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Regionali, dalla Comunità Don Gallo: “sì a Sansa”

Ferruccio Sansa

Non è bastato il Vaffa di Ferruccio Sansa per far desistere i suoi fans dal sostegno alla sua candidatura a presidente della Regione Liguria per la sinistra alle prossime elezioni di maggio.

Dopo il lancio che però non ha ottenuto l'ok dei Cinquestelle ora parte il ri-lancio da parte di Domenico Megu Chionetti, l’anima della Comunità di San Benedetto al Porto, che su Facebook ha pubblicato questo post:

"Tra meno di tre mesi e sapremo chi governerà questa regione, ma ancora il fronte progressista non ha un candidato, e quindi neanche un programma definito. Un sondaggio (che non a caso l'avversario politico vuol tener segreto) rivela che Ferruccio Sansa, pur non avendo ancora fatto campagna elettorale, ha solo 8-10 punti di distacco da Toti, mentre gli altri candidati sono distanti 20 punti. Chi si prenderà quindi la responsabilità di decidere di fare alla fine un'alleanza storica e al contempo non scegliere l'unica persona che può vincere?

Nonostante ciò, pesano alcuni veti su Sansa, da parte di alcune, poche persone che non colgono le delicate dinamiche a livello nazionale, e che fanno leva sulle regole interne di una forza politica, pur essendo state le prime a infrangerle gravemente.

Sansa, quindi.

Oppure ci sono altre personalità che hanno dimostrato, per impegno ed etica, di essere più convincenti, e vincenti, per i cittadini?

Su questo viene spontaneo da chiedersi: chissà dov'erano altri soggetti (qualche attivista o qualche candidato ora ostile al progetto e al nome di Ferruccio Sansa) quando lui si occupava dei cittadini liguri, rischiando il posto?

Quando faceva molte inchieste sul malaffare che toglie risorse alla comunità della nostra regione?

Quando denunciava gli abusi dei porticcioli liguri, le infiltrazioni mafiose, le speculazioni e le colate di cemento sulla costa ligure, i danni sanitari delle centrali a carbone, le rovinose scalate alla Carige.

Quando scriveva dei parchi, dell'ambiente, dell'acqua pubblica, della sanità pubblica, delle responsabilità delle Autostrade ben prima che Toti si facesse riprendere sotto i piloni, a danni avvenuti.

Dov'erano gli altri candidati quando Sansa ha denunciato i 98 miliardi condonati delle slot machine, o quando ha scoperto i 49 milioni spariti dalle casse della Lega, o quando ha fatto l'inchiesta sui finanziamenti della fondazione Change di Toti?

Molti attivisti del Movimento 5 Stelle ben lo sanno, avendolo sentito denunciare queste cose nei loro incontri, magari al V-Day di Bologna, o negli incontri in Romagna...

C'è chi sostiene un'idea di futuro diverso, e combatte da anni i mali del presente.

Soprattutto, c'è chi si occupa degli altri da sempre, non due mesi prima delle elezioni".

A questo punto la domanda sorge spontanea: se non è stata "buona la prima" sarà buona almeno la seconda?

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