Nuove tariffe Amt, i Seniores di Forza Italia: “È un taglio più che una riforma”
Mario Mascia e Claudio Eva
Proseguono le polemiche sul nuovo piano tariffario di AMT. Nei giorni scorsi era intervenuto Mario Mascia, avvocato ed ex assessore comunale della Giunta Bucci bis, segretario metropolitano di Forza Italia e sapogruppo in Consiglio comunale, che si è appellato al Garante comunale dei Diritti degli Anziani, figura di garanzia introdotta proprio per sua iniziativa consiliare nel 2021.
A prendere posizione è ora anche il movimento Seniores di Forza Italia, attraverso la voce del suo segretario nazionale, il professor Claudio Eva, che contesta duramente la misura.
“La sindaca, contraddicendo ancora una volta le sue promesse elettorali, annuncia una vera e propria stangata sulle tariffe Amt, eliminando le gratuità che colpiscono in particolare gli anziani e i fruitori della metro e degli impianti verticali - dichiara Eva -. L’introduzione di un criterio Isee con una soglia minima penalizza chi vive situazioni economiche precarie, pur non rientrando nelle fasce di povertà assoluta. Tagliare o limitare la gratuità significa ridurre l’accesso alla mobilità per chi più dipende dal trasporto pubblico: anziani che devono muoversi per cure, commissioni, relazioni sociali. Si rischia di spingerli verso l’isolamento o, paradossalmente, all’uso dell’auto privata”.
L’esponente azzurro, già candidato sindaco di Genova nel 1997 e presidente della Commissione Sismologica Europea, parla di una scelta “più contabile che politica”. “Il tempismo e le modalità di questa revisione delle gratuità - aggiunge - fanno pensare a un taglio mascherato da riforma. Non si intravede alcuna riflessione sull’efficacia sociale del servizio o sull’equilibrio tra costi e benefici. Il trasporto pubblico non è una voce di spesa, ma un investimento in coesione sociale: rende la città più accessibile, più solidale, più viva”.
Eva conclude con toni ironici ma amari: “C’è chi sogna un Paese più giusto, chi un trasporto più sostenibile. E poi c’è Salis, che sogna autobus pieni di anziani paganti. Eliminare la gratuità per gli over 70 è una scelta miope e ingiusta. In un Paese dove le pensioni minime non bastano nemmeno per il dentista, mancava solo il brivido di dover scegliere tra un viaggio e un panino. Così, in nome della razionalizzazione, si toglie il poco a chi ha poco. Il trasporto pubblico non può diventare un lusso: un biglietto può costare più di un euro e cinquanta, ma anche molto di più può costare dignità, autonomia, libertà”.

