivo Chiesa.
Solenghi e Giordano racconteranno il teatro, la cronaca e la musica leggera degli anni 70. Si tratta del terzo appuntamento di “Testimoni del tempo – Settant’anni a Genova, teatro e cronaca”, che è dedicato proprio al decennio tra il 1970 e il 1979.  La rassegna è stata ideata dal presidente del Teatro Nazionale di Genova, Alessandro Giglio, che conduce anche gli appuntamenti.

La carriera di Tullio Solenghi è iniziata proprio al Teatro di Genova; Paolo Giordano è un giornalista e critico musicale del quotidiano Il Giornale. L’attrice Lisa Galantini con il suo intervento introdurrà il contesto teatrale di quegli anni, che portarono Genova ad essere la piazza teatrale ambita da tutti e segnarono l’ingresso di Marco Sciaccaluga e Carlo Repetti nell’ensemble diretto da Ivo Chiesa.

Genovese di nascita, entrato alla Scuola dello Stabile a soli 17 anni, Tullio Solenghi dal 1970 al 1977 lavora ininterrottamente con il Teatro di Genova, prendendo parte a produzioni storiche, a iniziare da Madre Courage con la regia di Luigi Squarzina. Il giovanissimo Solenghi si ritrova a partecipare a tournée all’estero che celebrano il trionfo del “made in Genova”. Dai suoi ricordi emergono straordinari spettacoli, come Il fu Mattia Pascal e I rusteghi, e i grandi protagonisti teatrali che si ritrova ad affiancare, da Lina Volonghi, una sorta di madre putativa, a Giorgio Albertazzi e Alberto Lionello, mattatore ne I due gemelli veneziani, rappresentato anche a Londra all’Old Vic davanti a Laurence Olivier.

Esperto di pop e rock ma anche autore di un libro sul sequestro Moro, noto al pubblico televisivo per la partecipazione ad Amici e a vari talk show, Paolo Giordano toccherà temi come i movimenti studenteschi, gli anni di piombo, il compromesso storico, il divorzio, partendo dagli spunti offerti dalla musica leggera e dai cantautori, da De André a Guccini.

Brani e sonorità anni ’70 saranno ripresi dal vivo nel dj-set di Stellare Sartoria Sonora, mixando l’elettronica di Filo Q e Ale Bavo alla viola di Raffaele Rebaudengo.

L’ingresso è gratuito su prenotazione tramite il sito www.biglietti.teatronazionalegenova.it  

È necessario essere muniti di green pass.

Paolo Fizzarotti

Bianca e Fernando, l’opera di Bellini come nel giorno (7/4/1828) dell’inaugurazione del Carlo Felice

Super User 09 Novembre 2021 1187 Visite

Debutta al Teatro Carlo Felice, venerdì 19 novembre alle ore 20.00, con repliche sabato 20, domenica 21 e domenica 28 novembre alle ore 15.00 e martedì 30 novembre alle ore 20.00, Bianca e Fernando, melodramma serio in due atti di Vincenzo Bellini, in prima esecuzione moderna nella versione realizzata per la storica inaugurazione del teatro, il 7 aprile 1828. Il titolo, che manca a Genova dal 1978, viene presentato in un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice, con gli ampi passaggi musicali composti da Bellini per l’occasione e il libretto di Domenico Gilardoni revisionato da Felice Romani finalmente riportati alla luce.

Donato Renzetti dirige l’orchestra e il coro del Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, per la regia, con le scene e i costumi di Hugo de Ana, le luci di Valerio Alfieri. Il cast vocale è composto da Salome Jicia/Francesca Tiburzi (Bianca), Giorgio Misseri/David Ferri Durà (Fernando), Nicola Uliveri/Simon Lim (Filippo), Alessio Cacciamani/Francesco Leone (Carlo), Elena Belfiore (Viscardo), Giovanni Battista Parodi (Clemente), Carlotta Vichi (Eloisa), Antonio Mannarino/Renato Parachinetto (Uggero).

L’opera, trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3 in occasione della prima di venerdì 19 novembre, sarà oggetto di una ripresa video in HD che confluirà in un DVD edito da Dynamic. È inoltre allo studio una collaborazione con Rai Cultura.

