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Forza Italia, Liguria Popolare e Polis pensano alla fusione

Carlo Bagnasco, Andrea Costa e Claudio Scajola

La riforma della legge elettorale della Liguria sarà votata domani in Consiglio regionale: ormai c’è l’accordo tra le forze politiche.

Le modifiche principali riguardano le quote rosa, non è ancora certo se le liste dovranno avere il 40% o 50% di donne, la doppia preferenza di genere, si potrà votare un uomo e una donna purché della stessa lista, e l’abolizione del listino del presidente, i sei nominati che, in caso di vittoria della coalizione, entrano in Consiglio anche senza essere votati.

Con questa riforma i piccoli partiti rischiano di essere penalizzare, perché si trovano senza i seggi sicuri del listino.

Bisogna però precisare che i sei seggi dell’abolito listino saranno comunque suddivisi tra i partiti, ma con questo criterio: in caso di vittoria con un margine ristretto, tutti i sei seggi andranno al vincitore che avrà così una maggioranza stabile in grado di governare; in caso di vittoria con un ampio margine, una parte di questi seggi andranno invece alla minoranza che avrà così modo di fare un’adeguata opposizione.

Per contare di più in questo nuovo scenario, Forza Italia, Liguria Popolare e Polis, l’associazione politica di Claudio Scajola, hanno pensato di fondersi insieme per creare una coalizione moderata. A Roma fervono i preparativi per creare il nuovo simbolo con i tre loghi dei partiti. Si dovranno poi preparare liste condivise e decidere ruoli e incarichi, il tutto senza litigare.

Ma “nessun problema”, assicura Giorgio Mulè, portavoce dei parlamentari di Forza Italia, nell'intervista rilasciata a Genova3000 (video).

I simboli dei tre partiti

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