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Notizie

Toti risponde a Pastorino su lavori in aula del Consiglio regionale

Super User 12 Maggio 2020 1118 Visite

"Pastorino parla di paradosso, ma deve aver scoperto una sorta di paradosso temporale: ho chiesto al presidente del consiglio regionale Piana di valutare la ripresa dei lavori in aula con lettera protocollata il 24 aprile, quindi ben prima della riunione dell'Ufficio di Presidenza cui il consigliere fa riferimento. L'ho fatto contestualmente all'inizio della progettazione della fase 2 in Liguria: è stata una delle mie prime preoccupazioni. Pastorino è arrivato dunque buon ultimo, ed è appunto per un singolare paradosso che vorrebbe riprendermi come se fosse arrivato lui per primo. Ho fiducia nell'operato del presidente del Consiglio: come non è facile stabilire le modalità per la ripresa graduale delle attività economiche tutelando la sicurezza dei cittadini, così non è facile trovare le modalità corrette per la ripresa dei lavori dell'aula in presenza, dato che i rappresentanti dei liguri devono dare il giusto esempio senza scorciatoie o pericolose approssimazioni. Sono sicuro che le attività del Consiglio in aula riprenderanno appena possibile: nel frattempo c'è stato e c’è ancora molto lavoro da fare, noi lo stiamo facendo e non abbiamo perso neanche un minuto in polemiche senza costrutto ma, a differenza di altri, siamo stati nei nostri uffici tutto il giorno, sette giorni su sette, a lavorare per uscire da questa emergenza". Così risponde il Presidente di Regione Liguria al capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino.

Roberto Bagnasco: “anche governo sbugiarda Arcuri”

Super User 12 Maggio 2020 1152 Visite

“Da quanto si apprende le bozze del DL ex Aprile, oggi Maggio e domani chissà se “4 Stagioni”, sconfessano il Commissario Straordinario per l’Emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, che aveva fissato il prezzo delle mascherine chirurgiche a 50 centesimi più Iva, portando oggi il limite ad 1.50 euro. Fin da subito questa cifra aveva destato i dubbi di molti, tra cui il sottoscritto. Il risultato non poteva che essere la scomparsa dal mercato di questo bene primario. Oggi avrebbero dovuto arrivare 3 milioni di mascherine a Roma, Milano e Torino. A Roma sono arrivate e sono state quasi del tutto consumate in poche ore, nelle altre due città non pervenute affatto. Nei prossimi giorni avrebbero dovuto arrivare altre 12 milioni ma oggi sembrano scomparse nel nulla. Una situazione gravissima che, insieme ad una conduzione amatoriale e contraddittoria sui tamponi e sui test diagnostici, comporta nei fatti esclusivamente l’istituto non molto praticato in Italia delle dimissioni. Purtroppo a rimetterci sono ancora una volta gli italiani che, dopo tante promesse, non hanno certezze neppure sull’approvvigionamento delle mascherine salvavita” - Così l’onorevole Roberto Bagnasco, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali alla Camera.

Genova dedica uno spazio ai lavoratori che hanno costruito il ponte

Super User 11 Maggio 2020 1420 Visite

“Resterà sempre scolpita nella nostra memoria quel tragico 14 agosto 2018 quando morte e distruzione hanno scosso come uno tsunami la nostra quotidianità – afferma Marta Brusoni Capogruppo in Consiglio comunale di Vince Genova e candidata alle elezioni regionali per il movimento di Liguria Popolare – una profonda ferita che ha messo a dura prova non solo la città di Genova ma l’Italia intera. Ci siamo rialzati e la grande risposta e solidarietà dei cittadini ne sono la testimonianza”.

“Le istituzioni e la politica hanno saputo dare risposte immediate e concrete alla città – prosegue Brusoni – ma non dobbiamo dimenticare l’impegno profuso dalle aziende, dai lavoratori e da tutti coloro che senza sosta hanno affrontato con entusiasmo e dedizione la ricostruzione dell’ex ponte Morandi per ridare speranza e futura alla città”.

“Ho convintamente sostenuto la necessità di intitolare uno spazio pubblico a tutti i lavoratori del ponte affinché si possa tramandare alla memoria presente e futura coloro che stanno costruendo un’opera che è diventata l’esempio di Genova – conclude Marta Brusoni Capogruppo in Consiglio comunale di Vince Genova e candidata alle elezioni regionali per il movimento di Liguria Popolare – spiace solo che durante la discussione in aula ho dovuto ascoltare i soliti distinguo che non fanno certo bene alla città”.

Il bollettino del coronavirus in Liguria

Super User 11 Maggio 2020 1021 Visite

I dati di oggi, lunedì 11 maggio.