«L’allestimento di Bianca e Fernando tocca le corde più profonde della storia musicale genovese, gettando nuova luce sulla sua fiorente civiltà musicale, spiega il Sovrintendente Claudio Orazi. Anzitutto è l’opera che il 7 aprile 1828 inaugurò il teatro stesso, come ricorda una cronaca del tempo «alla presenza de’ Reali Sabaudi, tra il giubilo e l’ammirazione de’ cittadini e de’ molti forestieri tratti a Genova da così splendida festa». La ricostruzione storica dell’avvenimento permette quindi dare il giusto risalto a uno dei protagonisti della scena culturale dell’epoca, fautore della scelta dell’opera belliniana in questa circostanza: il poeta genovese Felice Romani, massimo librettista italiano della prima metà del secolo, che in qualità di referente artistico dell’organizzazione aveva concepito per questa singolare occasione un cartellone denso di primizie, coinvolgendo – quasi in concorrenza tra loro – alcuni tra i maggiori operisti del tempo e provvedendoli appositamente di soggetti e di rime. Il primo a rispondere all’appello fu appunto Bellini, che per l’occasione – potendosi giovare anche dei sapienti interventi drammaturgici del prediletto Romani – decise di riprendere un lavoro già presentato due anni prima a Napoli su libretto di Domenico Gilardoni: Bianca e Gernando. Ma il “triduo” inaugurale comprese anche  Alina, regina di Golconda di Gaetano Donizetti, che debuttò il successivo 12 maggio Colombo, titolo fortemente identitario, di Francesco Morlacchi, che debuttò a sua volta il 21 giugno.

La prima esecuzione moderna dell’opera è l’occasione per ascoltare finalmente preziose pagine belliniane andate perdute, tra cui quelle dell’Allegro in re maggiore che integrava la breve sinfonia d’apertura originaria ed alcune arie dell’opera tra quelle citate da Bellini nelle sue lettere, oggi tornate alla luce. Tale risultato è frutto del capillare lavoro di ricerca promosso dalla Fondazione Teatro Carlo Felice nell’ambito del progetto Civiltà musicale genovese, realizzato in collaborazione con il Centro Studi belliniani e la Fondazione Bellini di Catania sotto il coordinamento della musicologa Graziella Seminara, specialista del compositore e prossima curatrice della partitura per l’edizione critica nazionale delle Opere di Vincenzo Bellini. La città di Genova a sua volta ha favorito il ritrovamento di alcuni importanti materiali, rinvenuti nel Museo del Risorgimento e nella biblioteca del Conservatorio Niccolò Paganini. Tali cimeli saranno posti al centro di una mostra dedicata a Genova, 7 aprile 1828, a cura di Francesco Zimei, completata da un incontro di studio aperto al pubblico, con la partecipazione in veste di relatori dei massimi studiosi della materia: Fabrizio della Seta, Graziella Seminara, Alessandro Roccatagliati, Raffaele Mellace, Stefano Verdino e Francesco Zimei.»

La trama di Bianca e Fernando ricalca in tutto e per tutto quella di Bianca e Gernando, l’opera andata in scena al San Carlo il 30 maggio 1826 (con il nome del protagonista a suo tempo opportunamente modificato per non mancare di rispetto all’erede al trono Ferdinando di Borbone): si narra di Carlo, Duca d’Agrigento spodestato dall’usurpatore Filippo, e di suo figlio Fernando, che dall’esilio riesce a sventare gli intrighi del tiranno e il progettato matrimonio di questi con sua sorella Bianca sino a riguadagnare alla propria famiglia la dignità del trono.

La ripresa genovese offriva a Bellini stimoli per riproporre sotto una nuova luce tale vicenda appassionante, che già a Napoli aveva riscosso ampi consensi, attraverso un cospicuo miglioramento del testo e della musica. Giunto a Genova fin dall’inizio di marzo per rimettere mano alla partitura, Bellini ebbe a disposizione un cast d’eccezione, con il soprano Adelaide Tosi, il tenore Giovanni David e il basso Antonio Tamburini nei ruoli primari, un’orchestra di sessantacinque elementi e un coro di trentasei. Due giorni prima del debutto il compositore scriveva al riguardo all’amico Florimo: «Iersera fu l’ultima prova piena e questa sera sarà la generale. I pezzi, su cui spero, sono le tre cavatine e il finale del primo atto e il duetto e le due scene del secondo; e specialmente la scena della Tosi è d’un effetto indicibile; il primo tempo formato da un largo, il secondo dall’agitato che sai e il terzo da una cabaletta che è d’un brillante declamato che trasporta: in una parola non faremo fiasco certo. [...] Iersera il duetto ha fatto piangere quante persone v’erano». E in effetti il successo fu ampio, poiché gli annali registrano ben ventuno recite dell’opera, «con favore crescente». Malgrado ciò, per i casi imperscrutabili del fato la tradizione di Bianca e Fernando ha trattenuto fino ad oggi ben poco delle novità che avevano reso così speciale quell’esperienza genovese. Per oltre un secolo si è cercato di recuperarne i contenuti partendo dal confronto tra la stesura primigenia napoletana e alcune varianti del tardo Ottocento, ma mancavano all’appello vari brani, a partire dallo smagliante Allegro in re maggiore che integrava la sinfonia d’apertura originaria. 

