L’ex azzurro Insigne ha detto sì alla Sampdoria, firmerà un contratto annuale con opzione
Lorenzo Insigne (foto da Instagram)
La riflessione è durata meno del previsto. Con anticipo rispetto al prossimo venerdì, Lorenzo Insigne ha rifiutato i corteggiamenti del Lecce e di alcuni club esteri ed ha risposto “sì” alla Sampdoria. Il fantasista napoletano è in arrivo a Genova, dove lo attendono le rituali visite mediche che precedono la firma in calce ad un contratto annuale (con ingaggio di 500 mila euro) ed un'opzione su una seconda stagione che scatterà in caso si superino il 50 per cento delle partite ufficiali in programma.
Si tratta del primo reale colpo blucerchiato nell'attuale mercato, sinora fermo all'acquisto definitivo di Begic e all'arrivo del difensore svincolato Gartenmann. A livello mediatico, un'operazione eccellente, con la speranza che si tratti di un innesto proficuo anche tecnicamente. Insigne ha 35 anni, ma è fisicamente integro e ancora voglioso di strappare applausi e diventare decisivo. Impostosi nel Foggia e consacrato calcisticamente a Pescara, sempre sotto l'ala del suo mentore Zdenek Zeman, ha trascorso un decennio - il più glorioso della carriera - al Napoli prima di trasferirsi in Canada, al Toronto. La nostalgia dell'Italia lo ha spinto lo scorso inverno a tornare al Pescara, nelle cui file ha disputato 13 match con cinque reti all'attivo, comunque insufficienti a salvare il team abruzzese dalla discesa in C.
La dirigenza biancazzurra nei giorni scorsi ha provato a convincerlo a rimanere, ma i suoi rapporti con la tifoseria si sono irrimediabilmente deteriorati quando l'ex azzurro (con 54 presenze all'attivo e ben 15 segnature, oltre al titolo di campione d'Europa nello squadrone di Roberto Mancini) si è rifiutato di battere un rigore importantissimo contro il Padova, lasciato al compagno Russo, che lo ha sbagliato condannando la squadra al peggiore dei verdetti.
Il vecchio campione è pronto a cancellare, a suon di prodezze, quella patina di malcontento derivante da due episodi che parecchi tifosi doriani non gli hanno perdonato: il primo risale ad un gol realizzato a Marassi con mano portata subito dopo all'orecchio in segno di scherno e il secondo all'ultima sfida tra Pescara e Samp (vinta dai blucerchiati, che spinsero praticamente gli avversari alla retrocessione), caratterizzata da un suo litigio con Di Pardo.
Insigne non sarà più il match winner di un tempo, ma è ancora in grado di decidere i match con le sue specialità: la conclusione ad effetto dal vertice destro dell'area e il passaggio smarcante. Il suo arrivo renderà basilare l'ingaggio di non una ma almeno due punte ficcanti e prolifiche, pronte a sfruttare assist succulenti.
Il raduno della squadra, prima di partire per Ponte di Legno, si avvicina, sicché cresce l'attesa per qualche altro inserimento di valore, compreso il portiere titolare. Sfumato il ritorno di Martinelli, approdato all'Avellino, si guada ad un altro ex blucerchiato, l'amatissimo Audero, che il Como ha messo in vendita: va superato lo scoglio dell'ingaggio, che non appare più insormontabile.
Pierluigi Gambino
