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Case della Comunità aperte in tutta la Liguria anche nelle festività di Pasqua

Super User 03 Aprile 2026 581 Visite

 

Saranno operative anche durante le festività pasquali, su tutto il territorio ligure, le Case della Comunità, presidi fondamentali della sanità territoriale: l’obiettivo è garantire assistenza anche nei giorni festivi e prefestivi per bisogni di salute a bassa e media complessità.

Rivolgersi alle Case della Comunità consente di ricevere assistenza per numerose situazioni cliniche e assistenziali, tra cui, ad esempio: medicazioni, rimozione punti, febbre, mal di gola, piccoli traumi, dolori articolari o addominali lievi, punture di insetto.

“L’invito ai cittadini – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò – è quello di imparare a conoscere e utilizzare sempre di più questi presidi di prossimità, in particolare durante i periodi festivi. Le Case della Comunità sono un punto di riferimento vicino a casa per i bisogni di salute a bassa e media complessità. I cittadini troveranno disponibile, ad accesso diretto e senza prenotazione, il medico di Medicina generale. Per le situazioni tempo-dipendenti, invece, resta fondamentale il ricorso ai servizi di emergenza-urgenza garantiti dai Pronto soccorso”.

“Il ponte delle festività pasquali sarà uno stress test per il nostro Sistema sanitario regionale – sottolinea il direttore generale Marco Damonte Prioli –. Le Case della Comunità di tutta la Liguria saranno un punto di riferimento per i bisogni di salute a bassa e media complessità. Saranno aperte tutti i giorni, h24, quelle denominate “hub”, mentre le strutture “spoke” garantiranno apertura il sabato dalle 8 alle 20. Una risposta concreta di prossimità, utile anche ad alleggerire la pressione sui Pronto soccorso”.

 

CASE DELLA COMUNITÀ APERTE NELLE VACANZE DI PASQUA

 

ASL 1

- Casa della Comunità hub Imperia, Via L. Acquarone, 9: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Sanremo, Via San Francesco: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Bordighera, Via Aurelia, 122: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità spoke Taggia, Via B. Partigiane (presso nuova stazione ferroviaria): dalle 8 alle 20 solo sabato 4 aprile

- Casa della Comunità spoke Pieve di Teco, Piazza Borelli: sabato 4 aprile, dalle 8 alle 20

 

ASL 2

- Casa della Comunità hub Finale Ligure, Via della Pineta 6: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Albenga, Via Martiri della Foce, 40: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Cairo, Corso Martiri della Libertà, 30: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità spoke Pietra Ligure, Via XXV Aprile 38: dalle 8 alle 20 sabato 4 aprile

- Casa della Comunità spoke Vado Ligure: via della Costa,1 dalle 8 alle 20 sabato 4 aprile

 

ASL 3

- Casa della Comunità hub Pegli, Via Pegli, 41: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Genova Sampierdarena, Via Operai,80 (Fiumara): h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub via Assarotti, 35: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Struppa, Via Struppa, 150: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità hub Quarto (presso O.P. Quarto Padiglioni 8-9-10), Largo F. Cattanei, 4: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità spoke Borgo Fornari, Corso Trento e Trieste 130: sabato 4 aprile, dalle 8 alle 20,

- Casa della Comunità spoke Rivarolo, Via P. N.Cambiaso 62 (presso Celesia, Padiglione Monte): dalle 8 alle 20 sabato 4 aprile

- Casa della Comunità spoke Recco, Via Pisa, 55: dalle 8 alle 20 sabato 4 aprile

 

ASL 4

- Casa della comunità di Rapallo, Via San Pietro, 8: h24 tutti i giorni

- Casa della comunità di Chiavari, Via G.B. Ghio, 9: h24 tutti i giorni

- Casa della comunità di Sestri Levante, Via Terzi 37 (ospedale): h24 tutti i giorni

 

ASL 5

- Casa della Comunità hub La Spezia via XXIV Maggio: h24 tutti i giorni

- Casa della Comunità spoke Luni, Via della Madonnina, 101: sabato 4 aprile, dalle 8 alle 20

 

Per informazioni è disponibile la pagina dedicata sul sito di ATS Liguria https://www.atsliguria.it/

Palazzo Tursi, il Villaggio di Pasqua conquista i genovesi: oltre mille ingressi in due ore

Super User 03 Aprile 2026 556 Visite

 

Sono stati più di mille gli ingressi registrati nelle prime due ore di apertura del Villaggio di Pasqua all’interno di Palazzo Tursi, che ieri pomeriggio ha accolto bambine e bambini in un’atmosfera festosa e partecipata. Tra sorrisi, animazione e colori, i piccoli visitatori si sono subito lanciati in una caccia alle uova, animando gli spazi dell’atrio del palazzo del Comune di Genova.

L’inaugurazione è stata anticipata da un momento dedicato ai figli dei dipendenti comunali, che nel cortile hanno potuto cercare uova nascoste e vivere un’anteprima esclusiva dell’evento. Un segnale concreto di attenzione alla comunità e alle famiglie, in linea con la visione dell’amministrazione.

«Abbiamo voluto riproporre una formula già sperimentata con successo a Natale - ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis - trasformando uno spazio istituzionale in un luogo accogliente e aperto. Con il Villaggio di Pasqua continuiamo a offrire occasioni di gioco, creatività e condivisione, accompagnando la città verso la primavera con iniziative per tutti».

Il programma prosegue anche oggi e domani con un fitto calendario di attività: laboratori creativi, giochi dinamici e percorsi a tappe in cui i bambini, guidati dagli animatori, dovranno risolvere enigmi e superare prove per conquistare ovetti di cioccolato. Grande attenzione anche alla creatività, con laboratori dedicati alla decorazione delle uova e alla realizzazione di piccoli oggetti da portare a casa.

Non manca uno spazio educativo con giochi da tavolo e attività pensate per stimolare concentrazione e collaborazione tra grandi e piccoli. Sabato, inoltre, l’animazione si estenderà lungo via Garibaldi, dove trampolieri e artisti di strada porteranno spettacoli itineranti.

Le iniziative culmineranno l’11 aprile in piazza Matteotti, che ospiterà il dj set della star internazionale Charlotte de Witte, pronta a trasformare la piazza in un grande palcoscenico all’aperto. Una stagione che conferma Genova sempre più viva, inclusiva e capace di unire tradizione e contemporaneità.

 

Palazzo Tursi, presentato l’ufficio LGBTQIA+ per il contrasto alle discriminazioni e il sostegno all’inclusività

Super User 02 Aprile 2026 691 Visite

 

È stato presentato oggi a Palazzo Tursi, alla presenza della sindaca di Genova, Silvia Salis, dell’assessora alle Pari opportunità, Rita Bruzzone, e dell’avvocata Ilaria Gibelli, il nuovo ufficio LGBTQIA+ del Comune di Genova.