Grazie alla collaborazione con il Centro Studi belliniani e la Fondazione Bellini di Catania, l’Istituto Mazziniano - Museo del Risorgimento di Genova, la Biblioteca del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, la Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, l’Archivio storico Ricordi, la Biblioteca della Società economica di Chiavari preziosi cimeli originali, ed altri importanti documenti riprodotti per l’occasione saranno esposti dal 12 fino al 30 novembre 2021 nella mostra Genova, 7 aprile 1828, a cura di Francesco Zimei, allestita nel primo Foyer del Teatro Carlo Felice e dedicata, oltre che all’opera, al Teatro che con essa aprì i battenti. La mostra, a ingresso libero e gratuito, sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 19.00. La sua inaugurazione è prevista venerdì 12 novembre alle ore 18.00.

Sempre nel primo Foyer del Teatro, giovedì 18 novembre 2021 alle ore 18.00, vigilia della prima, alcuni tra i maggiori studiosi di Bellini e Romani si ritroveranno a parlare dell’opera, delle scoperte e del contesto storico in un incontro culturale aperto alla cittadinanza: Fabrizio della Seta (Università degli Studi di Pavia), Graziella Seminara (Università degli Studi di Ferrara), Alessandro Roccatagliati (Università degli Studi di Ferrara), Raffaele Mellace e  Stefano Verdino (Università degli Studi di Genova), Francesco Zimei in veste di moderatore e il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi. I materiali esposti, assieme a un compendio sulle scoperte effettuate a cura degli studiosi e delle istituzioni coinvolte dall’intero progetto di ricostruzione storica dell’opera sono riprodotti, raccolti e pubblicati nel volume Genova, 7 aprile 1828, il primo numero della collana dedicata alla Civiltà musicale genovese curata da Francesco Zimei e Claudio Orazi per l’editore Lim (Libreria Musicale Italiana).

"Nella stagione che celebra i 30 anni dalla riapertura del Teatro Carlo Felice quest'opera ha un valore storico rilevante perché fu realizzata da Vincenzo Bellini per l’inaugurazione del Teatro nel lontano 1828 - dichiara l'assessore alla Cultura e allo Spettacolo di Regione Liguria Ilaria Cavo - La musica si intreccia con la storia e la cultura ed è significativo che accanto al melodramma in scena fino al 30 novembre si tenga una mostra unica nel suo genere con cimeli e documenti legati all'opera e all'inaugurazione del Teatro Carlo Felice".

«Un debutto importante al Teatro Carlo Felice. Dopo anni di assenza da Genova (l’ultima volta è stata nel 1978) torna il melodramma di Bellini “Bianca e Fernando”, nel suo nuovo allestimento curato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice: un’esecuzione attuale dell’opera nella versione che, nel lontano 1828, inaugurò il teatro – commenta l’assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova Barbara Grosso – Un evento di grande pregio e importanza, per la musica, per la cultura e per la città, e che sicuramente riscuoterà un grande successo».

Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 19, martedì 30 novembre 2021 ore 20.00

Sabato 20*, domenica 21, domenica 28 novembre 2021 ore 15.00

Bianca e Fernando

Melodramma serio in due atti di Vincenzo Bellini

su libretto rielaborato da Felice Romani

Versione “GENOVA1828” per l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice

PRIMA ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI

Nuova produzione

  

Personaggi e interpreti: 

Bianca Salome Jicia/Francesca Tiburzi*

Fernando Giorgio Misseri/ David Ferri Durà*

Filippo Nicola Ulivieri/Simon Lim*

Carlo Alessio Cacciamani/Francesco Leone*

Clemente Giovanni Battista Parodi

Viscardo Elena Belfiore

Eloisa Carlotta Vichi

Uggero Antonio Mannarino/Renato Parachinetto*

*Secondo cast

 

Maestro concertatore e direttore Donato Renzetti

Regia, scene e costumi Hugo de Ana

Luci Valerio Alfieri

 

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice

BIGLIETTERIA

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e nel circuito on e offline di Vivaticket.

