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Notizie

Andrea Rivellini con Giovanni Toti

Super User 12 Agosto 2019 342 Visite

C'è anche Andrea Rivellini tra i fan del nuovo movimento di Giovanni Toti. Rivellini, apprezzato avvocato di diritto bancario e opinionista sportivo nelle tv locali, è stato uomo di punta dei think tank organizzati dall'assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Genova Giancarlo Vinacci nonché, si dice, suo principale collegamento con la Curia genovese.
Quest'ultima circostanza è stata da qualcuno ritenuta indicativa di un avvicinamento di Vinacci al “Cambiamo” di Toti, anche perché Rivellini non solo è andato al Brancaccio ma nei suoi post su Facebook ormai sostiene apertamente il nuovo corso del governatore ligure.

E i fratelli (d’Italia) che dovevano andare con Toti?

Super User 12 Agosto 2019 638 Visite

Vi ricordare la cerimonia di fusione tra le associazioni dei consiglieri comunali Stefano Costa e Francesco Maresca? (leggi)
Dopo quella riunione alla Bocciofila Lido, alla quale avevano partecipato almeno quindici esponenti di Fratelli d’Italia, si era pensato a un imminente passaggio di “fratelli” nel movimento arancione del governatore ligure.
Ebbene, adesso, che con la nascita di "Cambiamo" i tempi sarebbero maturi per l'eventuale passaggio, nulla si sa di quella che avevamo definito come la più grande trasmigrazione politica in Liguria (leggi).
La domanda che ci poniamo è questa: se i fratelli non vanno con Toti, sarà forse Toti ad andare con i fratelli?
Quest'ultima ipotesi accontenterebbe Giorgia Meloni che, dall'alto dei sondaggi che la vedono sopra Forza Italia, vorrebbe governare una regione del Nord.

Grillo: mi eleverò per salvare l'Italia dai nuovi barbari

Super User 11 Agosto 2019 359 Visite

"Mi eleverò per salvare l'Italia dai nuovi barbari, non si può lasciare il paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un'illusione. Lasciamoci quindi alle spalle Psiconani, Ballerine e Ministri Propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita, per noi soltanto sporcizia non biodegradabile". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

Il consigliere Gambino contro Richard Gere

Super User 11 Agosto 2019 405 Visite

Il delegato alla Protezione civile del Comune di Genova, Antonino Sergio Gambino, considerato dalle donne tra i più belli di palazzo Tursi, si è scagliato contro una icona della bellezza maschile mondiale: Richard Gere.
“Per fortuna Richard Gere si sta adoperando per salvare questi poveri ragazzi deperiti torturati e derubati in fuga dai lager libici. PS: i barbieri in Libia sono proprio degli aguzzini. Chissà quanti soldi si fanno pagare per fare la sfumatura...”. Così ha commentato Gambino una foto che ritrae l’attore su una nave ong insieme ai migranti.
Secondo il fratello (d’Italia) chi si può permettere una sfumatura ai capelli non è in stato di povertà. Sarà pure una sfumatura, ma Gambino l’ha notata.

