Tifosi della Samp, a voi la parola
Genova3000 inizia da questo campionato una rubrica dedicata alla Sampdoria. Una volta alla settimana pubblicheremo un commento di due tifosi ‘illuminati’, che racconteranno le vicende blucerchiate. Risponderanno alle domande del nostro direttore, così da conoscere anche le vere sensazioni dei tifosi.
I due ‘illuminati’ sono Luigi Pinto e Massimiliano Bellini. Lunga militanza nella Sud, recordman della gioia e del pianto.
- Com’è stata la vostra reazione a questa sconfitta?
Sensazione non molto buona. È sembrata la Samp di prima, senza grossi cambiamenti.
- È la prima partita, non si può essere cosi severi. Accade, dopo una preparazione piuttosto confusionaria.
È vero, infatti la partenza è stata buona e ci ha dato speranza, poi siamo tornati al solito. Lo stesso Cherubini ci è apparso un buon elemento.
- Come vi è sembrato il debutto di Donati?
Impalpabile. Da minimo sindacale. Non ha dato la spinta anche psicologica che ci aspettavamo: ci sembra non abbia ancora il senso della realtà blucerchiata.
- Il tecnico ha dichiarato che la squadra gli è piaciuta.
Beato lui, ad esempio secondo noi ha sbagliato molti cambi.
- Secondo voi cosa serve ora alla Samp?
Intanto ci vorrebbe una linea comune fra società ed allenatore, con una comunicazione chiara.
È importante sentirsi uniti, con tutti gli elementi che costituiscono il fattore-calcio. E poi qualche acquisto. Due difensori sicuramente, se non tre, ma giocatori già pronti, adatti alla serie, sani e in grado di portare quel valore aggiunto che manca.
- Che ne dite di Coda e dei nuovi acquisti?
A Coda bisogna dare fiducia, perché dà sempre quello che può. Ederson è un giocatore di sostanza, ma va inquadrato nel complesso organizzativo. Certo un centroavanti ci vorrebbe, perché le capacità offensive della Samp sono al momento quasi nulle.
- Ma insomma! Delusione certo, ma la speranza non deve mai mancare, non è stato negativo fischiare, dopo un solo inizio?
Rivendichiamo la libertà di criticare, ma poi siamo sempre sampdoriani. Vorremmo anche che queste nuove situazioni venissero commentate dai responsabili con meno entusiasmo: ci sono fatti positivi, ma anche molti negativi. È importante rendersi conto dei momenti poco felici.
- Andrete domenica in montagna, alla difficile scalata del Sudtirol?
Non sarà facile, ma non dimentichiamo mai la frase storica di Boskov: “Noi siamo noi”.
Vittorio Sirianni