La biglietteria del Teatro Carlo Felice è aperta nei seguenti orari:

da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00, il sabato dalle 10.00 alle 16.00

Indirizzo: Galleria Cardinal Siri 6. a Genova.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel. + 39 010 5381 433 – 334

Elio: dalle Storie Tese al Grigio di Giorgio Gaber

Super User 07 Novembre 2021 988 Visite

Dicono che solo Elio (quello di Elio e le Storie Tese) poteva portare efficacemente a teatro il Grigio, uno dei capolavori firmati da Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Sarà possibile scoprire se è vero da martedì 9 novembre al Teatro Eleonora Duse, quando  Elio è il protagonista diretto da Giorgio Gallione.
Reduce dal successo di Ci vuole orecchio, in cui Elio ha reso omaggio allo stile originalissimo di Enzo Jannacci, Elio torna ora a confrontarsi con il teatro profetico di Giorgio Gaber in un adattamento che Gallione ha modellato su di lui, inserendo una decina di canzoni del repertorio gaberiano che Elio interpreta dal vivo.
Il grigio è la storia di un uomo che si ritira in campagna per stare tranquillo, afflitto più da problemi personali che sociali. La sua ambita solitudine è però disturbata da un fantomatico topo: è “il grigio”, elemento scatenante dei suoi incubi e di un inesorabile quanto ironico flusso di coscienza. L’estenuante caccia al topo lo porterà a compiere un percorso verso l’accettazione di quella parte nera che ciascuno di noi ha dentro.
Presentato per la prima volta nel 1988, Il Grigio è il più importante lavoro in prosa di Gaber e Luporini. Il regista Giorgio Gallione, che si è confrontato più volte con la loro opera ha intrecciato il testo originale con una decina di canzoni gaberiane, come I mostri che abbiamo dentro, L’uomo che perde i pezzi o Il sosia, che ne amplificano le tematiche presenti. I brani sono stati riarrangiati per l’occasione da Paolo Silvestri, utilizzando quattro parti pianistiche: un’ambientazione musicale estremamente contemporanea, ideale per il talento eccentrico ed irriverente di Elio.
«Sono convinto che i temi, i sentimenti, le situazioni presenti ne Il Grigio del 1988 siano stati rielaborati, e perché no, anche attualizzati da molte canzoni nate dopo quella esperienza – dice Gallione - Ecco il senso di questo adattamento. In più c’è Elio, cantante personalissimo, che abita con libertà e rispetto questo copione, modellato su una nuova sensibilità, alla luce dell’intero universo creativo e stilistico di una maschera, il Signor G, che sa ancora parlare potentemente al nostro oggi». 

Teatro Eleonora Duse 9 - 14 novembre 2021
Il grigio - di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
con ELIO
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
scene e costumi Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro Nazionale di Genova
in collaborazione con Fondazione Gaber

Paolo Fizzarotti

L’astronave di Solaris sbarca al Modena

Super User 07 Novembre 2021 855 Visite

Molti hanno visto questa storia al cinema. La propaganda descriveva Solaris come “La risposta sovietica a 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrik. Ora Solaris è anche a teatro. Solaris è un viaggio interstellare nella nostra coscienza. Solaris, con la regia di Andrea De Rosa, è coprodotto dal Teatro Nazionale di Genova e dal Teatro di Napoli. Il direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore aveva espresso da subito il desiderio di portare la fantascienza in teatro.
Solaris è un adattamento teatrale del celebre romanzo di Stanislaw Lem da cui sono tratti i film omonimi di Andrej Tarkovskij e Steven Soderbergh. Si tratta di una novità assoluta per l’Italia: viene presentata nella traduzione di Monica Capuani, che ha scoperto il testo grazie a un primo allestimento andato in scena a Melbourne ed Edimburgo con la regia di Matthew Lutton. Interpretato da Federica Rosellini, Giulia Mazzarino, Sandra Toffolatti, Werner Waas e Umberto Orsini, che fa un importante cameo in video, Solaris viene presentato a Genova al Teatro Gustavo Modena da martedì 9 a domenica 14 novembre e a Napoli al Teatro Mercadante dal 17 al 28 novembre 2021. Gli spettatori avranno la sensazione di trovarsi su una vera astronave grazie alle scenografie di Simone Mannino (autore anche dei costumi), alle luci di Pasquale Mari e ai video di D-Wok, che hanno rielaborato immagini fornite dall’Agenzia Spaziale Europea, mentre le musiche sono di G.U.P. Alcaro.
Chi sono io? Chi siamo noi veramente? Sono questi gli interrogativi da cui è partito Andrea De Rosa per affrontare una storia complessa che svela inusitate possibilità di comprensione del nostro tempo. Inviata su una stazione spaziale che ruota attorno al lontano pianeta Solaris, un’astronauta scopre che a fianco all’equipaggio vivono delle misteriose presenze, generate dallo strano oceano che riveste tutta la superficie del pianeta stesso, come in reazione all’invasione di un virus.
Questa metafora potente e inquietante ha trovato una forte eco in Andrea De Rosa, che racconta: “Ho letto Solaris durante la quarantena e mi aveva molto colpito questa idea che gli esseri umani potessero essere il virus, un agente inquinante che costringe il pianeta a reagire e a difendersi. Solaris è una vera e propria creatura, un pianeta vivente che attraverso il suo immenso oceano cerca di comunicare con gli uomini attraverso i loro desideri, che riesce a materializzare sotto forma di fantasmi”. Così lo spettacolo diventa un viaggio nell’inconscio individuale e collettivo, un confronto con le paure e i sogni, sospeso tra follia e assoluta libertà.
Inizio spettacoli martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.

