Un Genoa imbottito di difensori si arrende ad un Como di caratura europea
Daniele De Rossi (foto sito Genoa)
La serie positiva del Genoa si ferma a due successi. A spezzarla provvede un Como forte di una perfetta organizzazione difensiva e ricco di talenti in avanti. Mister De Rossi sorprende tutti schierando la difesa a quattro con Otoa, sotto osservazione, in mezzo e Vasquez a sinistra, mentre a centrocampo si registra la conferma di Amorim, partner di Frendrup, con Ellertsson e Sabelli larghi e in attacco la coppia Vitinha-Ekhator. Una formazione sperimentale, farcita di giocatori dediti al contenimento, nella speranza che gli attaccanti, se lanciati in verticale, sfruttino gli spazi. L'occasionissima del vantaggio capita all'8° a Vitinha che, imbeccato da Ekhator, scarta anche il numero uno lariano Butez ma si allarga e conclude sull'esterno della porta sguarnita. Dall'1 a 0 allo 0 a 1 trascorrono solo pochi minuti: dalla sinistra Da Cunha telecomanda un pallone invitante sulla testa del centravanti Douvikas, che approfitta della libertà concessagli da Otoa per infilare imparabilmente nell'angolino. Il Genoa appare vivo ed è ispirato da un Amorim intraprendente in cabina di regia, ma troppi suggerimenti verso le punte appaiono ritardati o imprecisi.
Al 20° in piena area ospite Perrone cintura Amorim e a tutti sembra rigore netto ma non al direttore di gara, che decide di sorvolare. Al 34° il Como potrebbe raddoppiare a seguito di un altro cross dal versante mancino, stavolta operato da Valle, ma sull'inzuccata di Paz è il palo a scongiurare il peggio.
Dopo l'intervallo l'ingresso di Leali in porta al posto di Bijlow è l'unica novità nell'undici rossoblù. La gara, ispida, ricca di interruzioni e controllata malamente dall'incerto arbitro La Penna, diventa meno spettacolare. Al 57° De Rossi prova a ravvivarla immettendo Messias per Otoa, ma al di là di un'iniziativa di Ekhator stoppata in uscita da Butez non succede nulla sino al fatidico 68°, il minuto del 2-0: fa tutto sulla sinistra Buturina, che si libera in dribbling di un avversario e crossa corto verso Caqueret, il cui tocco involontario serve Diao, bravo da due passi a incornare nel sacco. Subito dopo, ecco nel Genoa Colombo e Malinovskyi per Ekhator e Amorim, ma nel prosieguo si registreranno solo alcuni tiri dalla distanza dei rossoblù, tutti imprecisi.
Sconfitta indolore, che i quasi 32 mila tifosi genoani, mai così numerosi, hanno accolto con serenità: dopo tutto, la salvezza era già in tasca.
Pierluigi Gambino