4.749 attualmente positivi (-42)

522 pazienti in ospedale (+0), di cui 38 in terapia intensiva / UTI (-3)

2.322 a domicilio (-56)

Positivi clinicamente guariti a casa = 1.905 (+14)

Guariti non più positivi = 2.790 (+74)

8.830 casi totali da inizio emergenza (+44)

Deceduti = 1.291 (+12)

Tamponi = 68.814 (+1.492)

Ospedalizzati:

Asl1 = 95 (7 UTI)

Asl2 = 79 (6 UTI)

Asl3 Villa Scassi = 72 (7 UTI)

San Martino = 86 (8 UTI)

Galliera = 89

Evangelico = 18

Gaslini = 1

Asl4 = 39 (5 UTI)

Asl5 = 43 (5 UTI)

Positivi per provincia:

IM = 685

SV = 837

GE = 2.974

SP = 249

non assegnati = 4

Sorveglianze attive (contatti di positivi) = 1.613

Asl1 = 123

Asl2 = 548

Asl3 = 354

Asl4 = 299

Asl5 = 289

I numeri tra parentesi rappresentano l'aumento o la diminuzione del parametro rispetto al giorno precedente

Qual è la differenza fra "attualmente positivi" e "casi totali"?

Gli "attualmente positivi" rappresentano la prevalenza, lo standard internazionale dell'epidemiologia che indica quanti casi sono presenti *contemporaneamente* in una popolazione (i dati della giornata sono quelli delle ore 14.00), e indica quanti sono i positivi in Liguria, escludendo dunque chi è guarito (negativo al doppio test) e chi è purtroppo deceduto.

I "casi totali" indicano l'incidenza, un altro indicatore epidemiologico che prende in considerazione tutti i casi dall'inizio dell'epidemia, dunque somma agli attualmente positivi anche i guariti e i deceduti.

Nel futuro questi due indicatori tenderanno a divergere: il primo in discesa verso lo zero, il secondo in salita fino a fermarsi alla cifra totale dei contagiati finali.

Perché i dati della Protezione Civile sono diversi?

I dati sono gli stessi, quello che cambia è il modo di sommarli: la Protezione Civile indica i "Casi totali", ovvero come spiegato poco sopra la somma di ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti, tutti dati che si trovano elencati nel post.

Nella tabella della Protezione Civile è diversa (minore) anche la cifra nella colonna "Totale attualmente positivi" rispetto alla cifra degli attuali positivi di Regione Liguria: questo perché il Dipartimento di Protezione Civile sottrae ai positivi anche i dimessi (colonna verde), ovvero pazienti clinicamente guariti che però sono ancora positivi (e che Alisa e Regione Liguria conteggiano fra gli attualmente positivi, almeno fino alla loro effettiva negativizzazione con doppio test).

Ricordiamo infine che la Protezione Civile non ha una raccolta dati propria: sono le Regioni a trasmettere i conteggi alla Protezione Civile, che poi li usa per pubblicare la tabella quotidiana

Cinghiali urbani, Rivoluzione Animalista scrive a Regione Liguria e CRAS

Super User 11 Maggio 2020 1855 Visite

Rivoluzione Animalista partecipa ed appoggia quanto esplicitato dal gruppo Animalisti Genovesi nella lettera aperta della quale si fa portavoce.

“Riteniamo doveroso quale corrente politica animalista ed ambientalista sostenere ogni iniziativa che possa dare voce a chi voce non ha e che possa altresì tutelare ogni creatura vivente”, dicono Gabriella Caramanica (segretario nazionale R.A ) e Alessandra Cavalli (coord. nazionale R.A.).

La lettera:

In Liguria proseguono senza sosta gli interventi di controllo e cattura dei cinghiali. Come noto, il destino di questi animali è quello di essere abbattuti o destinati a zone di addestramento cani da caccia, nelle quali verranno comunque uccisi dopo aver svolto il loro traumatico compito.

Tutto questo malgrado la legge 157/92 imponga che il controllo delle specie selvatiche debba essere praticato prioritariamente mediante l'utilizzo di metodi ecologici. Nonostante anni di continuo ricorso a metodi cruenti, la presenza dei cinghiali in ambito urbano non accenna a diminuire, mentre continuano a mancare fondamentali opere di prevenzione: recinzioni nei più comuni luoghi di avvicinamento alle città, barriere semovibili per impedire l'uscita dal greto dei maggiori torrenti (Bisagno, Sturla, Letimbro...), protezioni dei terreni coltivati, migliore gestione del ciclo dei rifiuti con cassonetti adeguati, sistemi di segnalazione (progetto Life-Strade) e cartelli di segnalazione attraversamento selvatici nelle strade più a rischio, e così via.

Per questo, uccidere centinaia di esemplari, sulle decine di migliaia che popolano la nostra Regione, resta una pratica non risolutiva, oltre che crudele.

A questo si aggiunge una pesante corresponsabilità della caccia nell'esplosione demografica di questa specie: immissioni a scopo venatorio ("un utilizzo di tipo venatorio che tende a massimizzare la presenza degli animali sul territorio ed è responsabile di ripopolamenti più o meno massicci e di introduzioni con individui provenienti da regioni geograficamente molto distanti", da "Biologia e gestione del cinghiale", ISPRA), inserimenti, legali fino al 2015, di capi meno selvatici provenienti da allevamenti, foraggiamenti leciti e illeciti, la braccata con cani da seguita che destruttura i branchi provocando la maggior prolificità delle giovani femmine.

