Da saldatore a rappresentante, da comico a politico: Beppe Grillo si racconta nel podcast di Fedez
Beppe Grillo ospite di Fedez e Marra
“È difficile definire la persona e la personalità di Beppe Grillo perché nell'arco della sua vita è stato una moltitudine di cose: comico, satirico, più volte censurato. Ha cercato di offrire un dibattito su temi come l'ecologia, il superamento dei combustibili fossili e internet 15 anni prima che questi diventassero focus del dibattito mondiale. Ha fondato un blog che per anni è stato il più visitato e più visto al mondo. Ha previsto prima di tutti il crack della Parmalat, prevedendo uno dei più grandi disastri finanziari del nostro Paese. È stato definito dal Time come il politico più potente dopo Berlusconi, che l'ha inserito fra i personaggi più influenti d'Europa nel 2005. Ha fondato un movimento che ha riacceso le speranze di tanti disillusi dalla politica. Salvo poi disilluderli, forse per sempre”. Così Fedez presenta Beppe Grillo al pubblico di Pulp, il podcast che Federico Lucia conduce insieme a Davide Marra. Il ritorno del comico genovese in video dopo anni di assenza ha alimentato anche l’ipotesi di una nuova discesa in campo. Ma l’Elevato ha spento subito le voci, escludendo la possibilità di fondare un secondo movimento politico.
Il passaggio sul figlio Ciro
Prima di affrontare gli altri temi, Grillo dedica un passaggio al figlio Ciro. Racconta il momento difficile che sta attraversando, per la nota vicenda giudiziaria, e il percorso compiuto negli ultimi anni. «Si è laureato, 110 e lode. Ha fatto una famiglia: ha una bambina stupenda e una moglie straordinaria. Studia per diventare avvocato penalista, gridare al mondo la sua innocenza e difendersi».
Da saldatore a rappresentante di abbigliamento
Prima del successo, racconta di aver lavorato come saldatore e poi come rappresentante di abbigliamento. Durante un raduno di rappresentanti al Ciocco di Lucca si scopre che la sera fa cabaret. Prende la chitarra e si esibisce davanti ai presenti, ottenendo un successo strepitoso. Poco dopo arriva però la lettera di licenziamento. La motivazione? Il lavoro notturno nel cabaret gli avrebbe impedito di essere presente nei negozi alle 8 del mattino.
La svolta: dalla valigia di rappresentante al palcoscenico
Il licenziamento diventa così l'occasione per cambiare vita. Grillo decide di puntare sul cabaret e parte con la chitarra, trasformando progressivamente quella che era una passione in un mestiere. La sua comicità nasce dall'osservazione della realtà, dall'improvvisazione e dalla capacità di utilizzare l'ironia per raccontare la società. Dai locali arriva quindi ai grandi palcoscenici e, successivamente, alla televisione.
La televisione, il successo e la censura
La televisione gli permette di raggiungere milioni di persone, ma diventa anche il terreno del confronto con i limiti della satira. Grillo racconta di aver ricevuto indicazioni sugli argomenti da evitare prima di entrare in studio. Quei divieti, però, diventano spesso materia per le sue battute. Ricorda in particolare un monologo sul referendum sul nucleare, nonostante gli fosse stato chiesto di non affrontare l'argomento. «La comicità, la satira è molto più viva quando c'è la censura», sostiene.
Dalla televisione ai teatri: quando la comicità diventa politica
Progressivamente lascia la televisione e punta sui teatri. Qui cambia il rapporto con il pubblico e arrivano i nuovi temi. «Parlavo di tecnologia, energia, ambiente, mobilità e internet», racconta. La risata diventa il punto di partenza per affrontare questioni più complesse. «Alla fine la gente usciva: mi sono divertita e adesso? E adesso cosa vogliamo fare?».
Il web e l'incontro con Casaleggio: nasce una nuova idea di politica
Il passaggio successivo è internet. Grillo incontra Gianroberto Casaleggio, che descrive come profondamente diverso da lui ma proprio per questo complementare: «Quello che non ero io era lui». Grillo mette la comunicazione e il rapporto con il pubblico; Casaleggio porta una visione organizzativa e tecnologica. Nasce il blog, che diventa progressivamente uno spazio di confronto e partecipazione. La rete consente di superare i tradizionali canali dell'informazione e di trasformare il pubblico degli spettacoli in una comunità online.
Dal blog al V-Day: la rete scende in piazza
Il blog diventa il punto di partenza per una mobilitazione che arriva nelle piazze. Grillo racconta il confronto tra esperti e cittadini e la possibilità di mettere in comunicazione competenze diverse. Con il V-Day, la comunità virtuale si trasforma in una presenza fisica. Il percorso diventa quindi teatro, web e piazza: una modalità di partecipazione diversa dai tradizionali strumenti della politica.
La nascita del Movimento 5 Stelle e l'idea di “uno vale uno”
Dalla rete e dalle piazze nasce il progetto che porterà al Movimento 5 Stelle. Centrale, nel racconto di Grillo, è il rapporto con Casaleggio e l'idea di una politica costruita dal basso. Al centro c'è il principio di «uno vale uno», inteso non come uguaglianza delle competenze, ma come possibilità per tutti di partire dallo stesso punto. Tra le idee originarie ci sono anche la limitazione dei mandati e degli stipendi. Con l'ingresso nelle istituzioni, però, il Movimento deve confrontarsi con la politica parlamentare. Grillo riflette su questa trasformazione e sostiene che l'obiettivo fosse cambiare «il palazzo», ma che, alla fine, sarebbe stato il palazzo a cambiare chi vi era entrato.
Non ho il potere di fondare un nuovo movimento
Ragionando sul futuro della politica, Grillo si interroga anche sulla possibilità di fondare e organizzare un nuovo movimento. «Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? No, mi dispiace. Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà di farlo. Io posso dare degli input, delle idee straordinarie sull'ambiente, sulla religione, sulle cose». Bluff o verità?
La libertà e la crisi della fiducia
Grillo riflette poi sul concetto di libertà e sul rapporto tra cittadini e società. A suo giudizio, si parla molto di libertà ma le persone rischiano di essere considerate sempre più consumatori e meno cittadini. Al centro c'è anche la fiducia, che considera indispensabile per mantenere in vita i rapporti sociali.
L’uomo e la macchina: arriva l’Homo Technologicus
La tecnologia rappresenta uno dei fili conduttori del racconto. Grillo guarda alla crescente capacità delle macchine di sostituire l'uomo e prospetta lo scenario nel quale l'Homo Sapiens potrebbe essere superato dall'Homo Technologicus.
La memoria non è più una certezza
Il discorso sull'intelligenza artificiale si intreccia con quello della memoria. Il comico sostiene che il presente possa modificare il modo in cui ricordiamo il passato: «Il futuro è certo, è il passato che non è più certo».
Il giornalismo e la trasformazione dei media
Nel racconto trova spazio anche il giornalismo. Grillo riflette sulla trasformazione dell'informazione e sul ruolo crescente del web, che ha modificato il modo di produrre, distribuire e ricevere notizie.
La curiosità come motore del futuro
Alla fine torna il tema della curiosità, filo rosso della sua esperienza. Grillo parla di api, intelligenza collettiva, tecnologia, inventori e innovazioni capaci di cambiare la società.