Ponte Morandi, è passato un anno

Super User 10 Agosto 2019 198 Visite

Era il ponte di Brooklin; era il viadotto sul Polcevera, una pezzo di autostrada che per i genovesi era strada di casa; una strada cittadina. Come ponte Morandi la maggior parte degli abitanti sotto la Lanterna, lo hanno conosciuto tragicamente dopo che, alle 11,36 di un anno fa il 14 agosto, accadesse qualcosa che era immaginabile in un film più che nella realtà. Eppure Genova e l'Italia con quella realtà hanno dovuto fare i conti sotto un diluvio che quasi allagava il capoluogo ligure per l'ennesima volta. Un temporale che pareva di ottobre- novembre mentre flagellava invece la città alla vigilia del giorno più mitico dell'anno quanto a caldo e vacanze e momento nel quale dimenticare i problemi. Dal 14 agosto 2018 non potrà essere più così. Lo impediscono i 43 sepolti dalla macerie, inghiottiti da un vuoto improvviso ed impensabile, che nemmeno Vettel sarebbe riuscito ad evitare. Un destino infame al quale è impossibile rassegnarsi che ha cancellato la vita di chi transitava sul ponte, Brooklin, Morandi o sul Polcevera come lo si voglia chiamare. Tranciato di netto quasi un chilometro con un taglio quasi chirurgico. Un crollo che non ha forse pari al mondo tanto da chiedersi se è avvenuto o è solo un incubo. Una grande città spezzata viabilmente in due e se si piangono i morti, occorre pensare agli sfollati, centinaia, che hanno perso casa ma ancora di più le strade dove avevano il cuore, belle o brutte che fossero, periferiche, certo, ma dove erano nati, cresciuti, formato famiglie, fatto figli. Ed ad aziende che sotto quel ponte prosperavano e che hanno in grande parte chiuso con conseguente perdita di tanti posti di lavoro in una città dove dovrebbero invece aumentare. E' passato un anno e Genova resta sconvolta e sbigottita. Occorre però anche sottolineare come abbia reagito: nuove strade, by-pass per il traffico, aiuti alla gente del posto. Non si è stati mai fermi e l'emergenza gestita da quelli che qui abbiamo definito da tempo “gemelli dei ponte”, Bucci e Toti, è stata gestita in tutti i sensi in maniera encomiabile. Un esempio per il mondo. Resta il dolore immenso per chi, per tragica fatalità si trovava su quel ponte in quel momento per maledetta ed ingiusta cabala del destino, e non tornerà più alle case sparse per l'Italia. Ma almeno, invoca la gente italiana, si scopra perché è accaduto il disastro. Gli indagati a vario titolo sono 71, oltre a due società. Si dice che il ponte avesse problemi dalla sua costruzione, che fosse a scadere come avvertì lo stesso progettista Morandi, da cui prese nome. Che la sua struttura, gli stralli e tanti altri pezzi di ingegneria che abbiamo imparato a conoscere solo post crollo, fossero alla fine, non tenessero più. Perché? E' la domanda che urliamo tutti. Ad un anno di distanza commemorazione con parata di autorità ai massimi livelli e messa del cardinale Bagnasco. Ma soprattutto sia il silenzio, alle 11,36 un anno dopo, a farsi sentire.

Dino Frambati

Salvini sul post della grillina Stefania Giovinazzo

Super User 09 Agosto 2019 210 Visite

“Dopo le minacce di morte di mafiosi e centri sociali, arrivano anche quelle della grillina... Vabbè, tiro dritto, sorrido e non rispondo. Bacioni anche a lei”. Così ha reagito Matteo Salvini al post (foto sopra) della grillina genovese Stefania Giovinazzo.

Consigliera M5S rievoca piazzale Loreto per Salvini

Super User 09 Agosto 2019 258 Visite

«Bene la modifica del post, un ravvedimento di buon senso, ma ora ci aspettiamo le dimissioni. Non basta un colpo di mouse a cancellare la gravità delle parole della consigliera del Movimento 5 stelle Stefania Giovinazzo che prima rievoca il fascismo augurando al Ministro dell'Interno Salvini di finire a testa in giù a piazzale Loreto e poi decide di modificare il suo post. Non basta di certo modificare qualche riga per cancellare le violenti parole scritte, da condannare, che ci fanno rabbrividire al pensiero che questa signora possa rappresentare i genovesi in un'istituzione. Invece di dare lezioni di coerenza, sarebbe meglio che la consigliera firmasse subito le proprie dimissioni. Solidarietà al Ministro Salvini per l'ennesima intimidazione subita».

Gruppo Consiliare Lega del Municipio Levante

Toti cambia il simbolo di Cambiamo

Super User 09 Agosto 2019 292 Visite

“La prima bozza del simbolo di Cambiamo che abbiamo pubblicato ieri a tanti di voi non è piaciuta: abbiamo letto tutti i vostri commenti, in tanti avete suggerito di aggiungere un po’ di blu... che ne dite di questo secondo tentativo? Siamo sulla strada giusta? Continuate a scriverci sulla nostra mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per far parte della nostra avventura, solo insieme si cambia davvero”. Così Giovanni Toti ha motivato la modifica del primo simbolo, al quale all’arancione ha aggiunto l’azzurro (di Forza Italia?), ma in parte minore.