Nonostante questo, la Regione Liguria ha dato in gestione ad associazioni venatorie e Ambiti Territoriali di Caccia enormi porzioni di territorio adibite a Zone di Addestramento Cani (ZAC): un numero impressionante di ettari di boschi e colline, centinaia di chilometri di recinzioni invalicabili, mentre spesso parchi, scuole e strade cittadine ne sono prive.

Eppure sono le uniche aree recintate nelle quale possano essere conferiti gli esemplari catturati, in seguito all’accoglimento di una interpretazione particolarmente restrittiva data da ISPRA alla legge 221/2015.

Per questo noi chiediamo:

ALLA REGIONE LIGURIA

di destinare almeno una delle ZAC esistenti in ogni Provincia ad area attrezzata per accogliere i cinghiali catturati in ambito urbano, dove possano raggiungere il fine vita naturale e dove potrebbe essere messo in atto il progetto di sterilizzazione dei soli maschi e/o contraccezione tramite pastura;

AL C.R.A.S. ENPA GENOVA e ad altre strutture che dovessero affiancarvisi

di proporre la propria candidatura a gestire tali aree, che potrebbero accogliere non solo cinghiali ma anche altre specie compatibili e non reinseribili in Natura.

In questo modo la Liguria potrebbe diventare un esempio virtuoso di controllo e gestione di situazioni critiche in maniera etica e finalmente rispettosa delle indicazioni di legge e, soprattutto, degli animali e di quei cittadini che vorrebbero per loro una soluzione non cruenta.

Animalisti Genovesi

Invitiamo le associazioni e i singoli cittadini che concordano con questa proposta a copiarne il testo e inviarlo via mail agli uffici regionali competenti:

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“Attivare la figura dell’infermiere di famiglia”

Super User 11 Maggio 2020 1306 Visite

Domani, martedì 12 maggio, si celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere, oltre che il bicentenario della nascita di Florence Nightingale, considerata la madre degli infermieri, tanto che all’estero la ricordano come colei che ha ridotto la mortalità per malattie dei soldati nella guerra di Crimea dal 47 al 2%. Quello che, per analogia, ci si augura possa accadere nell’emergenza Covid-19.

«Gli infermieri ci sono. Lo sanno i cittadini che li riconoscono in questo periodo come unici compagni nei loro momenti di bisogno, sia dal punto di vista clinico che umano – spiega Carmelo Gagliano, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Genova - Lo sanno anche le istituzioni, che ne chiedono l’intervento nelle situazioni più gravi, rendendosi finalmente conto della carenza che la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche ormai denuncia da anni e che l’Oms a livello mondiale ancora quantifica in almeno 6 milioni di unità.  In Italia, ne occorrono 53mila, di cui gran parte sul territorio come infermieri di famiglia/comunità, per una vera assistenza a misura di cittadino».

L’ infermiere di famiglia è una figura che l’Oms ha già descritto e introdotto fin dal 2000, ma che in Italia per ora è solo ufficiale sulla carta, ma non attuata ovunque. «Per il futuro, noi infermieri chiediamo il pieno riconoscimento della centralità che l’assistenza infermieristica riveste per la presa in carico e cura dei nostri cittadini, a iniziare dalle equipe territoriali una forte presenza dell’infermieristica di famiglia e comunità che lavori accanto alla medicina generale. – Continua Gagliano - Dove l’infermiere di famiglia/comunità c’è si registra anche la riduzione dei tempi di percorrenza sul totale delle ore di attività assistenziale, passata anche dal 33% al 20% in tre anni, con un importante recupero del tempo assistenziale da dedicare ad attività ad alta integrazione sociosanitaria».

Nelle Regioni dove il ruolo dell’infermiere di famiglia è a pieno regime, infatti, i risultati sono rilevanti, a partire da una  risposta immediata e tempestiva alle esigenze della popolazione, con una riduzione del 20% degli accessi impropri nei Pronto Soccorsi, e una riduzione dei ricoveri (in quanto si agisce prima che l’evento acuto si manifesti), che porta alla riduzione del tasso di ospedalizzazione del 10% rispetto a dove è presente la normale assistenza di cure domiciliari.

Quanti infermieri di famiglia servono secondo la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche? «Sul territorio, per rispondere ai bisogni di salute degli oltre 24 milioni di cittadini con patologie croniche o non autosufficienza, abbiamo bisogno di un infermiere ogni 500 assistiti (assistenza continua) di questo tipo, per un totale di circa 20mila infermieri di famiglia/comunità. Un numero che è desumibile anche calcolando un infermiere di famiglia e comunità ogni 3mila cittadini circa. – conclude Gagliano - Inoltre, l’infermiere di famiglia/comunità può rappresentare una soluzione per quanto riguarda l’assistenza nelle “aree interne”: si tratta della cura di oltre un terzo del territorio italiano (le zone montane coprono il 35,2% e le isole l’1% della Penisola) e la collaborazione tra infermieri di famiglia e di comunità sul territorio – sociale e di cura – per il sostegno in quelle zone che oggi spesso sono spopolate perché prive proprio di supporti sociali e più in generale di servizi pubblici, rappresenterebbe anche uno strumento utile alla riduzione delle attuali disuguaglianze».