L’ufficio avrà il compito di orientamento, coordinamento e indirizzo delle politiche pubbliche della città sulle tematiche LGBTQIA+, oltre a svolgere attività di formazione e superamento degli stereotipi sul territorio in sinergia con tutti i Municipi, e alle poli mission orientate al contrasto delle discriminazioni e al sostegno della pluralità delle soggettività LGBTQIA+, nel senso più ampio del termine. Obiettivi che porterà avanti attraverso azioni concrete, costruendo un nuovo patto di cittadinanza basato su valori, sull’autodeterminazione e sull’equità sociale. Attraverso una struttura organizzata e operativa, il progetto pone al centro il pieno riconoscimento, la visibilità e la cittadinanza attiva della pluralità delle soggettività.

L’Ufficio si pone l’obiettivo di essere uno strumento e un collettore di bisogni, e non uno sportello o un erogatore di servizi che sono già in essere sul territorio grazie alle associazioni che si occupano delle persone LGBTQIA+.

«Con l’istituzione dell’Ufficio LGBTQIA+ il Comune di Genova sceglie di fare della tutela dei diritti, del contrasto a ogni discriminazione e della costruzione di una città più inclusiva un impegno strutturale - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - uno strumento operativo che nasce per ascoltare, coordinare, formare e mettere in relazione il Comune con le associazioni, i Municipi e tutte le realtà che sul territorio lavorano ogni giorno su questi temi. Il nostro obiettivo è rendere Genova una città in cui ogni persona possa sentirsi riconosciuta, rispettata e libera di vivere la propria identità. I diritti devono tradursi in atti concreti, in politiche pubbliche, in attenzione nei servizi e nella capacità delle istituzioni di esserci davvero. È questo il senso del lavoro che abbiamo scelto di portare avanti».

«L’Ufficio LGBTQIA+ rappresenta un vanto per questa amministrazione, perché per la prima volta nella storia della città l’amministrazione comunale ha deciso di farsi carico delle istanze e delle problematiche che la comunità LGBTQIA+, e non solo, vive ogni giorno sulla propria pelle - afferma l’assessora alle Pari opportunità e al Personale Rita Bruzzone - questo ufficio sarà uno strumento prezioso per ascoltare la voce fino a questo momento ignorata, in città e tra le mura di Tursi, un collettore di bisogni e un punto nevralgico dal quale partiranno iniziative, incontri, collaborazioni e formazione».

«Con l’apertura dell’Ufficio LGBTQIA+, Genova compie un passo decisivo verso la cultura dei diritti. Per la prima volta, le politiche comunali, sia interne che esterne, adottano una lente che supera l'approccio eteronormato, includendo finalmente ogni orientamento sessuale e identità di genere - spiega l’avvocata Ilaria Gibelli -. Il lavoro da fare è immenso: nessuna amministrazione precedente si era mai impegnata concretamente in politiche di valorizzazione delle diverse soggettività, formazione e raccolta dati sulla comunità. È fondamentale precisare che l'Ufficio non è uno sportello di servizi alle singole e ai singoli, ruolo che le associazioni del territorio svolgono egregiamente da anni, spesso su base volontaria. Il nostro obiettivo è essere uno strumento istituzionale per rendere la città un luogo sicuro e accessibile, eliminando ogni forma di discriminazione, a partire da quella burocratica. Stiamo lavorando in sinergia con quasi tutti gli assessorati per intercettare bandi nazionali ed europei: la questione LGBTQIA+ è trasversale e tocca ogni ambito della nostra vita quotidiana».

Tra le priorità del nuovo ufficio LGBTQIA+ spicca il rilancio di un dialogo strutturato e costruttivo con associazioni, movimenti e soggetti attivi sul territorio per la tutela dei diritti, con lo scopo di favorire una collaborazione sempre più virtuosa tra associazioni e società civile.

Il Comune di Genova ha inoltre riattivato l’adesione e la partecipazione alla Rete Re.A.DY, Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati a prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, anche in chiave intersezionale con gli altri fattori di discriminazione (sesso, disabilità, origine etnica, orientamento religioso, età) riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale.

E proprio con Rete Re.A.DY, l’ufficio LGBTQIA+ organizzerà, il 16 maggio, un convegno in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, istituita nel 2004, scegliendo come data simbolica quella in cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali: il 17 maggio 1990.

Il lavoro dell’ufficio LGBTQIA+ prevede altresì l’attivazione di un tavolo permanente sui diritti, nel quale saranno coinvolti tutti i soggetti locali impegnati nella tutela dei diritti delle persone di genere femminile e delle persone LGBTQIA+.

Partiranno inoltre percorsi di formazione per il personale comunale e in particolare il personale delle scuole, dei servizi sociali e della Polizia Locale, su violenza di genere e discriminazioni legate all’orientamento sessuale, identità di genere e/o espressione di genere, al fine di migliorare l’accoglienza e il supporto alle vittime.

L’Ufficio sta lavorando in sinergia con tutti gli assessorati impegnandosi nella ricerca e nella partecipazione a bandi anche europei. Si stanno mettendo in piedi progetti con l'Unar (Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali) attraverso la partecipazione a bandi, e progetti per ottenere risorse per la formazione sulla tematica LGBTQIA+, in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio.

Sarà inoltre promossa e sostenuta l’apertura di strutture dedicate, quali una Casa di accoglienza per i/le giovani LGBTQIA+ e centri antiviolenza inclusivi di tutte le soggettività, attraverso la ricerca di fondi a mezzo bandi finalizzati alla istituzione di questi centri per la popolazione LGBTQIA+ più fragile.

L’ufficio sta già lavorando all’introduzione dell’identità Alias per il personale comunale e delle aziende paracomunali: con identità Alias si intende un protocollo amministrativo che possa consentire alle persone in transizione di genere o che non si identificano con il sesso assegnato alla nascita di poter utilizzare un nome d’elezione e un genere diverso da quello legale nei contesti interni all’ente.

Tra i progetti in cantiere la collaborazione con l'assessorato all’Urbanistica per la creazione dell'Atlante di Genere per la città di Genova, e la creazione di un festival musicale per valorizzare gli/le artisti LGBTQIA+.

L’ultimo volo di Antonio Fazio, storico presidente dell’Aeroclub di Genova

Super User 02 Aprile 2026 1339 Visite

Lo chiamavano “il presidente operaio” perché non disdegnava di mettere le mani negli aerei e nella sede: amava mettere a posto le cose nel club, spinto da uno spirito entusiasta e dal grande amore per il volo. Pilota bravo e meticoloso, preparato ad ogni decollo ed atterraggio. Ottimo presidente dell’Aeroclub di Genova.

