La disputa delle regine

L’assessore alla Cultura della Regione Liguria, Ilaria Cavo, eletta nel listino del presidente

Giovanni Toti nel 2015 insieme a Gianni Berrino, Andrea Costa, Giacomo Raul Giampedrone, Stefania Pucciarelli e Sonia Viale, si sta muovendo freneticamente da alcune settimane con l’obiettivo di raggruppare attivisti e militanti eletti nei municipi e nei comuni della Provincia di Genova che possano sostenerla alle elezioni regionali del prossimo anno.
Dopo la mancata candidatura al Parlamento alle elezioni 2018, sembra infatti che per l’assessore non sia scontato un posto nel listino del governatore, posizione che permette ai candidati di essere eletti senza lo sforzo della raccolta delle preferenze. Quindi, Cavo avrebbe dato il via a aperitivi, cene e gruppi di lavoro orientati, a quanto pare, esclusivamente a raccogliere consensi a favore della sua rielezione, e la tempistica non lascerebbe molti dubbi.
In questa stessa fase, proseguono le attività elettorali anche di Lilli Lauro, consigliere regionale (Lista Toti) e comunale (FI), miss preferenze (2500 circa) alle scorse comunali genovesi, iper-presente e iper-presenzialista a eventi e attività territoriali. Lauro e Cavo si sfideranno a colpi di preferenze nella lista arancione di Giovanni Toti o la sfida si svolgerà in liste diverse, con Forza Italia schierata? 
In questa disputa tra regine si è inserito anche un cavaliere: Giacomo Giampedrone, assessore regionale alla Protezione civile, fedelissimo scudiero di Giovanni Toti con un alto gradimento tra amministratori locali e attivisti. All’ex sindaco di Ameglia è riconosciuta una lunga esperienza amministrativa e politica, e un certo diffuso consenso nel territorio spezzino.
Secondo alcuni rumors regionali, Cavo avrebbe avuto un’accesa discussione proprio con Giampedrone sui nomi da inserire nel listino. Pensare che, subito dopo le elezioni 2015, entrambi gli assessori “subirono” la stessa sorte: dovettero dimettersi da consiglieri per lasciare spazio in Consiglio regionale a Lilli Lauro e Franco Senarega.

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