Progetto Iit e Aeroporto di Genova per distanziamento sociale

Super User 11 Maggio 2020 1119 Visite

Il virus non ferma il Cristoforo Colombo che, se in tempi di cieli deserti soffre come tutti gli scali del mondo ed ha, al momento, un solo volo, guarda tuttavia avanti ed addirittura conquista un primato italiano, avviando insieme all'Istituto Italiano di Tecnologia la sperimentazione del software “Social distancing”.

Monitoraggio automatico del rispetto di distanziamento sociale attraverso un tanto sofisticato quanto efficiente sistema di telecamere di sorveglianza per generare una mappa dell'ambiente, con intelligenza artificiale e la circoscrizione di un raggio attorno alle persone in modo da segnalare eccessi di vicinanza e per individuare aree a rischio assembramento.

Il software è del gruppo di ricerca Pavis, Pattern Analysis & Computer Vision, di Iit. Il monitoraggio non viola la privacy di passeggeri e personale dello scalo. Algoritmi di Intelligenza Artificiale renderanno infatti i video preventivamente resi anonimi da un software che trasforma automaticamente l'immagine umana in sagome bidimensionali, in modo da rendere tutti irriconoscibili.

”Siamo felici di supportare l’attività di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia, con il quale esiste un rapporto di collaborazione consolidato – ha detto Paolo Odone, Presidente dell’Aeroporto di Genova - L’IIT ha già testato sul campo diverse applicazioni tecnologiche utilizzando le infrastrutture del “Cristoforo Colombo”. Se la sperimentazione darà risultati positivi, insieme a IIT considereremo lo svolgimento di ulteriori fasi di sviluppo e miglioramento del programma. In questo modo, il software potrà essere utile per monitorare il distanziamento all’interno dell’aeroporto anche al fine di realizzare il progetto di “aeroporto sicuro” sul quale lavoriamo sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria”.

“La sinergia con l'Aeroporto di Genova è di fondamentale importanza in quanto permette di uscire dai laboratori ed entrare nel mondo reale. In questo modo saremo in grado di rendere disponibile in breve tempo il frutto della nostra attività di ricerca, dando un contributo concreto all’aumento della sicurezza degli utenti e degli operatori delle strutture aeroportuali e non solo”, afferma invece il direttore scientifico Iit, Giorgio Metta. L'Iit vanta 1762 persone di oltre 60 Paesi. Età media 35 anni e 41% di personale femminile.

Dino Frambati

 

Dal 12 maggio, nuova distribuzione di mascherine gratuite nelle farmacie

Super User 11 Maggio 2020 1126 Visite

Partirà domani, martedì 12 maggio, con un giorno di anticipo rispetto al previsto, la seconda fase di distribuzione gratuita in tutte le farmacie della Liguria di ulteriori 500mila mascherine chirurgiche messe a disposizione dalla Protezione civile regionale, insieme alle altre 500mila già distribuite la settimana scorsa. “Tra venerdì e sabato scorsi – spiega l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone - abbiamo distribuito alle farmacie tutte le ulteriori 250mila confezioni, contenenti ciascuna due mascherine chirurgiche. I farmacisti, che ringrazio per la collaborazione, mi hanno confermato di poter avviare la fase due in anticipo di 24 ore rispetto a quanto comunicato inizialmente. Invitiamo tutti coloro che avessero già ritirato la propria confezione la settimana scorsa a non presentarsi nuovamente in farmacia. Per la consegna è necessario avere con sé il codice fiscale o la tessera sanitaria”.

“Con questa ulteriore tranche – aggiunge Giampedrone - si conclude la distribuzione di 1 milione di mascherine attraverso le farmacie. Un’iniziativa che ha fatto seguito alla distribuzione gratuita effettuata ad aprile attraverso Poste Italiane e attraverso i sindaci: complessivamente Regione ha donato ai liguri 3,5 milioni di mascherine chirurgiche da inizio emergenza”.

“Il nostro auspicio – conclude Giampedrone – è che il governo si decida finalmente a far arrivare ai cittadini almeno le mascherine a prezzo calmierato, fondamentali nel momento in cui, tra pochi giorni, saranno finite quelle gratuite distribuite da Regione Liguria. Non possiamo dimenticare che il governo non ha mai distribuito gratuitamente questi dispositivi di protezione individuale, ormai obbligatori in molte azioni quotidiane che i cittadini sono chiamati a compiere”.

Sul Mes Toti la pensa come Berlusconi

Super User 11 Maggio 2020 955 Visite

“Ben vengano questi 37 miliardi, a patto di fare una legge che ci consenta di spenderli in fretta”, ha detto Giovanni Toti al Corriere della Sera.
Mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono detti contrari al fondo salva Stati, il governatore ligure è invece favorevole all’utilizzo dell’aiuto europeo. E dello stesso suo avviso è pure Silvio Berlusconi, che su questo argomento si è recentemente smarcato da Lega e Fratelli d’Italia.
Il dialogo tra Berlusconi e Toti potrebbe ripartire proprio dal Mes.