Toti e il vecchio simbolo

Il diktat di Berlusconi spaventa gli azzurri-totiani

Super User 08 Agosto 2019 408 Visite

“Chi va con Toti è fuori da Forza Italia”. E’ il diktat scagliato oggi da Silvio Berlusconi contro i forzisti che intendo seguire la nuova avventura politica del governatore ligure.
Il monito era già stato lanciato dal Cav nei giorni precedenti la convention al Teatro Brancaccio, ma allora non aveva intimorito più di tanto gli speranzosi azzurri-totiani. Le stesse parole invece oggi sono state percepite con preoccupazione da chi sta per lasciare Forza Italia per aderire a Cambiamo!.
A complicare la situazione sono le voci sempre più insistenti (si parla di ottobre) di elezioni anticipate, che potrebbero nei prossimi mesi condizionare gli equilibri tra i partiti di centrodestra anche nelle regioni.
In questo scenario, molti sono convinti che Berlusconi avrà ancora una volta un ruolo importante (ma senza leadership) nella coalizione con Salvini e Meloni. Qualora si dovesse verificare questa ipotesi, per i totiani potrebbero nascere problemi; mentre una eventuale divisione del centrodestra favorirebbe il centrosinistra. Ma solo se si saprà compattare.

Rivoluzione in Liguria per Forza Italia

Super User 08 Agosto 2019 518 Visite

Con una circolare, inviata proprio oggi, il Coordinamento di Presidenza di Forza Italia, preso atto della costituzione del movimento di Giovanni Toti, ha stabilito che "i dirigenti di Forza Italia che abbiano partecipato alla costituzione dell'associazione "Cambiamo!" o che in futuro decidano di aderirvi debbano considerarsi decaduti dai loro incarichi in Forza Italia, anche per quanto riguarda gli incarichi nei gruppi parlamentari".
Stando alla lettera del provvedimento, a questo punto dovrebbero ritenersi decaduti tutti i coordinatori locali che dalle notizie di stampa risultano aver firmato per Toti, come Marco Scajola per Imperia, Angelo Vaccarezza per Savona, Lilli Lauro per Genova e anche la parlamentare spezzina Manuela Gagliardi per quanto riguarda i suoi incarichi di gruppo.
Ora sarà il coordinatore regionale di Forza Italia Sandro Biasotti a dover procedere in questo senso o, come prosegue la nota, "in assenza di iniziative autonome" ad attivarsi immediatamente per "l'espulsione da Forza Italia di chi ha aderito o aderirà all'associazione".
Toti ha dunque vinto la prima battaglia, quella di azzerare Forza Italia, partendo proprio dalla sua regione, la Liguria.

Il post sponsorizzato dei seniores liguri di Forza Italia

Super User 08 Agosto 2019 333 Visite

Da qualche giorno appare ripetutamente su Facebook un post sponsorizzato da “Forza Italia Seniores Liguria” che ripropone un articolo del Giornale.it, il cui titolo riporta una dichiarazione di Berlusconi: “Toti perde tempo”.
Fermo restando che il coordinatore ligure dei seniores azzurri è Giuseppe Costa, che si vede con il Cav nella foto del profilo della pagina Facebook, resta un dubbio: chi ha pagato per rilanciare la notizia?

A palazzo Tursi si rivede Burlando

Super User 07 Agosto 2019 638 Visite

Claudio Burlando ieri è stato visto in Comune a Genova. “Preferisco occuparmi del mio orto”, ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sulla politica di oggi.
A giudicare dalle foto di zucchine fiorite che ci ha mostrato dal suo telefonino, possiamo dire che l’ex ministro, governatore e sindaco ha proprio il pollice verde. Meriterebbe un assessorato all’agricoltura. Anche se a palazzo Tursi si sta preparando il rimpasto di giunta, difficilmente il sindaco Bucci gli darà la delega.

Intervista al sindaco Marco Bucci

Super User 06 Agosto 2019 282 Visite

Vittorio Sirianni ha intervistato il sindaco Marco Bucci su ponte, politica, rimpasto di giunta, economia e cose fatte e da fare per la città. Nella parte finale scopriamo come si definisce.
VIDEO

Toti risponde a Mulè

Super User 06 Agosto 2019 244 Visite

“Mi ero ripromesso di non rispondere più alle meschine critiche di chi ci odia non avendo il coraggio di mettersi in gioco, ma leggendo le parole dell’onorevole Mulè sul Giornale, migliore organo per dire signorsì, è difficile trattenere una riflessione.
Mulè ci paragona a un buco nero: beh, se in quel buco nero venisse risucchiata la classe dirigente di cui lui fa parte, una classe dirigente evidentemente incapace di dire la verità al proprio capo, a se stessa e agli elettori, allora già avremmo assolto il nostro ruolo.
Se quel buco nero aprirà un nuovo spazio politico in cui possano tornare a fare politica tutti coloro che sono fuggiti per disgusto proprio di questo atteggiamento, avremo fatto una piccola parte del nostro dovere”. E’ il post del governatore Giovanni Toti in risposta al comunicato (leggi) dell’onorevole Giorgio Mulè.

