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La Roma è stanca e incompleta, il Genoa prova ad approfittarne

Daniele De Rossi (foto sito Genoa)

Archiviato il corroborante successo sulla Fiorentina, il Genoa cercherà domani sera (sabato 17, ore 20.45) conferme - nella prestazione e possibilmente nel risultato - all’Olimpico contro una Roma ferita nel morale e nel fisico dalla sfortunata parentesi infrasettimanale di Champions di fronte al Real Madrid di Mourinho.

Daniele De Rossi ha trascorso una vita in giallorosso e ammette: “Quelli della Roma per me non saranno mai avversari, ma io resto concentrato al massimo sulla mia squadra, cui mancava un’iniezione di fiducia. Ora abbiamo un pizzico di serenità in più oltre alla consapevolezza che possiamo fare cose molte buone e portare a casa punti”.

La Roma non sta attraversando il momento migliore della stagione. Gian Piero Gasperini, ex di lungo corso, deve fare a meno di ben quattro titolari del calibro di Cristante e Kone a centrocampo e Dybala e Malen in attacco, oltre a rinunciare al portiere titolare Svilar, infortunato e sostituito da un altro elemento con trascorsi genoani, Gollini. Preoccupa soprattutto l’assenza del cannoniere principe, che sarà avvicendato dall’ex bolognese Castro, mentre l’argentino ex Juve verrà rilevato da Mora, spesso letale con i suoi dribbling. In mezzo al campo tocca al giovane ma già maturo Pisilli e al 35enne De Roon. Non mancano insomma le alternative all’all’altezza.

Il tecnico rossoblù non si illude: “La Roma rimane una squadra spaventosa, anche più forte rispetto all’anno scorso, ma lo sforzo più mentale che fisico legato alla gara di Champions potrebbe essere avvertito. Tocca a noi giocare una partita larga e lunga, cercando di non perdere completamente identità ma anche di valutare le caratteristiche di chi ti sta di fronte, in specie quando è più forte di te”.

Rispetto al match contro i viola è prevedibile un cambiamento tattico con il ritorno al più collaudato 3-5-2, così da rinforzare la cerniera di centrocampo, ma va neppure esclusa una conferma dell’undici e del sistema di gioco utilizzati nello scorso week-end. Mister Daniele è tentato dal rilanciare Amorim, che però non è ancora al meglio e rimarrà in dubbio sino alla fine. E più probabile, per completare la mediana, il ricorso all’emergente diciottenne Wiafe (“Già da qualche settimana sto pensando a lui”, ammette il mister) o la riproposizione di Baldanzi, altro ex romanista: “Ha accettato di buon grado un turno di riposo, ma per me resta un titolare”. E’ pure possibile, nella ripresa, l’esordio in attacco del quasi diciannovenne Robinho Junior, che il tecnico sta seguendo con estrema attenzione.

Il giocatore più a rischio di accantonamento è Stefan El Shaarawy, altro vecchio idolo del popolo giallorosso. “Domenica scorsa - rimarca De Rossi - era scoppiato dopo mezz’ora, ma se questi sono i 35 minuti che può garantirci per ora, potrebbe essere il caso di rischiare”.

Sicuro invece l’impiego di Traoré (”Per noi un giocatore importantissimo sia che operi più avanti, sia più indietro”), dei tre difensori (Otoa ha ormai superato nelle gerarchie Marcandalli) e soprattutto di Osmajic, che va alla ricerca del quarto sigillo stagionale.

Arbitrerà la contesa il palermitano Abisso, con il quale la Roma non ha mai perso, ma i tifosi genoani preferiscono ricordare la sua direzione di gara nell’ultima partita utile disputata in casa della Lupa: finì a reti inviolate.

Pierluigi Gambino

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