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La Sampdoria piega il Sudtirol grazie ad Abildgaard e chiude la pratica salvezza

L'esultanza dei giocatori blucerchiati (foto sito Sampdoria)

 

Vittoria di misura ma non immeritata per la Sampdoria, che battendo il Sudtirol in un Ferraris prossimo all'esaurito non soltanto archivia in anticipo la sofferta pratica salvezza, ma resta - almeno a livello aritmetico - ancora in corsa per l'ottavo posto che significherebbe playoff. I blucerchiati, infatti, chiuderanno la stagione in casa della Reggiana, ma per centrare un obiettivo insperato dovrebbero verificarsi parecchie combinazioni favorevoli.

Mister Lombardo rilancia il giovane Palma in difesa e concede ancora fiducia a Henderson a centrocampo. L'avvio è stentato su entrambi i fronti sin quando, al 10°, Palma in girata sfiora il bersaglio. La gara è ispida e ricca di spigolature, con rari sprazzi di gioco, ma al 31° la ravviva il vantaggio blucerchiato: punizione dalla sinistra di Brunori e Abildgaard, a centro area, spizzica di testa verso l'angolino più lontano. Inesistente la reazione dei bolzanini, che appena prima dell'intervallo potrebbero ancora capitolare, ma su un ghiotto contropiede Begic si fa respingere la conclusione dal portiere Adamonis e nel prosieguo Brunori non trova il varco giusto.

La ripresa si apre con la prima reale parata del numero uno locale Martinelli, che svelle dal palo un velenoso colpo di testa di Pietrangeli. La risposta doriana è affidata a Begic, ma il suo tiro, deviato, è assorbito in tuffo da Adamonis. Il Sudtirol si mostra più vivo rispetto al pessimo primo tempo, ma fatica a produrre palle gol e il Doria con Begic sciupa altre due opportunità in ripartenza. Nel finale gli altoatesini ci provano con maggiore veemenza e all'89° vanno vicinissimi al pareggio con il gigantesco Odogwu, che si presenta davanti a Martinelli, ma gli spara addosso disperandosi.

Appena dopo il fischio finale si scatena la festa dei supporters doriani per lo scampato pericolo di una clamorosa retrocessione. Sugli spalti, già in precedenza, si era comunque giocata un'altra partita, caratterizzata da numerosi ed eloquenti striscioni contro Jesper Fredberg e Nathan Walker, i due fedelissimi collaboratori del patron Joseph Tey, il quale, dopo sette mesi, si è rivisto a Marassi ed è stato accolto da un invito perentorio scritto in inglese: “O cambi management o vendi”. A match concluso, ecco altri due lenzuoli apparsi nella Sud: il primo di elogio e ringraziamento dedicato ad Attilio Lombardo e Andrea Mancini, unanimemente considerati i veri artefici della rimonta in classifica, e il secondo ai giocatori: “La salvezza è stata solo la metà del vostro dovere”.

Pierluigi Gambino

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