Ma soprattutto Antonio Fazio era un uomo buono, onesto, pieno di slanci generosi per tutti. Qualità umane oggi non da poco e che erano riconosciute dalle molte persone con le quali aveva avuto contatti.

Si era proposto ed era stato eletto e rieletto alla presidenza dell’Aeroclub di Genova, dove ha lavorato tanto e benissimo per molti anni, creando un clima di amicizia che andava oltre la semplice appartenenza al club o al volo in compagnia. Persino organizzando e preparando pranzi che agglomeravano i soci tra un’attività di volo, un corso teorico ed altro. Anni bellissimi per il club, impossibili da dimenticare, ricchi di attività.

Militare dell’Aeronautica Militare, era ora in pensione. Un male crudele e spietato lo ha portato via, nell’ultimo volo verso il cielo che amava, a soli 67 anni, lasciando sbigottita, incredula ed affranta una generazione di piloti genovesi e non solo.

Uomo, pilota e presidente indimenticabile i cui funerali si svolgeranno domani, venerdì 3 aprile alle 11:30 presso la chiesa Nostra Signora degli Angeli, in via Giovanni XXIII, in zona San Fruttuoso a Genova.

Personalmente sono vicino alla moglie Maria e ai figli Gianluca e Laura in questo dolorosissimo momento e che stringo in un forte abbraccio.

Dino Frambati

Vesta Portofino riapre a Paraggi con il progetto gastronomico di LMDV Hospitality

Super User 02 Aprile 2026 533 Visite

 

Venerdì 3 aprile riapre Vesta Portofino, l’esclusivo ristorante che porta a Paraggi il progetto gastronomico del brand LMDV Hospitality. La riapertura si inserisce nel calendario primavera-estate 2026 del gruppo, che dopo la Versilia prosegue il proprio percorso nelle principali destinazioni stagionali italiane.

Situato all’interno dello storico locale Le Carillon, in via Paraggi a Mare 10, Vesta Portofino valorizza il mare, la dimensione della terrazza e il legame con l’estetica della Riviera. La proposta interpreta il linguaggio del brand in chiave site-specific, con una cucina che mette al centro il Mediterraneo, il prodotto e una visione contemporanea dell’esperienza gastronomica. Vesta Portofino apre la stagione sul beach Club di Le Carillon, con una cucina mediterranea distintiva che esalta i sapori del mare e delle materie prime locali. Il take-over creativo, realizzato in collaborazione con Dolce&Gabbana, completa un’esperienza elegante e raffinata, che cattura il fascino senza tempo della Riviera Ligure, dove ogni dettaglio contribuisce a un’atmosfera esclusiva e sofisticata.

A firmare le cucine di tutte le sedi Vesta è Giorgio Bresciani, Culinary Director del gruppo, che garantisce coerenza e qualità in ogni destinazione. Il brand è oggi presente a Milano, Versilia, Porto Cervo, Portofino e Monte Carlo, confermando una visione dell’hospitality capace di far dialogare cucina, identità estetica e forza della destinazione. La stagione dei dinner show vedrà la partecipazione di artisti come Rudy Smaila e Alessandro Ristori: il primo sarà protagonista sabato 4 aprile e, a seguire, il 20 giugno, il 4 luglio e l’8 agosto, mentre il secondo salirà sul palco il 12 giugno e il 10 luglio.

Deputati sospesi per protesta contro gruppi di estrema destra, Ghio: “Reato di antifascismo”

Super User 02 Aprile 2026 519 Visite

Ha suscitato molte reazioni nel centrosinistra la decisione dell’Ufficio di presidenza della Camera di sanzionare 32 deputati delle opposizioni per le proteste contro gruppi di estrema destra. Il 30 gennaio, alcuni parlamentari di minoranza avevano occupato la sala stampa della Camera per impedire lo svolgimento di una conferenza sulla cosiddetta “remigrazione”, organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele. All’evento erano previsti interventi di esponenti dei movimenti CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Forza Nuova e la Rete dei Patrioti.

La sanzione riguarda 32 deputati: 22 sono stati sospesi per cinque giorni per aver “materialmente impedito l’avvio della conferenza” sedendosi al banco degli oratori; altri 10 hanno invece ricevuto una sospensione di quattro giorni per aver “contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili” nella sala, rendendo impossibile l’iniziativa.

Valentina Ghio, ex sindaca di Sestri Levante e oggi deputata PD, parla di “reato di antifascismo”, denunciando sui social la gravità del provvedimento.

“Un passaggio grave, che spalanca la porta a una deriva pericolosa. Chi ha deciso la sanzione deve solo vergognarsi. Totale e profonda solidarietà ai colleghi e alle colleghe”.

Genova delle arti: dieci eventi gratuiti nei luoghi più suggestivi e nascosti della città

Super User 02 Aprile 2026 646 Visite

 

Dal 17 aprile al 21 giugno, il capoluogo ligure si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto con “Genova delle arti 2026”, il nuovo progetto culturale itinerante promosso dal Comune e diretto da Pino Petruzzelli. Dieci appuntamenti gratuiti, distribuiti tra aprile, maggio e giugno, porteranno il pubblico alla scoperta di luoghi affascinanti e spesso poco conosciuti della città, tra chiese, oratori e conventi.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione con importanti realtà cittadine come il Teatro Carlo Felice, la Giovine Orchestra Genovese, il Conservatorio Niccolò Paganini e il Teatro Ipotesi, insieme ai nove Municipi del territorio. Il progetto propone dieci prime assolute che intrecciano arti visive, musica e teatro, dando vita a un’esperienza immersiva e multisensoriale.

«Genova delle Arti è un invito a riscoprire il nostro patrimonio artistico, spesso nascosto, e a viverlo in modo accessibile e coinvolgente», sottolinea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari. Un percorso che valorizza le eccellenze delle delegazioni cittadine e offre ai visitatori un’esperienza autentica, capace di unire linguaggi diversi come pittura, scultura, poesia, musica e teatro.

Il 2026 rappresenta inoltre un anno simbolico per Genova, con tre importanti ricorrenze: i vent’anni dei Palazzi dei Rolli (Patrimonio UNESCO dal 2006), i 400 anni delle Mura Nuove e il centenario della nascita della Grande Genova. In questo contesto, la rassegna si inserisce come elemento centrale di una narrazione culturale diffusa, che vede la città come un vero museo a cielo aperto. 

Protagonisti saranno capolavori di artisti come Luca Cambiaso, Domenico Piola e Domenico Fiasella, raccontati da studiosi e storici dell’arte. A questi si affiancheranno le parole di grandi autori come Eugenio Montale, Fabrizio De André e Paolo Villaggio, interpretate da Petruzzelli e dall’attrice Carolina Shadi Osloobi.

