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Walter Pilloni, imprenditore dell'anno

Walter Pilloni un titolo l'ha già meritato: è sicuramente l'imprenditore dell'anno. Se l'è guadagnato con l'intelligenza

e l'intuito dell'imprenditore di razza e con il coraggio di chi non sembra neppure genovese.
Nella sua scheda c'è scritto che è nato a Genova (nel 1955) però ha nelle vene sangue sardo. E chi proviene dalla Sarda Tellus si distingue anche per l'intraprendenza, per l'audacia. Il genovese non riesce a scacciarsi di dosso la prudenza del maniman. E per questo Genova non decolla mai, perde tante opportunità.
Forse non a caso Walter Pilloni è andato a laurearsi (in giurisprudenza) all'Università Statale di Milano e mi ha raccontato che è diventato giornalista negli Stati Uniti. Quindi una formazione cosmopolita e un'esperienza internazionale che gli ha permesso di superare il maniman genovese.
Ma il dottor Pilloni è così attaccato alla sua città d'adozione che ha compiuto il miracolo di portare la Cina a Genova. Quello che prima si faceva a Shangai adesso si fa a Sestri Ponente. Nuovi posti di lavoro e un rilancio di immagine per quella che era stata definita "la Stalingrado d'Italia". Qui adesso si fa l'assemblaggio dello scooter elettrico Ecojumbo. Ed è il primo brillante esempio di delocalizzazione "inversa".
E' un momento di crisi per l'economia europea, anzi mondiale, Walter Pilloni ha voluto mandare un messaggio di ottimismo. Ha dimostrato di credere in una ripresa più vicina di quanto prevedono gli economisti. Con il suo atto di coraggio ha voluto dire agli imprenditori di casa nostra che il lavoro premia. Basta abbandonare la politica del maniman.
A dirgli bravo e a elogiare il suo coraggio c'erano il presidente della Regione Claudio Burlando, la vicepresidente Marylin Fusco (nella foto, mentre firma uno scooter), il vicesindaco Stefano Bernini, il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone, l'ex presidente dell'Autorità Portuale Fabio Capocaccia, Walter Bertini della Filse, l'ex assessore Arcangelo Merella e tanti altri personaggi di rilievo.
Tutti ammirati, tutti stupiti, di vedere a Genova un imprenditore che invita ad aver coraggio. Che rifiuta la politica del maniman. Quella che ha portato al declino una città che prima era la Superba.

Elio Domeniconi

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