 

9-14 novembre 2021 Teatro Gustavo Modena
Solaris di David Greig
traduzione Monica Capuani
tratto dall’omonimo romanzo di Stanislaw Lem
regia Andrea De Rosa
interpreti Federica Rosellini, Giulia Mazzarino, Sandra Toffolatti, Werner Waas
Umberto Orsini in video
progetto sonoro G.U.P. Alcaro | scena e costumi Simone Mannino
disegno luci Pasquale Mari | video D-Wok
produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Di Napoli -Teatro Nazionale 

Paolo Fizzarotti

Il caso Braibanti arriva a Genova

Super User 07 Novembre 2021 743 Visite

La regista genovese Carmen Giardina porta a Genova il suo docufilm “Il caso Braibanti” dedicato allo scandaloso processo dell'artista e filosofo omosessuale Aldo Braibanti condannato nel 1969 con l'accusa pretestuosa di plagio. A guidare la protesta furono personaggi del calibro di Dacia Maraini, Pier Paolo Pasolini, Marco Pannella, Alberto Moravia e molti altri.
Il film di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese rievoca un clamoroso scandalo giudiziario dell’Italia del ‘900. Nel 1968 Aldo Braibanti, ex partigiano, poeta e artista sperimentale, venne accusato dalla famiglia del suo giovane compagno di averlo “plagiato” per costringerlo ad avere rapporti omosessuali. Intervennero in sua difesa Pasolini, Morante, Maraini, Pannella, Eco e molti altri. Braibanti venne incredibilmente condannato a nove anni di reclusione, mentre il suo compagno fu ricoverato in manicomio, dove subì ben 40 elettrochoc.
Il film - che ha ricevuto molti riconoscimenti nel corso dell'ultima stagione - è inserito nella programmazione di Sky, ma sta continuando a raccogliere consensi in sala, coinvolgendo una platea sempre più vasta.
Il film ha riscosso un grande successo in Italia e all'estero (Los Angeles Italia, Haifa e Tel Aviv) e vinto numerosi premi:  Nastri d’Argento 2021 Miglior Docufiction; Bari, Big Film Festival Menzione Speciale; Torino, Premio Gobetti Filmare La Storia –Videomaker; Est Film Festival, Arco D’argento Miglior Documentario; 38° Spoleto Film Festival Primo Piano “Pianeta Donna” Miglior montaggio - 74° Festival Internazionale del Cinema di Salerno Targa Documentari di formazione varia - Premio Labor V-Art Festival Internazionale Immagine d’Autore - Florence Queer Festival 2020 Premio Speciale; SalinaDocFest XIV Premio Signum - 56a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema Pesaro Film Festival Premio Cinema in Piazza.
Il caso Braibanti è prodotto da Creuza Srl e la colonna sonora è firmata da Pivio & Aldo De Scalzi.Carmen Giardina - regista e attrice - ha già al suo attivo tre cortometraggi pluripremiati: “Turno di notte” con Leo Gullotta (Cinecittà Holding), “La grande menzogna” con Gea Martire e Lucianna De Falco, e “Fratelli Minori” con Paolo Sassanelli e Alessio Vassallo.