Fase 2, la Liguria inizia a ripartire da lunedì 11 maggio

Super User 10 Maggio 2020 1432 Visite

Il governatore Giovanni Toti ha firmato oggi un'ordinanza che permette già da domani, lunedì 11 maggio, l'apertura di alcuni esercizi commerciali. 

Ecco cosa prevede la nuova ordinanza regionale:

- l’accesso alle attività commerciali, di cura alla persona, alle attività economiche tutte oltre che a palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri termali e centri ricreativi per interventi di manutenzione, sanificazione, consegne magazzino e per ogni attività connessa alla prossima riapertura

- il commercio al dettaglio di articoli sportivi, attrezzi da pesca, articoli da campeggio e biciclette

- gli spostamenti all’interno del territorio della regione Liguria per necessità anche con coresidenti, con obbligo di rientro in giornata

- la riapertura di Residenze Turistiche Alberghiere (RTA), locande e alberghi diffusi e delle strutture ricettive di tipo affittacamere, bed & breakfast e case/appartamenti per vacanze

- le attività motorie (corsa, tiro con l’arco, tiro a volo, utilizzo della bicicletta, arrampicata sportiva, trekking, mountain bike, tennis singolo, passeggiata a cavallo, attività sportive acquatiche individuali come wind surf, attività subacquee, canoa, canottaggio, pesca, pesca sportiva e ricreativa, vela in singolo) nell’ambito della regione. Sono consentiti gli spostamenti con coresidenti per raggiungere il luogo dove svolgere l’attività sportiva o l’attività motoria, che poi però va svolta sempre individualmente.

- le uscite in barca, anche con più persone purchè coresidenti, dalle 6 alle 22

- l’utilizzo della moto nell’ambito di attività motoria e sportiva individuale, anche fuoristrada (enduro, trial, motorally, motocross, moto turismo) su tutto il territorio regionale

- raccolta funghi e tartufi sul territorio regionale anche con coresidenti

- la coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo all’interno di tutto il territorio regionale, anche con coresidenti

- l’allenamento e addestramento cavalli, da svolgersi in maniera individuale, all’interno del territorio della regione

- l’allenamento e addestramento di ogni altro tipo di animale (cani, piccioni

viaggiatori, ecc.) nonché l’attività di educatore cinofilo purché svolto in aree autorizzate, all’interno del territorio della Liguria

- lo spostamento con i coresidenti nell’ambito del territorio regionale verso le proprie imbarcazioni per lo svolgimento delle attività di manutenzione, riparazione e sostituzione di parti necessarie

- raggiungere seconde case, camper o roulotte di proprietà sul territorio regionale per lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione anche con coresidenti, con obbligo di rientro in giornata presso l’abitazione abituale

Coronavirus: in Liguria 4.791 positivi, 68 meno di ieri

Super User 10 Maggio 2020 1099 Visite

Il bollettino del coronavirus in Liguria di oggi, domenica 10 maggio.

4.791 attualmente positivi (-68)

522 pazienti in ospedale (-21), di cui 41 in terapia intensiva / UTI (-1)

2.378 a domicilio (-61)

Positivi clinicamente guariti a casa = 1.891 (+14)

Guariti non più positivi = 2.716 (+113)

8.786 casi totali da inizio emergenza (+50)

Deceduti = 1.279 (+5)

Tamponi = 67.322 (+2.396)

Ospedalizzati:

Asl1 = 87 (7 UTI)

Asl2 = 82 (6 UTI)

Asl3 Villa Scassi = 71 (7 UTI)

San Martino = 86 (11 UTI)

Galliera = 96

Evangelico = 18

Gaslini = 1

Asl4 = 38 (5 UTI)

Asl5 = 43 (5 UTI)

Positivi per provincia:

IM = 680

SV = 844

GE = 3.007

SP = 253

non assegnati = 7

Sorveglianze attive (contatti di positivi) = 1.597

Asl1 = 123

Asl2 = 534

Asl3 = 394

Asl4 = 305

Asl5 = 241

I numeri tra parentesi rappresentano l'aumento o la diminuzione del parametro rispetto al giorno precedente

Qual è la differenza fra "attualmente positivi" e "casi totali"?

Gli "attualmente positivi" rappresentano la prevalenza, lo standard internazionale dell'epidemiologia che indica quanti casi sono presenti *contemporaneamente* in una popolazione (i dati della giornata sono quelli delle ore 14.00), e indica quanti sono i positivi in Liguria, escludendo dunque chi è guarito (negativo al doppio test) e chi è purtroppo deceduto.

I "casi totali" indicano l'incidenza, un altro indicatore epidemiologico che prende in considerazione tutti i casi dall'inizio dell'epidemia, dunque somma agli attualmente positivi anche i guariti e i deceduti.

Nel futuro questi due indicatori tenderanno a divergere: il primo in discesa verso lo zero, il secondo in salita fino a fermarsi alla cifra totale dei contagiati finali.

Perché i dati della Protezione Civile sono diversi?

I dati sono gli stessi, quello che cambia è il modo di sommarli: la Protezione Civile indica i "Casi totali", ovvero come spiegato poco sopra la somma di ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti, tutti dati che si trovano elencati nel post.