Non mancherà la musica dal vivo, con brani di Johann Sebastian Bach, Niccolò Paganini e Sergej Prokof'ev, eseguiti dall’Orchestra e dal coro del Teatro Carlo Felice, dai solisti della Giovine Orchestra Genovese e dagli allievi del Conservatorio.

Ecco il calendario degli appuntamenti, tutti a ingresso gratuito e senza prenotazione: 

Venerdì 17 aprile ore 21 - Municipio I Centro Est, Chiesa di Santa Marta

Sabato 18 aprile ore 21 - Municipio II Centro Ovest, Chiesa di San Rocco sopra Principe

Domenica 19 aprile ore 16 - Municipio III Bassa Val Bisagno, Chiesa N.S. del Rifugio in Monte Calvario 

Venerdì 15 maggio ore 21 - Municipio VII Ponente, Chiesa di Sant’Antonio - Crevari

Venerdì 22 maggio ore 21 - Municipio IV Media Val Bisagno, Oratorio di San Giacinto - Fontanegli

Venerdì 29 maggio ore 21 - Municipio V Valpolcevera, Chiesa dei Cappuccini - Pontedecimo 

Venerdì 5 giugno ore 21 - Municipio VII Ponente, Chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto - Multedo

Venerdì 12 giugno ore 21 - Municipio IX Levante, Chiesa di San Siro - Nervi

Venerdì 19 giugno ore 21 - Municipio VIII Medio Levante, Chiesa romanica Santa Maria del Prato

Domenica 21 giugno ore 18 - Municipio VI Medio Ponente, Oratorio di N.S. Assunta di Coronata

Tutte le info: www.visitgenoa.it/it/genova-delle-arti-2026

Ente Bacini, Tognoni (PD): “Serve chiarezza sul futuro di un presidio strategico per la città”

Super User 01 Aprile 2026 482 Visite

 

“Le notizie circolate in queste ore sull’ipotesi di privatizzazione di Ente Bacini meritano attenzione e approfondimento. Parliamo infatti di una realtà importante per Genova, per il porto e per il comparto della cantieristica, in una fase in cui il tema degli spazi e degli investimenti industriali è sempre più centrale per il futuro della città”. Così si legge in una nota del Partito Democratico Genova.

“Su Ente Bacini guardiamo con preoccupazione alle ipotesi di privatizzazione, perché si tratta di un presidio strategico che ha un valore rilevante per il sistema produttivo genovese - dichiara Francesco Tognoni, segretario del PD Genova -. Per questo riteniamo necessario che ci sia la massima chiarezza sulle intenzioni e sulle prospettive industriali, occupazionali e operative che riguardano questa struttura”.

“Per il PD Genova - conclude la nota - la direzione da seguire dovrebbe essere quella di rafforzare, e non indebolire, gli strumenti strategici a servizio del sistema produttivo e portuale della città. Proprio per questo guardiamo con preoccupazione a un’ipotesi di privatizzazione su un asset così rilevante per Genova, che richiede scelte attente e pienamente orientate alla tutela dell’interesse pubblico”.

Campasso, al via 2 bandi Spim per student e social housing in via Porro

Super User 01 Aprile 2026 470 Visite

 

Sono stati pubblicati, sul sito di Spim spa - società per il patrimonio immobiliare - interamente partecipata dal Comune di Genova - due bandi per l’assegnazione di 20 alloggi in via Porro 5 (sala B) destinati allo student housing e di 20 alloggi in via Porro 5 (scala C) per il social housing.

«Il diritto alla casa è al centro del nostro programma di governo della città - commenta l’assessore alle Politiche della casa, Davide Patrone - nonostante i tagli del governo a questo importante capitolo di finanza pubblica, come amministrazione stiamo investendo sulle politiche della casa, sul social housing e student housing: gli alloggi che andiamo a mettere a bando implementano l’offerta destinata non solo a studenti, ma anche a nuclei familiari che necessitano di un supporto concreto, un welfare abitativo innovativo che può contribuire anche alla rigenerazione sociale di un quartiere particolarmente colpito dal post crollo del viadotto Morandi. Tra gli immobili messi a bando da Spim nella zona tra via Porro e Campasso, 66 nuovi posti letto saranno destinati agli studenti, 28 gli alloggi per over 65, 18 per giovani coppie under 35 e altrettanti per single under 35, 21 per famiglie numerose e 12 per categorie speciali e assistenza alle persone».

Attualmente sono stati assegnati tutti gli immobili di via Porro 6 e per via Porro 5, oltre ai due bandi che saranno pubblicati oggi, ne seguirà un terzo sulla scala A con l’obiettivo di arrivare all’assegnazione entro l’estate, sulla base della graduatoria Spim. Inoltre, in via Porro 11 i lavori di ristrutturazione degli appartamenti sono in corso e termineranno entro fine anno: il 55% sarà destinato a student housing. Per quanto riguarda via Campasso 39-41, la progettazione è terminata e i lavori inizieranno dopo l’estate.

Gli alloggi, messi a bando, di via Porro 5 scala B (student housing) sono destinati a under 35 (single e senza figli) che siano studenti, dottorandi, ricercatori universitari residenti sia fuori Genova sia fuori Liguria.

Gli alloggi, ristrutturali e arredati, possono accogliere fino a due persone assegnatarie: ogni camera (due per ogni alloggio) è di circa 15 metri quadrati, dotata di mobilio; sono spazi comuni l’ingresso, la cucina e il bagno. Il canone di locazione a camera è di 250 euro al mese oltre a 100 euro mensili per le spese di amministrazione.

Per i 20 alloggi destinati, invece, al social housing, possono presentare domanda per l’assegnazione degli appartamenti di via Porro 5 scala C: famiglie monogenitoriale (nucleo familiare composto da un genitore ed uno o più figli); anziani (nuclei familiari in cui almeno uno dei due componenti abbia un’età non inferiore a 65 anni); lavoratori appartenenti a specifiche categorie in servizio (assistenza alle persone); coppie di giovani (nuclei familiari in cui entrambi i componenti abbiano meno di 35 anni); single under 35.

Gli alloggi, completamente nuovi e arredati, per due persone (un alloggio per 3, un adulto e un massimo di due figli) dotati di ascensore, hanno una metratura che varia dai circa 75 metri quadri ai 93. Sono tutti composti da cucina, bagno con finestra e sanitari completi, due camere singole e soggiorno. I requisiti reddituali di accesso sono fino a un massimo di 19.896,84 euro. Il canone mensile ad alloggio varia dai 322 euro circa al mese ai 402 circa mensili, oltre alle spese condominiali tra i 100 e i 150 euro al mese, a seconda delle metrature.

L’assegnazione dell’appartamento è preceduta dal controllo della sussistenza dei requisiti soggettivi per l’accesso agli alloggi a canone moderato vigenti al momento dell’assegnazione stessa.