L’onorevole Mulé contro il governatore Toti

Super User 05 Agosto 2019 292 Visite

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'onorevole Giorgio Mulé

Quando la politica deborda nella calunnia è necessario superare una naturale ritrosia e accettare di scendere nella palude del fango. Questo accade soprattutto se, a diffondere la calunnia, è un soggetto che ricopre una carica istituzionale. Fuor di metafora: il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha ritenuto di spargere calunnie nei miei riguardi rispetto al ruolo di parlamentare eletto nel Collegio Liguria 01 (Ponente Ligure). È bene allora, non per rispetto a Toti, ma nei confronti dei cittadini che mi hanno voluto alla Camera dei deputati dire parole di verità.

Non mi soffermerò neanche per una frase sulla genesi della candidatura: sarebbe troppo facile infilzare il governatore Toti richiamandolo al suo recente passato di candidato al parlamento europeo o alla Regione Liguria, questo appartiene alla polemica politica e non alle calunnie. Parliamo allora del tema che interpella direttamente la dignità, la responsabilità e il dovere nei confronti degli elettori.

Il governatore Toti ritiene che io sia “latitante” rispetto al territorio di elezione, sarei anzi “un turista della politica”. A corredo di questo post gli elettori troveranno un link: https://www.camera.it/leg18/29?tipoAttivita=attivita&tipoVisAtt=&tipoPersona=&shadow_deputato=307130&idLegislatura=18

è relativo a tutti gli atti prodotti dall’insediamento della Legislatura (dal 22 marzo 2018); potrei anche allegare una rassegna stampa sulle posizioni che ho assunto riguardo a temi del territorio ma sono talmente tante le dichiarazioni e gli interventi da rischiare di intasare i computer! All’attività di parlamentare ligure, tra l’altro, affianco quella di portavoce dei gruppi di Camera e Senato di Forza Italia che mi obbliga a rivestire un ruolo di rappresentanza assai assiduo presso tutti i mezzi di comunicazione.

Sgombriamo subito il campo da un equivoco: un parlamentare rappresenta il territorio all’interno dell’Istituzione nella quale è stato eletto. Nel mio caso evidentemente la Camera dei deputati. È qui, in questa sede, che il parlamentare deve portare le istanze del territorio impegnandosi al massimo affinché trovino risposte. Un “turista della politica” sarebbe colui che all’impegno parlamentare preferisce trascorrere il suo tempo tra salamelecchi e inutili attestazioni di benemerenza. Non è il mio caso, non sarei io.

I numeri, allora: dall’inizio della legislatura (dunque in 17 mesi) su 220 sedute alla Camera la mia assenza risulta in 5 occasioni, ciò che più importa in termini statistici è che il deputato Mulè ha partecipato a 3.810 votazioni in Aula che costituiscono il 90% del totale e in questo modo lo pongono tra i deputati più virtuosi per presenza dell’intero Parlamento. All’impegno in Aula si affianca quello delle Commissioni permanenti: nel mio caso della Commissione Trasporti e della Commissione bicamerale di Vigilanza sulla Rai. In entrambe le Commissioni la mia presenza è prossima al 100%.

Oltre ai freddi numeri della statistica che, però, indicano già una differenza sostanziale tra chi fa il “turista della politica” a Roma e chi invece quotidianamente adempie il suo mandato, c’è la sostanza dell’azione parlamentare. Che tradotto indica interpellanze, interrogazioni, question time, proposte di legge, mozioni, risoluzioni, audizioni con i conseguenti interventi in Aula e nelle Commissioni. Su tutto questo rimando al link dove dettagliatamente ognuno potrà rintracciare i singoli atti. Al presidio della Camera dei deputati si accompagna, come dicevo, un’attività di confronto e ascolto con il territorio. In che cosa è consistita questa attività? Facciamo un distinguo: vi è un’attività istituzionale che non conosce appartenenza politica ma risponde unicamente ai bisogni del territorio e una parallela, legata alla famiglia di appartenenza politica. Nel primo caso, quello dell’attività istituzionale, sarebbe davvero defatigante elencare una per una le attività con il territorio: affinché però non rimanga neanche velatamente il sospetto di voler eludere questo aspetto sarà sufficiente che a smentire la mia ferrea convinzione di non essermi mai sottratto ad alcuna delle necessità segnalate intervengano sindaci e amministratori del territorio. Più in particolare invito a smentire di aver trovato sempre e comunque, in occasione di giornate di lavoro o festive, giorno e notte e per qualsiasi necessità i sindaci e i consiglieri di tutti i comuni della provincia di Imperia a cominciare da: Sanremo, Imperia, Ventimiglia, Taggia, Bordighera solo per citare quelli più popolosi. Lo stesso vale per ogni piccolo o piccolissimo Comune (da Triora a Pieve di Teco). A questi si aggiungano i comuni della provincia di Savona ricadenti nel collegio di elezione: Albenga, Alassio, Andora, Ceriale... etc.

