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Mulè: “Toti sembra un Di Battista un po’ sovrappeso”, il sottosegretario finisce sotto il tiro dei totiani nell’indifferenza dei forzisti

Giorgio Mulè - Giovanni Toti

“Il guaio di Giovanni Toti è che, poverino, vive da tempo di livore. Non avendo argomenti dispensa rancore a piene mani nei confronti di chiunque… sembra un Di Battista un po’ sovrappeso. Si prova solo molta pena e nulla più”. E’ il tweet del deputato forzista Giorgio Mulè rivolto al presidente della Regione Liguria e di Italia al centro.

Eletto da paracadutato nel Ponente per volere di Silvio Berlusconi e poi nominato sottosegretario alla Difesa (assieme alla leghista Stefania Pucciarelli), l’ex direttore di Panorama ha nel suo mirino Toti da quando, era il 2019, l’allora delfino del Cav aveva manifestato l’intenzione di uscire da Forza Italia per formare un suo movimento.

Immediata la reazione del governatore che, per sottolineare il “livello” dell’attacco, risponde con una battuta: “Ormai siamo arrivati al body shaming. Aspetto con ansia le prossime opinioni politiche dell’onorevole Mulè. Visto il livello, sono indeciso tra “Ciccio bomba cannoniere” e “Non mi hai fatto niente faccia di serpente”. Ecco il suo programma segreto per vincere le elezioni”.

A difesa del loro presidente sono scesi in campo tutti i totiani liguri.

“Mulè si agita perché ha paura che gli si strappi il paracadute”, scrive in una nota la lista Toti.

“La domanda non è Mulè perché, ma è Mulè chi è?”, posta su Facebook Angelo Vaccarezza, capogruppo in Regione.

“Il nostro territorio è tornato al suo splendore grazie all’amministrazione del Presidente Toti e non certamente grazie agli attacchi di chi, quando la Liguria aveva bisogno, non ha mai risposto nonostante sia stato eletto con i voti dei liguri”, scrive la deputata Manuela Gagliardi, assieme all’assessore regionale Giacomo Giampedrone e al coordinatore della Spezia Loris Figoli.

“L’onorevole Mulè dimentica che il seggio in Parlamento lo ha ottenuto con il pieno sostegno di Giovanni Toti”, scrive l’assessora Ilaria Cavo.

“A parlare è chi ha preso tanto da questa terra, che gli ha aperto le porte di casa, per poi sparire e non dare nulla!”, dice l’assessore Marco Scajola che nel 2015 aveva dovuto rinunciare alla sua candidatura alla Camera per lasciare il posto proprio a Mulè.

“Gente così non merita di stare in Parlamento né tanto meno al Governo e di avere il privilegio di fare politica”, è il duro commento della consigliera regionale Lilli Lauro.

“Mulè chi è? Vergogna!”, è il commento dell’assessore comunale Francesco Maresca.

“Usare l’aspetto fisico per attaccare politicamente una persona lo trovo scorretto, evidentemente aveva pochi pretesti con cui argomentare”, dice il capogruppo a Palazzo Tursi Nicholas Gandolfo.

Nessun commento invece si legge sui profili social degli esponenti di Forza Italia.

 

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