Samp, tocca a Corradi togliersi di dosso le diffuse perplessità sul suo conto
Bernardo Corradi (foto da Instagram)
Dunque, “habemus papam”. Toccherà a Bernardo Corradi provare a ricostruire dalle fondamenta una Samp in grado di vincere. E’ arrivata nel pomeriggio l'ufficialità dell'ingaggio, ma nel lungo comunicato emesso dalla società blucerchiata mancano particolari non di poco conto. In primis, non si specifica la durata del contratto, anche se sussurri attendibili parlano di una singola stagione con una seconda annata che si lega ai risultati acquisiti. C'è riserbo anche sull'entità delle prebende, ma si tratta certamente di un esborso più che sopportabile per mister Tey. Tanto più che il nuovo trainer non ha sparato grosso riguardo alle dimensioni dello staff. Su questo tema, però, l'incertezza è doverosa, almeno sin quando il viceallenatore designato dal club, Dan Thomassen, non avrà comunicato se intenda rimanere in blucerchiato o spostarsi in Inghilterra, al Watford. E' acquisita, se non altro, la disponibilità di Attilio Lombardo a onorare gli altri due anni di impegno, sia come eventuale allenatore in seconda sia come semplice collaboratore di Corradi. Inoltre, è probabilissimo che su suggerimento del capo tecnico giungano Massimo Mutarelli (i suoi trascorsi nelle file genoane sono davvero l'ultimo dei problemi) e Stefano Fiore, che è stato compagno del Corradi calciatore nelle file laziali.
Nel lungo comunicato uscito da Bogliasco non si riscontrano altre novità di rilievo, ma nelle parole dei massimi dirigenti doriani affiorano concetti che lasciano sbalorditi. Dunque, Corradi sarebbe stato scelto anche per la sua capacità di leadership: è logico chiedersi dove l'abbia mai espressa, se nella professione di tecnico ha soltanto allenato ragazzi under 20 o è stato semplicissimo membro del gruppo di lavoro rossonero, coordinato da Max Allegri. Certe qualità non possono essere emerse durante il casting operato da Walker e Fredberg, braccio destro e sinistro del proprietario.
Suscita un briciolo di sdegno la sottolineatura secondo cui Corradi avrebbe evidenziato le caratteristiche rispondenti agli obiettivi societari. Di grazia, quali sarebbero, visto che non sono stati specificati? Il popolo doriano pretende legittimamente un'annata da protagonista e la promozione, ma c'è il sospetto che la dirigenza blucerchiata mantenga un profilo ben più basso.
Prima del trainer senese sono stati visionati decine di allenatori, parecchi dei quali con curriculum di tutto rispetto e promozioni in serie: hanno risposto tutti picche, e la riconferma imposta di Thomassen e Lombardo, personaggi sicuramente ingombranti, non può essere l'unico motivo del gran rifiuto. Fabio Pecchia, il soggetto maggiormente invocato dalla tifoseria, proprio in queste ore ha risolto il contratto col Parma, con scadenza giugno 2027: probabilmente ha trovato un club al quale legarsi, ed evidentemente le garanzie tecniche ed economiche ricevute sono state ben differenti da quelle che la Samp gli aveva fatto balenare.
Corradi ha un costo relativo e non pretende la luna. Senza affibbiargli l'antipatica etichetta di “yes man”, è lecito avanzare certe analogie con Massimo Donati, che approdò in blucerchiato un anno fa prima e poi venne cacciato. Anche lui ha accettato in silenzio il materiale messogli a disposizione: d'altronde, senza precedenti probanti di carriera, come avrebbe potuto fare la voce grossa?
Corradi gode di lusinghiere referenze nell'intero mondo del calcio, e non solo come persona, ma è alla prima reale esperienza all'età di cinquant'anni (con colleghi coetanei già in pista da due o tre lustri) e non conosce affatto la serie B: come si comporterà se dovesse allenare giocatori navigati e ricchi di personalità? Saprà imporsi dribblando i condizionamenti?
Di Corradi sapremo di più alla ripresa del lavoro, prima di partire per il ritiro di Ponte di Legno, quando sarà in programma la presentazione alla stampa, anche se già si parla di difesa a quattro. Qualsiasi scelta tattica, comunque, non potrà prescindere dalle caratteristiche e dal valore dei giocatori. Ne mancano all'appello non meno di dieci, sette o otto dei quali titolarissimi. Già, perché si parla da giorni dell'allenatore dimenticando che Corradi non scenderà in campo. Per ora all'appello rispondono il fresco acquisto Begic, due difensori avviati al ruolo di riserva (Ferrari e Riccio), un esterno (Cecconi) e un gruppetto di centrocampisti comprendente Henderson, Abildgaard, Conti ed Esposito. Manca tutto il resto, ed è bene che la società si dia una mossa, per scongiurare il bis della disavventura occorsa a Donati, inadeguato sinché si vuole ma anche costretto a guidare un esercito disarmato e disarmante.
Pierluigi Gambino