Invito anche i cittadini a segnalare NON le azioni che hanno trovato presso di me riscontro o ascolto ma se e quando non è stata data loro risposta.

Nel secondo caso, quello dell’attività politica, invito tutti i candidati dei Comuni dove si è votato dal marzo 2018 a oggi a dichiarare se, in ogni momento, giorno e notte, hanno potuto contare sul mio sostegno in termini di presenza fisica o istituzionale. Potrei citare i casi di: Sanremo, Imperia, Ventimiglia, Bordighera, Albenga, Ceriale e tutti i comuni piccoli o piccolissimi dove è stata richiesta la mia presenza. A questo proposito val la pena sottolineare come io mi sia sempre mosso rispettando le decisioni e gli equilibri in ambito locale: il coordinatore provinciale di Forza Italia a Imperia, Marco Scajola, è chiamato qui ed ora a smentire se ho mai mancato un invito ad essere presente sul territorio. È bene che si sappia che, pur non condividendo certe scelte di candidati per le elezioni in alcuni comuni, non ho mai né alimentato polemiche né fatto mancare il mio sostegno appassionato, pieno e incondizionato ai candidati selezionati da Marco Scajola e condivisi, anche se non sempre, con la coalizione di centrodestra. Questo è successo perché sono fermamente convinto che vi debba essere una differenza sostanziale e invalicabile di ruolo e responsabilità in ogni organizzazione politica. Alle iniziative politiche, va da sé, si sono affiancate presenze sul territorio legate alle più disparate iniziative: sagre, feste patronali, fiere agroalimentari, convegni, etc. etc. Non rientra nel mio modo di essere quello di partecipare le mie personali iniziative legate a beneficienza e solidarietà: nel Collegio che ho l’onore di rappresentare chi ha ricevuto sa di che cosa parlo. Altra, necessaria e abbastanza meschina precisazione rispetto a quanto dichiarato dal governatore Toti, riguarda il vile denaro. Il governatore ritiene che “simpatizzanti e militanti” mi abbiano “regalato un posto da 12mila euro al mese”: è la cifra che ogni mese viene corrisposta ai singoli deputati. Ho già fatto presente come, grazie a Dio e a una vita di lavoro e sacrifici, non ho mai pensato di fare politica per inseguire o assicurarmi un lauto stipendio: le responsabilità che ho ricoperto in oltre 30 anni di lavoro con risultati giudicati da altri “straordinari” mi hanno portato a percepire un reddito di molto superiore a quello che attualmente ricevo. Con una differenza: non uso auto blu, non ho autisti a mia disposizione, per alloggiare o mangiare nei vari centri del Collegio pago di tasca mia... Non voglio tediare chi sta leggendo facendo l’elenco delle altre spese di “mantenimento” ma questa precisazione serve soltanto a sgombrare un campo in cui pensavo si cimentassero solo i grillini e nel quale invece adesso sguazza anche il governatore ligure. A differenza di Toti, tra l’altro, faccio fronte con mie personali risorse a tutte le necessità di spese per la politica: non ho fondazioni di cui dispongo per alimentare un flusso di cassa per la mia attività, non ho mai voluto ricevere alcun contributo di qualsiasi natura da qualsivoglia soggetto o azienda dal momento della mia elezione alla Camera obbedendo a un preciso canone che mi impedisce in termini di trasparenza e libertà di ricevere alcunché.

