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Sampdoria, mister Donati: “Ci presentiamo a fari spenti ma vogliamo iniziare forte”

Massimo Donati (foto sito Sampdoria)

 

Dopo la presentazione-monologo dei giorni corsi, ecco Jesper Fredberg, nuovo responsabile del settore tecnico blucerchiato, rispondere ai quesiti di giornalisti e presentare il proprio programma.

“Abbiamo un budget con una certa flessibilità per costruire la nuova squadra. Io e Andrea Mancini sappiamo cosa fare per ottenere il meglio. Abbiamo una lista di giocatori, ma dobbiamo anche adattarci a quanto offre il mercato e nutriamo molto rispetto per i calciatori già in organico. Punteremo su elementi che possano aiutare i compagni a migliorare. Italiani o esteri? Preferiremmo gli italiani, ma non guardiamo al passaporto e di sicuro non nascerà un organico con atleti di undici nazionalità differenti”.

Ovviamente, Fredberg non è sceso nei particolari: “Vogliamo portare avanti una strategia che duri nel tempo, una filosofia riconoscibile, ovviamente con la leadership di mister Donati che garantisca stabilità, ma sarebbe molto pericoloso agire in fretta”.

Con il manager danese dovrebbe mutare anche la linea di condotta a livello di scelte. “Mi chiedete riguardo all'importanza degli algoritmi? Ebbene, i dati servono a farci risparmiare tempo, ma non parlano delle persone che sono dentro il calcio. Sono necessarie idee chiare, oltre alla consapevolezza dell'importanza che riveste la Sampdoria per molta gente. Ma per arrivare in vetta non abbiamo un ascensore...”.

Altro tema di attualità, il settore giovanile, con il presunto smantellamento dell'Academy. Fredberg non ha affondato il colpo: “Sono appena arrivato, lasciatemi il tempo di guardare. Non posso ancora rispondere a questa domanda, ma so che le giovanili sono necessarie e che molte considerazioni spingono a lavorare sui giovani”.

Infine, un argomento delicato, i rapporti con Andrea Mancini, confermato nella veste di direttore sportivo: “Mi ha fatto una buona impressione, ha una mente aperta, assieme possiamo costruire qualcosa, occorre essere squadra ed essere una famiglia. Anche i calciatori dovranno seguire quest'approccio”.

Il figlio d'arte, chiamato in causa, l'ha buttata sul sentimento. “Mi fa piacere che giocatori da me portati alla Samp – Leoni, Ghilardi, Stankovic, Sebastiano Esposito, Pedrola – stiano facendo bene e confermando le proprie qualità. Pedrola ha un talento enorme, è un patrimonio della società e lo aiuteremo ad esprimerlo. L'importante è che chiunque arrivi sappia di indossare una maglia tra le più importanti al mondo”.

Ed eccoci a Massimo Donati, al primo contatto con la stampa genovese. Il nuovo tecnico doriano non lancia proclami. “Inutile guardate al passato, se non per non ripetere gli errori commessi. Partiamo a fari spenti, sapendo che il risultato è il frutto del lavoro quotidiano. Il primo obiettivo è andare forte sin dall'inizio, ma senza promesse. E la carta d'identità non conta. Io non ho paura a schierare un giovane. Parecchi di loro si stanno allenando con noi”.

Dalle sue parole sgorga ottimismo: “Ho visto ragazzi sereni, che non si portano appresso strascichi del passato e stanno lavorando con una voglia matta di ricominciare. Quanto al sottoscritto, è un onore essere qua pensando alla maglia, allo stadio, ai tifosi. E' importante sapere di giocare in uno stadio pieno, di gente che ama la squadra e la maglia e ci supporta anche in trasferta. Tutti assieme potremo fare grandi cose. Anch'io sento addosso un grande entusiasmo e il fatto di non conoscere la serie B non penso proprio possa essere un problema”. 

Pierluigi Gambino

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