Il termine ultimo per concorrere all’aggiudicazione degli alloggi oggetto del bando, in pubblicazione oggi, è fissato al 30 aprile 2026 alle ore 12:00. I sopralluoghi degli aggiudicatari agli alloggi saranno fissati indicativamente a partire dal 15 maggio 2026 e sino alla conclusione dell’aggiudicazione di tutti gli alloggi oggetto del presente bando.

I bandi, una volta pubblicati, sono consultabili al link https://spimgenova.it/locazione-social-housing/

Valbisagno, Rosso (FdI): “Genova ridicolizzata per il progetto della cabinovia”

Super User 01 Aprile 2026 1430 Visite

“Se fosse stato presentato oggi, 1° aprile, avrei subito pensato che il progetto di una cabinovia come mobilità alternativa per Genova fosse uno scherzo. Purtroppo non è così. Silvia Salis è stata molto determinata nel presentare, con un rendering, la stessa modalità che contestava al centrodestra, una soluzione che ha portato Genova alla ribalta nazionale, ma questa volta come esempio negativo”. Così Matteo Rosso, deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, commenta il progetto della funivia urbana, pensata per risolvere i problemi della mobilità nella Valbisagno.

“Spiace vedere - prosegue il deputato - la città dileggiata in tutta Italia per un progetto che ha ispirato tanta satira e pochissimi applausi. I genovesi erano abituati a essere citati come modello di concretezza ed efficienza: progetti come il ponte sul Polcevera, costruito in tempi record, hanno dato l’idea di una città capace di realizzare una visione. Invece, sotto la giunta Salis, abbiamo visto solo un’ideologia che dice no a tutto ciò che viene proposto da un governo di centrodestra: un metodo che ha portato a rinunciare ai quasi 400mila euro già stanziati per un progetto del tutto simile, che ne eredita l’impatto ambientale amplificandolo, senza offrire vantaggi concreti”. 

“E oltre al danno, la beffa. Anzi, l’offesa. Salis snobba la nostra università - che, diciamolo, è costituita da docenti preparati e competenti - mentre sceglie Milano, in puro stile radical chic, pagando con i soldi dei genovesi una consulenza all’ateneo lombardo. Peccato che, come si è dimostrato, a Milano non sappiano molto di Genova e del suo microclima e propongano una soluzione che ha fatto la fortuna dei comici. Questo fa soffrire chiunque ami profondamente la nostra città, che ora non può nemmeno replicare al sindaco, il quale ha detto chiaramente di non tollerare dissidi sul tema”, conclude Rosso.

Verde pubblico, l’assessora Coppola presente alle nuove piantumazioni

Super User 01 Aprile 2026 545 Visite

 

Questa mattina l’assessore comunale al Verde Francesca Coppola insieme ad Aster ha effettuato un sopralluogo in alcune aree della città interessate da interventi di reimpianto del patrimonio arboreo. Al centro delle verifiche, i nuovi interventi di reimpianto che, solo in questa sessione primaverile, porteranno 74 nuovi alberi nelle strade e nei parchi di Genova.

Il monitoraggio ha toccato punti nevralgici del tessuto cittadino: dai Giardini Brignole, dove sono stati messi a dimora 13 lecci e 4 pini, a via G.B. D'Albertis con un nuovo ippocastano, fino a Villa Croce a Carignano, dove un giovane leccio ha preso il posto di un esemplare rimosso. Si tratta di interventi di sostituzione strategica, necessari per rimpiazzare alberature giunte a fine ciclo vitale o abbattute per ragioni di incolumità pubblica.

«In questa primavera stiamo portando avanti un piano di nuove piantumazioni in tutti i Municipi, con un totale di 74 nuovi alberi distribuiti sul territorio - dichiara l’assessora al Verde del Comune di Genova Francesca Coppola -. È una scelta precisa: in questo periodo interveniamo in modo responsabile, perché piantare significa anche garantire la cura nei mesi successivi. Durante l’estate, infatti, i giovani alberi hanno bisogno di irrigazioni costanti, con un impegno importante di personale e mezzi. Per questo oggi concentriamo gli interventi sostenibili e ben gestibili. Sarà poi l’autunno il momento in cui potremo rafforzare il lavoro, grazie a condizioni climatiche più favorevoli all’attecchimento. Abbiamo già individuato interventi significativi, come via Vespucci a Pegli e corso Firenze, dove lavoreremo per aumentare in modo consistente le alberature, compatibilmente con le risorse disponibili. Un lavoro concreto, passo dopo passo, per rendere Genova più verde, più resiliente e più vivibile».

Il piano di interventi è coordinato da Aster, che opera in stretta sinergia con gli uffici comunali.

«Si tratta di reimpianti che fanno parte di un quadro di interventi già programmati - ha spiegato Giuliano Pastorino, responsabile del settore verde di Aster -. Stiamo intervenendo in molte zone della città e l’attività proseguirà fino alla fine di aprile, per poi riprendere a ottobre. L’obiettivo è mantenere il numero dei reimpianti superiore a quello degli abbattimenti, come avvenuto negli ultimi anni, così da rendere più nuovo e sicuro il patrimonio arboreo cittadino».

Ai Ricchi e Poveri il 1° Premio Palazzo Ducale oltre le mura

Super User 01 Aprile 2026 517 Visite

 

Un abbraccio simbolico tra passato e presente della musica italiana ha animato la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, dove i Ricchi e Poveri hanno ricevuto il 1° Premio “Palazzo Ducale oltre le mura”. Un riconoscimento che celebra non solo una carriera straordinaria, ma anche il legame profondo con la città di Genova, da cui tutto ebbe inizio.

La consegna del premio è avvenuta durante l’incontro “Quando il pop è planetario”, appuntamento inaugurale del ciclo “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”, curato da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino. Un progetto che intende esplorare l’evoluzione della musica ligure, attraversando generi e generazioni, e che vedrà protagonisti, nelle prossime settimane, oltre a Roberto Vecchioni (8 aprile), Sayf (29 aprile), Olly (5 maggio) e Moreno (22 maggio).

L’evento ha offerto l’occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della carriera dei Ricchi e Poveri, dagli esordi alla fine degli anni Sessanta fino al successo internazionale, segnato da milioni di dischi venduti e da brani diventati patrimonio collettivo. Accanto a loro, il critico musicale Paolo Giordano e il direttore de Il Secolo XIX Michele Brambilla hanno sottolineato l’impatto culturale e popolare del gruppo, capace di attraversare epoche e confini.

Particolarmente significativo il messaggio inviato da Ivano Fossati, letto in apertura dalla presidente della Fondazione Palazzo Ducale, Sara Armella. Parole cariche di affetto e riconoscenza, che testimoniano la diffusione globale delle canzoni del gruppo, capaci di risuonare anche nei luoghi più remoti del pianeta, come dimostrato dal suggestivo racconto di un Capodanno in Nuova Guinea sulle note di “Sarà perché ti amo”.