In conclusione resto convinto che il bilancio dell’attività di un parlamentare si sostanzia nella capacità di fare il proprio lavoro all’interno dell’istituzione dove è stato eletto, nell’essere cinghia di trasmissione il più possibile autorevole tra le istanze e le esigenze del territorio con i luoghi della politica. Io, in totale serenità e senza alcun dubbio, posso affermare con certezza di aver adempiuto con “disciplina e onore” al mandato che mi è stato affidato dagli elettori del mio collegio. Non sarò io a questo punto a perdere il mio tempo dietro beghe di quart’ordine legate al futuro del governatore Toti. Ho lavorato, lavoro e lavorerò con l’unico obiettivo di essere certo che tutti gli abitanti che risiedono nel mio collegio siano soddisfatti e fieri del loro deputato. Una certezza: non tradirò mai la mia bandiera. Il mio nome è espressione di un simbolo, di una storia, di un presidente: Forza Italia - Berlusconi Presidente.

Giorgio Mulè

Sottoscritto l’accordo “Mi riscatto per Genova”

Super User 05 Agosto 2019 293 Visite

Questa mattina, nel salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il sindaco di Genova Marco Bucci, il capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, il direttore dell’Ufficio affari generali, personale e formazione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta Romolo Pani, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Gaetano Brusa e il segretario generale della Cassa delle Ammende Sonia Specchia hanno sottoscritto l’accordo quadro “Mi riscatto per Genova” che regolamenta il reinserimento socio lavorativo di detenuti per l’impiego in progetti di pubblica utilità.

L’accordo si inserisce in un programma ministeriale che promuove l’avvio di progetti di recupero e inclusione sociale di detenuti degli istituti penitenziari della città. Il progetto risponde alla duplice finalità del reinserimento e della trasmissione alla comunità di un messaggio di legalità e rispetto di norme e regole.

I protocolli d’intesa operativi, sottoscritti dal Comune e dagli istituti penitenziari coinvolti, potranno prevedere l’adesione di terzi ed essere incentrati prioritariamente nei seguenti ambiti: manutenzione degli immobili in concessione governativa e del patrimonio comunale, con particolare attenzione verso quelli inutilizzati o sottoutilizzati; gestione delle risorse idriche, elettriche e termiche; gestione dei rifiuti, con particolare attenzione all’educazione al riciclo e riuso; efficientamento energetico degli immobili; sviluppo di opportunità di lavoro penitenziario attraverso l’organizzazione di lavorazioni qualificate e qualificanti all’interno degli istituti penitenziari da parte di enti, imprese pubbliche e/o private e cooperative sociali; miglioramento dei modelli organizzativi per la gestione delle attività ambientali, sociali, culturali e lavorative in ambito penitenziario; sviluppo umano e delle capacità relazionali dei detenuti attraverso attività formative culturali e artistiche che favoriscano l’evoluzione positiva della personalità e della capacità di interagire in ambito sociale.

Per l’attuazione dei protocolli operativi il Comune potrà avvalersi anche delle società da esso partecipate, operanti nei singoli ambiti sopra citati.

«La firma di questo protocollo ha un significato particolare proprio per il contesto in cui si realizza, per le dolorose vicende che la città di Genova ha dovuto attraversare negli ultimi tempi – ha dichiarato il ministro Alfonso Bonafede -. Il Governo fornisce così un tangibile segno di vicinanza all’intera comunità genovese. Grazie allo spirito che anima questo protocollo, dunque, oggi Genova, ancora una volta, assurge a simbolo della sinergia virtuosa tra istituzioni».

«Il Comune di Genova aderisce con convinzione ad un progetto che ci permetterà di sviluppare opere di manutenzione sul territorio dando risposte più sollecite ai cittadini – afferma il sindaco Marco Bucci -. Abbiamo contribuito alla stesura di questo accordo e crediamo che questo tipo di attività svolta dai detenuti sia importante per l’inclusione sociale degli stessi e come opera a favore della comunità».

«Si tratta di una grande opportunità per Genova e per i detenuti che desiderano riscattarsi – spiega il consigliere comunale delegato alla Protezione Civile e alla Valorizzazione del Volontariato Sergio Gambino -. Grazie a questo accordo sarà possibile portare avanti progetti presentati dal Comune, da società partecipate ma anche da altri soggetti. Abbiamo già alcune idee relative al decoro e alla sicurezza, come ad esempio le riverniciature di panchine e la pulizia dei giardini, ma anche opere di prevenzione degli incendi. A seconda del tipo di intervento sarà effettuata una formazione specifica. Il Comune di Genova non avrà alcun onere a suo carico».