Mercoledì 10 novembre ore 18
RainbowLab (Vico Gibello, 17 rosso) sede del Coordinamento Ligure Rainbow
Incontro di presentazione con la regista Carmen Giardina e l'avvocata Ilaria Gibelli

Da venerdì 12 a lunedì 15 novembre IL CASO BRAIBANTI proiezione
Club Amici del Cinema / Missing Film Festival (via Carlo Rolando, 15)

Paolo Fizzarotti

Glauco Mauri e Ornella Vanoni “Testimoni del tempo” con il Teatro Nazionale Genova

Super User 07 Novembre 2021 897 Visite

Nuovo appuntamento con “Testimoni del tempo - Settant’anni a Genova, teatro e cronaca”, la rassegna ideata e condotta da Alessandro Giglio, nell’ambito delle celebrazioni per i 70 anni del Teatro Nazionale di Genova.

Lunedì 8 novembre alle 18 nel foyer del Teatro Ivo Chiesa intervengono all’incontro dedicato agli anni ’60 il giornalista di Repubblica Marco Ansaldo, l’ex direttore del Teatro Nazionale di Genova Angelo Pastore e due figure d’eccezione dello spettacolo italiano come Glauco Mauri e Ornella Vanoni (entrambi in collegamento).

Glauco Mauri, fondatore della mitica “Compagnia dei quattro”, patriarca del teatro italiano racconta gli inizi della sua carriera costellata di successi, lunga oltre mezzo secolo e che lo vede tutt’ora in scena: nel marzo 2022 verrà al teatro Gustavo Modena con “Variazioni enigmatiche”, insieme a Roberto Sturno.

Ornella Vanoni, signora della canzone italiana, interprete raffinata ed eclettica, ricorda il suo rapporto con il Teatro di Genova quando nel 1961 fu protagonista con grande successo del “Il terzo amante”, una commedia diretta da Luigi Squarzina. La collaborazione s’interruppe bruscamente quando la giovane artista preferì rescindere il contratto stipulato con Ivo Chiesa per accettare una proposta della Rai, segno evidente del crescente appeal della televisione in quegli anni.

Marco Ansaldo, firma di Repubblica, vaticanista e storico e Angelo Pastore, ex direttore del Teatro Nazionale di Genova, insieme ad Alessandro Giglio ricordano e analizzano i momenti salienti del decennio, intrecciando i grandi cambiamenti sociali, le pagine di cronaca e il percorso artistico del Teatro di Genova. Passati alla storia con l’epiteto di “favolosi”, gli anni ’60 sono un decennio glorioso per l’Italia che beneficia del boom economico, iniziato sul finire dei ’50. Anni in cui si afferma la cultura pop e nascono nuove tendenze nel campo della comunicazione, della moda, della musica, della scienza: la televisione si diffonde sempre più, la minigonna è nel guardaroba di ogni giovane donna, i Beatles con le loro canzoni e i loro look cambiano per sempre la storia della musica e del costume, senza dimenticare le contestazioni del ’68 e la missione spaziale dell’Apollo 11 che porta i primi uomini sulla Luna.

In quel decennio il Teatro di Genova rafforza la propria leadership fra le istituzioni culturali italiane e internazionali potendo contare su artisti del calibro di Alberto Lionello, Monica Vitti, Gastone Moschin, Ugo Pagliai, Eros Pagni, Valeria Valeri e grazie a grandi produzioni che girano il mondo come I due gemelli veneziani di Goldoni diretto da Luigi Squarzina. 

L’ingresso è gratuito su prenotazione tramite il sito biglietti.teatronazionalegenova.it. È necessario essere muniti di green pass.

Paolo Fizzarotti

Teatro Sociale di Camogli, Andrea Bacchetti suona Mozart con l’orchestra del Carlo Felice

Super User 02 Novembre 2021 859 Visite

Riprende in grande stile subito dopo il ponte di Ognissanti l’intensa ed emozionante stagione ottobre-dicembre 2021 del Teatro Sociale di Camogli, iniziata con un successo – per qualità, apprezzamento e partecipazione – andato persino oltre le ambiziose aspettative. Il primo appuntamento di novembre è con la grande musica, mercoledì 3 alle 21:00 con un concerto dal respiro quanto mai locale e sovranazionale assieme.

Protagonista della serata sarà anzitutto il celebre pianista camogliese Andrea Bacchetti, ormai di conclamata fama internazionale e sempre più riconosciuto in Italia e all’estero, come dimostrano i prestigiosi premi, le collaborazioni e le incisioni per note case discografiche. Bacchetti incontrerà e dirigerà l'Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova in un programma interamente dedicato a Mozart.