Nella tabella della Protezione Civile è diversa (minore) anche la cifra nella colonna "Totale attualmente positivi" rispetto alla cifra degli attuali positivi di Regione Liguria: questo perché il Dipartimento di Protezione Civile sottrae ai positivi anche i dimessi (colonna verde), ovvero pazienti clinicamente guariti che però sono ancora positivi (e che Alisa e Regione Liguria conteggiano fra gli attualmente positivi, almeno fino alla loro effettiva negativizzazione con doppio test).

Ricordiamo infine che la Protezione Civile non ha una raccolta dati propria: sono le Regioni a trasmettere i conteggi alla Protezione Civile, che poi li usa per pubblicare la tabella quotidiana

Ministro Boccia: “regioni avranno linee guida per aperture differenziate dal 18”

Super User 10 Maggio 2020 959 Visite

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha confermato al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che lunedì sarà convocato il confronto con i presidenti di regione con la partecipazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del ministro della Salute, Roberto Speranza, per l'avvio delle procedure relative alle riaperture differenziate su base territoriale dal 18 maggio, come già anticipato dal governo e più volte confermato.
"Comprendo perfettamente - ha dichiarato il ministro Boccia - l'esigenza delle Regioni di avere un quadro che consenta loro di avviare le riaperture differenziate e condivido la loro esigenza di averlo in tempi brevi. A tale proposito, ringrazio i presidenti per il senso di responsabilità e per la condivisione con il governo dell'esigenza di avere linee guida nazionali elaborate dal comitato scientifico su proposta Inail, sulla cui base eventuali ordinanze regionali, emesse prima delle nuove misure, dovranno essere riformulate, a tutela della salute pubblica e della sicurezza sul lavoro. Tuttavia, è utile già discutere con le Regioni le modalità di apertura o restrizione delle attività legate all'andamento dell'epidemia secondo il monitoraggio avviato dal ministro della Salute".

Toti: “al via oggi l’ordinanza regionale per riaperture dal 18 maggio”

Super User 10 Maggio 2020 1188 Visite

“Stiamo lavorando con tutti i Governatori affinché dal 18 maggio il Paese possa davvero ripartire. Da quella data infatti riapriranno tutti i negozi, parrucchieri ed estetisti, bar e ristoranti e tutto il resto. In attesa di quella data oggi, come Regione Liguria, emaneremo un’ordinanza che consentirà a tutti di prepararsi al meglio per le aperture”. Lo ha detto questa mattina il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti dopo un colloquio avuto con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. 
“Il Ministro mi ha confermato - ha detto Toti - che è intenzione del Governo dare da quel momento piena autonomia ai territori circa le proprie scelte, ovviamente seguendo con attenzioni i dati dell’epidemia, per fortuna in costante calo. Lavoreremo per garantire la ripresa piena dell’economia insieme alla sicurezza dei lavoratori, auspicando che vengano diramate al più presto le linee guida dell’Inail e che contengano regole attuabili, perché i 4 metri lineari tra i tavoli dei ristoranti che qualcuno ha anticipato come indiscrezione sarebbero inapplicabili per la maggior parte degli esercizi”.

La Fontanabuona a Melaverde su Canale5

Super User 10 Maggio 2020 1698 Visite

Questa mattina Canale 5 ha rimandato in onda una puntata di Melaverde dedicata alla Fontanabuona. "Oro di Lavagna", così i conduttori Ellen Hidding e Vincenzo Venuto l’hanno intitolata, ha raccontato la valle nota in tutto il mondo per l’ardesia e non solo. Dai pascoli delle mucche cabannine di Fulvio Gardella, alla vicina casa della mamma di Frank Sinatra Natalina Garaventa a salutare la "cugina" Lilli. E poi la discesa a valle, con un reportage nella cava di ardesia di Sandro De Martini a Orero, una sosta al museo dell'ardesia del museo-ristorante Cava Ardè a Isolona di Liliana Lelli e il gran finale all'agri ristorante La Bilaia, con lo chef Paolo Passano, a Lavagna, l'antico porto dell'ardesia che le donne portavano lungo le creuze da Cogorno e dalla Fontanabuona. Nuova replica di "Oro di Lavagna" sabato 16 maggio, alle 7.00, su Mediaset Extra.
La trasmissione si è chiusa con l’intervento del giornalista Mauro Boccaccio, ex caporedattore dell’ufficio stampa di Regione Liguria, che ha presentato il suo libro “Frank Sinatra è mio figlio”. Particolarmente soddisfatti saranno anche gli editori Gianfranco e Fabrizio De Ferrari che hanno avuto una grande visibilità in uno dei momenti di maggior ascolto in tv, quello che precede il Tg5 delle 13:00.

Sanità, Muzio e Costa: “PD e M5S incoerenti e smemorati”

Super User 10 Maggio 2020 1408 Visite

I consiglieri regionali Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia, e Andrea Costa, presidente di Liguria Popolare, replicano a PD e M5S sul tema della gestione dell’emergenza sanitaria da parte della Giunta Toti e dicono la loro anche sulla questione della data delle prossime elezioni regionali.