Il premio “Oltre le mura” nasce con l’intento di valorizzare artisti che hanno portato la cultura ligure oltre i confini geografici, contribuendo a costruire un’identità musicale riconoscibile e duratura. In questo senso, i Ricchi e Poveri rappresentano un simbolo perfetto: interpreti di un pop accessibile e universale, ma radicato nella tradizione locale.

 

L’intervento della presidente Sara Armella

«Palazzo Ducale – sostiene la presidente Sara Armella – intende ampliare la propria offerta culturale ed esplorare le varie forme espressive. Spazio aperto, dunque, alla musica, dalla classica con Francesco Meli e il ciclo Pentagramma Ducale, fino alla musica contemporanea, con il ciclo che si avvia oggi. Dal cantautorato, al pop e al rap: gli appuntamenti che si susseguiranno nella sale del Ducale ricostruiranno la storia musicale di Genova e della Liguria, grandi incubatrici di esperienze di successo in Italia e nel mondo che hanno prodotto importanti declinazioni anche nella contemporaneità con interpreti in grado di intercettare i nuovi linguaggi e parlare alle giovani generazioni».

 

I curatori Roberto Vecchioni e Margherita Rubino

«Il ciclo – sottolineano i curatori Roberto Vecchioni e Margherita Rubino – propone un dibattito che, per Palazzo Ducale, parte dalla considerazione di quanto forte sia la componente genovese e ligure che si impone da protagonista per tutti e tre questi generi musicali. Sia la canzone pop che quella cantautorale che quella detta rap possiedono una straordinaria forza autonoma, ma al tempo stesso non è fissata in canoni precisi e presenta confini fluidi e discutibili. I genovesi e i liguri hanno contribuito a dare il via a questi tre fenomeni: questo dato rende orgogliosi e va segnalato e ricordato con forza, anche in sede di dibattito e di critica. L’aspetto popolare delle canzoni, pop o rap o di autore – o tutte e tre le cose in una (non è infrequente) – è una somma di emozioni e passioni che non costituiscono ornamento, sono spazio di costruzione di identità, personale e collettiva. È parte del patrimonio culturale locale e nazionale. È cultura ed è pure motore economico, visto che l’industria musicale ha un valore complessivo di 4 miliardi di euro».

 

Il messaggio di Ivano Fossati

“Sarà che il valore della musica si misura solo imparando ad accoglierla tutta, o sarà che le canzoni a volte rivelano di essere meno leggere e contare più di quanto abbiamo creduto. Genova rende omaggio ai “Ricchi e Poveri” e a mio parere non potrebbe fare cosa più giusta.

Cari Angela e Angelo, le vostre canzoni corrono tutt’ora con successo attraverso gran parte del mondo. Avendo viaggiato io stesso per molti anni posso testimoniare che le voci di tutti voi sono sempre uscite prepotentemente dalla radio in ogni paese che ho visitato, anche in quelli più sperduti e lontani, regalandomi la compagnia e l’eco di familiarità che si apprezzano particolarmente a migliaia di chilometri da casa.

A proposito di grandi distanze, l’ultima segnalazione l’ho avuta da un caro amico e viene dalla Nuova Guinea, dove la notte di Capodanno 2026 un intero villaggio di pescatori ha festeggiato la mezzanotte cantando a squarciagola Sarà perché ti amo. Avrei voluto esserci. Oggi la città festeggia il vostro successo, il talento, la generosità e la vostra storia. Io mi permetto di associarmi a questo abbraccio con l’affetto e la stima più sinceri”.

Margherita Rubino

‘La Ville Superbe’: i sapori dei piatti genovesi nel cuore del Porto Antico

Super User 31 Marzo 2026 586 Visite

 

Nei pressi del Galeone Neptune, sul molo di Ponte Morosini, nel cuore del Porto Antico di Genova, si affaccia ‘La Ville Superbe’, un ristorante che dal 2019 è diventato un punto di riferimento per turisti, crocieristi e genovesi alla ricerca della cucina genovese e della vista mare.

Gestito con passione da Celestina Shmilli e Kevis, coppia di origini albanesi ormai profondamente legata alla città, il locale propone un menù ricco e curato, quasi interamente dedicato al pesce fresco. La proposta spazia dalle acciughe impanate e fritte alle fragranti focaccette, fino a un raffinato tris di tartare di mare. Tra i primi piatti spiccano i ravioli al branzino, disponibili in versione bianca e nera, il risotto ai gamberi e lime e le immancabili trofie al pesto, tra le preparazioni più amate dai visitatori internazionali.

Nei secondi, i totanetti fritti con gocce di basilico e verdure croccanti rappresentano un perfetto equilibrio tra tradizione e creatività, incarnando l’anima autentica della cucina genovese. A chiudere l’esperienza, un tocco personale: il Treleçe, dolce balcanico a base di pan di Spagna e tre tipi di latte, arricchito da una delicata copertura al crème caramel, capace di conquistare anche i palati più tradizionali. 

Aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 11:00 a mezzanotte, il ristorante offre 22 coperti interni e un ampio dehor sul molo con circa 70 posti all’aperto, affacciati direttamente sulle acque della Darsena.

Facilmente raggiungibile dal centro e a pochi passi dalle principali attrazioni del Porto Antico, ‘La Ville Superbe’ vanta anche una carta dei vini ben selezionata, con etichette liguri come Vermentino, Pigato, Rossese e Ciliegiolo, oltre a proposte nazionali ideali per accompagnare ogni piatto.

 

Amianto, in Consiglio regionale passa la mozione del M5S a tutela dei lavoratori

Super User 31 Marzo 2026 359 Visite

 

“È stata approvata all’unanimità la mozione del Movimento 5 Stelle che impegna la Regione Liguria ad attuare concretamente le nuove disposizioni europee sulla tutela dei lavoratori esposti all’amianto, recepite con il D.Lgs. 213/2025. Un provvedimento fondamentale per rafforzare la prevenzione, abbassare i limiti di esposizione e introdurre nuovi obblighi su valutazione del rischio, formazione e sorveglianza sanitaria”. Così si legge in una nota del capogruppo regionale del M5S, Stefano Giordano.

“La Liguria - prosegue la nota - è tra le regioni storicamente più esposte al rischio amianto per la presenza di vaste aree industriali e infrastrutture datate. Era necessario un segnale chiaro, un impegno inequivocabile della Regione per garantire che le nuove norme non restino sulla carta ma diventino strumenti concreti di tutela per i lavoratori. Ringrazio l’Aula per aver riconosciuto l’urgenza del tema amianto come priorità sanitaria e ambientale, ribadendo la necessità di un’azione coordinata e continuativa per ridurre l’esposizione e prevenire patologie ancora oggi diffuse. Questa mozione va proprio in questa direzione: non è contro qualcuno, ma rafforza e rende sistemico ciò che già si fa, anche alla luce del nuovo quadro normativo”.