Proprio il genio di Salisburgo, infatti, è uno dei cardini intorno ai quali si sviluppa il repertorio di Bacchetti. La serata “Bacchetti suona Mozart” proporrà una restituzione quasi ‘grafica’ delle opere del pianista e compositore austriaco, con l’intento di illuminarne le proporzioni e le misure, ma anche i singoli particolari. Una lettura che si preannuncia capace di coniugare il rigore con la passione, la vitalità con la naturalezza, facendo rivivere al pubblico i concerti mozartiani con eleganza e capacità di emozionare.

Ancora giovanissimo, Andrea Bacchetti ha debuttato a soli 11 anni con i Solisti Veneti in Sala Verdi a Milano, raccogliendo consigli da Karajan, Magaloff e Berio. Da allora suona nei più prestigiosi festival internazionali, ed è ospite in Italia delle maggiori orchestre e delle più importanti associazioni concertistiche. Fra la sua discografia da ricordare il Super Audio CD con le sonate di Cherubini, “The Scarlatti Restored Manuscript” (vincitore dell’ICMA nella categoria Baroque Instrumental) “Invenzioni e Sinfonie” di Johann Sebastian Bach (CD del mese BBC Music Magazine), “The Italian Bach” (Cd del mese Record Geijutsu), i concerti per tastiera di Bach alla guida dell’Orchestra Nazionale della RAI, premiato con 5 stelle dalla rivista MUSICA, “Goldberg Variations” (CD del mese delle riviste Pizzicato e Fonoforum). Nella musica da camera proficue sono state le collaborazioni con R. Filippini, il Prazak Quartet, il Quatur Ysaye, il Quartetto di Cremona, U. Ughi, M. Larrieu e A. Ruggero. Nelle ultime stagioni ha tenuto concerti in Giappone, Spagna, Messico, Cuba, Corea, Svizzera, Polonia, Lussemburgo, Belgio e Russia, oltre a tournée in Sud America, Egitto e Cina.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.teatrosocialecamogli.it  e sui canali social del Teatro.

L’Accademia del Chiostro cura con la musica

Super User 25 Ottobre 2021 1028 Visite

L’Accademia del Chiostro torna a suonare. L’Ensemble di archi genovese è giunto alla 22ma edizione della sua manifestazione “Musica nei musei, e non solo”. Il concerto di quest’anno si intitola “Le note, la cura, la speranza”. Appuntamento venerdì 29 ottobre, alle ore 21, al Palazzo della Meridiana, in salita San Francesco. Il concerto sarà eseguito nella Sala del Colonnato.

L’Accademia del Chiostro, diretta dal maestro Massimo Vivaldi, sarà accompagnata dal soprano Stefania Pietropaolo. “La musica può curare? – si domanda Donatella Ferraris, direttrice dell’Accademia e violoncellista dell’Ensemble - Sappiamo che il susseguirsi delle note può lenire dolori dell’animo umano ed è innegabile che gli stimoli sonori influiscono sulla vita degli individui già nel grembo materno. La musica, linguaggio sonoro strutturato più immediato della verbalità, è in grado di bypassare la sfera verbale conscia, andando a stimolare direttamente il preconscio e l’inconscio.

Ci può capitare di ricordare eventi della nostra infanzia e riscontrare che essi siano legati ad una particolare melodia, che emerge da chissà quale anfratto della nostra memoria. La musica è capace di curare semplicemente perché veicola bellezza, e la bellezza è di per sé curativa. E’ evidente che la musica non può rimuovere da sola le patologie che affliggono le persone: ma può essere fortemente di supporto nel processo di cura e guarigione. È scientificamente provato che l’ascolto musicale aumenta la produzione di endorfine, contribuendo ad un maggiore benessere delle condizioni generali. E’ con questo spirito che ci accingiamo ad offrire una serata di musica con particolare riguardo alle donne che hanno sperimentato l’esperienza dolorosa della malattia e si preparano ad affrontare un percorso pieno di difficoltà pratiche ed emotive. Saranno eseguiti brani tratti dalla tradizione classica, operistica e popolare, nella maggior parte dei casi caratterizzati dall’importanza della donna come figura centrale e fonte d’ispirazione".

“Sarà una bella occasione - conclude Donatella Ferraris - per condividere il potere curativo della musica, soprattutto attraverso lo scambio di energie positive che viene a crearsi fra pubblico ed esecutori, interrotto per un lungo periodo a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Ringraziamo per l’aiuto l’architetto Caterina Viziano (Associazione Amici di Palazzo della Meridiana); la professoressa Lucia Del Mastro (Università di Genova; Direttore Breast Unit – Ospedale San Martino di Genova); il professor Paolo Pronzato (Direttore Oncologia Medica 2 Ospedale San Martino); la professoressa Paola Volpi (Associazione PerLaDonna)".