Bucci guida la ruspa per dare il via ai lavori

Super User 05 Agosto 2019 158 Visite

Il sindaco Marco Bucci venerdì scorso è salito a bordo di una ruspa per ridare il via (simbolico) ai lavori, fermi da circa sette anni, che completeranno il parcheggio interrato (oltre 400 posti auto) dell’ospedale San Martino.
“Una promessa fatta ai genovesi già in campagna elettorale: abbiamo risolto tutti i problemi e da oggi partono i lavori che si completeranno in due anni!”, ha detto il sindaco.
Alla cerimonia era presente anche Giovanni Toti. Governatore e sindaco, che indossavano caschetti da carpentiere e cravatte arancioni, sembravano due operai di un plastico della Playmobil. Chissà se la nota casa di giocattoli produrrà due personaggi con la loro immagine.

Giovanni Toti e Marco Bucci

Borsino Toti-exit, secondo Genova3000

Super User 04 Agosto 2019 611 Visite

Secondo Genova3000.

GIOVANNI TOTI
Togliendolo dal nuovo coordinamento del partito, Berlusconi ha evitato a Toti l’imbarazzo delle dimissioni immotivate. Adesso l’ex delfino può finalmente impegnarsi a far crescere la sua nuova creatura politica, “Cambiamo!”. E dovrà lavorare sodo, soprattutto se non sarà sostenuto dal centrodestra, affinché la Liguria l’anno prossimo non cambi governatore. E il punto esclamativo non si trasformi in interrogativo. Senza risposta.

MARCO BUCCI
L’incertezza politica che sta avvolgendo il governatore Toti ha fatto crescere le quotazioni del sindaco di Genova, addirittura si parla di una sua possibile candidatura alle regionali 2020. La notizia era nata in occasione di una visita del vicepremier Matteo Salvini a Genova (a Fincantieri), ma era stata prontamente smentita da Edoardo Rixi e dal portavoce di Bucci.

EDOARDO RIXI
L’ex viceministro ancora una volta sarà protagonista della politica ligure. Nel 2015 era stato ad un passo dalla candidatura a governatore, poi superato da Toti. Nel 2017 ha tirato fuori dal cilindro il nome di Marco Bucci come sindaco di Genova. In autunno deciderà chi dovrà correre alle regionali 2020 per il centrodestra, e non potrà (per il momento) essere lui. A Genova3000 aveva dichiarato che l’unico candidato è Toti. La pensa ancora così? Presto glielo chiederemo.

SANDRO BIASOTTI
“Non so cosa sia successo, anche perché mi sembra che il mio partito abbia iniziato un importante percorso di rinnovamento con primarie aperte. Sono profondamente dispiaciuto di questa rottura che spero sia solo momentanea e che nei prossimi giorni cercherò di analizzare meglio”. Ha detto il coordinatore regionale di FI a Genova3000 che però non ha voluto anticipare il suo futuro politico. In vacanza, soprattutto durante una battuta di pesca in mezzo al mare, avrà modo di analizzare meglio la questione. Dipenderà anche da quali pesci abboccheranno?

BAGNASCO-CASSINELLI (I DUE ROBERTO)
Sono sempre stati molto fedeli al presidente Berlusconi. Alle passate politiche sono stati premiati da Forza Italia con la candidatura, che hanno saputo sfruttare bene facendosi eleggere alla Camera dei Deputati. Dopo la scissione di Toti non hanno avuto dubbi con chi stare: hanno scelto il vecchio (usato garantito) per il nuovo (potente ma da collaudare). Finché il partito sarà governato dal Cav i due Roberto avranno un posto in Paradiso. Che sia al Senato o alla Camera.

CLAUDIO MUZIO
Il consigliere regionale non ha usato mezzi termini per descrivere l’atteggiamento di Toti degli ultimi anni. “In politica, come del resto nella vita, non c’è nulla di peggio dell’equivoco. In Forza Italia è arrivato il tempo della chiarezza e, comunque la si pensi, questo non può essere che un bene. Per quanto mi riguarda, sono stato chiaro fin da subito: io non cambio casacca”. Una lezione di vita e di politica. Che arriva dal rigoroso entroterra ligure. Precisamente da Casarza Ligure.

CAVO-GIAMPEDRONE-SCAJOLA (MARCO)-VACCAREZZA 
Gli assessori regionali e il capogruppo di FI in Regione sono compatti accanto a Toti. La decisione di seguire il loro faro arancione non è mai stata messa in discussione. Per portare sostenitori al teatro Brancaccio hanno organizzato diversi pullman. I “Fantastici Quattro” sono per Toti importanti punti di riferimento sulle province: costituiscono la spina dorsale del nuovo movimento. Un ruolo delicato da svolgere, perché un eventuale colpo della strega di uno potrebbe vanificare il lavoro di tutti.