“In primo luogo, sul paventato ‘commissariamento’ delle Aziende Sanitarie Locali da parte di A.Li.Sa – dichiarano i due esponenti della maggioranza - osserviamo che il PD, che oggi si fa paladino delle ASL, nel luglio 2017 in Consiglio Regionale ne chiedeva la soppressione e l’accorpamento in un’unica ASL regionale. Abbiamo respinto al mittente questa proposta e abbiamo difeso la presenza e il ruolo delle 5 ASL liguri, dando vita ad A.Li.Sa come strumento di governance e coordinamento di un sistema che rischiava il collasso dopo la pessima gestione della precedente Giunta regionale. Venendo al tema odierno, se l’opposizione avesse letto con attenzione il Piano Socio Sanitario saprebbe che dal 2017 sono in capo ad A.Li.Sa ‘le funzioni di programmazione operativa e di governo delle Aziende Sanitarie e degli altri Enti del Servizio Sanitario Regionale, nonché la responsabilità della gestione sanitaria accentrata (GSA)’. In una fase di pandemia come quella attuale, l’Ordinanza 27/2020 di Regione Liguria prevede di affidare ad A.Li.Sa la governance regionale dell’emergenza Covid-19 per ottenere sempre di più un’omogeneità in termini di procedure e standard assistenziali, operativi e organizzativi in un momento di massima criticità ed emergenza, durante il quale occorre prendere decisioni uniformi e coordinate. Peraltro si tratta di una puntuale risposta a quanto richiesto dall’Istituto Superiore della Sanità”.

“Per quanto riguarda poi l’accusa di voler privatizzare la sanità ligure, che PD e 5Stelle continuano a rivolgere alla Giunta e alla maggioranza, siamo veramente alla menzogna”, proseguono Muzio e Costa. “Anche qui è il Piano Socio Sanitario a fare chiarezza affermando che, nel quadro di un’integrazione virtuosa e a nostro avviso positiva tra pubblico e privato, ‘la titolarità delle scelte strategiche e programmatiche, nonché di gestione complessiva e dell’attività di controllo, sono appannaggio della componente pubblica’. Di fatto, la quota che il privato può gestire secondo le previsioni del Piano non va oltre il 15%”.

“Ma il colmo dei colmi – aggiungono i due consiglieri – è che poi si chieda alla Giunta di far ricorso in questo momento di difficoltà proprio a quello stesso privato che viene ideologicamente considerato come un male e che fino a ieri si sarebbe voluto escludere da qualsiasi partecipazione alla gestione della sanità. Comprendiamo che M5S e PD sull’emergenza sanitaria vogliano fare campagna elettorale, ma anche l’incoerenza e la smemoratezza hanno un limite”.

“Vorremmo infine dire la nostra – concludono Muzio e Costa – sulla questione della data delle prossime elezioni regionali: auspichiamo anche noi, come il presidente Toti, che queste possano svolgersi nel mese di luglio, perché il voto è la prima espressione della democrazia, un diritto inviolabile a cui i cittadini devono poter accedere quanto prima. Qualora ciò non fosse possibile a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria, chiediamo in ogni caso al presidente di continuare a tenere le redini fino alla fine della legislatura regionale, perché la Liguria ha bisogno di lui e del buon governo che in questi anni abbiamo saputo insieme mettere in campo”.

Voto a luglio, Cassimatis: “Presentazione liste senza firme”

Super User 10 Maggio 2020 1346 Visite

Marika Cassimatis, ex grillina, poi candidata a sindaco di Genova nel 2017 con la sua lista e ora leader di Base Costituzionale, chiede che venga tolto l'obbligo di raccolta firme per presentare una lista elettorale, in caso di voto regionale a luglio.
“Con le limitazioni in corso altrimenti si ledono i principi e le garanzie costituzionali. Per raccogliere le firme si deve infatti andare avanti e indietro per la regione e per una piccola lista come la nostra, con le limitazioni in corso, diventa impresa impossibile”, afferma Cassimatis.

Covid in Liguria, per il quinto giorno consecutivo si registra lo stesso numero di morti: 11

Super User 09 Maggio 2020 1151 Visite

Il bollettino del coronavirus in Liguria di oggi, sabato 9 maggio. Per il quinto giorno consecutivo si registra lo stesso numero di morti: 11

4.859 attualmente positivi (-165)

543 pazienti in ospedale (-20), di cui 42 in terapia intensiva / UTI (-4)

2.439 a domicilio (-174)

Positivi clinicamente guariti a casa = 1.877 (+29)

Guariti non più positivi = 2.603 (+169)

8.736 casi totali da inizio emergenza (+15)

Deceduti = 1.274 (+11)

Tamponi = 64.926 (+1.395)

Ospedalizzati:

Asl1 = 103 (7 UTI)

Asl2 = 79 (6 UTI)

Asl3 Villa Scassi = 79 (7 UTI)

San Martino = 90 (12 UTI)

Galliera = 88

Evangelico = 18

Gaslini = 3

Asl4 = 39 (5 UTI)

Asl5 = 44 (5 UTI)

Positivi per provincia:

IM = 687

SV = 844

GE = 3.066

SP = 254

non assegnati = 8

Sorveglianze attive (contatti di positivi) = 1.642

Asl1 = 123

Asl2 = 534

Asl3 = 427

Asl4 = 311

Asl5 = 263

I numeri tra parentesi rappresentano l'aumento o la diminuzione del parametro rispetto al giorno precedente

Qual è la differenza fra "attualmente positivi" e "casi totali"?

