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Senza Confini al Cargo

Laura Sicignano

Il Teatro Cargo presenta la sua stagione 2014/2015. “Giunge alla terza tappa il progetto degli stranieri

- afferma il direttore Laura Sicignano - , iniziato con il fortunato Odissea dei ragazzi (2012) e proseguito con Bianco&Nero (2013). Compleanno afghano, scritto a 4 mani con Ramat Safi, giovanissimo rifugiato afghano giunto in Italia da solo quando era minorenne, perché perseguitato nel suo paese, ha già meritato il premio Per voce sola e Le Acque dell'Etica. La grande sfida è che ad interpretare questo monologo sia proprio Ramat, che racconta con assoluta spontaneità, cosa vuol dire oggi attraversare, in fuga, il mondo. E mentre un non-attore si racconta, il Cargo produce uno spettacolo con una delle più grandi attrici italiane, la super premiata, super acclamata, ovunque stimatissima, Elisabetta Pozzi (che da tanto mancava dai teatri genovesi): La Diva, liberamente ispirato al romanzo La diva Julia di Somerset Maugham. Uno spettacolo sull'agonia di un certo teatro, ma anche e soprattutto sulla fine della giovinezza, sul declino di un mondo splendido che si intreccia con il tramonto di una donna abituata solo ai successi. Nel filone da noi amato sulle donne nel teatro. Le nuove produzioni 2014 sono due spettacoli agli antipodi, ma entrambi vogliono raccontare vite piene di contraddizioni ed errori, di persone alla ricerca della felicità, capaci sempre di rialzarsi, anche con una risata. Ma "senza confini" significa anche proseguire la tournèe tra Milano, Torino, Roma, altre città italiane e, per esempio, la Francia, dove Donne in guerra, lo storico spettacolo del Cargo, sceso dal trenino Genova - Casella, approderà, reduce della vittoria del Primo Premio al Concorso Internazionale “Les Eurotopiques” a Lille.
Senza rete. Che il Teatro Cargo sia sempre funambolico, è noto. Senza rete è il sottotitolo della nostra stagione 14/15. Senza rete è l'intero Paese. Ci muoviamo tutti sul filo. Ed è di questo che parleremo nella nostra Stagione. Le riprese delle produzioni (anche al mattino).
Tra i vivi non posso più stare. Un esperimento molto costruttivo, dedicato al Giorno della Memoria, dove i giovani del Conservatorio Niccoló Paganini e dell'Accademia delle Belle Arti hanno collaborato artisticamente alla creazione di uno spettacolo evento, fuori da ogni retorica. Le ospitalità, una rete di relazioni. La musica. Quella barocca, proseguendo la felice collaborazione con il Conservstorio Niccolò Paganini, apre e chiude la Stagione nel Teatro settecentesco: una sfida raffinata per uno spazio preziosissimo. Di tutt'altro genere, l'omaggio a Peppe Voltarelli, musicista poliedrico, fondatore del gruppo Il parto delle nuvole pesanti, one man show, regista, autore, calabrese internazionale con furore. Giulietta e Romeo del Teatro del Lemming, uno spettacolo pieno di idee e di umanità di un gruppo di culto. Un immortale classico, senza noia mortale, senza clichè. Un grande classico della letteratura italiana, il misterioso Deserto dei tartari è il campo di battaglia per un nuovo talento, Woody Neri, sorprendente attore italiano, che vi suggeriamo di seguire, come abbiamo fatto con tanti attori venuti al Cargo sconosciuti e poi diventati notissimi.
La grande letteratura intrecciata alla vita è protagonista di Pablo y Matilde, ritratto di Pablo Neruda in esilio a Capri, dove nasce il grande amore con la donna che lo accompagnerà fino alla morte e dove nascono molte delle sue memorabili liriche d'amore. I grandi attori / autori Mario Perrotta e Saverio La Ruina, due artisti italiani di livello ormai internazionale, capaci di costruire spettacoli sempre necessari, intorno al proprio talento.
La Ruina propone un tema scottante: la quotidiana violenza sulla donna, in una società che si dichiara civile, ma che nasconde, a volte anche con la complicità succube delle vittime, le proprie aberrazioni. Perrotta traccia con libera anarchia, il ritratto del pittore folle Antonio Liguabue. Entrambi questi artisti sono ormai in tour in tutta Europa, senza tradire le propie radici locali. Un percorso glocal che ci piace moltissimo: riuscire a comunicare la propria forza e personalità artistica attraverso anche il dialetto e specifiche rappresentazioni di un'Italia che sa diventare poesia universale”.
“Il percorso sulla pittura prosegue da Ligabue a Viva la vida!, ritratto di un'altra artista “fuori”: la grande, finalmente celebrata Frida Kahlo - spiega ancora Laura Sicignano - Dal testo di Pino Cacucci, noto al grande pubblico soprattutto per Puerto escondido. Imprevedibile è Peli, cattivissimo ed esilarante ritratto di due "signore bene" che giocano a burraco. Regista la brava Veronica Cruciani. Senza regole Sono le nuove generazioni, con cui stiamo lavorando sempre più, in sinergia con Istituzioni scolastiche, per stimolare e sensibilizzare un nuovo pubblico partecipe criticamente e autonomamente alla vita del teatro, che crediamo debba diventare una scelta e non un regola imposta. Questo può avvenire se il teatro parla con e delle giovani generazioni attraverso un linguaggio di autentica libertà, in un mondo dove la libertà è solo apparente. Senza rete è  la nostra farfalla. Poi infilzata in una collezione di bellezza, almeno sperando di preservarne la memoria, al di là del suo volo effimero”.

Paolo Fizzarotti

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