“Sull’amianto non esistono scorciatoie: o si previene oggi o si contano i morti domani. E noi abbiamo il dovere di stare dalla parte della prevenzione”, conclude Giordano.

 

Tutela dei cittadini, Balleari nominato coordinatore nazionale dei difensori civici e dei garanti

Super User 31 Marzo 2026 821 Visite

 

Il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari è stato nominato dalla Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative coordinatore nazionale della difesa civica e degli organi di garanzia. L’investitura di oggi avviene pochi giorni dopo la riunione plenaria dei difensori civici di tutta Italia, che si è svolta a Genova il 25 marzo scorso.

“Sono particolarmente onorato di essere stato individuato come coordinatore dei Difensori civici e delle figure di Garanzia - dichiara Balleari - perché, in una società sempre più complessa, la tutela di tutti i cittadini e, in particolare, delle persone più fragili, come i minori, le vittime di reato e i detenuti, riveste un valore altissimo che mi impegno a rappresentare con senso di responsabilità”.

 

Valbisagno, i comitati bocciano la cabinovia e lamentano il mancato coinvolgimento

Super User 31 Marzo 2026 472 Visite

La presentazione dello studio del Politecnico di Milano sulla mobilità in Val Bisagno ha suscitato una forte reazione critica da parte dei comitati cittadini. La soluzione della ‘Funivia urbana’, illustrata come alternativa innovativa, viene percepita invece come una versione “alleggerita” dello Skymetro, con caratteristiche solo in parte migliorative ma sostanzialmente simili nelle criticità. Al centro delle contestazioni non c’è solo il merito tecnico del progetto, ma pure il metodo adottato dall’amministrazione, accusata di non aver avviato un reale percorso di confronto con il territorio.

Il ‘Comitato di via Vecchia e strade limitrofe’ ricorda alla sindaca Salis che “in campagna elettorale lei, e tutta la sua coalizione, ha preso un impegno con il comitato, firmando un documento in cui si chiedeva di apportare una variante all’attuale progetto della rimessa Staglieno, inserendo il parcheggio di interscambio all’interno della futura officina, anziché disporlo su due piani sopra l’edificio. Dallo studio si evince che non solo i due piani di parcheggio verrebbero realizzati, ma esisterebbe anche la possibilità che sul tetto dello stabile venga inserita la stazione della funivia, che insisterebbe in un contesto urbano densamente popolato e con un traffico veicolare intenso, senza che sia stato effettuato un adeguato studio sull’inquinamento acustico prodotto dalle cabine in arrivo e in partenza ogni 30 secondi, dalle ore 6 alle ore 23”.

Per il comitato ‘Opposizione Skymetro - Val Bisagno sostenibile’ la cabinovia “è di fatto uno Skymetro light, con qualche aspetto migliore, qualche aspetto peggiore, ma complessivamente con gli stessi difetti”. Inoltre, lamenta che “un processo di condivisione con i cittadini, che chiediamo sin dalle elezioni del 2025, avrebbe sicuramente contribuito ad una proposta migliore e di conseguenza più accettata e accettabile, ma nessuno ci ha mai voluto incontrare, né la sindaca la scorsa estate, né il professore lo scorso autunno, né la giunta questo Inverno. Abbiamo confidato e sperato che tutto andasse bene, che questa amministrazione sapesse comunque quale fosse il meglio per la vallata. Ci siamo sbagliati!”. E conclude: “registriamo, infine, come anche questa amministrazione non abbia la più pallida idea di cosa sia un processo partecipato, dato che nel corso di questa Primavera si confronterà solo con la politica (per un mese con la sua coalizione, poi il passaggio in Consiglio comunale e poi nei Municipi). Razionalmente, ci sarà tempo e modo per studiare nel merito lo studio esposto dal prof. Coppola. Decideremo in plenaria, come sempre, il da farsi. Emotivamente, al momento siamo sconcertati e sgomenti”.

Balletti di Nervi, Salis e Montanari: “Ad oggi è difficile ipotizzare l’edizione 2026”

Super User 31 Marzo 2026 407 Visite

 

«L’edizione 2025 dei Balletti di Nervi, pur a fronte di garanzie economiche di 1 milione di euro, verbalizzate nel Consiglio di Indirizzo del gennaio 2025, non ha visto altri atti concreti di sostegno economico da parte del Comune di Genova fino al cambio di amministrazione nel maggio del 2025. Una situazione che ha portato a una perdita netta di esercizio pari a 800 mila euro, di cui 300 mila euro sono stati già versati oltre al contributo ordinario del Comune di Genova pari a 4,5 milioni di euro. Il Comune, inoltre, ha assunto l’impegno di erogare la quota restante entro la chiusura del bilancio, sotto forma di ulteriore contributo straordinario». Così, in una nota, la sindaca di Genova, Silvia Salis, e l’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari, replicano alle dichiarazioni della vicepresidente di Regione Liguria, Simona Ferro, e del presidente del Municipio Levante, Federico Bogliolo.

Per Salis e Montanari «nonostante il presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, avesse confermato il contributo straordinario di 500 mila euro destinati ai Balletti di Nervi, a oggi non risulta alcun impegno economico formalizzato né a favore della Fondazione, né per il Festival, se non una disponibilità per un contributo straordinario, espressa esclusivamente in via verbale».

«Alla luce di questi elementi - aggiungono - risulta difficilmente comprensibile come si possa ipotizzare un’edizione 2026 del Festival completamente priva di copertura finanziaria, per un importo stimato attorno al milione di euro, senza che siano state ancora coperte le spese straordinarie dell’esercizio precedente. Criticità già emerse nelle sedi competenti e, in tal senso, colpisce la mancanza di informazioni della vicepresidente e assessora regionale alla Cultura, Simona Ferro, dal momento che tali situazioni sono state ribadite nell’ultimo incontro dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio di Indirizzo in sua presenza, non più di una settimana fa».

«È importante sottolineare anche come tutti i soci e i membri del Consiglio di Indirizzo abbiano concordato sulla necessità di intervenire con misure straordinarie per dare sostegno alla Fondazione - concludono Salis e Montanari - in un momento di grande preoccupazione economica, determinato da alcune sovrastime a bilancio generate dalla precedente gestione, che è opportuno sanare senza disperdere energie per scongiurare situazioni più complesse da affrontare in futuro. Anche in ragione della prudenza raccomandata proprio su questo tema dal Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione, riteniamo quindi più coerente, in un’ottica di responsabilità amministrativa e sostenibilità economica, portare il festival alla sua originaria cadenza biennale, soluzione che risponde anche alle indicazioni espresse dagli eredi di Mario Porcile, ideatore e storico curatore della manifestazione. Resta ferma la volontà condivisa di tutelare e valorizzare un patrimonio culturale di assoluto rilievo per la città, garantendone al contempo una gestione solida, trasparente e sostenibile nel tempo».

