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Un rigore discutibile nel recupero condanna il Genoa ad una sconfitta immeritata a Roma

La formazione rossoblù scesa in campo contro la Lazio (foto Facebook Genoa)

 

Beffarda e ingiusta sconfitta del Genoa in pienissimo recupero per un rigore alquanto discutibile, provocato da un tocco di mano di Ostigard in piena area: implacabile l'ex Cataldi dal dischetto.

In precedenza i rossoblù erano parsi più in palla degli avversari, in specie nel primo tempo. A fronte di un colpo di testa alto di Marusic, i rossoblù creano due opportunità offensive, ma nel primo caso Colombo si fa rimontare e nel secondo il portiere Provedel respinge in uscita il colpo di testa di Vitinha da due passi.

Nella ripresa inizia presto il festival del Var, che al 52' invita il direttore di gara a rivedere un colpo col braccio destro di Martin nei sedici metri: non è un penalty chiarissimo, ma le nuove regole sono spietate e Pedro trasforma.

Il Genoa si riversa in avanti alla ricerca del pari, ma si sbilancia e al 62' su lungo lancio dalle retrovie Martin liscia il pallone consentendo a Isaksen di controllare e cedere a Taylor, il giustiziere.

I rossoblù non ci stanno e al 66' si guadagnano a loro volta un rigore per un fallo di mano di Gila. Zufferli non se ne accorge, ma il Var lo richiama: dagli undici metri Malinovskyi non perdona.

Mister De Rossi invia sotto le docce Martin e inserisce Messias. Crescono gli ospiti che al 75' completano la rimonta: corner ad effetto di Malinovsky, Provedel para a fatica ma sul secondo palo, come un rapace, Vitinha infila.

Per qualche minuto sono ancora i rossoblù ad attaccare ma nel recupero è la Lazio a provarci con maggiore insistenza ed è premiata ben oltre i meriti da un'altra decisione arbitrale figlia di un assurdo regolamento. 

Pierluigi Gambino

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