Gli "attualmente positivi" rappresentano la prevalenza, lo standard internazionale dell'epidemiologia che indica quanti casi sono presenti *contemporaneamente* in una popolazione (i dati della giornata sono quelli delle ore 14.00), e indica quanti sono i positivi in Liguria, escludendo dunque chi è guarito (negativo al doppio test) e chi è purtroppo deceduto.

I "casi totali" indicano l'incidenza, un altro indicatore epidemiologico che prende in considerazione tutti i casi dall'inizio dell'epidemia, dunque somma agli attualmente positivi anche i guariti e i deceduti.

Nel futuro questi due indicatori tenderanno a divergere: il primo in discesa verso lo zero, il secondo in salita fino a fermarsi alla cifra totale dei contagiati finali.

Perché i dati della Protezione Civile sono diversi?

I dati sono gli stessi, quello che cambia è il modo di sommarli: la Protezione Civile indica i "Casi totali", ovvero come spiegato poco sopra la somma di ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti, tutti dati che si trovano elencati nel post.

Nella tabella della Protezione Civile è diversa (minore) anche la cifra nella colonna "Totale attualmente positivi" rispetto alla cifra degli attuali positivi di Regione Liguria: questo perché il Dipartimento di Protezione Civile sottrae ai positivi anche i dimessi (colonna verde), ovvero pazienti clinicamente guariti che però sono ancora positivi (e che Alisa e Regione Liguria conteggiano fra gli attualmente positivi, almeno fino alla loro effettiva negativizzazione con doppio test).

Ricordiamo infine che la Protezione Civile non ha una raccolta dati propria: sono le Regioni a trasmettere i conteggi alla Protezione Civile, che poi li usa per pubblicare la tabella quotidiana

Carlo Bagnasco: “Pronti ad andare alle urne, ma in sicurezza”

Super User 09 Maggio 2020 1043 Visite

“I cittadini hanno il diritto oltre che al dovere di andare al voto e di scegliere chi li governa e noi siamo pronti ad andare alle urne in qualunque momento. È necessario però farlo quando sia garantita la sicurezza degli elettori”. A dirlo a Genova3000 è Carlo Bagnasco, coordinatore regionale di Forza Italia, che prende la parola in merito alle dichiarazioni del governatore ligure, Giovanni Toti.
Secondo Bagnasco, “il primo momento utile evocato da Toti per tornare alle urne deve coincidere anche con la tutela degli elettori nell’esercizio del voto. Occorre scegliere il momento più opportuno per assicurare la salute dei cittadini”.

Iacobucci: “Non si capisce perché non si dovrebbe votare a luglio”

Super User 09 Maggio 2020 1623 Visite

Anche il coordinatore ligure di Fratelli d’Italia, Massimiliano (Chicco) Iacobucci, è favorevole al voto regionale a luglio. Ecco cosa ha detto a Genova3000.

“Penso che il presidente Giovanni Toti abbia voluto confermare con forza che la richiesta di elezioni a luglio sia una convinzione basata su principi costituzionali, di democrazia e di libertà. Così come possono milioni di studenti spostarsi per fare gli esami di maturità, così gli italiani potrebbero esercitare il loro sacrosanto diritto/dovere di eleggere chi li governa. Conte, PD e 5 Stelle hanno già tolto agli italiani ogni tipo di libertà, di possibilità di sopravvivenza e di riscossa. Le elezioni regionali rappresenterebbero un passaggio importante per la democrazia e soprattutto per la ripartenza tanto auspicata da tutti.  Sicuramente non lasceremo la Liguria senza timoniere ma se non ci saranno rischi sanitari per i cittadini non si capisce perché non si dovrebbe votare!”.

L'idea del grillino Tosi piace a Vinacci

Super User 09 Maggio 2020 1106 Visite

La proposta lanciata dal consigliere regionale pentastellato Fabio Tosi di una commissione d'inchiesta sulla gestione ligure dell’emergenza Covid-19 riscuote un appoggio inaspettato, quello di Giancarlo Vinacci.

L'ex assessore della Giunta Bucci, adesso vicino al parlamentare forzista Giorgio Mulé e al sindaco di Imperia Claudio Scajola, ha condiviso su Facebook un articolo al riguardo, commentandolo con favore: "Se, come credo e spero, tutto è in regola, nessuno si dovrebbe agitare più di tanto. Ben venga la verifica al più presto!".

I Cinque Stelle liguri sono in affanno, anche perché l'alleanza col PD è difficile da fare digerire alla loro base, ma da oggi forse possono contare su un alleato in più.

Il post di Tosi condiviso da Vinacci:

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