Politiche educative, a Tursi un incontro formativo dedicato al benessere degli insegnanti 0-6

Super User 30 Marzo 2026 342 Visite

Si è tenuto questo pomeriggio a Palazzo Tursi un importante momento di formazione rivolto alle educatrici e alle insegnanti dei servizi educativi 0-6 del Comune di Genova. Un appuntamento partecipato e denso di contenuti, che ha posto al centro il tema del benessere del personale educativo, riconosciuto come elemento imprescindibile per garantire qualità e continuità nei percorsi di crescita dei più piccoli.

L’incontro, dedicato in particolare al fenomeno del burnout, ha offerto una riflessione approfondita su una sindrome sempre più diffusa nel mondo della scuola. Secondo le stime, interessa circa il 50% del personale docente e si manifesta attraverso esaurimento emotivo, depersonalizzazione e una ridotta percezione di realizzazione professionale.

Ad accogliere le partecipanti, portando i saluti dell’Amministrazione, è stata l’assessora ai Servizi educativi del Comune di Genova, Rita Bruzzone, che ha espresso parole di sincera gratitudine per il lavoro svolto quotidianamente da educatrici e insegnanti. «Sono molto soddisfatta di questo momento di formazione - ha dichiarato -. Credo fermamente nell’importanza di investire sulla preparazione dei nostri insegnanti, soprattutto quando si affrontano temi sensibili e attuali come il burnout. Non possiamo limitarci a guardare esclusivamente ai bisogni dei bambini: per garantire un’educazione di qualità è indispensabile mettere al centro anche il benessere delle educatrici, cuore pulsante del nostro sistema educativo».

L’incontro si inserisce in un percorso più ampio promosso dal Comune, volto a valorizzare la figura dell’insegnante e a riconoscerne il ruolo strategico nella formazione delle nuove generazioni. Un impegno che passa anche dalla costruzione di spazi di ascolto, confronto e aggiornamento professionale.

Il fenomeno del burnout è stato analizzato dal professor Gaetano Cotena, docente di Interventi psicoeducativi all’Università di Genova, psicologo e psicoterapeuta, che ha guidato i partecipanti in una riflessione articolata sulle principali criticità del lavoro educativo. Tra i fattori che contribuiscono all’insorgenza della sindrome figurano classi numerose, un carico burocratico crescente, la complessità delle relazioni con le famiglie e una percezione diffusa di scarso supporto da parte del sistema.

«In questa giornata - ha spiegato Cotena - abbiamo cercato di rispondere a una delle domande più ricorrenti nelle scuole: come affrontare l’emotività, l’isolamento e la ribellione dei bambini. Abbiamo lavorato su tre direttrici fondamentali: l’apprendimento del bambino, il vissuto dell’adulto e la dotazione di strumenti concreti per gestire le molteplici sfumature emotive che emergono nella quotidianità educativa».

Il docente ha inoltre evidenziato come il burnout trovi terreno fertile in uno scollamento sistemico: agli insegnanti viene chiesto di educare all’autocontrollo e alla gestione delle emozioni, senza che il sistema formativo fornisca sempre competenze adeguate per sostenere tale compito. A ciò si aggiungono la perdita di riconoscimento istituzionale e il mutato ruolo sociale dell’insegnante, elementi che incidono profondamente sul benessere psicofisico.

 

Genova, prorogata fino al 30 settembre l’ordinanza contro l’abuso di alcol in spazi aperti

Super User 30 Marzo 2026 495 Visite

 

La sindaca di Genova Silvia Salis, su proposta delle assessore alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi e al Turismo Tiziana Beghin, ha prorogato fino al 30 settembre l’ordinanza per la prevenzione dell’abuso di alcol in spazi aperti.

Su tutto il territorio comunale, ogni giorno dalle 22:00 alle 6:00 del giorno successivo, sono vietati la detenzione e il consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche, escluse le aree date in concessione a pubblici esercizi.

Tali divieti sono in vigore già a partire dalle ore 12:00 e fino alle ore 8:00 del giorno successivo nelle seguenti zone: Rivarolo, Sampierdarena, Giardini Cavagnaro e Sestri Ponente, nonché nelle aree del centro storico, di Canevari, di Vernazzola, della spiaggia di Voltri, dei laghetti di San Carlo di Cese, dei giardini di Quinto, di Cornigliano.

Su tutto il territorio di Genova, l’attività di vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche, in qualsiasi tipo di contenitore, deve cessare ogni giorno alle 22:00 e non può riprendere prima delle 6:00 del giorno successivo.

Porto di Genova, sequestrate 6 tonnellate di sigarette di contrabbando

Super User 30 Marzo 2026 438 Visite

 

Un carico di oltre 300 mila pacchetti di sigarette di contrabbando è stato intercettato e sequestrato nel porto di Genova Sampierdarena. L’operazione, condotta in sinergia dal Reparto Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova e dai finanzieri del Comando Provinciale di Genova, ha portato al rinvenimento di oltre 6 tonnellate di tabacchi lavorati esteri.

Il container, proveniente dal Medio Oriente, con un carico dichiarato di carbone per barbecue, è stato intercettato grazie a un’attenta analisi dei flussi commerciali in transito al Porto di Genova.

A far scattare il controllo è stata un’approfondita attività di analisi dei rischi. Gli operatori hanno ricostruito l’intero viaggio del container, verificando la provenienza, le navi utilizzate per il trasporto, i cambi di rotta, i porti di scalo nei quali erano state effettuate soste e operazioni di trasbordo.

Nonostante l’esito del passaggio del container sotto lo scanner fosse negativo, è stata comunque disposta un’ispezione più approfondita che ha rivelato 6.132 chili di sigarette, occultati dietro migliaia di vaschette di alluminio colme di carbone, utilizzate per schermare il reale carico. Un totale di 306.600 pacchetti di sigarette che, se immesse sul mercato illegale, avrebbero fruttato un guadagno illecito di oltre 1.747.000 euro.

L’operazione, condotta dai funzionari doganali e dai militari del II Gruppo di Genova, si inserisce nel quadro di una mirata intensificazione dei controlli, volta a contrastare il fenomeno collegato ai traffici che alimentano il mercato nero dei tabacchi, fenomeno che provoca gravi danni all’Erario e altera le regole della concorrenza. Ancora una volta, la sinergia operativa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, rafforzata anche dal rinnovato Protocollo d’intesa, si conferma determinante nella prevenzione e repressione dei traffici illeciti, in particolare nelle aree di frontiera e presso i principali scali portuali, come quello di Genova.

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