Anche l’Arezzo espugna Marassi, ora la Sampdoria è ultima in classifica
Bernardo Corradi (foto da sito Sampdoria)
SAMPODORIA – AREZZO 1 – 2
La Samp si fa battere anche dalla modesta matricola Arezzo e precipita all’ultimo posto della classifica, toccando forse il punto più basso della sua ottantennale esistenza. Non basta ai blucerchiati il vantaggio iniziale firmato Henderson, visto che Vindahl ne combina un’altra ancora più grossa delle precedenti concedendo il pari ai toscani, bravissimi a concretizzare la loro superiorità in apertura di ripresa. L’inopinata, gravissima sconfitta casalinga costerà certamente l’esonero a Bernardo Corradi, che paga anche colpe non sue.
E’ una Samp in forte emergenza quella schierata da mister Corradi, che deve rinunciare a parecchi titolari. Spicca ovviamente l’assenza di Lorenzo Insigne, arresosi ad un lieve acciacco muscolare, ma pesa pure la mancanza di un regista, data la defezione di Esposito. A centrocampo gli uomini sono contati e il solo rincalzo adattabile, ma a fatica, è Depaoli.
In compenso nella retroguardia si registra un’inedita abbondanza, che il trainer sfrutta per spedire in panca Gartenmann, disastroso ad Avellino, e ufficializzare l’esordio in blucerchiato di Ravanelli, finalmente pronto a ricomporre con Delli Carri la coppia del Monza promosso in A. In attacco tocca a Begic fare le veci del trottolino napoletano, confidando in un bis della prodezza vincente nell’ultima gara casalinga.
L’avvio è flebile su entrambi i fronti ma al 9’ la gara cambia connotati. Begic sulla trequarti di sinistra recupera palla, fila sul fondo e crossa basso. A centro area Verschaeren tocca quel tanto da smarcare sulla propria destra capitan Henderson, pronto a gonfiare il sacco.
I blucerchiati sembrano controllare agevolmente la gara, anche se gli amaranto lievitano progressivamente, ma per ottenere il pari hanno bisogno di un regalo clamoroso del già discusso portiere Vindahl, che su conclusione non certo irresistibile di Arena dal limite si lascia sfuggire, alle spalle, come una saponetta, la palla, che lemme lemme varca la linea. E’ il quarto d’ora e da quel momento, ogni qualvolta l’olandese toccherà la sfera, anche solo per battere le rimesse dal fondo, verrà subissato da fischi assordanti. Al 19’ altro rischio in area sampdoriana, quando – su cross dalla sinistra – Cerri tocca ed Eklu, sul secondo palo arriva con un attimo di ritardo.
Gli aretini, paghi del pari, rinculano consentendo al Doria di comandare la partita, ma la manovra sgorga lenta e macchinosa e solo Verschaeren, che agisce a tuttocampo, versa un po’ di pepe, ma non è supportato dai compagni. Così fino all’intervallo non si ricordano trame particolarmente ficcanti, fatto salvo un contropiede ospite non finalizzato.
Dopo l’intervallo si attende una Samp arrembante ed invece sono i giocatori di Bucchi ad assumere decisamente le redini dei match, chiudendo inesorabilmente i padroni di casa nella propria metà campo. Dopo tre contrattacchi sulla destra falliti per un nonnulla (ma che brividi!), arriva, strameritato il raddoppio amaranto. E’ il quarto d’ora quando Chierico, su una respinta da corner dei difensori locali, esplode dai venti metri una bordata precisissima che si incastra all’incrocio. Due minuti dopo, indispettito da tanta pochezza, Corradi cala due carte: Depaoli e Tutino per Henderson e l’impalpabile Lauritsen. Le mosse regalano vivacità e rendono la sfida più palpitante. I blucerchiati innestano un’altra marcia e mettono alle corde gli avversari. Alla mezz’ora altre sostituzioni in casa Samp: fuori Makoumbou e Dipardo e dentro Mbabu e Karamoh per il tutto per tutto. Le iniziative doriane si susseguono a ritmo forsennato. E’ un assalto, disordinato ma veemente, anche se non dura granché. Al 39’ Ferrari, per Ravanelli, è l’ultimo innesto per il disperato serrate conclusivo, ma le ripartenze degli uomini di Bucchi procurano qualche brivido.
Al 43’ il match potrebbe diventare drammatico, la rete di Pittarello (altra palla nel sette) viene annullata per fuorigioco e subito appresso, di testa su corner, Abilgaard sfiora il pareggio. Ma non è finita: in pieno recupero l’Arezzo centra il palo con Sala. I minuti scorrono e dalla Sud inizia più fitto il lancio di fumogeni, che costringono l’arbitro Colombo a sospendere per quasi due minuti la battaglia. Prima del fischio finale, esitazione dei difensori ospiti, ma Verschaeren da due passi spara clamorosamente a lato. Sipario.
Dopo il triplice fischio, tutta la Samp si raggruppa sotto la Sud e fa indigestioni di insulti, tutti strameritati.
Pierluigi Gambino