Programma

1) G. BIZET (1838 – 1875) Trilogia da “Carmen”:

- Preludio

- Habanera

- Entr’acte

 

2) G.B. PERGOLESI (1710 – 1736) Stizzoso mio stizzoso

 

3) G.F. HÄNDEL (1685-1759) The Arrival of Queen of Sheba”

 

4) E. ELGAR (1857 – 1934) Nimrod/Sanctus

 

5) C. GARDEL (1890 – 1935) Por una cabeza

 

6) F. P. TOSTI (1846 – 1916) A’ vucchella

 

Paolo Fizzarotti

 

Diciotto studenti genovesi salgono sul palcoscenico della Sala Mercato

Super User 23 Ottobre 2021 2027 Visite

Gli studenti di sette scuole superiori hanno partecipato a un laboratorio condotto dal TN Genova sull’eredità del G8. Diciotto studenti delle scuole superiori genovesi hanno partecipato a un laboratorio teatrale, condotto da professionisti, per imparare a conoscere le proprie capacità espressive e portarle poi sul palco.

Dopo diversi mesi di lavoro gli studenti hanno dato vita all’atto conclusivo del G8 Project: una serie di attività volute dal direttore Davide Livermore e organizzate dal Teatro Nazionale di Genova per ricordare e riflettere nel ventesimo anniversario del G8 di Genova.

Giovedì 28 ottobre ore 19,30 alla Sala Mercato di Sampierdarena debutta in prima nazionale “Quel che resta del fuoco” scritto da Carlo Orlando e diretto da Elena Dragonetti (repliche venerdì 29 ore 20.30 e sabato 30 ottobre ore 19.30). Lo spettacolo, che chiude le iniziative promosse dal Teatro Nazionale di Genova sotto la guida di Davide Livermore nell’ambito del G8 Project, nasce da un percorso laboratoriale sull’eredità storica dei fatti del G8 genovese. Al workshop hanno partecipato le scuole Iss Einaudi Casaregis Galilei, Liceo Statale Piero Gobetti, Liceo Statale Sandro Pertini, Ipsis Gaslini Meucci, Iiss Duchessa di Galliera, Liceo Classico Statale Andrea D’Oria, Iscs Eugenio Montale Nuovo IPC.

Cosa sognano i ragazzi di oggi? Quale impatto hanno avuto su di loro la pandemia, il lockdown, la didattica a distanza? In quali valori si riconoscono e quali convinzioni li spingono a lottare per un mondo migliore? In scena, gli attori Alice Giroldini, Barbara Moselli, Marco Taddei, Alessio Zirulia e un folto gruppo di studenti: Francesca Battifora, Cecilia Bettuzzi, Giulia Boiardo, Marianna Botticelli, Margherita Buda, Agata Canziani, Carlo Jairo Froi, Zeno De Marco, Christian Dos Reis, Camilla Icardi, Elia Marchetti, Lukas Mone, Beatrice Papei, Sara Pensiero, Chiara Schiaffino, Alessia Cataldi, Marzia Criniti e Gabriele Vitulli. Insieme hanno danno vita ad un vibrante confronto generazionale fra i sogni, le ansie, i progetti degli adolescenti odierni con quelli di chi lo fu ai tempi del G8 genovese.

La recitazione si intreccia con momenti coreografici in uno spettacolo che tocca temi senza tempo come società, diritto, libertà, lotta, nel tentativo di rielaborare con un linguaggio poetico, non tanto la cronaca di quei giorni ma quel che ne è rimasto o ne è stato trasmesso alla generazione successiva. Sebbene sia scritta con un’impronta favolistica, la pièce al posto della morale vuole trasmettere, attraverso la giocosità dell’arte teatrale, la possibilità di conoscere e riflettere su quelle vicende per chi non era ancora nato quando avvennero. Sono previste anche due recite riservate alle scuole, martedì 26 ottobre (pomeridiana) e mercoledì 27 ottobre (mattino). Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sala Mercato 28 - 30 ottobre 2021

G8 PROJECT 2021

Quel che resta del fuoco di Carlo Orlando

regia Elena Dragonetti

con Alice Giroldini, Barbara Moselli, Marco Taddei, Alessio Zirulia e 18 studenti delle Scuole Superiori di Genova

scene e costumi Anna Varaldo

coreografie Serena Loprevite

video e luci Davide Riccardi

produzione Teatro Nazionale di Genova

 

Paolo Fizzarotti

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