LILLI LAURO
La sua duplice veste, totiana in Regione e azzurra in Comune, aveva creato un po’ di suspance su come avrebbe reagito in caso di scissione tra Toti e Forza Italia. Invece la pimpante Lilli non ha avuto dubbi: “Viva la meritocrazia!!! Viva il rinnovamento!!! Avanti tutta!!! Forza presidente Toti!!!”. Lauro non può rappresentare il rinnovamento, ma, evidentemente, sa di poter puntare sulla meritocrazia per essere riconfermata in Regione.

CLAUDIO BURLANDO
La sinistra ligure spera che alle regionali 2020 il centrodestra si venga a trovare nella stessa situazione nella quale si è trovato il centrosinistra alle regionali del 2015, cioè diviso. Le liti tra Raffaella Paita, Luca Pastorino e Sergio Cofferati (tutti approdati in Parlamento, Italiano o Europeo) alle scorse regionali avevano creato un frazionamento del voto tale da favorire l’elezione a presidente di Giovanni Toti. Per l’ex governatore ligure Claudio Burlando adesso ci sarebbe una condivisione su un unico nome da candidare alla guida della Liguria e le divisioni all’interno del centrosinistra non ci sarebbero più. Il Parlamento evidentemente mette saggezza.

CLAUDIO SCAJOLA
Alle comunali di Imperia il centrodestra (Forza Italia non aveva però messo il simbolo) gli aveva opposto Luca Lanteri, candidato uscito sconfitto dalla competizione pur essendo sostenuto con forza da Giovanni Toti. Per il sindaco Scajola potrebbe essere ora il momento di restituire pan per focaccia, promuovendo lo sviluppo dell’“Altra Italia” in Liguria (già si parla di numerosi incontri in diverse città, anche oggi in un noto ristorante della Foce). Ma U Ministru è persona che si è conquistato le posizioni sempre sul campo. Non ha mai aspettato in riva al fiume il cadavere del suo nemico.

G.B. Raggi: Toti leader a tutto tondo

Super User 03 Agosto 2019 355 Visite

Il noto commercialista Giovanni Battista Raggi, fresco di nomina al vertice del Collegio dei Revisori dei Conti di FSU, la finanziaria che ha in mano il controllo di IREN, ha fatto un lungo post su Facebook.
Dall'ex tesoriere regionale del PD lodi sperticate per il governatore ligure che (forse) sarà il candidato del centrodestra alle prossime regionali, Lega e Forza Italia permettendo: "Le regionali liguri 2020 si avvicinano a larghe falcate: Toti è il candidato che meglio si sta muovendo, guadagnando visibilità nazionale, assumendosi anche rischi non da poco per un salto di qualità che lo possa potenzialmente trasformare in un leader nazionale a tutto tondo", mentre il PD ed il centrosinistra non riescono "a dare l'idea di una visione prospettica alternativa a quella di Toti, che nella comunicazione è indubbiamente un maestro".
Molti lettori di Genova3000 hanno letto in questo endorsement il chiaro segnale che alle prossime elezioni il fronte degli arancioni totiani potrà contare su tanti elettori un tempo schierati col PD.

Quando Rosso distribuiva i santini di Borchi

Super User 30 Luglio 2019 573 Visite

Alle recenti elezioni europee, Matteo Rosso si è speso molto per sostenere la campagna elettorale dell’amico Ubaldo Borchi. In queste foto lo vediamo in occasione di un aperitivo elettorale che si è tenuto alle Cicale di Albaro, mentre mostra e distribuisce i santini del suo candidato preferito. Tutta fatica sprecata, direbbe qualcuno. Perché Borchi non è andato al Parlamento europeo e, per giunta, ha lasciato (all’improvviso) Fratelli d’Italia per aderire a Liguria Popolare, portando con sé le 2400 preferenze prese a maggio.
Oggi è il compleanno di Borchi, per lui sono 61 primavere. Tanti parenti, amici, colleghi e fratelli (d'Italia) gli faranno gli auguri. E noi ci uniamo a loro.

Matteo Rosso, Stefano Spinaci, Ubaldo Borchi e Stefano Balleari

Rosso mentre distribuisce i volantini di Borchi

Ubaldo Borchi con Stefano Balleari

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